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Aprile 2020

Energy, Luna

Quarto di Luna Crescente di fine Aprile: “ritirarsi per rigenerarsi”

Il Quarto di Luna Crescente del 30 Aprile 2020 ci invita a riscoprire il valore del “ritiro” per rigenerarci e trasformare le debolezze in punti di forza.Read more

Fitness, Interview, To Be In Shape

Modellare il corpo femminile: intervista a Davide Cabras

Modellare il corpo assecondando la femminilità? Possibile, e auspicabile attraverso un allenamento mirato ed efficace.
Ne abbiamo parlato con Davide Cabras – www.decide4fitness.it – esperto del benessere con formazione pregressa nel settore fitness e medicina complementare.
Si occupa di consulenze personalizzate per ripristino di un corretto stato di salute e preparazioni atletiche, specie al femminile.
E, non a caso, è anche uno dei Personal Trainer che ho scelto per farmi seguire durante questa gravidanza 😉

 

Davide, è possibile ottenere un corpo tonico e scolpito ma “femminile”?

Certo che è possibile! Una periodizzazione fatta ad hoc per una donna le permette di avere risultati strepitosi.
Purtroppo il mainstream dello sport propone alle nostre povere dame solamente esercizi estenuanti, magari accompagnati da diete da fame e inadeguate – ricchi di cibi pieni zeppi di zuccheri e antinutrienti – che portano come risultato solo un accumulo di liquidi nelle parti più “delicate” per il gentilsesso.

 

Qual è l’allenamento ideale per rendere il corpo femminile tonico e scolpito – ma non troppo “mascolino”?

Gli allenamenti sono quelli che prima di tutto tengono conto della personalizzazione. Oramai nel settore dilaga molta superficialità, tutto va bene per tutte, ma non è così.
La donna ha bisogno di spingere bene con i sovraccarichi, chiaramente guidata da un tutor certificato, ed essere seguita attentamente nelle tecniche di esecuzione. Nulla va lasciato al caso. Gli allenamenti dovrebbero prevedere una buona intensità ma senza un esasperato accumulo di lattato – con circuiti strani “no stop” – che potrebbe di conseguenza creare un infiammazione tissutale ed un accumulo inutile di liquidi in eccesso.
Esercizi fondamentali come: Squat, Stacco da terra, Military Press – i “must” della cultura fisica – la fanno da padroni, tutto accompagnato da esercizi di rifinitura con esecuzioni personalizzate, testate dal sottoscritto. Per lo più esercizi singoli. 
Set con ripetizioni da 6 a 12 battute. Questo è quanto. 

 

Quante volte è opportuno allenarsi nell’arco della settimana?

Anche qui, per la frequenza, è necessario valutare il soggetto in questione. Il lavoro che svolge l’atleta, gli impegni famigliari, le condizioni di vita… ad esempio.
Io consiglio dalle 2 alle 4 volte settimanali, non di più!
Il nostro DNA è ancora ben settato su ritmi ancestrali di caccia e riposo. Ci vorranno almeno altri 50.000 anni per adattarsi a sforzi intensi di carattere quotidiano!

 

Come incidono gli ormoni femminili su allenamento e risultati?

Gli ormoni incidono in toto nell’universo rosa, sia dal punto di vita fisiologico che emozionale. Vi faccio degli esempi.
La donna tendenzialmente accumula più tessuto adiposo dell’uomo, per un semplice fabbisogno energetico minore
Il BMR – metabolismo basale – delle donne è inferiore rispetto all’uomo: ciò non deve passare per valutazione legata esclusivamente alla composizione corporea, ma anche sotto l’aspetto ormonale
Le donne che si approcciano al mondo del fitness purtroppo mangiano male e spesso anche poco.
Una dieta molto povera a livello calorico e insufficiente di veri nutrienti essenziali per il sistema uomo, promuove un calo della leptina (ormone che regola il nostro appetito) e della tiroide (la regina del metabolismo) portando a delle fasi di stallo o addirittura a dei peggioramenti. Il tutto, se protratto per troppo tempo, può sfociare in casi di dismenorrea, sindrome premestruale, fino ad arrivare all’amenorrea – ovvero assenza totale del mestruo. 
Successivamente, c’è da dire che la donna è molto sensibile alle instabilità emozionali, ciò può incidere nei focus ricreati per affrontare un percorso di cambiamento a lungo termine. L’atleta andrebbe sempre affiancata nel tragitto verso il benessere completo, senza se e senza ma. Fino al raggiungimento dell’obiettivo.



Allenamento a digiuno: quali sono i pro e i contro?

Per quanto riguarda l’allenamento a digiuno, come credo anche molti altri colleghi, ne sono un grande estimatore
L’allenamento a stomaco vuoto, secondo molti studi del settore, porta a consumare un quantitativo maggiore di calorie dai grassi, in quanto dopo un prolungato digiuno notturno nel sangue la glicemia si presenta relativamente bassa ed il corpo è così spinto a prelevare energia da substrati energetici di scorta. Il famigerato grasso di deposito! 
 
Spunti in Cucina, To Be Good

“Cous Cous” di quinoa e pollo su prato di cicoria estiva

Ecco una ricetta d’Autore, a cura di Nadia Giani: semplice, veloce e gustosissima! Gli ingredienti selezionati sono ben bilanciati per una cena leggera ma ricca di nutrienti! Un “cous cous” che non è un vero cous cous: questa proposta è senza glutine perché interamente a base di quinoa!
… Per una super salute 😉

 

***Questa ricetta la trovi anche all’interno del manuale “Mangia Ascolta Amati” di Monica Montanaro – disponibile come PDF interattivo al link https://sellky.com/a/cpo e rientra nei consigli alimentari della 2 fase del protocollo***


Ingredienti per 4 persone

  • 350gr di petto di  pollo
  • 350gr di quinoa
  • 1 cipolla rossa
  • 350gr di cicoria estiva
  • 4 cucchiai ghee
  • 1 spicchio di aglio
  • Peperoncino di cayenna qb
  • Sale qb


Procedimento

  1. Mondare e pulire la cicoria: farla bollire 5 min in acqua salata.
  2. Scolare
  3. Cuocere la quinoa in acqua salata
  4. A fine cottura scolare
  5. Tagliare a cubetti sia petto di pollo che cipolla
  6. In una padella mettere 2 cucchiai di ghee  e far saltare il pollo per 5 minuti
  7. Aggiustare di sale e aggiungere la cipolla
  8. Finire la cottura per 2 minuti e aggiungere la quinoa
  9. Mescolare e lasciar riposare coperta
  10. Far saltare la cicoria, preventivamente strizzata e tagliata, in una padella con due cucchiai di ghee e lo spicchio d’aglio.
  11. Aggiungere il peperoncino e, se serve, sale.

 

Impiattamento d’Autore

Utilizzare un coppa-pasta abbastanza largo di diametro e disporre a strati nel seguente ordine:

  1. Primo strato: cicoria
  2. Secondo strato: Quinoa e pollo

Guarnire a piacere con semi di sesamo tostati!

Food Therapy, Spunti in Cucina, To Be Good

Tartare di salmone su letto di riso basmati alla curcuma

Ecco una ricetta d’Autore, a cura di Nadia Giani: semplice, veloce e gustosissima! Gli ingredienti selezionati sono sbilanciati sui grassi buoni – salmone rosso selvaggio – funzionali ad un corretto sviluppo e mantenimento delle facoltà mentali
E per una super salute 😉

 

***Questa ricetta la trovi anche all’interno del manuale “Mangia Ascolta Amati” di Monica Montanaro – disponibile come PDF interattivo al link https://sellky.com/a/cpo – e rientra nei consigli alimentari della 3 fase del protocollo***

 

Ingredienti per 4 persone

  • 250 gr di Riso Basmati
  • 350 gr salmone selvaggio
  • 2 lime
  • 40 gr di noci Brasiliane
  • 2 cucchiai di curcuma
  • 2 anici stellati
  • sale e pepe qb

 

Procedimento

Per il riso:

  1. Lavare sotto acqua corrente il riso fino a quando l’acqua non risulta perfettamente limpida
  2. Mettere a cuocere il riso con una quantità di acqua 2 volte superiore al volume del riso stesso
  3. Aggiungere un pochino di sale grosso e i 2 anici stellati
  4. Far cuocere a fuoco medio fino a quando tutta l’acqua non si è assorbita
  5. Aggiungere i 2 cucchiai di curcuma, mescolare e far raffreddare coprendo la pentola con un coperchio

Per il salmone:

Importante!

Se il salmone non è stato precedentemente abbattuto – chiedete al vostro pescivendolo, o leggete attentamente l’etichetta – dovete farlo voi o prima di consumarlo, per poi farlo scongelare al momento dell’utilizzo.

  1. Ridurre a questo punto il vostro salmone a cubetti piccoli
  2. Mettere in una ciotola e spremere sopra il succo dei due lime
  3. Aggiustare di sale e pepe e mescolare
  4. Tritare al coltello le noci brasiliane

 

Impiattamento d’Autore

Per l’impiattamento utilizzare un coppa-pasta seguendo quest’ordine:

  • Primo strato: di 1,5 cm di riso alla curcuma
  • Secondo strato: salmone
  • Terzo strato: spolverare sopra il trito di noci e a piacere una fogliolina di menta o finocchietto selvatico
Food Therapy, Spunti in Cucina, To Be Good

Petto di tacchino su un letto di zucca con abbraccio di radicchio

Ecco una ricetta d’Autore, a cura di Nadia Giani: semplice, veloce e gustosissima! Gli ingredienti selezionati sono ben bilanciati per un pasto gustoso, ma allo stesso tempo sano e ricco di nutrienti!
… Per una super salute 😉

 

***Questa ricetta la trovi anche all’interno del manuale “Mangia Ascolta Amati” di Monica Montanaro – disponibile come PDF interattivo al link https://sellky.com/a/cpo – e rientra nei consigli alimentari della 1 fase del protocollo***

 

Ingredienti per 4 persone

  • 350 gr di petto di tacchino
  • 1 cespo di radicchio trevigiano
  • 350 gr di zucca
  • 15 mandorle sgusciate e pelate
  • 2 cucchiai di di ghee
  • Paprika affumicata qb
  • Curcuma qb
  • Timo qb
  • Sale e pepe qb
  • Olio evo qb

 

Procedimento

  1. Accendere il forno a 180°
  2. Pulire la zucca e tagliarla a dadini
  3. Mettere la zucca in forno su una teglia ricoperta di carta forno e spolverare il tutto con un pizzico di sale e timo
  4. Far cuocere per circa 6/7 minuti
  5. Sfornare e spolverare di curcuma
  6. Tagliate a dadini il petto di tacchino
  7. Mondare il radicchio e dividerlo in 4 parti
  8. Far scaldare una griglia o una padella antiaderente
  9. Spennellare i 4 pezzi di radicchio con olio evo e far grigliare fino a quando non sono cotti
  10. Far saltare in una padella con due cucchiai di ghee il tacchino e aggiustare di sale e pepe. Dopo circa 7 minuti dovrebbe essere cotto e dorato
  11. Aggiungere una spolverata di paprica affumicata, mescolare e lasciar riposare
  12. Tagliare a lamelle le mandorle


Impiattamento d’Autore

Sui bordi interni del coppa pasta posizionare le foglie di radicchio in modo che formino “l’abbraccio” e disporre a strati gli altri ingredienti:

  • Primo strato: Zucca
  • Secondo strato: tacchino
  • Terzo strato: mandorle a lamelle
Essere Mamma, Interview, Mum's Life, To Be Woman

Come vivere una gravidanza al top: intervista a Camilla Massa

La gravidanza è un momento davvero speciale per ogni donna: un vero e proprio “stato di grazia”. E come tale va vissuto, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Vedersi e sentirsi bene è un atto dovuto: a noi stesse e al nostro bambino. Se durante la gravidanza manteniamo la corretta forma fisica – che equivale ad una salute ottimale! – anche il cuoricino che portiamo in grembo ne gioverà. 

Camilla Massa è una mamma come tante, ma è anche una mamma un po’ speciale.
Una mamma che non si è accontentata dei luoghi comuni e, dalla prima gravidanza ben 10 anni fa, ha iniziato a studiare per capire cosa realmente è corretto fare/non fare durante questi magnifici 9 mesi.
In un panorama talmente vasto che vede mille contraddizioni su cosa è giusto e cosa è sbagliato, ecco una visione chiara e semplice. E assolutamente coerente. Che personalmente sposo in toto perché è tutto quello in cui anch’io credo e pratico da 5 anni a questa parte – nel mio caso per tenere a bada una malattia autoimmune.

È con molto piacere quindi che scambio due chiacchiere con Camilla Massa, perché tutte le donne devono sapere che i 9 mesi di gravidanza possono – e devono! – essere fantastici, e serve più consapevolezza.
Più consapevolezza, corretta informazione e coerenza.

 

Camilla, come e quando inizia il tuo percorso di “consapevolezza”?

Hai scritto bene qualche riga sopra, sono una donna come tante e il mio percorso di conoscenza e consapevolezza inizia come iniziano la maggior parte delle gravidanze: nell’inesperienza e nel timore di poter sbagliare qualcosa.
Non è così’?! Dopo la gioia immensa di quelle due linee rosa, arriva subito il terrore che il bambino possa non stare bene, che un cibo possa creare problemi, che l’attività fisica possa danneggiarlo. È un istinto naturale che non possiamo controllare e allora finiamo per passare ore su internet a cercare informazioni, credere al consiglio della zia, nonna, cugina, amica, essere terrorizzate ad ogni visita dal ginecologo… un circolo vizioso che porta ad una confusione totale.
E vogliamo aggiungere la paura di perdere per sempre il nostro corpo?! Le smagliature, i chili di troppo… non provare a fare queste domande in giro che passi pure per un’egoista che pensa solo a sé stessa!
Ma io queste domande le avevo tutte, e la confusione pure! Avevo 20 anni, tanta voglia di avere questa bambina, ma tanta paura di non essere all’altezza.
E poi accadde che ad una visita al 5/6 mese di gravidanza dissi alla mia ginecologa che avevo iniziato ad avere delle perdite di liquido dal seno e lei mi liquidò dicendomi con leggerezza che si trattava di iper prolattinemia dovuta molto probabilmente ad un tumore benigno all’ipofisi e dandomi un foglio con la prescrizione di un medicinale da prendere subito. 
Così, senza spiegazioni ulteriori, senza dirmi che conseguenze avrei potuto avere, senza prescrivermi analisi aggiuntive. 
Uscii da quella visita senza parole, spaventata per me e per la mia bambina e soprattutto convinta che qualcosa in me non stesse funzionando nel modo giusto. Mi recai in farmacia a comprare il farmaco che mi aveva prescritto e lessi sul foglietto illustrativo “possibili malformazioni del feto” tra gli effetti collaterali. Lo spavento e il senso di responsabilità verso quella vita che stava crescendo dentro di me misero finalmente in dubbio la fiducia cieca nei dottori e in tutto quello che mi era stato detto fino a quel momento. Iniziò una ricerca molto approfondita sui miei sintomi e finii per scoprire che le perdite di liquido a quel punto della gravidanza possono essere assolutamente normali e di preparazione alla fase di allattamento. Nessun tumore benigno e quel farmaco lo buttai nell’immondizia! 
Quello è stato il momento in cui tutto è iniziato, quello è stato il momento in cui ho iniziato a voler vedere con i miei occhi e a prendermi davvero la responsabilità di essere mamma.
Lasciami chiarire un aspetto fondamentale: non sto dicendo che tutti i medici sono degli incompetenti, anzi, penso che ci siano dei medici e degli scienziati degni di essere chiamati tali che sono fondamentali per tutte noi. 
Tutti i miei studi hanno basi scientifiche, tuttavia è necessario fare una giusta distinzione! 

Come nasce l’idea di creare un protocollo ad hoc per le future mamme?

Sono sincera, lo studio e le ricerche degli ultimi 10 anni e quello che oggi è il metodo Wonder WoMam li ho fatti per me, per la mia seconda gravidanza, per non ritrovarmi mai più impreparata sia nei confronti di me stessa, sia in quelli della mia seconda figlia.
Ho avuto dei risultati che non avrei mai immaginato possibili durante la mia seconda gravidanza, mi sono sempre allenata, non ho avuto smagliature, ho sempre avuto l’energia alta e nessuno dei fastidi tipici della gravidanza – come mal di schiena, gonfiori, nausee, voglie, patologie varie – e soprattutto sono tornata in forma in poche settimane! 
Ho iniziato ad avere amiche che mi chiedevano come avessi fatto, mi chiedevano informazioni sulla mia dieta e sui mie allenamenti. 
Attraverso i loro racconti rivivevo la mia esperienza della prima gravidanza ed è nato in me il desiderio forte di aiutare le altre donne a viversi la gravidanza come un periodo meraviglioso, risparmiandone paure, dubbi ed errori. Ho deciso di condividere le mie conoscenze e le mie esperienze sulla pagina Facebook “Mamma Fitness Italia” nel 2016 con articoli e post per rendere la scienza alla portata di tutti. Per informare e per cercare di essere quel punto fermo che manca, soprattutto in gravidanza. Oggi la pagina è praticamente un’enciclopedia, ma col tempo mi sono resa conto che non bastava per essere efficace. Troppo difficile ricercare gli argomenti e troppo complicato andare a fondo di un problema con un semplice post.
Inoltre mi trovavo costretta a passare ore a rispondere a commenti e messaggi per chiarire i dubbi che, come è giusto che sia, possono venire quando si impara qualcosa di nuovo.
Ecco che ho scritto il libro “Tutti Pazzi per Mamma”, con la missione di essere una guida da portare sempre con sé – pur essendo un pò spessa 🙂 – che potesse rispondere ai dubbi di una donna in gravidanza… e non solo!
Ci ho messo del tempo, quasi 2 anni, ma ne è valsa davvero la pena. Onestamente non conosco nessun altro libro così completo e così aggiornato.
Come ti dicevo, la mia missione è aiutare le altre donne a vivere serenamente il “diventare mamma” e per quanto questo possa sembrare bello e romantico, è anche una grande responsabilità. Prendo estremamente sul serio la questione e tutto ciò che pubblico o che scrivo proviene da fonti scientifiche certe. Lo dimostra la bibliografia scientifica del mio libro di 12 pagine, che tra l’altro, racchiude soltanto gli studi principali a cui ho fatto riferimento.
E come conseguenza quasi automatica sono nati i miei programmi Wonder WoMam Gravidanza e Wonder WoMam Post Parto in cui ho inserito il mio esatto percorso di alimentazione, con i dovuti approfondimenti e i miei allenamenti, settimana per settimana!
Come dire, se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu! 

Perché il tuo libro è diverso dagli altri sulla gravidanza?

Innanzitutto perché è un manuale unico che copre tutte le aree che servono ad una donna per prendersi cura di se: Alimentazione, Allenamento, Integrazione e Stile di Vita.
E questo è già più unico che raro. La maggior parte degli editori preferiscono venderti il libro sull’alimentazione, poi quello sulla dieta specifica per ogni trimestre, poi quello sugli esercizi, poi quello sull’allattamento, e così via. Spendi un sacco di soldi in libri che non leggerai mai.
In Tutti Pazzi per Mamma hai tutto in un unico manuale.
Ma la cosa che lo rende davvero speciale è che è come se lo avessi scritto per me, all’interno ci sono le mie ricerche, le mie esperienze, e niente è più accurato di qualcosa che viene fatto per sé stessi. Non è il classico libro del professore di medicina; nel mio libro trovi la scienza, si, ma tradotta, filtrata e adattata alla vita vera di una mamma di 3 bambine. Non mi perdo in chiacchiere, ma ti dico cosa fare e ti spiego il motivo. Non voglio lasciarti dubbi.


Come mai secondo te c’è ancora così tanta disinformazione su quella che è la “vera” alimentazione corretta?

Partiamo dal presupposto che nessuno ha la verità in tasca, tanto meno io! 
Odio le persone che non cambiano idea, che non sperimentano solo per avere ragione a tutti i costi. 
L’alimentazione che io propongo, che non è altro che l’alimentazione Paleo, Paleo Dieta, Alimentazione secondo natura o Evolutiva comunque la si voglia chiamare, è uno stile alimentare – per essere precisi, uno stile di vita – a cui sono arrivata gradualmente, dopo aver provato e studiato tutte le principali diete proposte oggi… si sono stata anche “fruttariana” ma ho resistito una settimana. Mi è bastato!
Ho scelto questo stile alimentare per me e per la mia famiglia, ormai diversi anni fa, perché è quello che mi ha dato più benefici da un punto di vista estetico, ma soprattutto di salute. Oltre ad essere ampiamente supportato a livello scientifico e medico, devi sapere che si chiama “secondo natura” perché prevede tutta una serie di alimenti assunti anche dai nostri antenati e con la più grande bio disponibilità e bio compatibilità in assoluto, cioè perfetti per la nostra specie.
Ma per rispondere alla tua domanda, devo purtroppo dirti che il mercato che gira attorno all’alimentazione è davvero grande e gli interessi in gioco sono tantissimi. Il benessere reale delle persone non fa guadagnare come vendere pastiglie miracolose che permettono di dimagrire mangiando pasta e pane a sfinimento, o bibitoni per sostituire i pasti. 
Ci sono tanti studiosi di serie B che si fanno forti dei luoghi comuni per accontentare la gente, per dar loro quello che fa comodo, invece che quello che fa bene! 
I salotti televisivi sono pieni di ciarlatani, ma non posso e non voglio dare la colpa solo a loro. Ci vuole coraggio e determinazione per prendersi cura di sé, e non è facile trovare queste caratteristiche in giro! 
Sono una persona che crede fortemente negli altri e devo dirti che la risposta che ho avuto con il lancio del libro mi ha confermato che ci sono davvero tante donne la fuori pronte a chiedersi di più, donne che sono una speranza per il cambiamento e un’ispirazione per me e per le proprie famiglie. Tu Monica, ne sei esattamente un esempio.

Dieta mediterranea: sfatiamo un mito e spieghiamo perché non è la migliore, in gravidanza ma non solo…

Il vero mito da sfatare è che la dieta mediterranea che si intende oggi, non è la vera dieta mediterranea!
La vera e originale dieta mediterranea prevede l’assunzione bilanciata di proteine animali, grassi sani e carboidrati da frutta e verdura. Questo significa verdure di stagione, cacciagione, pesce azzurro, olive e olio EVO, capperi, frutti di bosco, tuberi, noci… La lista è lunga ma di certo non comprende pasta e pane. 
La vera dieta mediterranea non è la dieta della pizza o della pasta al sugo. Chi ve la racconta così è sicuramente poco informato. 
La dieta mediterranea per come viene spacciata oggi è un miscuglio di antinutrienti e sostanze infiammatorie che creano dipendenza come i cereali, i legumi, lo zucchero e i latticini.
Questi alimenti avvelenano il tuo corpo e non forniscono assolutamente nulla che non si possa trovare in una forma migliore e priva di sostanze tossiche in verdura, carne, pesce, uova, frutta e frutta secca. Anzi, sono ricchi di sostanze anti-nutrienti che impediscono o limitano, la giusta assimilazione dei nutrienti essenziali per il corretto sviluppo del feto.
Nel libro Tutti Pazzi per Mamma, spiego nello specifico cosa accade al corpo quando assumiamo questi alimenti, per tutte le nerd come me! 
Smettiamola di credere che si può essere in salute e sentirsi bene nel proprio corpo mangiando cibo spazzatura e impariamo soprattutto a riconoscere qual è questo cibo, così da evitarlo! È una favola a cui è bello credere, ma prima o dopo il corpo presenta il conto!
Concludo ringraziandoti ancora per l’opportunità di questa breve intervista con la quale spero di aver mosso la curiosità e di aver stimolato il desiderio di non accontentarsi di molte tue lettrici! 
Psicologia per tutti, Psicology, To Be Good

Gestione Covid-19: Tolleranza alla frustrazione

Uno dei limiti o risorse che tutti noi stiamo sperimentando in questo periodo sia la carenza o, al contrario la presenza di “tolleranza alla frustrazione”.

Per tolleranza si intende la capacità di fra fronte in modo adattivo ad una frustrazione: reggere, accogliere e sapersi in qualche modo adattare.

Con frustrazione ci si riferisce invece al vissuto che proviamo quando le cose non vanno come vorremmo. Quando la realtà – noi, gli altri, il mondo – non è come la desideriamo, come abbiamo bisogno che sia, come riteniamo che debba essere. La frustrazione è quindi quello stato emotivo che può essere conseguente al mancato soddisfacimento di un bisogno, di un desiderio, di un obiettivo, di una speranza.

Come ogni dimensione e caratteristica umana non va tanto bene se è assente come pure se è presente in modo eccessivo. Ad esempio, una bassa tolleranza è indice di immaturità, del desiderio di soddisfare immediatamente i propri bisogni e porta quindi a frequenti e intense frustrazioni. Una tolleranza troppo alta costituisce un atteggiamento non adattivo perché può limitare le reazioni del soggetto, ci può rendere passivi: far restare fermi e porci quindi in un atteggiamento di eccessiva attesa.

Quest’emergenza Covid-19 – e il periodo che stiamo vivendo, con le relative misure imposte per la sua gestione – rappresenta una frustrazione, nel senso che molto probabilmente per nessuno rappresenta uno stato ideale, desiderato, voluto, scelto a braccia aperte! Contiene molti limiti, interferenze e a volte veri e propri impedimenti alla soddisfazione di molti nostri bisogni, desideri, obiettivi, speranze.
E anche solo alla nostra routine, abitudini, stile di vitaSi sta adattando meglio chi ha un’alta tolleranza alla frustrazione e quindi resilienza, peggio chi non ce l’ha o ne ha poca.

 

Ci si può allenare ad una maggiore tolleranza alla frustrazione?

 

Eccoo alcuni spunti “cognitivi” e altri più “comportamentali”: come sempre provate a sentire quelli che vi ispirano maggiormente e poi utilizzateli!

  • Quanto più ci accorgiamo di pensare a vari aspetti del nostro “nuovo” quotidiano come “ingiusti, sbagliati, non doveva andare così, non dovrebbe essere così”, “insopportabili e intollerabili”, “catastrofici e terribili”, tanto più la nostra tolleranza sarà basse e li vivremo male. Proviamo a cambiare le parole con cui li pensiamo, a descriverli in modo diverso, a rappresentarceli in modo differente, a usare altri colori per dipingerli.
    Come ci parliamo influenza come ci sentiamo e come ci comportiamo:
    cerchiamo quindi di parlarci in un modo utile a rendere questi aspetti meno difficili e insopportabili. Ad esempio se ci accorgiamo di pensare “Questo periodo è davvero durissimo, non posso tollerare di non poter ancora tornare alla mia vita di prima”, proviamo a capire che emozioni e azioni ci suscitano questi pensieri. Quindi, proviamo a trasformarli per aumentare la sopportabilità di questi aspetti del nostro presente e la nostra tolleranza ad essi.
    Qualche esempio: “Alcune cose che sto vivendo non mi piacciono proprio, ma altre non sono poi così male”, “Non avrei mai scelto di trascorrere queste settimane chiuso in casa, ma di certo c’è chi sta peggio di me”, “Non avrei voluto che questo accadesse, come probabilmente nessuno, ma spesso nella vita non siamo noi a decidere come ‘devono’ andare le cose”, “Più mi oppongo a questa situazione più mi starà stretta, mi conviene cercare di accettarla, come vedo che alcuni riescono a fare e come io stesso sono riuscito in passato riguardo ad alcune cose negative”.

  • Un’altra cosa che abbassa la tolleranza alla frustrazione è il concentrarsi tanto sugli aspetti negativi della situazione attuale, perdendo di vista che ce ne sono alcuni di neutri o finanche di positivi. Riusciremo a tollerare meglio le restrizioni vigenti se impariamo a gestire meglio il tempo in più che abbiamo per coltivare e fare ora cose che ci interessano o richiedono la nostra attenzione. Fosse anche riposare, rilassarsi, rallentare un po’. Oppure approfittare dello stare in casa con la nostra famiglia per curare le relazioni famigliari, fare alcune attività insieme, condividere alcuni momenti e lavori.

  • Una cosa che probabilmente facciamo in modo automatico è continuare a fare confronti tra la situazione attuale e quella passata: può essere più utile concentrarci sul presente senza fare troppi confronti, cercando di viverlo per come è, di focalizzarci sul qui ed ora. Se viviamo maggiormente il presente e meno il passato e il futuro riusciamo ad abbassare una quota della tristezza e dell’ansia che possono derivare proprio da un eccessivo sbilanciamento verso ciò che è stato “bello” e ora non è più. E verso ciò che di “brutto” forse potrebbe essere un domani.

  • Accettare sia quanto non dipende da noi cambiare sia i nostri limiti e difficoltà: rispetto a quanto non dipende da noi e non può essere modificato è davvero sano e utile cercare di accettare invece che irrigidirci, contrastare, opporci. Come pure accettare che in questo periodo siamo frustrati, che facciamo fatica ad adattarci, che siamo in difficoltà…. ad accettare. Quanta libertà ci arriva se lo ammettiamo con mente e cuore aperta! Se diamo per scontato che abbiamo dei limiti, che facciamo fatica, che alcune cose sì le stiamo subendo o le stiamo perdendo… saremo più liberi per agire su ciò che davvero dipende da noi e che realmente possiamo fare!
    Come trasportare dell’acqua con le mani: se stringiamo troppo perché non vogliamo perderne nemmeno una goccia…. finiamo con il perderla tutta! Se invece siamo più morbidi e accettiamo, mettiamo in conto, partiamo già dal presupposto che un po’ di acqua uscirà… probabilmente ne salveremo di più…

  • Un ultimo suggerimento per aumentare la nostra soglia di tolleranza alla frustrazione è quello di focalizzare la nostra attenzione ed energia sul problem solving, ovvero su “cosa posso fare io”? Essere troppo orientati sul problema a volte non ci permette di rivolgere mente e braccia verso le soluzioni.
    Essere troppo intenti a pensare, ragionare, riflettere, a volte ci fa trascurare l’agire, il fare.
    Lottare perché le cose non siano così o non dovrebbero essere colà ci impedisce di percorrere la strada a volte più proficua dell’accettare ciò che non dipende da noi e focalizzarci su ciò che invece è in nostro potere.
    Chiediamoci quindi:
    “Cosa posso fare io oggi? Come posso organizzare io al meglio i prossimi giorni, tenendo conto che questa è la situazione? Per quello che dipende da me come posso sentirmi attivo? Cosa posso decidere perché sta a me farlo, nonostante diverse cose non posso deciderle io?”
Energy, Oroscopo, To Be Woman

Oroscopo 27 Aprile – 3 Maggio 2020

L’Oroscopo di questa ultima settimana di Aprile ha come protagonista Mercurio che transita dal segno dell’Ariete a quello del Toro e dà così maggiore energia a tutti i segni di Terra. Un po’ scarichi e demotivati invece i segni di Fuoco, privati da poco del Sole nel segno… e ora anche di Mercurio.
Nettuno nel segno dei Pesci garantisce una grande spiritualità e sensibilità ai segni d’Acqua, mentre per i segni d’Aria continua la lezione di serietà e responsabilità dettata da Saturno. Possono tuttavia consolarsi con l’amore visto che Venere in Gemelli offre loro una intensa passionalità!
E tu di che segno sei? Scopri come sfruttare al meglio le energie della settimana con l’Oroscopo Smazing;)Read more

Lifestyle, myLIFESTYLE, To Be Woman

Malattie croniche: come, quando e perché

Cosa sono le malattie croniche? E perché sempre in troppi ne soffriamo?Intanto è bene precisare che la malattia cronica è una disfunzione dei processi di “autoregolazione” del nostro organismo, ed è quello stadio intermedio tra “salute” e “malattia”. In bilico tra salute e malattia   È quindi una condizione in cui l’agente patogeno della malattia coesiste in maniera più o meno equilibrata con quello che dovrebbe essere in nostro stato di salute, e per cui il nostro organismo è costretto a spendere “forza vitale” per ripristinare. Tutto il giorno, tutti i giorni.È insomma un duello vero e proprio tra agente patogeno e forze vitali.Sono meccanismi di compensazione che vanno bene fin tanto che il nostro organismo riesce a tener botta. Quando questo non è più possibile, ecco che la malattia cronica avanza inesorabilmente e si spezza quel delicato equilibrio che ci faceva credere di star bene, o comunque non poi…

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Energy, Luna, To Be Woman

Nutrimento e cura: Luna Nuova del 23 Aprile

La Luna Nuova di questo 23 Aprile 2020 ci propone una riflessione sul nutrimento e sulla cura necessari per la crescita sia individuale che della comunità.Read more

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