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Redazione Smazing

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Essere Mamma, Interview, Lifestyle, Mum's Life, To Be Woman

Allenamento in gravidanza: come e quanto

Rimanere in forma durante i 9 mesi di gravidanza è auspicabile e possibile seguendo alcune accortezze. Prima fra tutte l’attività fisica, che dev’essere efficace e svolta in sicurezza, sia per la futura mamma che per il feto.

Nessuna alimentazione, senza un’adeguata base di attività fisica, può regalarti una forma fisica invidiabile. È una sfida che si gioca su più fronti, un “lavoro di squadra” che, spesso e volentieri, va di pari passo ed è strettamente connesso.
Abbiamo intervistato Ivj Ann Dan, personal trainer che si occupa principalmente di Donne, con un occhio di riguardo per le future – e neo! – mamme.


Ivj, ci spieghi in poche parole perché è fondamentale svolgere attività fisica durante i 9 mesi di gravidanza?

Certamente! Se pensiamo che l’attività fisica è fondamentale per il benessere psicofisico di tutti… figuriamoci per una futura mamma che nell’arco di nove mesi modifica il suo corpo in maniera repentina e deve cercare di affrontare la fatica del parto nel miglior modo possibile!
Non è facile mantenere una postura corretta con il pancione. L’aumento del peso, l’alterazione di lordosi lombare e cifosi dorsale – che provocano lo spostamento del baricentro – sono modifiche posturali da tutelare.
Fondamentale attenzione la darei alla respirazione, in quanto il diaframma si solleva con la crescita dell’utero e cambia sia il modo di respirare che l’ampiezza del respiro. Il battito cardiaco poi, aumenta in maniera rapida e a riposo è maggiore.
E se pensiamo che al momento del parto gran parte del lavoro è fatto proprio dalla respirazione… è chiaro come sia meglio cominciare fin da subito ad allenarla!
È inoltre risaputo che l’allenamento rilascia ormoni che favoriscono il buon umore. L’esercizio fisico inoltre aiuta ad avere una buona circolazione sanguinea e previene gonfiori ad arti inferiori e piedi.

E quali sono le modalità corrette per rendere l’allenamento davvero sicuro ed efficace?

Innanzitutto prima di pensare a qualsiasi tipo di attività fisica bisogna chiedere il consenso al proprio ginecologo in quanto ci sono patologie o condizioni che a volte purtroppo non la permettono. Personalmente, e non perché è la mia professione, consiglio la presenza di un trainer per la supervisione delle sessioni di allenamento, passo dopo passo.
Alcune regole fondamentali sono: ascoltare attentamente il proprio corpo, non esagerare con i carichi ma eventualmente aumentare le ripetizioni. Controllare sempre fiato e battito, possibilmente con un cardiofrequenzimetro, prima di eseguire l’esercizio successivo. Dedicare molto tempo all’attività di allungamento muscolare e allenare il pavimento pelvico per prepararsi al meglio a parto e post parto.

 

Quali sono gli esercizi migliori per il primo trimestre?

Nei primi tre mesi bisogna fare molta attenzione, c’è un rischio molto alto di complicazioni in quanto il feto si sta formando e aderendo all’utero. Se prima di rimanere incinta già praticavi attività sportiva basta riadattare gli esercizi con consapevolezza e ponendosi un obiettivo diverso… non di certo l’estetico ma di benessere del corpo! D’altro canto se prima non ti allenavi questo è un buon motivo per iniziare!
L’allenamento adatto è alternare camminate, nuoto a sessioni di allenamenti brevi di 50 min max a bassa intensità. Massima attenzione alla respirazione e al rinforzo di core e muscoli della schiena.

E per l’ultimo?

Tanti pensano che alla soglia del parto si debba solamente riposare e smettere di allenarsi: non è assolutamente vero!
È opportuno ridimensionare il tutto aumentando i tempi di recupero tra un esercizio l’altro, diminuire i carichi nel settimo e inizio ottavo mese per poi nell’ultimo mese e mezzo dedicarsi solo ad esercizi di respirazione, posturali e di allungamento. Assolutamente sconsigliato svolgere esercizi per la muscolatura addominale!

 

A chi ha problemi nello svolgere attività fisica per via di alcune complicazioni… cosa consigli?

Consiglio di godersi il momento perché il tempo vola e la gravidanza è un dono Speciale.
Di sicuro chi non può allenarsi può cercare il benessere psicofisico dedicandosi a hobby e passioni trascurate. Può essere un’ottima idea dedicarsi alla lettura di buoni libri, cucinare qualche prelibatezza, dipingere, ascoltare buona musica… Insomma, trovare il modo di coccolarsi perché una mamma serena e felice può affrontare qualsiasi cosa!

Food Therapy, Spunti in Cucina, To Be Good

Polpettone di pollo, spinaci e castagne

Ecco un’idea veloce e gustosa per preparare il polpettone di pollo senza glutine e senza lattosio. Una ricetta super healthy che mette d’accordo grandi e piccini ;)Al posto del pan grattato usiamo infatti la farina di castagne, che fornisce amidi nobili all’impasto, in virtù di benessere e salute. … perché la salute parte dalle scelte che facciamo in tavola!   Ingredienti per 4 persone 600 gr circa di pollo macinato 300 gr di spinaci e/o verdura cotta 100 gr di farina di castagne 3 uova biologiche pepe e sale qb rosmarino Procedimento Sbattere le 3 uova e unirle all’impasto di macinato.Unire sale, pepe e circa 50 gr di farina di castagne. Creare quindi un impasto omogeneo e lavorarlo per qualche minuto.Adagiare un foglio di carta da forno e schiacciare leggermente al centro: riporre gli spinaci al centro e richiudere dolcemente.Con la restante farina di castagne massaggiare l’esterno della forma del…

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Food Therapy, Spunti in Cucina, To Be Good

Crema di cacao e Ghee

Ecco una ricetta davvero sfiziosa tuttavia super sana! La crema di cacao e Ghee è un prodotto venduto in America ma difficilmente reperibile in Italia.
Tuttavia è molto semplice da preparare in completa autonomia a casa. È necessario munirsi di Ghee – possibilmente grass fed – cacao puro, pasta di cacao al 100%, e perché no, degli avanzi delle uova di Pasqua, purché siano di cioccolato fondente almeno all’85%!

Ingredienti

  • 200 gr di Ghee – possibilmente grass fed, ovvero da animali allevati esclusivamente ad erba e fieno!
  • 100 gr di Pasta di cacao 100% – ottima quella Ecor, reperibile nei supermercati biologici
  • 100 gr di avanzi di cioccolato fondente almeno 85% delle uova di Pasqua
  • 80 gr di cacao amaro biologico 

 

Procedimento

È davvero di una semplicità spiazzante!
In una pentola a fuoco medio lento unisci Ghee, pasta di cacao, avanzi delle uova di Pasqua e cacao amaro biologico.

Sciogli il tutto mescolando di tanto in tanto con un mestolo di legno.

Una volta sciolto e amalgamato alla perfezione il tutto, riponi in un vasetto e lascia riposare per almeno mezz’ora senza coperchio in un luogo all’ombra, lontano da fonti di calore e/o luce.

Dopodiché riponi il vasetto con relativo coperchio in frigo per almeno un paio d’ore.

Togli dal frigo: et voilà!
La tua crema spalmabile super sfiziosa e super sana è pronta!
Da conservare fuori dal frigo lontano da fonti di luce e calore.

Ora puoi usarla come meglio credi;)

Spunti in cucina

È ottima anche per colazione: un cucchiaino nel caffè ti dà lo sprint giusto per iniziare la giornata perché ti fornisce grassi buoni di altissima qualità… con gusto!

È strepitosa durante l’arco della giornata come spezzafame: essendo completamente realizzata con grassi buoni d’alta qualità, aiuta a tenere lontani i morsi della fame e assicura più sazietà a lungo.
Ebbene sì: la magia dei grassi😉

 

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Alimentazione e Salute, Food Therapy, To Be Good

Fai il pieno di Vitamina C con gli agrumi!

Per supportare correttamente il sistema immunitario gli agrumi sono fondamentali: tutti sappaimo che sono ricchi in vitamina C, tuttavia altre caratteristiche li rendono essenziali e così importanti. Sono infatti fonte di  vitamina PP – niacina – vitamina A e del gruppo B.
Contengono molta acqua e acido citrico, e hanno davvero pochissime calorie e un bassissimo indice glicemico. Questo li rende perfetti anche per chi ha problemi di diabete o insulino resistenza.

Della famiglia degli agrumi fanno parte: limoni, pompelmi, arancie, mandarini e mandaranci, bergamotto e cedro. Qui ne abbiamo scelti due: limone e pompelmo. 

E viste tutte queste fantastiche proprietà… con un po’ di fantasia in cucina possiamo inserirli anche al di fuori dei canonici snack!
Ecco qualche spunto;)

 

Limone

Più che un alimento, può essere considerato un vero e proprio rimedio naturale: ricco di sali minerali e oligoelementi. ha grandi quantità di vitamine B1, B2 e B3, carotene, vitamina A, e naturalmente vitamina C.

Ha proprietà battericide, antisettiche e antitossiche: ha il potere di essere un forte alcalinizzante, e questo lo rende un alimento davvero unico e irrinunciabile.

Favorisce la digestione ed è un valido supporto per il fegato.
Ricco di potassio, svolge un ruolo determinante nell’omeostasi dell’organismo regolandone il battito cardiaco e contrastando l’azione del sodio – e riducendo così la pressione arteriosa.

Abbassa i livelli di colesterolo e contrasta la formazione di calcoli. favorendone l’eliminazione qualora fossero presenti.

Pulisce in profondità la pelle, tant’è che può essere ustilizzato – con le dovute accortezze – anche come tonico astringente.

Spunti in cucina

Possiamo utilizzarlo in abbinata al rosmarino per una tisana dal potere altamente detossinante e diuretico: da bere durante la giornata a piacere.

 

Pompelmo

Il pompelmo protegge lo stomaco, depura il fegato, aiuta il corpo a smaltire grassi e tossine, a digerire meglio le proteine e abbassa il colesterolo. Anche questo agrume è ricco di fibre, flavonoidi, Vitamine A, B, C e pectine.

Non mancano i sali minerali – tra cui potassio e magnesio, fosforo, calcio – e l’elevata concentrazione di vitamina C aiuta a sostenere in maniera forte il sistema immunitario.
Presenti anche vitamina A e vitamine del gruppo B, mentre tra i flavonodi, il più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, che ha effetto bioattivo sulla salute con attività antiossidante e antitumorale.

Potente drenante, ha una forte azione bruciagrassi, e questo lo rende amato da moltissime donne;)

Aiuta a combattere le infezioni polmonari e sembra favorire anche il sonno. Questo essendo un’ottima fonte di triptofano, che va ad aiutare quando ci sono problemi di insonnia. 

In caso di diabete,  contribuisce ad evitare picchi glicemici.

Attenzione solo all’interazione con alcuni farmaci come statine, chemioterapici e antibiotici! … Per il resto, via libera a questo strepitoso agrume dal gusto agrodolce inimitabile;)

Spunti in cucina

Possiamo provare a sperimentare il gusto “agrodolce” del pompelmo ad esempio in abbinata ad un risotto… per stupire i palati più esigenti;)

Allenamento Emozionale, Pilates & More, To Be In Shape

Yoga Iyengar: benessere per corpo e spirito

Lo yoga, pratica millenaria che mira al benessere psicofisico e coinvolge corpo, postura, respiro, spiritualità, sta letteralmente conquistando un pubblico sempre più eterogeneo. A cosa si deve tutta questa curiosità e l’indiscusso successo?

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Beauty, Bellezza, To Be In Shape

Viso giovane e tonico con il Lift Active Massage!

Lift Active Massage è una tecnica antirughe che dona immediatamente un aspetto giovane e fresco al volto. Trae inspirazione dal massaggio giapponese e usa manualità  miste tra cui anche il Kirei Kobido –  massaggio dell’eterna giovinezza o antico massaggio dei samuraiRead more

Food Therapy, Spunti in Cucina, To Be Good

Dessert light: albumi e scaglie di cocco

È una ricetta davvero semplicissima che lascia ampio spazio alla creatività individuale: è infatti personalizzabile a seconda dei gusti e dell’estro del momento.O perché no, degli ingredienti disponibili in cucina. Questa base è “essenziale”, e prevede solamente due ingredienti: albumi montati a neve e scaglie di cocco bio.Nient’altro. Niente zucchero e niente farine.Less is more.A questa “base” si possono aggiungere a piacere cacao amaro, zenzero, frutti rossi, pasta di cacao o cioccolato fondente sciolti a bagno maria.Puoi anche aggiungere ghee sciolto sempre a bagno maria se vuoi potenziare ancora di più questo semplice snack.Sperimentare è la parola d’ordine;)   Proprietà ingredienti L’albume è proteico e leggero: a differenza del tuorlo, è praticamente privo di grassi e colesterolo, in quanto composto principalmente da acqua e proteine.Questo lo rende perfetto a qualsiasi ora: che sia come dessert dopo i pasti, o come snack prima/dopo allenamento, poco importa. Si presta benissimo per tutte…

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Interview, Lifestyle, To Be Woman

Biohacking: ottenere il massimo sia dal corpo che dalla mente

Sempre più spesso si sente parlare di Biohacking, tuttavia c’è ancora molta confuzione a riguardo: cos’è davvero il Biohacking e chi è il Biohacker?
Per sciogliere ogni dubbio abbiamo scambiato due chiacchiere sul biohacking con Matteo Cozzi, fondatore del blog Avocado Tree e del progetto Cyrcared.

 

Matteo, cos’è per te il Biohacking?

La definizione classica di biohacking è “l’arte e scienza di alterare l’ambiente esterno ed interno per ottenere il massimo della performance.” Trovo questa definizione estremamente calzante. Mi piace soprattutto il fatto che unisca la componente scientifica, che è alla base di ogni intervento, a quella artistica che implica una parte di sperimentazione. In particolare, la sperimentazione è su se stessi, infatti il biohacking si basa sul principio del DIY (Do it yourself), ovvero l’individuo è chiamato a informarsi e a utilizzare quelle informazioni raccolte per intervenire sulla propria biologia. Questo è rilevante soprattutto perché, per usare un termine scientifico n=1. Ovvero gli effetti di una determinata scelta, che possa essere alimentare o di un integratore sono del tutto suscettibili all’individuo. In altre parole, la stessa scelta può avere effetti radicalmente diversi su due persone.

 

Quali sono i migliori dispositivi di biohacking?

Il miglior dispositivo di biohacking è la natura. Negli ultimi anni, soprattutto in USA, il biohacking è entrato a far parte del mainstream. Questo ha portato a sviluppare interessi commerciali che a loro volta hanno creato integratori, prodotti e dispositivi. Lo trovo un eccesso. Per me il primo biohack è il ritorno alla natura: sole, contatto con la terra, mangiare semplice e locale. Il resto può essere un’aggiunta per raggiungere obiettivi eccezionali oppure per difenderci dalla tecnologia.
Se dovessi parlare strettamente di dispositivi, sicuramente occhiali blue blockers che proteggono dalle luci artificiali e luci rosse ed infrarosse per bilanciare la luce blu nella quale siamo immersi.

Quali sono i problemi principali derivanti dalla tecnologia?

Oggi siamo circondati da tecnologie che non esistevano poche decine di anni fa. La nostra biologia è estremamente sensibile all’ambiente e c’è da aspettarsi che qualsiasi cambiamento radicale possa esercitare un effetto negativo.
Le minacce principali -ma che nessuno prende seriamente- sono le luci artificiali e le onde elettromagnetiche nelle quali siamo immersi 24/7. Per quanto riguarda le prime, sappiamo che la luce blu, emessa dalle moderne luci LED e dagli schermi dei telefoni sopprime la melatonina, che è l’ormone del sonno ma anche un potente antiossidante. L’insonnia è un’epidemia dilagante ormai ma nessuno vuole unire i puntini. E uso il termine volere appositamente. Governi, aziende e persone comuni sono consapevoli dei danni ma non fanno niente i primi per questioni economiche e i secondi per pigrizia.
Stesso discorso vale per le onde elettromagnetiche di Wi-Fi e cellulari. Oggi siamo esposti ad un campo elettromagnetico miliardi di volte superiore a quello di appena 50 o 100 anni fa. Anche qui tutti sono consapevoli dei danni, ma vengono minimizzati per altri interessi.


Il biohacking è adatto a tutti?

Per me il biohacking può essere inteso come stile di vita. Un biohacker è una persona consapevole di avere un enorme potere personale per quanto riguarda la propria biologia e le proprie perfomance e decide di utilizzarlo. Al di la di piccoli interventi, il biohacker cerca di ottimizzare tutti gli aspetti della vita: alimentazione, luci, integrazione, sonno. L’obiettivo è massimizzare il potenziale umano.
In un certo senso siamo tutti biohacker nel momento in cui, ad esempio, scegliamo uno stile alimentare che ci fa stare bene o ci alleniamo. Le persone comuni potrebbero iniziare a pensare che anche in altri ambiti possono essere effettuate delle scelte consapevoli.

 

Come iniziare?

In realtà è molto semplice, ma non è facile. Semplice perché non richiede requisiti particolari se non la volontà. Non facile perché bisogna studiare prima di fare qualcosa e soprattutto è richiesta tanta sperimentazione. Purtroppo, la maggior parte delle persone vuole la pillola magica che gli permetta di ottenere tutto e subito, quindi, mancando questa pazienza di sperimentare molto spesso l’appello di chi divulga cade nel vuoto. Ma non è solo mancanza di pazienza, è anche mancanza di stimoli ad uscire dalla comfort zone. Molti dei cambiamenti da intraprendere influenzano il modo in cui le persone hanno vissuto per 40, 50 anni o più. Rompere le abitudini poco salutari è difficile, ed ancora di più sostituirle che abitudini migliori.

Alimentazione e Salute, Food Therapy, To Be Good

Il carciofo: proprietà diuretiche e depurative

Il carciofo aiuta ad eliminare le tossine e favorisce la diuresi: riduce il colesterolo cattivo e aumenta quello buono proteggendoci quindi da ictus e infarti. Ha un alto contenuto di fibre, ed è l’alleato numero uno del nostro fegato. E possiede anche altre innumerevoli virtù, scopriamo insieme quali;)Read moreRedazione SmazingLa redazione Smazing è composta da professioniste che hanno deciso di mettersi in gioco, e creare così qualcosa di unico per le Donne. “Siamo Donne, semplicemente Donne. Donne curiose che lavorano, amano, vivono. Amiamo il nostro lavoro e inseguiamo sempre emozioni e passioni. Abbiamo deciso di condividere con Voi tutto quello che ci incuriosisce e appassiona, perché siamo convinte che lo sharing sia uno strumento essenziale che ci permette di avvicinarci l’un l’altra. Insieme le Donne possono tanto, possono tutto.” www.smazing.it

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Interview, Lifestyle, To Be Woman

La potenza del respiro: intervista a Stefano Andrade

Partendo dal presupposto che una buona attività fisica, una corretta alimentazione e un’ottima qualità del sonno permettono al corpo di funzionare al meglio, quando parliamo di ben-essere non possiamo tralasciare un dettaglio tanto semplice quanto potente: il respiro.
Imparare a conoscere e gestire questo importante modulatore di stati d’animo cambia radicalmente l’impatto degli eventi stressogeni che incontriamo quotidianamente.
Come?
Abbiamo fatto due chiacchiere con Stefano Andrade (Personal trainer, maestro di Arti Marziali ed esperto in massoterapia. Specializzato nell’uso del movimento, dei massaggi e della respirazione per il potenziamento delle performance atletiche, riduzione delle tensioni e gestione dell’ansia. https://funfastik.com) per comprendere meglio le potenzialità di riuscire a percepire correttamente il respiro.

Perché imparare a gestire il respiro ci può cambiare radicalmente la vita?

Tensioni stress postura dolore.
Partendo dal fatto che respirando circa 20.000 volte al giorno, possiamo capire quanto respirare sia importante nella nostra vita.
La respirazione, che diamo spesso come scontata, in realtà non ha solo una funzione strettamente di sopravvivenza ma anche di regolazione, quindi possiamo respirare a sufficienza per sopravvivere ma non a sufficienza per restare in salute.
“Ma io so respirare!” è la frase che sento più frequentemente. Tuttavia, per chi come me è abituato a lavorare con il respiro, questa frase non è vera nel 90% dei casi.
Se è vero che è l’atto che facciamo con maggiore frequenza, è anche vero che farlo male è la cosa che incide maggiormente sulla nostra salute.
Da appena nati istintivamente sappiamo qual è il modo corretto di respirare, in maniera libera e naturale, potente e senza freni. Da bambini riuscivamo ad avere energie pressocché inesauribili, riuscendo a passare velocemente da un’attività ad un’altra, da uno stato emotivo ad un altro, senza tuttavia risentirne nel corpo.
È solo successivamente, a causa di condizionamenti e tensioni – regole, obblighi, dinieghi, preoccupazioni, successi, fallimenti – che iniziamo a creare abitudini scorrette e stati perenni di tensione bloccando e limitando il naturale flusso respiratorio. Ognuno di noi crea così un proprio modo di respirare, e arriva a conseiderare questo modo “normale”.
Respirare bene o male influisce direttamente sul nostro stato:

⦁          Fisico. In base alla postura e al tipo di attività fisica (sia il semplice stare seduti o camminare, correre o praticare sport di varia intensità e tipologia)

⦁          Intellettuale. Quando siamo molto concentrati il cervello da solo, in percentuale rispetto al corpo consuma il 20% dell’ossigeno

⦁          Emotivo. Se siamo calmi o in ansia, eccitati, con collera o nevrotici, abbiamo un respiro diverso.

Non siamo consapevoli – a meno che non ci portiamo l’attenzione! – che durante l’arco della giornata attiviamo diversi tipi di respirazione: da un respiro totale e profondo in cui coinvolgiamo sia il petto che l’addome passiamo ad un respiro alto, clavicolare e superficiale creando tensioni perenni alle spalle.
Si crea quindi un circolo, a seconda dello stile di respirazione che abbiamo prevalente. Ciclo in cui il respiro influenza il corpo e il corpo il respiro, i pensieri influenzano il respiro, che a sua volta che influenza il corpo che influenza i pensieri… andando a generare tutte quelle problematiche che ormai consideriamo “normali”.
Il respiro aiuta alla detossificazione, al controllo del pH, alla stimolazione/rilassamento al massaggio e al movimento degli organi interni.
Inoltre, i polmoni coadiuvano il lavoro del cuore, aiutando il ritorno venoso e, nell’esercizio fisico, a regolare l’aumentata pressione nell’azione posturale e ventilatoria. Fungono da riserva attiva di sangue, fungono da filtro – come tutti gli epiteli, pelle e intestino compresi, quello polmonare è una barriera al passaggio incontrollato di sostanze.

Quindi quali sono le sollecitazioni che inducono una respirazione scorretta?

Determinate posture e sollecitazioni ci condizionano e ci impongono se portare tanto o meno ossigeno nei tessuti. Questo influenza il nostro umore, la nostra digestione, il funzionamento efficiente del  nostro cervello. E stabilisce l’equilibrio base dei minerali calcio e magnesio, che di conseguenza porta a stancarci facilmente, a dormire male, a renderci ansiosi e porta anche alla compromissione di molte funzioni direttamente correlate al nostro Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico, che governa tutte le nostre funzioni involontarie.

So che può essere difficile spiegarlo in un’intervista ma a grandi linee come la respirazione influisce sulle nostre emozioni e sul nostro funzionamento?

La chiave è nel nervo vago.
Il nervo vago fa parte del Sistema Parasimpatico, conosciuto anche come il sistema del “riposa e digerisci”. Il termine vago vuol dire “vagabondo” e questo già fa capire quanti organi connette tra di loro.
Dal cervello raggiunge intestino e stomaco, ma anche cuore, fegato, pancreas, cistifellea, reni, uretere, milza, polmoni, organi riproduttivi (nella femmina), collo (faringe, laringe ed esofago), orecchie e lingua.
Quando non lavora bene può causare problemi digestivi come la dispepsia, gastroparesi, reflusso gastroesofageo, colite ulcerosa, anoressia e bulimia, solo per citarne alcuni.
Gli studi evidenziano anche come un’attività vagale ci porta ad essere maggiormente uniti gli uni con gli altri e stimola comportamenti altruistici.
Sembra anche che il nervo vago sia necessario per entrare in quello che viene chiamato, lo stato di flow. Infatti, la combinazione dell’attivazione simpatica (combatti e fuggi) con il nervo vago, permette la giusta combinazione di stimoli che inducono lo stato di flow, e quindi di perfetta sintonia con ciò che stiamo facendo.
C’è un Sistema Nervoso che viene detto Autonomo (SNA), che è in grado di governare le funzioni basali del nostro corpo indipendentemente dall’attenzione che ci possiamo mettere. Governa la respirazione, l’apparato cardio-circolatorio, la digestione, gli apparati riproduttivi, quelli escretori. Si divide, sempre per ipersemplificare, in due parti: una attivatrice Simpatica e l’altra rilassante Parasimpatica. Uno dei concetti più difficili da far capire è quanto la nostra salute dipenda dall’ambiente e dalla modalità in cui viviamo e rispondiamo a tutti gli stimoli/esperienze che questo ci mette davanti. La chiave che connette la risposta del nostro corpo alle sollecitazioni esterne è proprio la respirazione!
Quindi la respirazione è il ponte per controllare ciò che pensiamo di non poter controllare.
Queste osservazioni sono state portate alla scientificità proprio da tecniche di biofeedback, con le quali tramite elettrodi si misurano le differenti attività fisiologiche in base ai diversi schemi respiratori che attiviamo.

La misura della nostra mente e di quanto questa influenza il corpo e il corpo influenza la mente, sono le emozioni.

Il collegamento tra mente e corpo è molto complesso ed è tutta una questione di equilibri inconsapevoli.

I due Sistemi Nervosi Autonomi provocano reazioni differenti: se uno si attiva in condizioni di stress/pericolo, l’altro si attiva in condizioni di rilassamento quindi va da sé che la condizione ottimale è il totale bilanciamento ed equilibrio di questi due sistemi. Questo bilanciamento in termini scientifici viene definito omeostasi.
L’attivazione di questo sistema così complesso, dipende non tanto dagli stimoli in sé, poichè nonostante GLI stimoli che incontriamo sono di natura diversa e li possiamo percepire più positivi o più negativi, la reale differenza sta in quello che succede dentro di noi in seguito a tali sollecitazioni, e quindi anche come si modula la nostra respirazione per far fronte alla problematica subentrante.
Il confine tra emozione e problema fisiologico è molto labile: viene prima il problema al fegato o la rabbia? Viene prima l’ansia o il problema digestivo? Viene prima la paura o il battito cardiaco accelerato?
E la risposta è tutta nella regolazione del SNA e come esso influenza in base a come percepiamo l’ambiente esterno le nostre funzioni basali.
La respirazione risponde alla nostra differente percezione dell’ambiente esterno ed influisce sulla percezione che abbiamo di quest’ultimo, in una comunicazione duplice andata-ritorno in cui la mente si confonde con il corpo.

Quindi bisogna in qualche modo rieducarsi a fare ciò che abitudini, stile di vita e traumi ci ha fatto dimenticare.

Può a tutti gli effetti essere quindi considerata una tecnica di “biohacking”?

Certamente, è forse il primo biohacking naturale. Sfido chiunque a digerire bene non respirando bene, o a gestire l’ansia respirando male o cercare di dormire avendo un respiro non adeguato. Il respiro può addirittura trasformare l’atteggiamento di una persona verso la vita o la percezione di un evento stressogeno, come allo stesso modo può generare stati di ansia e depressione anche solo non tenendo sotto controllo alcuni vezzi e vizi respiratori. Può anche hackerare la longevità

Stefano, ecco era proprio questo che volevo chiederti, è vero che allungare il respiro equivale ad allungare anche la vita?

Assolutamente sì! Studi di popolazione hanno notato che alcune popolazioni molto longeve non hanno niente di particolare nel loro stile di vita se non quello di vivere intorno ai 1500-2000 metri di altezza. Questo genera uno stato di ipossia tale che permette al corpo di generare dei bypass naturali e quindi fronteggiare specifiche problematiche che in condizioni normali di ossigenazione non si creerebbero. Un modo per allungare la vita è respirare molto lentamente, con cicli di respiro molto lunghi e apnee molto lunghe. Diciamo che l’ideale sarebbe respirare circa 3-5 cicli respiratori al minuto. Questo permette di ridurre il battito cardiaco ed influenzare positivamente il Sistema Nervoso Parasimpatico e quindi uno stato di calma che sappiamo essere la base della longevità.

Un giorno ho conosciuto un nonno di 87 anni, mantenendo un’alimentazione normale e senza alcuna accortezza – parliamo di un posto dove assolutamente nessun tipo di accortezza alimentare di base è contemplata! – ha una vita attiva e sana anche più di suo nipote che già presenta acciacchi a pelle ed articolazioni.
La differenza? Il nonno è stato apneista professionista per 40 anni.
La respirazione è forse la cosa che diamo più scontata.
Quello che è strano è che vigono in materia di respirazione 3 comandamenti che non sono mai stati verificati ma determinano tutte le indicazioni date anche dagli esperti relative alla respirazione:

  1. L’organismo regola automaticamente ed inconsciamente tramite il Sistema Nervoso, il ritmo respiratorio
  2. Più profondamente si respira e più ossigeno si inala, meglio è
  3. L’anidride carbonica emessa dall’esalazione è solo un prodotto di scarto, quindi più si esala meglio è…

Ed è per questo che molti l’unico consiglio che danno è “respira più profondamente”. Alcune volte in realtà respiriamo più del dovuto e troppo profondamente spostando il delicato equilibrio tra anidride carbonica e ossigeno che serve per il corretto scambio tra i tessuti.
Il problema del considerare l’anidride carbonica esclusivamente come prodotto di scarto è quello che determina una scarsa attenzione al concetto di apnea e quindi di accumulo di anidride carbonica.
L’apnea è l’assenza di respirazione esterna o una pausa della respirazione superiore ai 15 secondi.
Durante l’apnea non c’è movimento dei muscoli della respirazione ed il volume dei polmoni rimane inizialmente invariato.
Il problema dell’apnea è che può essere sia volontaria che involontaria e porta ad effetti nettamente diversi nei due casi quindi è fondamentale impostare un lavoro proprio nel ricreare consciamente delle condizioni ad hoc in modo che il corpo riesca in modo consapevole e dosato ad imparare a gestire il flusso respiratorio ma soprattutto accorgersi di schemi respiratori errati.

Stefano, “come” il respiro va oltre il semplice metabolismo energetico?

Diciamo che è una domanda che apre un mondo: partendo dal fatto che la respirazione non finisce con l’atto respiratorio ma arriva fino a dentro le cellule fino ad arrivare all’interno dei mitocondri, proprio dove l’ossigeno ha la sua massima funzione. Il problema del corpo quindi non è solo quello di immettere ossigeno ma deve farlo arrivare ad ogni singola cellula: E la respirazione serve proprio a questo: tutto quanto si può dire sulla respirazione non può prescindere dal processo completo che porta l’ossigeno dall’aria ai mitocondri. Le cellule prive di mitocondri come quelle prive di ossigeno hanno un metabolismo assai inefficiente a livello energetico quindi vanno in affanno in un primo momento e poi muoiono, in quanto meccanismi come il ciclo di Krebs e la respirazione cellulare non possono avvenire. Paradossalmente è proprio grazie all’anidride carbonica che l’ossigeno riesce ad arrivare correttamente all’interno delle cellule. È per questo che quello che noi pensiamo sia un semplice accumulo di quantità maggiori di ossigeno e quindi una respirazione profonda e volta a riempire i polmoni e non le cellule porta non sono a iperventilazione ma porta anche ad affamare le cellule di aria e a predisporre l’invecchiamento.

Respira piano respira il giusto camperai più a lungo e di gusto.

E questo solo se pensiamo a livello biologico! Se poi pensiamo che grazie alla modulazione del respiro possiamo lavorare anche sul dispendio medio energetico del corpo riducendo la richiesta di energia e quindi abbassando i livelli di allarme del corpo… Possiamo capire che veramente non è mangiare, non è bere ma è respirare la funzione biologica che dovremmo tenere maggiormente sotto controllo!

Quindi, da dove partire?

Consapevolezza prima di tutto. Consapevolezza di come respiriamo e di quante volte tratteniamo il respiro o è troppo superficiale o troppo veloce senza accorgercene innescando processi che nel lungo termine rischiano di usurare i meccanismi di regolazione ed esaurirli.

C’è una tecnica di respirazione che ti senti di condividere con noi?

Tecniche semplici di come respirare in modo corretto e rieducarsi ce ne sono a tonnellate e molte ci saranno nel nuovo libro in uscita nel 2020 scritto a 4 mani con Ethel Cogliani. L’ostacolo è solo trovare il tempo mentale per farle! Ho detto tempo mentale perché essendo il respiro un’attività permeante la nostra giornata non è neanche un ostacolo di tempo fisico!
Uno degli esercizi che faccio vedere ai corsi e che penso sia veramente la forma più semplice di rieducazione al respiro è la camminata. Associare il respiro ai passi.
Quindi iniziare con un’inspirazione lunga un passo ed un’espirazione lunga un passo. Ripetere per 3 cicli respiratori. Poi allungare il respiro gradualmente: inspiro 2 passi espiro 2 passi, inspiro 3 passi espiro 3 passi e così finché si riesce ad allungare 10… 15… 20…
Ovviamente più si riesce ad allungare il ciclo respiratorio più si istaura un senso di calma e rilassamento e si impara a gestire il flusso di aria in entrata ed uscita.

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