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Alimentazione e Salute, Food Therapy, To Be Good

Vuoi mantenere linea e salute? Punta sulla qualità del cibo!

Per perdere peso e mantenerlo la qualità del cibo è fondamentale! Esistono diete e diete: ti sei mai chiesto perché a parità di regime alimentare, la tua amica riesce a mantenersi in forma – e magari pure a dimagrire – e tu invece no? Il cibo è tuo amico, un valido alleato per farti ritrovare – e cosa ancora più importante “mantenere” – la salute. Ma può essere anche il tuo peggior nemico. Per questo conoscerlo e riconoscere cosa è meglio per te ti permette di ottenere risultati reali e duraturi.Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica Montanaro - Founder & Creative Director Fashion Designer, appassionata d'arte e affamata di vita ed emozioni vere. Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso. Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita esuberante, ma dolce e determinata. Curiosa e cocciuta.…

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Psicologia per tutti, Psicology, To Be Good

Stress, impara a gestirlo!

Ti sei mai chiesto quali sono le cause di stress eccessivo? Le cause di un sovraccarico di compiti che supera le risorse a nostra disposizione possono essere varie: fattori ambientali quali eccesso di lavoro, problemi fisici, emotivi o finanziari, esami e responsabilità. Possono anche essere fattori anche positivi quali matrimonio, cambio di lavoro, nascita di un figlio, trasloco. Read moreFrancesca Baggio, psicologa e psicoterapeutaFrancesca Baggio Psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, si occupa di promozione della salute, di benessere, prevenzione e trattamento.

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About Inspiration, Ispirazioni, To Be Good

Home design: progetto “la casa di Anna”

Abbiamo scambiato con molto piacere due chiacchiere con le ragazze di Gambarato Arredamenti: Chiara e Silvia sono due donne creative che con eleganza e passione arredano le nostre case.
In questa occasione ci hanno raccontato di questo bel progetto “Le case che parlano di noi”. 
E la prima casa “completamente rieditata” è quella di Anna, che si è recata nel loro Showroom circa un anno fa. Anna aveva voglia di rinnovare e ri-arredare casa ed è arrivata da loro grazie al passaparola di clienti soddisfatte e contente 😉

"La casa di Anna"

“La casa di Anna”

Una volta visitato lo Showroom ha compreso immediatamente la “filosofia” che sta alla base di ogni progetto di Home Design firmato Gambarato Arredamenti. D’altra parte è davvero semplice entrare in sintonia con Chiara e Silvia: sempre disponibili, professionali e sorridenti… ti sanno accogliere con calore ed entusiasmo, perché ogni progetto è unico.

 

Prima fase: riprogettazione degli spazi


Dopo aver fatto un’attenta valutazione della pianta dell’appartamento di Anna, la progettazione degli spazi è stata studiata – esattamente, proprio “studiata”! – insieme.
Questo è infatti un dettaglio imprescindibile: l’appartamento di Anna è necessario parli di lei, e interpretare il modo in cui Anna vive è la prima tappa ed esigenza per le designer.

Ecco che da un corretto “studio degli spazi” si fa largo il “nuovo”: un nuovo che sa di poesia, e strizza l’occhio ad una funzionalità moderna ed essenziale.
Quindi, come prima fase sono stati ri-progettati tutti gli spazi, per una nuova casa “a dimensione di Anna”: una casa che fosse in linea con la sua personalità dolce e determinata al tempo stesso.

Una nuova impostazione per la zona living era quindi l’idea giusta per creare qualcosa di più adatto al nuovo modo di vivere la casa, più contemporaneo e funzionale.

La chicca?
La barra Groove luce e musica, un oggetto di design davvero unico che dà quel tocco di personalità forte e decisa, strizzando l’occhio a tecnologia e innovazione, con un sapiente gioco di musica e luci.


La
cucina?
È stata pensata lineare, con un’isola centrale collegata ad un totem libreria che permettesse di dividere la stanza e posizionar il televisore in maniera “strategica”…

 

 

 

Seconda fase: abbinamento colori, materiali e linee

Valutazione e scelta dei materiali sono essenziali in un progetto di Home Design: è utile recuperare laddove possibile – in questo caso il pavimento in rovere –  e sostituire solo lo stretto necessario.
Una volta scelto quello che è “funzionale” tenere, si passa all’abbinamento dei vari colori e materiali.

Per Anna è stato volutamente ricreato un “ambiente coccolo” in camera da letto: la cabina armadio nei colori della terra è stata infatti enfatizzata dall’effetto scatola – ottenuto colorando tutto l’ambiente in maniera monocromatica tono su tono.
La protagonista di questa stanza è – neanche a dirlo! – la carta da parati floreale, a cui sono state abbinate tutte le altre nuances e sfumature.

Il risultato?
Voi cosa dite… 😉

Alimentazione e Salute, Food Therapy, To Be Good

Glutatione, salute e longevità

La molecola miracolosa della longevità: il Glutatione è l’antiossidante più forte che il nostro organismo sia in grado di produrre. Agisce contro i radicali liberi, regola le cellule e abbonda nel citoplasma, nei nuclei, nei mitocondri. Ecco perché gioca un ruolo chiave per la nostra salute!Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica Montanaro - Founder & Creative Director Fashion Designer, appassionata d'arte e affamata di vita ed emozioni vere. Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso. Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita esuberante, ma dolce e determinata. Curiosa e cocciuta. Scontrarmi dopo i 35 anni con una patologia autoimmune è stata una grande opportunità per cambiare stile e abitudini di vita, e abbracciare tutto quello che porta a vero benessere, partendo dall'alimentazione. Da qui la voglia di rimettermi in gioco, iniziare a studiare di nuovo, formarmi…

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Psicologia per tutti, Psicology, To Be Good

Gestione Covid-19: in equilibrio con la paura

Paura, paura, paura… La paura è sicuramente un’emozione che abbiamo vissuto in queste settimane, non certo per la prima volta, ma in modo abbastanza trasversale/universale e per motivi sia soliti e storici sia nuovi e specifici. Proviamo quindi a capire meglio quest’emozione riflettendo su alcune delle sue molteplici sfaccettature…

Intanto precisiamo e distinguiamo, anche se in modo molto sintetico e semplificato: la paura è un’emozione innata, primaria, presente in tutte le persone, i popoli – anche animali, e chissà… piante! – e le epoche.
La paura la proviamo quando viviamo qualcosa come minaccia e pericolo alla nostra incolumità, benessere, vita.
La paura è il timore di qualcosa di chiaro e certo: ho paura dei ragni, ho paura di cadere, ho paura di fare un incidente.

L’ansia è invece “una paura senza oggetto”, nel senso che è un senso di minaccia e pericolo più diffuso, generalizzato, per mille cose o per neanche una di specifico. Ovvero non ci è chiaro cosa temiamo, da quale minaccia vorremmo proteggerci.
Inoltre spesso l’ansia riguarda “qualcosa di futuro”: qualcosa (magari appunto non sappiamo bene cosa) che potrebbe succedere in un più o meno lontano futuro.

Il
panico è uno tsunami immediato, veloce, presente qui e ora – ecco perché si parla di “attacco” di panico – un fulmine a ciel sereno, che sperimento dentro di me, nel corpo, nella mente, nel cuore.
Un senso di esplosione o implosione che sta avvenendo ora in me.
Ciò che temo è quello che sento: le sensazioni così violente che sto vivendo, velocissime ad arrivare (circa 10-20 minuti di picco) e così intense da farmi pensare che sto morendo o impazzendo. La buona notizia è… che non si impazzisce e non si muore, si ha “solo” tanta tantissima paura che accada, si sente che sta accadendo proprio ora: si è insomma certi che è proprio quello ciò che sta avvenendo – la morte o la pazzia – tuttavia non è così…

Distinguiamo anche tra alcuni sintomi del Covid e un attacco di panico: il picco del panico dura 15-20 minuti e poi lentamente scema, mentre una crisi respiratoria legata al Corona Virus dura molte ore/giorni e si mantiene abbastanza costante.
Il panico ha a che fare con un eccesso di ossigeno nel cervello (dovuto ad un’iperventilazione), che spesso dà tensione muscolare.
Mentre in una crisi respiratoria si ha una carenza di ossigeno, che dà debolezza muscolare.
Spesso – anche se non sempre! – un attacco di ansia o panico è “situazionale”, ovvero legato a specifici posti, situazioni, pensieri, sensazioni. Una crisi respiratoria legata al virus invece non è collegata necessariamente ad un trigger esterno/interno rintracciabile che la scatena e spiega.

Tornando alla paura, ecco una regola aurea: non possiamo eliminarla in toto! Questo non è possibile né auspicabile.
Meglio quindi accettarla e imparare a conoscerla affinché non ci venga una delle paure con cui è più difficile convivere e da cui è più difficile liberarsi: la paura della paura. “Accoglierla” nel senso di farla stare lì in noi… e cercare di continuare a fare ciò che stavamo facendo…

Se combattere contro di essa non funziona, o funziona anche ma a costi molto elevati, proviamo a capire se non vale la pena lavorare per un altro scopo: conviverci accettandola. 
È come quando ti spingono per buttarti in piscina e tu non vuoi: fai di tutto per non caderci dentro – tornando alla paura: combatti e contrasti con tutto te stesso contro di essa, per non averla, per mandarla via, affinché se ne vada e ti lasci libero! Tuttavia arriva un momento in cui capisci che hanno vinto loro e stai cadendo in acqua… e allora il tuo scopo cambia: non è più “evitare di” ma diventa “avere meno danni possibili”. Ed ecco che, tornando alla paura, accetti la paura e cerchi quindi di andare avanti nonostante essa.

All’inizio della quarantena e per le prime settimane la paura che ci ha dominato è stata la paura del contagio.
Ora la paura è più del futuro: del poterci comunque ancora ammalare. E questo sia dei limiti e delle perdite che il virus e le misure per il suo contenimento hanno creato, soprattutto su un piano lavorativo/economico. Queste paure sono naturali, giuste e sane anche, perché ci permettono di stare attenti, di essere cauti, di comportarci in modo da ridurre i rischi e da proteggerci, noi e gli altri.
È opportuno e utile quindi cercare di mantenere una giusta preoccupazione e non ritrovarci invece in un’ingiustificata e dannosa iper-paura.

Cerchiamo quindi di confrontarci:

  1. con noi stessi in altre situazioni di paura ben gestita
  2. con altri che ci pare abbiano un buon atteggiamento in questo periodo (ovvero sana preoccupazione ma non iper-paura)


Chiediamoci

  • cosa mi ha permesso di stare in equilibrio con la paura?
  • Di danzare con essa senza esserne travolto?
  • Cosa permette agli altri che vedo agire come vorrei riuscire ad agire anche io di non oltrepassare la linea ed arrivare a sperimentare ansia e panico?

La paura sarà tollerabile e gestibile anche se “accogliamo” alcuni dati di realtà che anche questo virus ci fa ben vedere:

  1. imparare a convivere con livelli di incertezza maggiori del desiderato: più vogliamo avere la certezza e conoscenza assoluta di ciò che è, sarà, accadrà ecc. più aumenterà il senso di incertezza e vivremo in apprensione e paura;

  2. imparare a distinguere ciò che pensiamo “sarebbe giusto” da ciò che “è”, poiché le due cose non coincidono necessariamente (chi decide, poi, cosa è giusto…?): più pensiamo che non è giusto quello che sta accadendo, non è giusto che non si sappia, non è giusto che abbiamo così tanti limiti e incertezze ecc. più ci arrabbiamo e ci sentiamo vulnerabili e precari

  3. imparare a vedere e accettare i nostri limiti: in verità, siamo piccoli e vulnerabili, parte e non padroni della natura, le nostre conoscenze anche scientifiche sono limitate, non padroneggiamo tutto e tutti senza limiti…


Vulnerabilità e incertezza

È così: la condizione umana è anche questo – incertezza, paura, dubbi, vulnerabilità – e non è detto che sia brutto, ingiusto, sbagliato.

Tuttavia se la vediamo così le nostre emozioni negative aumenteranno – paura inclusa! – e ci toglieranno energia e voglia di vivere, amare, perseguire ciò che per noi conta davvero.

Un po’ come pretendere che in mare non ci siano le onde… ed entrare solo a questa condizione.
Fare una partita solo nel momento in cui abbiamo la certezza di vincere.
Andare a scuola solo avendo la garanzia della promozione.
Impegnarci in una storia d’amore a patto di avere la sicurezza che l’altro ci amerà per sempre…

Se lasciamo che il non sapere se arriveremo alla meta… mini e limiti il nostro cammino… probabilmente non arriveremo mai alla meta (!).
O, nel caso ci arrivassimo, non godremo del viaggio, che a volte può essere esso stesso una meta.
Talvolta non partiremo nemmeno, privandoci di qualcosa che è possibile (viaggiare e forse arrivare lì o da qualche parte) per il timore di qualcosa che potrebbe non esserlo (arrivare lì).

Sarebbe davvero uno spreco, non credete?

Food Therapy, Spunti in Cucina, To Be Good

Orata al forno con patate e pomodorini Pachino

Oggi cuciniamo un pesce molto gustoso: l’orata. E’ sempre opportuno scegliere il pescato del mediterraneo – e non il pesce d’allevamento – se volete sentire i veri sapori del nostro mare;)Read more

Psicologia per tutti, Psicology, To Be Good

Gestione Covid-19: La violenza in famiglia

Purtroppo un esito delle convivenze forzate dovute alle misure per il contenimento del Covid-19 sembra essere l’aumento della violenza domestica. I dati sembrano indicare questo  impatto nelle dinamiche famigliari sia in Italia che in molti altri Paesi.

Spesso non si tratta di episodi nuovi ma di esacerbazioni di situazioni di crisi già presenti, che comportano maltrattamenti sia psicologici che fisici, che data la convivenza vedono anche un aumento della violenza assistita – ad esempio per i bambini, che magari non sono l’oggetto della violenza ma che purtroppo assistono alla liti e ai soprusi tra i genitori.

Il maltrattamento verso famigliari e conviventi costituisce un reato punito dalla legge.

Per maltrattamenti si intendono condotte quali violenza fisica, sessuale, psicologica, morale, economica di un convivente verso altri famigliari tipicamente più deboli quando sono in una successione di atti di sopraffazione che vengono reiterati in una certa unità di tempo.

 

Esempi concreti

Per violenza fisica si intende:

  • ledere, colpire, danneggiare, ferire il corpo
  • atti di violenza psicologica: ad esempio manipolare, controllare, deridere, sminuire, svilire un famigliare/convivente
  • violenza economica: quando un famigliare detiene il controllo dei soldi, decide e gestisce l’utilizzo delle risorse economiche della famiglia
  • violenza sessuale: forzare la vittima a esperienze sessuali contro la propria volontà – o che non può comprendere come ad esempio atti sessuali su bambini o su persone disabili con deficit cognitivi.

Non stiamo parlando quindi di un fenomeno episodico, legato ad un singolo momento o accesso di tensione, rabbia e aggressività, ma di un processo, un a serie di fasi, un ciclo.
Generalmente nella violenza in ambito famigliare vi è una fase di accumulo di tensione, che sembra essere graduale, senza una durata precisa, che può comprendere litigi, urla, scenate di gelosia, atteggiamenti violenti.
Poi la fase dell’aggressione vera e propria.
Spesso vi è poi una fase di calma, riconciliazione… e anche di scuse.

Purtroppo uscire da un ciclo di violenza non è facile, né per la vittima né per l’aggressore, e per entrambi servono consapevolezza della violenza in essere (che spesso non c’è!), responsabilizzazione sul proprio ruolo nella violenza, azione per uscire dalla dinamica violenta e tutelare sé e l’altro – per l’aggressore, o rispetto a chi altri assiste/è in casa/può diventare vittima anch’egli.

Una forma di violenza è quella chiamata di genere, ovvero tra uomini e donne, tuttavia ne esistono di molti altri tipi tra cui quella dei genitori verso i figli, dei figli contro i genitori, verso gli anziani, verso i disabili.

In tutte queste situazioni si hanno generalmente
tre ingredienti:

  1. una disparità di potere da parte dell’aggressore verso la sua vittima
  2. un controllo sulla vittima esercitato dall’aggressore/offender sulla vittima
  3. l’isolamento di quest’ultima, che le rende difficile chiedere aiuto e la rende sempre più dipendente dall’aggressore

Varie possono essere le cause/i fattori di rischio dell’aumento di questo fenomeno in questo periodo di emergenza sanitaria: convivenza forzata negli stessi spazi, aumento dei livelli di stress e preoccupazioni sia diretto che indiretto, minore possibilità uscite e sfiati come alternative per decantare e/o gestire la crisi e la rabbia. E ancora… ridotto accesso ai servizi di aiuto e protezione, allontanamento/difficile accesso alla rete di supporto emotivo e relazionale, riduzione/sospensione dei rapporti sociali e delle attività sportive/ricreative che possono rappresentare possibili fattori protettivi, aumento di abuso alcool e sostanze psicoattive, stress specifico dei professionisti della salute e della gestione dell’emergenza.

Purtroppo gli esperti dicono che come da un punto di vista individuale anche da un punto di vista di coppia e famigliare dobbiamo aspettarci un aumento di aggressività anche nel futuro prossimo immediato… 

Tutti noi cittadini privati, che veniamo a conoscenza di reati, o abbiamo ragionevoli dubbi sulla violenza domestica di persone che conosciamo o a cui viviamo accanto possiamo segnalare quanto abbiamo visto, udito, sospettiamo.
E/o possiamo cercare di avvicinare la famiglia in difficoltà per aiutarla a rivolgersi agli enti competenti al fine di interrompere la violenza.

Ecco alcuni tra i tanti siti e numeri utili di enti/associazioni che si occupano di violenza domestica, che possono essere contattati sia dalla vittima che da chi assiste o abbia dubbi riguardo ad altri:

  • Il 114 Emergenza Infanzia è un servizio di emergenza rivolto a tutti coloro vogliano segnalare una situazione di pericolo e di emergenza in cui sono coinvolti bambini e adolescenti. È raggiungibile sia da fisso che da cellulare, è un servizio pubblico, gratuito, in funzione tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24
  • YouPol è un’applicazione della Polizia di Stato, nasce per trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia. Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate e vengono ricevute dalla Sala operativa della Questura competente per territorio. Anche chi è stato testimone diretto o indiretto, come ad esempio i vicini di casa, può segnalare il fatto all’autorità di Polizia, inviando un messaggio anche con foto e video. È possibile segnalare in forma anonima
  • 1522: numero antiviolenza e stalking e chat, attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile; l’accoglienza è disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo; fornisce informazioni e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale; assoluta garanzia di anonimato
  • Sul sito https://www.1522.eu/mappatura-1522 vi è la mappatura sul territorio nazionale dei centri antiviolenza e case rifugio per donne
  • In generale 112 Carabinieri e 113 Polizia
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Dieta Fodmap: gli alimenti da evitare

Probabilmente avrai sentito parlare del protocollo Fompad. Fodmap è l’acronimo di “Fermentabili Oligo, Di- e Mono-saccaridi e Polioli”. Sì, sembra a tutti gli effetti uno scioglilingua, ma per farla più semplice… i Fodmaps non sono altro che carboidrati mal digeriti o mal assorbiti. E si sa, i carboidrati non digeriti vengono metabolizzati dai batteri intestinali producendo gas in eccesso. E il gas in eccesso porta non solo dolore addominale, ma anche diarrea e/o stitichezza. Capita anche a te di avere pancia gonfia, crampi addominali, stipsi e/o diarrea senza un motivo apparente e per di più dopo aver mangiato cibi super sani?Bè, molto semplicemente potresti soffrire di Sindrome dell’Intestino Irritabile, disturbo molto diffuso soprattutto fra le donne – e fonte di numerosi disagi. Le cause di questo disturbo?Disbiosi intestinale, stress acuti o cronici, familiarità, infezioni, farmaci, squilibri ormonali e via dicendo.I probabili maggior responsabili di questi disturbi sono proprio gli alimenti…

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Gestione Covid-19: il “qui ed ora”

Mai come quando ti stravolgono il presente e ti tolgono il futuro ti rendi conto di quanto ciò che davvero hai è il “qui ed ora”.

Questo è quello che dicono anche le persone rilasciate dopo un rapimento, chi è stato in guerra, chi ha provato la prigionia: ti aggrappi al presente, ogni momento ha peso e valore, perché è l’unica cosa che sicuramente hai, a volte l’unica che ti resta.

E lo dicono le persone che perdono qualcosa o soprattutto qualcuno: “Se fosse qui gli direi…., vorrei aver fatto X o Y con lei…, vorrei aver sfruttato meglio il tempo trascorso insieme…., se potessi toglierei i musi e le rabbie e cercherei maggior dialogo e contatto…, se avessi saputo che non avevamo tutto il tempo di una vita a disposizione avrei puntato alle cose più importanti…”.

Tendiamo a pensare che il tempo ci sarà sempre, che si potrà sempre fare quello o quell’altro.
Spesso è così, e non pensare mai al domani potrebbe diventare angosciante e demotivante. Tuttavia, quando lo facciamo troppo ci dimentichiamo di curare il presente e trascuriamo tante cose che sono possibili e certe per qualcosa che lo è meno… Il tempo non è una risorsa illimitata e considerare che abbiamo a disposizione un tempo “finito” ci può aiutare a usarlo meglio, in modo più significativo ed efficace per i nostri valori e le cose e le persone importanti per noi.

Allora penso che questo periodo di presente così diverso dal solito possa aiutarci ad imparare ad apprezzare e curare di più il “qui ed ora”.

Proviamoci

  • Focalizziamoci su quello che possiamo controllare, che dipende da noi e cerchiamo di non stare troppo a leggere e pensare a ciò che non è sotto il nostro controllo, non dipende da noi, non siamo noi a gestire. Quindi? Partiamo dall’organizzazione della nostra giornata, orari e impegni, e del fine settimana. I giorni sono i “contenitori”, mettiamoci noi il “contenuto” perché, come recita un adagio, “Non possiamo aggiungere giorni alla vita, ma possiamo aggiungere vita ai giorni”.
    Non stiamo in attesa del prossimo bollettino, del prossimo emendamento, delle prossime indicazioni, di quando potremo… dettiamo noi le nostre regole, dove, quando e per come possiamo.

  • “Stiamo dentro” alle cose che facciamo: siamo davvero partecipi, viviamole, non andiamo con la mente già da un’altra parte, alla prossima cosa da fare, a quanto è successo ieri. Stiamo sul pezzo, dentro al presente che stiamo vivendo, nelle cose che stiamo facendo. Stiamoci “dentro” ad esempio usando corpo e sensi, sentendo le sensazioni ed emozioni che le varie attività e dialoghi ci suscitano. Sono al telefono con un’amica? Mente e cuore siano con lei.
    Sto rifacendo i letti? Mani e occhi su lenzuola e coperte.
    Sto guidando? Mani sul volante e occhi alla strada.

  • Questa quarantena ci ha un po’ ipoattivato, spento, bloccato? Scriviamoci quali piccoli passi possiamo fare, cosa ci sentiamo di iniziare a fare per riattivarci un po’, in cosa – 1 o 2 cose al giorno – sentiamo che vogliamo provare ad impegnarci per noi e per gli altri.
    Ci ha, al contrario, iperattivato?
    Ci sentiamo nervosi, irrequieti, frenetici? Annotiamo nero su bianco qualche semplice azione e strategia che possiamo allenarci a fare per sfiatare, scaricare, riportare un migliore equilibrio in noi.
    Può avere a che fare con il corpo e le mani – attività fisica, giardinaggio, ricamo, puzzle, lavoro a maglia, disegno, suonare, pulire, cucinare, fare lavori di bricolage. Oppure con la mente – leggere, fare progetti, pregare, meditare. O perché no, con il cuore – cosa ci rende felici ed è fattibile anche oggi? Cosa ci dà soddisfazione e possiamo farlo anche in casa? Cosa ci calma ed è a portata di mano?

  • Impegnamoci per cose e persone per noi importanti: se possiamo evitiamo o riduciamo cose che davvero non sono importanti né necessarie.
    Cosa posso fare? E come?
    Ad esempio cos’è importante per me? Gli sto dedicando tempo e attenzione? Chi è importante per me? Sono in contatto e mi spendo per lui/lei/loro? E mi sto prendendo cura anche di me? Sono premuroso e gentile con me stesso? Come mi sto impegnando ad essere come vorrei…?

  • “Ama il prossimo tuo come te stesso”, “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, “In caso di turbolenza prima di aiutare chi hai vicino indossa tu la tua maschera per l’ossigeno”.
    Per seguire al meglio le regole che ci vengono richieste cerchiamo di vedere non solo l’aspetto di proibizione e di limite ma soprattutto i motivi per cui ci viene chiesto tutto questo e il bene che questo può portare per noi e per gli altri.
    E anche ciò che mascherine, guanti, distanza e disinfettanti ci lasciano liberi di fare: sorridere – anche con gli occhi! – salutare, chiedere, interessarsi, tenere i contatti, pregare, meditare, fare attività fisica, aprire le finestre, respirare bene, ringraziare, imparare, essere curiosi…

Vi saluto con questo aforisma: “Il passato è storia, il futuro è mistero, il presente è un dono”.

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Polpettone di pollo, spinaci e castagne

Ecco un’idea veloce e gustosa per preparare il polpettone di pollo senza glutine e senza lattosio. Una ricetta super healthy che mette d’accordo grandi e piccini ;)Al posto del pan grattato usiamo infatti la farina di castagne, che fornisce amidi nobili all’impasto, in virtù di benessere e salute. … perché la salute parte dalle scelte che facciamo in tavola!   Ingredienti per 4 persone 600 gr circa di pollo macinato 300 gr di spinaci e/o verdura cotta 100 gr di farina di castagne 3 uova biologiche pepe e sale qb rosmarino Procedimento Sbattere le 3 uova e unirle all’impasto di macinato.Unire sale, pepe e circa 50 gr di farina di castagne. Creare quindi un impasto omogeneo e lavorarlo per qualche minuto.Adagiare un foglio di carta da forno e schiacciare leggermente al centro: riporre gli spinaci al centro e richiudere dolcemente.Con la restante farina di castagne massaggiare l’esterno della forma del…

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