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OMAD, un pasto al giorno: tutti i benefici

One Meal At Day, o più semplicemente “OMAD”. Un pasto unico e completo che va a coprire il fabbisogno delle ventiquattrore. I macronutrienti non ca,biano, cambia solo la modalità di assunzione. E, a dispetto di quanto potrebbe sembrare, non stiamo parlando di privazione, dieta, sacrificio e privazione.Anzi! OMAD è una sorta di “ammaestramento”: un allenamento che alla lunga porta a livelli di salute invidiabili.Rinunciare al cibo? Giammai!Piuttosto scegliere in modo diverso, e con una consapevolezza “superiore”. La strategia alimentare deve essere sartoriale. Personalmente trovo una bella e sana abitudine inserire la pratica OMAD un giorno a settimana, magari nel weekend, quando tutto scorre più “dolcemente” e si ha più tempo da dedicare a se stessi. Una coccola insomma, che aiuta a finire ed iniziare la nuova settimana con la marcia giusta. Benefici Lasciare l’apparato digerente “a riposo” per molte ore permette un aumento dell’ormone della crescita GH, ormone proteico che,…

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L’energia primordiale di Madre Terra al servizio di salute e benessere

Riprendere un contatto “vero e sincero” con la Terra sembra essere il miglior antinfiammatorio esistente e la miglior medicina “antiaging”.
E qualcosa ci dice che abbiamo smarrito un tesoro profondo e indispensabile: il contatto con Madre Natura
Siamo conduttori elettrici, e questa considerazione ci ha portato a scambiare due chiacchiere con un ingegnere prestato alla salute, per capire le connessioni tra la nostra essenza bioelettrica e il nostro pianeta elettrico.
Tutto intorno a noi è energia. 
Noi siamo energia.
Partendo da questi semplici presupposti… viene spontaneo domandarsi come si connettono e quali sono gli scambi che si innestano tar le singole parti…

 

Abbiamo quindi scambiato due chiacchiere con Angelo Rossiello, fondatore del blog “Evolutamente” e autore insieme all’ingegnere Alessio Angeleri del libro “Il nuovo vivere secondo Natura”, bestseller su dieta e stile di vita ancestrali a cui è seguito “Insonnia, il male del nuovo secolo”.

Angelo Rossiello è un ingegnere con un passato nell’industria metalmeccanica multinazionale, da sempre appassionato di sport e salute, ha studiato indipendentemente nutrizione e biochimica umana.
Ideatore del Paleomeeting e fondatore di Simne, la prima società scientifica di medicina e nutrizione evolutiva che ha all’attivo congressi e seminari in tutta Italia. 

 

Ingegnere, la Terra ha una carica energetica e un flusso pressoché infinito di elettroni liberi. Siamo quindi parte attiva “del tutto”: come questo ci influenza, direttamente e indirettamente?

Certamente, l’elettromagnetismo plasma la vita, siamo in tutto e per tutto entità elettromagnetiche.

Le reazioni basilari relative ai processi biochimici sono reazioni di ossidoriduzione, cioè una specie molecolare cede elettroni ad un’altra. Il trasferimento elettronico (e protonico) efficiente, è possibile solamente in presenza di oscillazioni coerenti, organizzate e stabilizzate  dal campo elettromagnetico.

Senza ordine e ritmicità, saremmo solamente un ammasso casuale di molecole senza alcuna possibilità di ‘vivere’.

Inoltre, gli elettroni provenienti dalla terra riducono lo stress ossidativo e l’infiammazione sistemica.

 

È azzardato dire che il moto degli elettroni gioca un ruolo centrale anche nello sviluppo di malattie infiammatorie, autoimmuni e squilibri ormonali? 

Non solo non è azzardato, ma il processo è basilare. La malattia, da un punto di vista fisico, è rappresentata da una perdita di coerenza, e quando la corretta organizzazione elettromagnetica viene meno, si instaurano meccanismi patologici, tra cui malattie infiammatorie, autoimmuni, ect.

I processi biochimici macroscopici vanno ad operare in ultima analisi tramite processi fisici.

Cosa possiamo fare nel concreto per recuperare le “nostre radici elettriche perdute” e riconnetterci correttamente con Madre Natura?

Fare earthing, ascoltare musica a 432Hz, utilizzare eventualmente diapason con frequenze stabilizzatrici, limitare al massimo l’esposizione alle onde elettromagnetiche non native prodotte dall’uomo come wi-fi, cellulari, Bluetooth, etc. E controllare l’elettricità sporca, esporsi al sole. 

Quali sono i campi di applicazione di questa “conduzione elettrica”?

La stabilizzazione elettromagnetica è di vitale importanza per mantenere salute, forma fisica e mentale.
Provare per credere! Le testimonianze positive di lettori del nostro libro “Insonnia” si stanno accumulando in modo che neanche noi potevamo prevedere… Dimostrando che lo stile di vita conta più di ogni altra cosa, dieta ed esercizio fisico compresi!

Terra, ma anche Sole: qual è l’impatto più evidente e importante che ha la luce solare sulla nostra salute?

Oltre alla produzione di vitamina D, ossido nitrico e altre molecole fondamentali, l’esposizione al sole permette di stabilizzare la coerenza strutturando l’acqua interfacciale tramite la radiazione del lontano infrarosso, promuove la produzione di ATP tramite il rosso e vicino infrarosso, e ci fa diventare superconduttori a livello protonico tramite gli UV (ultravioletti). UV oggi purtroppo ingiustamente demonizzati dal mainstream, dai dermatologi e dagli oculisti in particolare. Purtroppo confusi da studi su topi che sono animali notturni e dalle spinte esterne del marketing delle creme solari e degli occhiali da sole…
Incredibile ma vero!
E non ha nessun senso sostituire il sole con pillole di vitamina D!
… Ma questa è un’altra storia di cui parlerò in un prossimo libro, almeno spero.

 

Se volete approfondire tutti questi aspetti potete partecipare ai corsi di “Rudimenti di Light Training”.
Trovate tutte le info sul sito evolutamente.it

 

 

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Alimentazione e stile di vita in connessione con la natura

C’è sempre più attenzione verso tutto ciò che è in qualche modo “naturale”: che sia alimentazione, stile di vita o medicina alternativa, stiamo assistendo fortunatamente ad un inversione di tendenza che porta le persone ad informarsi e a prendere parte attivamente ai propri processi di guarigione.
Ci siamo confrontate con Francesca Devi Cillo su quello che può essere il vero significato del “vivere” in connessione con la natura – la “nostra” natura, e quella che ci circonda.

Devi Francesca Cillo è naturopata e si occupa di nutrizione da 35 anni. Creatrice del Programma Online “The SAUTÓN Approach” e del blog www.energytraining.it (tra i più seguiti in Italia), ha aiutato oltre 140.000 persone a ritrovare salute, energia e forma fisica col suo approccio nutrizionale.

Dalle sue ricerche è nata la SAUTÓN Academy of Nutrition, scuola di formazione in nutrizione olistica per medici, personal trainer, educatori e appassionati.

Francesca, ti definisci un’appassionata di salute naturale e alimentazione sana. Ci spieghi cos’è per te la salute naturale?

La salute naturale è un approccio al benessere e alla salute che rispetti le esigenze di ciò che siamo: un meraviglioso miracolo, unione di mente e corpo. Un approccio che vada sempre ad identificare le cause profonde del nostro malessere o squilibrio senza sopprimere i sintomi ma scoprendo attraverso di essi l’origine del disturbo e che lavori per riportare l’equilibrio attraverso il miglioramento delle nostre abitudini di vita, incluse quelle alimentari.

E un’alimentazione sana che presupposti deve avere?

Un’alimentazione sana deve prendere in considerazione i due fattori chiave in grado di condizionare tutta la nostra salute:

  • se e come riusciamo davvero ad assimilare ciò che mangiamo, nutrendo le cellule e eliminando le tossine. Quindi si occupa di ripristinare e riattivare la nostra digestione. Andando a conoscere le leggi che la governano e la favoriscono
  • se abbiamo imboccato la via dell’emergenza e cioè funzioniamo in modalità ridotta e sofferta poiché l’infiammazione sta dilagando nel nostro corpo. Questa è un’emergenza degli ultimi anni, causata da profondi errori alimentari protratti nel tempo, combinati con condizioni di vita governate da stress e inquinamento chimico ed elettromagnetico. Questa emergenza sta progressivamente bloccando i nostri principali sistemi: metabolico, ormonale, immunitario e nervoso. E comporta un progressivo sorgere di disturbi diversi e difficili da comprendere tutti a carico dei sistemi bloccati.

Un’alimentazione sana che voglia essere davvero efficace deve essere in grado di misurare queste due condizioni per noi, cioè quanto è in difficoltà la nostra digestione e quanto è alta la nostra infiammazione. Deve poi mettere in campo una strategia efficace e personalizzata (perchè siamo tutti diversi!) per poter risolvere queste due condizioni e ripristinare ordine e salute in tutti i sistemi del corpo.

Detox post feste: da dove iniziare e come

Quello che accade, dopo le feste, è l’acutizzarsi di quella emergenza che ci appartiene ormai da tempo. Abbiamo mangiato troppo e soprattutto tanto zucchero e abbiamo imboccato quella spirale ingovernabile che io chiamo “la ruota del criceto” che gira sempre in tondo cercando di scappare. Dove mangiamo costantemente dolci e carboidrati per noia e stanchezza e non riusciamo ad interrompere questo circolo vizioso.  Appena ne mangiamo un pò ci sentiamo prima euforici, poi nervosi e ben presto nuovamente stanchi e affamati e ricominciamo a mangiare zucchero ogni due o tre ore, altrimenti non riusciamo a carburare. Quindi abuso di zucchero, caffè, chili di troppo, con conseguente stanchezza, difficoltà a concentrarci e debolezza del sistema immunitario (ci ammaliamo spesso).

Ecco perché avere una strategia detox, dopo le feste, diventa vitale. Un momento ottimo per ripartire!

Punto importante di questa strategia deve essere da una a due settimane sugar free (cioè prive di alimenti che contengano zuccheri come pasta, pane, prodotti da forno, patate, dolci, cereali) e ricche di proteine fresche (a seconda di ciò che mangiamo carne, pesce, uova, derivati del latte, proteine vegetali come canapa, chia e pochissimi legumi). Vegetali cotti in modo leggero (verdure fresche cotte poco giusto per rompere i legami di cellulosa rinforzando la nostra capacità di digerirle) e grassi sani (olio evo, burro, ghi, olio extravergine di cocco, avocado, olive). Questi sono i migliori antidoti all’abuso di zucchero perché donano sazietà, energia, riequilibrio metabolico e ci permettono immediatamente di uscire dalla spirale dell’abuso di zucchero mangiando pienamente e in modo soddisfacente senza regimi dietetici rigidi e punitivi.

Questo è ciò che insegno nel mio Programma Online.

Strategia chetogenica, regime low carb, filosofia Paleo: come orientarsi?

Ognuno di questi approcci contiene importanti insegnamenti e l’ideale è conoscerli, guardarne i punti forti e gli eventuali limiti, e applicarli in una sintesi che comprenda le nostre reali esigenze, il modo in cui noi funzioniamo e dia al nostro corpo il carburante perfetto.

Dalla dieta Chetogenica riceviamo la comprensione che siamo una macchina ibrida, che possiamo vivere con due diversi carburanti: zucchero o grassi. Lo zucchero è un carburante pericoloso, non presuppone riserve, deve essere costantemente assunto e crea fame, alti e bassi energetici e fastidiosissimi cuscinetti da smaltire. Il carburante grassi è invece estremamente adatto alle cellule, crea ampie riserve, ci rende molto più soddisfatti e sazi e ci consente di mantenere il peso forma senza sforzo. La dieta chetogenica ci insegna a rivalutare i grassi che devono costituire la metà del nostro introito alimentare quotidiano. I limiti di un’applicazione troppo rigida possono condurci ad un consumo esagerato di grassi (a volte parei al 70% delle calorie totali), con una sottovalutazione di quelle che sono le migliori fonti nutrizionali equilibrate, spesso rischiando di abusare di derivati del latte.

L’approccio Low Carb ci ha spiegato quanto sia pericoloso porre gli zuccheri al centro della nostra quotidianità. Zucchero che ci rende affamati, insoddisfatti, in preda all’emergenza infiammazione e al progressivo invecchiamento. Il metabolismo si blocca e rallenta, le cellule si riempiono di tossine e il corpo blocca i sistemi creando una serie infinita di sintomi fastidiosi e problemi di salute. Il limite è che in questa guerra senza quartiere agli zuccheri rischia di tralasciare importanti punti riguardanti la qualità e la proporzione tra i macro nutrienti e l’importanza delle fibre per il nostro microbioma intestinale.

L’approccio Paleo ha il merito di aver rivalutato le proteine come parte importante della nostra quotidianità. Basta guerra a questo nutriente che ci ha portato dritti nelle braccia dell’abuso di zucchero. Il limite è che spesso lei proteine non sono analizzate nelle loro qualità e si può rischiare un vero e proprio abuso di proteine non sane.

Quindi il migliore approccio è quello di creare una sintesi che riporti ordine tra i nutrienti, che punti su qualità degli alimenti e sul modo di consumarli per permetterci di assimilarli al meglio e che non dimentichi di rispettare le nostre esigenze individuali.

Questo è ciò che mi ha guidato nella formulazione del mio metodo.

Francesca, in che cosa consiste il tuo metodo “Sautón Approach”?

L’approccio SAUTÓN, (chiamato così dalla parola greca che vuol dire “te stesso”) è un approccio low carb e cheto che aiuta a ripristinare la nostra digestione e a diminuire la nostra infiammazione.

Si parte dal compilare un Test che misura il livello della tua digestione e della tua infiammazione. Uno strumento molto efficace che ti aiuta anche a misurare i progressi nel percorso.

Successivamente si trova una prima parte, in cui ti avvicini gradualmente e praticamente alle basi della nutrizione sana scoprendo come portarle concretamente nella tua vita al tuo ritmo. Un tempo che può durare quanto desideri e che già da solo ti trasforma in profondità.

Quando ti senti pronto inizi la vera trasformazione,  attraverso tre fasi in sequenza:

  • il detox di 28 giorni, chiamato RESTART, unica fase di dieta stretta, che ti permette di uscire dall’emergenza e ripristinare il corretto funzionamento di tutti i sistemi del corpo
  • La riammissione selettiva e progressiva dei tutti gli alimenti sospesi, chiamata RETRY; nella quale verifichiamo la nostra effettiva risposta agli alimenti. Ormai riequilibrati è più facile identificare gli effetti reali del cibo che mangiamo ed identificare alimenti da usare tutti i giorni, quelli da inserire alcune volte a settimana e quelli da considerare solo nelle occasioni speciali. Così da non ritrovarci nuovamente nel regime di emergenza e sulla ruota del criceto.
  • E l’ultima fase finale, chiamata appunto RELAX, nella quale ci divertiamo a portare tutte le nostre comprensioni, in modo creativo, armonico e rilassato, nella nostra vita. Divertendoci a disegnare un nuovo stile personale che ci consenta di esprimere tutte le nostre migliori potenzialità.

Il tutto con l’unico intento di consentirti di ritrovare il tuo libretto di istruzioni originario per esprimere il tuo massimo potenziale, con un approccio ampio, non rigido,  creativo, divertente e soprattutto pratico ed adatto a persone che vivono nel mondo e hanno poco tempo ma grandi obiettivi.

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Strategia Sartoriale per una salute al Top!

Venendo dal mondo della Moda 👠👗, quando penso a salute e ben-essere mi piace immaginare una vera e propria strategia “sartoriale”, cucita su misura in base a criteri ben precisi.
 
Una “strategia sartoriale” fatta di misurazioni, imbastiture, prove, “fitting e messe a punto dettagliate ed esaustive.
E mi piace pensare che ognuno di noi, a dispetto di proposte alimentari e di trend dell’ultimo momento, abbia una propria vestibilità’, unica e speciale.
 
Anche – e soprattutto – quando si tratta di salute.
 
Sì perché quello che calza a pennello a me e funziona benissimo su di me… non è detto valga allo stesso modo anche per te.
Anzi!
 
È impensabile non tener conto di queste considerazioni.
 
Ognuno di noi è unico, e a modo suo speciale.
 
E non solo perché ognuno di noi ha un corredo genetico che lo contraddistingue – e che tuttavia, anche se può dare indicazioni importanti sullo stile di vita da adottare per rimanere in salute, non è indispensabile conoscere.
Se ci concentriamo sullo stadio che viene prima di qualsiasi patologia che derivi da una qualsiasi mutazione genetica x – e quindi se poniamo la giusta attenzione sullo stato di infiammazione! – abbiamo già fatto bingo;)
 
E per lavorare sullo stato di infiammazione e spegnere geni mutati accesi da uno stile di vita scorretto o da scelte alimentari non “fisiologiche” per noi, la soluzione deve essere sartoriale.
Assolutamente.
Senza “se” e senza “ma”.
 

E come si prendono queste misure?

 
In base alla nostra unicità.
In base alla storia che ci contraddistingue.
È solo alimentazione?
Certo che NO!
È stile di vita, emozioni, traumi, lutti, abitudini, convinzioni, credenze.
 
Siamo la somma del nostro vissuto.
E la nostra salute, il nostro stato fisico di “ben-essere” o “mal-essere“, ha una memoria.
Tutto, anche l’esperienza più banale, ha un peso – nel bene nel male – e contribuisce a formare quello che è il fitting che siamo “chiamati a vestire”.
 
Così come per la realizzazione di un bell’abito sartoriale 👔👘 , anche la nostra salute ha bisogno di cure, attenzioni e opportune revisioni. Affinché tutto possa essere perfetto e “indossato” con disinvoltura.
E diciamocelo, è evidente quando siamo vestiti con abiti sartoriali piuttosto che con abiti low cost.
 
Una “creazione sartoriale” è per sempre.
Certo, ha bisogno di attenzioni particolari e di un occhio di riguardo.
Ma è per sempre.
Proprio come un tessuto pregiato, una scarpa 👠 o una borsa artigianali 👜.
 
E proprio come la salute ❤️.
Una buona salute, realizzata ad arte e mantenuta con cura… è per sempre!
 
 

 

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Dieta “di segnale”: via libera a qualità e quantità!

La dieta di segnale, adatta a chiunque e senza controindicazioni, è un vero e proprio stile di vita: è un’alimentazione con grande valore terapeutico perché in grado di riequilibrare l’ipotalamo, che dirige l’orchestra ormonale da cui dipendono sia salute che forma fisica. I pilastri della dieta di “segnale” Su cosa si basa la dieta di segnale?Più semplice a farsi che a dirsi…Su una nutrizione equilibrata che prevede il consumo di soli alimenti “naturali”, non trattati e in linea con ciò di cui ci siamo nutriti per ben due milioni di anni. E per i quali il nostro apparato digerente è preparato a funzionare perfettamente.Principalmente prodotti di raccolta della terra.Una piramide con alla base frutta, verdura e radici commestibili; in mezzo proteine animali e in cima frutta a guscio e semi oleosi.Se basiamo la nostra alimentazione su questo genere di alimenti possiamo mangiare in abbondanza. Una caloria non è sempre uguale…

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Perché è importante una masticazione lenta e consapevole

Consumare un pasto velocemente, senza dare la giusta attenzione a quello che si sta mangiando – e a come lo si sta mangiando! – è un’abitudine da evitare assolutamente. Perché?I validi motivi sono tanti e porre la giusta attenzione ad una masticazione lenta e consapevole è un primo passo verso la salute. Esatto, la salute passa anche attraverso la modalità con cui consumiamo i nostri pasti. Quantità, qualità… e modalità!Se poniamo attenzione solo alla qualità e alla quantità di alimenti ingeriti e ci dimentichiamo di essere scrupolosi nel come li assumiamo, è come se lasciassimo incompleto il lavoro. Che proprio un lavoro qualunque non è: una buona digestione infatti è strettamente correlata con la nostra salute.Così come una cattiva digestione è associata a malesseri come alitosi, gonfiori, bruciori di stomaco, reflusso – solo per citarne alcuni. Anche se la bocca – così come lo stomaco – non completa la digestione, è comunque…

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La medicina funzionale: un approccio centrato sul paziente e sulle “cause”

La medicina funzionale è una medicina personalizzata che non fa riferimento solo ai sintomi, ma all’intero organismo. Una medicina centrata sul paziente: un nuovo modo rivoluzionario di studiare le cause profonde della malattia e come i nostri geni, l’ambiente e lo stile di vita siano determinanti per l’insorgere di qualsiasi patologia. Read more

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La potenza del respiro: intervista a Stefano Andrade

Partendo dal presupposto che una buona attività fisica, una corretta alimentazione e un’ottima qualità del sonno permettono al corpo di funzionare al meglio, quando parliamo di ben-essere non possiamo tralasciare un dettaglio tanto semplice quanto potente: il respiro.
Imparare a conoscere e gestire questo importante modulatore di stati d’animo cambia radicalmente l’impatto degli eventi stressogeni che incontriamo quotidianamente.
Come?
Abbiamo fatto due chiacchiere con Stefano Andrade (Personal trainer, maestro di Arti Marziali ed esperto in massoterapia. Specializzato nell’uso del movimento, dei massaggi e della respirazione per il potenziamento delle performance atletiche, riduzione delle tensioni e gestione dell’ansia. https://funfastik.com) per comprendere meglio le potenzialità di riuscire a percepire correttamente il respiro.

Perché imparare a gestire il respiro ci può cambiare radicalmente la vita?

Tensioni stress postura dolore.
Partendo dal fatto che respirando circa 20.000 volte al giorno, possiamo capire quanto respirare sia importante nella nostra vita.
La respirazione, che diamo spesso come scontata, in realtà non ha solo una funzione strettamente di sopravvivenza ma anche di regolazione, quindi possiamo respirare a sufficienza per sopravvivere ma non a sufficienza per restare in salute.
“Ma io so respirare!” è la frase che sento più frequentemente. Tuttavia, per chi come me è abituato a lavorare con il respiro, questa frase non è vera nel 90% dei casi.
Se è vero che è l’atto che facciamo con maggiore frequenza, è anche vero che farlo male è la cosa che incide maggiormente sulla nostra salute.
Da appena nati istintivamente sappiamo qual è il modo corretto di respirare, in maniera libera e naturale, potente e senza freni. Da bambini riuscivamo ad avere energie pressocché inesauribili, riuscendo a passare velocemente da un’attività ad un’altra, da uno stato emotivo ad un altro, senza tuttavia risentirne nel corpo.
È solo successivamente, a causa di condizionamenti e tensioni – regole, obblighi, dinieghi, preoccupazioni, successi, fallimenti – che iniziamo a creare abitudini scorrette e stati perenni di tensione bloccando e limitando il naturale flusso respiratorio. Ognuno di noi crea così un proprio modo di respirare, e arriva a conseiderare questo modo “normale”.
Respirare bene o male influisce direttamente sul nostro stato:

⦁          Fisico. In base alla postura e al tipo di attività fisica (sia il semplice stare seduti o camminare, correre o praticare sport di varia intensità e tipologia)

⦁          Intellettuale. Quando siamo molto concentrati il cervello da solo, in percentuale rispetto al corpo consuma il 20% dell’ossigeno

⦁          Emotivo. Se siamo calmi o in ansia, eccitati, con collera o nevrotici, abbiamo un respiro diverso.

Non siamo consapevoli – a meno che non ci portiamo l’attenzione! – che durante l’arco della giornata attiviamo diversi tipi di respirazione: da un respiro totale e profondo in cui coinvolgiamo sia il petto che l’addome passiamo ad un respiro alto, clavicolare e superficiale creando tensioni perenni alle spalle.
Si crea quindi un circolo, a seconda dello stile di respirazione che abbiamo prevalente. Ciclo in cui il respiro influenza il corpo e il corpo il respiro, i pensieri influenzano il respiro, che a sua volta che influenza il corpo che influenza i pensieri… andando a generare tutte quelle problematiche che ormai consideriamo “normali”.
Il respiro aiuta alla detossificazione, al controllo del pH, alla stimolazione/rilassamento al massaggio e al movimento degli organi interni.
Inoltre, i polmoni coadiuvano il lavoro del cuore, aiutando il ritorno venoso e, nell’esercizio fisico, a regolare l’aumentata pressione nell’azione posturale e ventilatoria. Fungono da riserva attiva di sangue, fungono da filtro – come tutti gli epiteli, pelle e intestino compresi, quello polmonare è una barriera al passaggio incontrollato di sostanze.

Quindi quali sono le sollecitazioni che inducono una respirazione scorretta?

Determinate posture e sollecitazioni ci condizionano e ci impongono se portare tanto o meno ossigeno nei tessuti. Questo influenza il nostro umore, la nostra digestione, il funzionamento efficiente del  nostro cervello. E stabilisce l’equilibrio base dei minerali calcio e magnesio, che di conseguenza porta a stancarci facilmente, a dormire male, a renderci ansiosi e porta anche alla compromissione di molte funzioni direttamente correlate al nostro Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico, che governa tutte le nostre funzioni involontarie.

So che può essere difficile spiegarlo in un’intervista ma a grandi linee come la respirazione influisce sulle nostre emozioni e sul nostro funzionamento?

La chiave è nel nervo vago.
Il nervo vago fa parte del Sistema Parasimpatico, conosciuto anche come il sistema del “riposa e digerisci”. Il termine vago vuol dire “vagabondo” e questo già fa capire quanti organi connette tra di loro.
Dal cervello raggiunge intestino e stomaco, ma anche cuore, fegato, pancreas, cistifellea, reni, uretere, milza, polmoni, organi riproduttivi (nella femmina), collo (faringe, laringe ed esofago), orecchie e lingua.
Quando non lavora bene può causare problemi digestivi come la dispepsia, gastroparesi, reflusso gastroesofageo, colite ulcerosa, anoressia e bulimia, solo per citarne alcuni.
Gli studi evidenziano anche come un’attività vagale ci porta ad essere maggiormente uniti gli uni con gli altri e stimola comportamenti altruistici.
Sembra anche che il nervo vago sia necessario per entrare in quello che viene chiamato, lo stato di flow. Infatti, la combinazione dell’attivazione simpatica (combatti e fuggi) con il nervo vago, permette la giusta combinazione di stimoli che inducono lo stato di flow, e quindi di perfetta sintonia con ciò che stiamo facendo.
C’è un Sistema Nervoso che viene detto Autonomo (SNA), che è in grado di governare le funzioni basali del nostro corpo indipendentemente dall’attenzione che ci possiamo mettere. Governa la respirazione, l’apparato cardio-circolatorio, la digestione, gli apparati riproduttivi, quelli escretori. Si divide, sempre per ipersemplificare, in due parti: una attivatrice Simpatica e l’altra rilassante Parasimpatica. Uno dei concetti più difficili da far capire è quanto la nostra salute dipenda dall’ambiente e dalla modalità in cui viviamo e rispondiamo a tutti gli stimoli/esperienze che questo ci mette davanti. La chiave che connette la risposta del nostro corpo alle sollecitazioni esterne è proprio la respirazione!
Quindi la respirazione è il ponte per controllare ciò che pensiamo di non poter controllare.
Queste osservazioni sono state portate alla scientificità proprio da tecniche di biofeedback, con le quali tramite elettrodi si misurano le differenti attività fisiologiche in base ai diversi schemi respiratori che attiviamo.

La misura della nostra mente e di quanto questa influenza il corpo e il corpo influenza la mente, sono le emozioni.

Il collegamento tra mente e corpo è molto complesso ed è tutta una questione di equilibri inconsapevoli.

I due Sistemi Nervosi Autonomi provocano reazioni differenti: se uno si attiva in condizioni di stress/pericolo, l’altro si attiva in condizioni di rilassamento quindi va da sé che la condizione ottimale è il totale bilanciamento ed equilibrio di questi due sistemi. Questo bilanciamento in termini scientifici viene definito omeostasi.
L’attivazione di questo sistema così complesso, dipende non tanto dagli stimoli in sé, poichè nonostante GLI stimoli che incontriamo sono di natura diversa e li possiamo percepire più positivi o più negativi, la reale differenza sta in quello che succede dentro di noi in seguito a tali sollecitazioni, e quindi anche come si modula la nostra respirazione per far fronte alla problematica subentrante.
Il confine tra emozione e problema fisiologico è molto labile: viene prima il problema al fegato o la rabbia? Viene prima l’ansia o il problema digestivo? Viene prima la paura o il battito cardiaco accelerato?
E la risposta è tutta nella regolazione del SNA e come esso influenza in base a come percepiamo l’ambiente esterno le nostre funzioni basali.
La respirazione risponde alla nostra differente percezione dell’ambiente esterno ed influisce sulla percezione che abbiamo di quest’ultimo, in una comunicazione duplice andata-ritorno in cui la mente si confonde con il corpo.

Quindi bisogna in qualche modo rieducarsi a fare ciò che abitudini, stile di vita e traumi ci ha fatto dimenticare.

Può a tutti gli effetti essere quindi considerata una tecnica di “biohacking”?

Certamente, è forse il primo biohacking naturale. Sfido chiunque a digerire bene non respirando bene, o a gestire l’ansia respirando male o cercare di dormire avendo un respiro non adeguato. Il respiro può addirittura trasformare l’atteggiamento di una persona verso la vita o la percezione di un evento stressogeno, come allo stesso modo può generare stati di ansia e depressione anche solo non tenendo sotto controllo alcuni vezzi e vizi respiratori. Può anche hackerare la longevità

Stefano, ecco era proprio questo che volevo chiederti, è vero che allungare il respiro equivale ad allungare anche la vita?

Assolutamente sì! Studi di popolazione hanno notato che alcune popolazioni molto longeve non hanno niente di particolare nel loro stile di vita se non quello di vivere intorno ai 1500-2000 metri di altezza. Questo genera uno stato di ipossia tale che permette al corpo di generare dei bypass naturali e quindi fronteggiare specifiche problematiche che in condizioni normali di ossigenazione non si creerebbero. Un modo per allungare la vita è respirare molto lentamente, con cicli di respiro molto lunghi e apnee molto lunghe. Diciamo che l’ideale sarebbe respirare circa 3-5 cicli respiratori al minuto. Questo permette di ridurre il battito cardiaco ed influenzare positivamente il Sistema Nervoso Parasimpatico e quindi uno stato di calma che sappiamo essere la base della longevità.

Un giorno ho conosciuto un nonno di 87 anni, mantenendo un’alimentazione normale e senza alcuna accortezza – parliamo di un posto dove assolutamente nessun tipo di accortezza alimentare di base è contemplata! – ha una vita attiva e sana anche più di suo nipote che già presenta acciacchi a pelle ed articolazioni.
La differenza? Il nonno è stato apneista professionista per 40 anni.
La respirazione è forse la cosa che diamo più scontata.
Quello che è strano è che vigono in materia di respirazione 3 comandamenti che non sono mai stati verificati ma determinano tutte le indicazioni date anche dagli esperti relative alla respirazione:

  1. L’organismo regola automaticamente ed inconsciamente tramite il Sistema Nervoso, il ritmo respiratorio
  2. Più profondamente si respira e più ossigeno si inala, meglio è
  3. L’anidride carbonica emessa dall’esalazione è solo un prodotto di scarto, quindi più si esala meglio è…

Ed è per questo che molti l’unico consiglio che danno è “respira più profondamente”. Alcune volte in realtà respiriamo più del dovuto e troppo profondamente spostando il delicato equilibrio tra anidride carbonica e ossigeno che serve per il corretto scambio tra i tessuti.
Il problema del considerare l’anidride carbonica esclusivamente come prodotto di scarto è quello che determina una scarsa attenzione al concetto di apnea e quindi di accumulo di anidride carbonica.
L’apnea è l’assenza di respirazione esterna o una pausa della respirazione superiore ai 15 secondi.
Durante l’apnea non c’è movimento dei muscoli della respirazione ed il volume dei polmoni rimane inizialmente invariato.
Il problema dell’apnea è che può essere sia volontaria che involontaria e porta ad effetti nettamente diversi nei due casi quindi è fondamentale impostare un lavoro proprio nel ricreare consciamente delle condizioni ad hoc in modo che il corpo riesca in modo consapevole e dosato ad imparare a gestire il flusso respiratorio ma soprattutto accorgersi di schemi respiratori errati.

Stefano, “come” il respiro va oltre il semplice metabolismo energetico?

Diciamo che è una domanda che apre un mondo: partendo dal fatto che la respirazione non finisce con l’atto respiratorio ma arriva fino a dentro le cellule fino ad arrivare all’interno dei mitocondri, proprio dove l’ossigeno ha la sua massima funzione. Il problema del corpo quindi non è solo quello di immettere ossigeno ma deve farlo arrivare ad ogni singola cellula: E la respirazione serve proprio a questo: tutto quanto si può dire sulla respirazione non può prescindere dal processo completo che porta l’ossigeno dall’aria ai mitocondri. Le cellule prive di mitocondri come quelle prive di ossigeno hanno un metabolismo assai inefficiente a livello energetico quindi vanno in affanno in un primo momento e poi muoiono, in quanto meccanismi come il ciclo di Krebs e la respirazione cellulare non possono avvenire. Paradossalmente è proprio grazie all’anidride carbonica che l’ossigeno riesce ad arrivare correttamente all’interno delle cellule. È per questo che quello che noi pensiamo sia un semplice accumulo di quantità maggiori di ossigeno e quindi una respirazione profonda e volta a riempire i polmoni e non le cellule porta non sono a iperventilazione ma porta anche ad affamare le cellule di aria e a predisporre l’invecchiamento.

Respira piano respira il giusto camperai più a lungo e di gusto.

E questo solo se pensiamo a livello biologico! Se poi pensiamo che grazie alla modulazione del respiro possiamo lavorare anche sul dispendio medio energetico del corpo riducendo la richiesta di energia e quindi abbassando i livelli di allarme del corpo… Possiamo capire che veramente non è mangiare, non è bere ma è respirare la funzione biologica che dovremmo tenere maggiormente sotto controllo!

Quindi, da dove partire?

Consapevolezza prima di tutto. Consapevolezza di come respiriamo e di quante volte tratteniamo il respiro o è troppo superficiale o troppo veloce senza accorgercene innescando processi che nel lungo termine rischiano di usurare i meccanismi di regolazione ed esaurirli.

C’è una tecnica di respirazione che ti senti di condividere con noi?

Tecniche semplici di come respirare in modo corretto e rieducarsi ce ne sono a tonnellate e molte ci saranno nel nuovo libro in uscita nel 2020 scritto a 4 mani con Ethel Cogliani. L’ostacolo è solo trovare il tempo mentale per farle! Ho detto tempo mentale perché essendo il respiro un’attività permeante la nostra giornata non è neanche un ostacolo di tempo fisico!
Uno degli esercizi che faccio vedere ai corsi e che penso sia veramente la forma più semplice di rieducazione al respiro è la camminata. Associare il respiro ai passi.
Quindi iniziare con un’inspirazione lunga un passo ed un’espirazione lunga un passo. Ripetere per 3 cicli respiratori. Poi allungare il respiro gradualmente: inspiro 2 passi espiro 2 passi, inspiro 3 passi espiro 3 passi e così finché si riesce ad allungare 10… 15… 20…
Ovviamente più si riesce ad allungare il ciclo respiratorio più si istaura un senso di calma e rilassamento e si impara a gestire il flusso di aria in entrata ed uscita.

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Cosa scegli di portare nell’anno nuovo?

Cosa scegli di portare nel 2020?
Cosa invece decidi di lasciar andare?
Cosa vuoi ottenere?

Tre semplici domande che possono tuttavia darti una spinta per fare la svolta decisiva. E passare all’azione.

Ascoltati.
Recupera
quella connessione con il tuo corpo – e la tua mente – perduta.
Regalati un anno di trasformazione “vera” e profonda, che sia reale, concreta e duratura.
Rompi gli schemi.
qualcosa che non hai mai fatto, qualcosa di “diverso” e che non sia da te.
E non accontentarti. Non accontentarti della tua salute, della tua forma fisica e mentale, di quello che conosci e sai fare.
Coltiva l’ambizione di migliorare sempre, in tutto. Ogni giorno, tutti i giorni.

Puoi costruire nuove capacità, abbandonarle, acquisirne di nuove.
Hai il mondo nelle tue mani – o meglio, nella tua testa;) – se solo riesci a rendertene conto e con consapevolezza dedichi tempo energie e passione a migliorarti, un passo alla volta. Iniziando da cose semplici, per poi passare con disinvoltura a quelle più grandi e impegnative.

Essere consapevoli che tutto ha origine e muore nella nostra mente ci dà un enorme potere.
Il potere di creare la realtà e costruirla solo con ciò che è funzionale al nostro benessere, quello vero. Un benessere che va oltre ed è fatto di Amore – per noi stessi in primis! – di libertà, di consapevolezza e di equilibrio.

Ecco…
 
Ti auguro di rompere tutti gli schemi a cui sei abituato.
Di stravolgere la tua vita e renderla unica e speciale.
E di essere consapevole che puoi fare qualsiasi cosa ed essere chiunque… se solo lo vuoi.
 
Sta a te accettare la sfida di superare limiti e ostacoli.
E iniziare a plasmare la tua realtà rendendola qualcosa di meraviglioso.
 
 
 
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Come mantenersi giovani e in salute grazie ai mitocondri

I mitocondri sono essenziali per la salute: ecco perché è importante capire i meccanismi che stanno alla base delle funzioni mitocondriali e prendersene cura sin da ora. I mitocondri infatti sono piccole fabbriche di carburante presenti all’interno delle nostre cellule e hanno il compito di convertire in energia il cibo che mangiamo e l’aria che respiriamo. Sono il pilastro della nostra salute. Infatti quando grandi quantità di mitocondri sono danneggiate e non funzionano più correttamente, andiamo incontro alla malattia. E anche il cancro, come quasi tutte le malattie croniche, è dovuto ai processi metabolici difettosi a livello dei mitocondri.Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica Montanaro - Founder & Creative Director Fashion Designer, appassionata d'arte e affamata di vita ed emozioni vere. Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso. Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita…

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