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In natura non esistono scoiattoli obesi: intervista al Dottor Luca Speciani

Mai come ora essere in salute è una priorità: l’emergenza di questi mesi ci porta a riflettere sul valore di quello che scegliamo di mettere in tavola. Ogni giorno, tutti i giorni.

Luca Speciani, medico di segnale che ha scritto il libro Guida pratica alla dieta GIFT e all’alimentazione di segnale”, ci parla di come i “segnali biologici di salute” possono aiutarci a supportare correttamente il nostro sistema immunitario per far fronte a molte patologie, più o meno importanti.

Dottore, ci spiega cosa sono questi “segnali biologici di salute”?

Che si tratti di Coronavirus Covid-19 o di qualunque altro virus influenzale o invernale, i rimedi naturali che possono aiutarci a sconfiggerlo in tempi brevi sono molto simili.
Gli antibiotici non hanno alcuna utilità, se non nelle complicanze, e gli antivirali, oltre ad avere pesanti effetti collaterali, hanno dato spesso risultati alternanti.
Se poi si considera che molto spesso si “cede” alle lusinghe di un virus proprio perché ci si trova nelle condizioni psicofisiche che possono facilitarne l’insediamento – stanchezza, stress, alimentazione scorretta, sedentarietà, sovrappeso/sottopeso, basse difese immunitarie, depressione, uso e abuso di farmaci, sovraccarico tossine, età avanzata, comorbilità – risulta chiaro come la prevenzione debba basarsi anche su un lavoro causale, che rimuova i fattori predisponenti.
Una particolare attenzione va rivolta a coloro che fumano. Il fumo infatti rende inattive e disfunzionali le ciglia dell’epitelio ciliato che impediscono a batteri, virus ed altre particelle di accedere alla laringe (naso) e al polmone (trachea). Se serve un consiglio più importante di altri, forse anche di quello di lavarsi le mani di frequente, è proprio quello di non fumare.
 
Ecco dunque qualche regola igienico-nutrizionale per incominciare a volersi bene:
 
  1. Mangiare ogni giorno frutta e verdura fresche e biologiche
  2. Fare ogni giorno almeno mezz’ora di corsa/camminata all’aria aperta
  3. Non consumare cibi con zuccheri aggiunti o farine raffinate
  4. Evitare il cibo spazzatura!
  5. Non fumare
  6. Dormire a sufficienza
  7. Procurarsi ogni giorno tutte le calorie e le proteine necessarie
  8. Avere una vita sociale e familiare gratificante
  9. Combattere lo stress (che è un potente inibitore immunitario)
  10. Ridere spesso e non prendersi troppo sul serio
A queste è bene aggiungere le regole promosse dal Ministero della Salute e diramate dagli ordini provinciali relativamente al lavarsi le mani spesso e dopo ogni contatto, allo starnutire senza arrecare danno a chi ci sta vicino, all’evitare luoghi affollati in cui sia obbligatorio stare a stretto contatto con molti sconosciuti.
 

Leggendo il suo libro mi ha colpito una frase: “non esistono scoiattoli obesi”, che è poi la base della dieta Gift. Ci spiega i punti di forza di questo stile di vita?

Qualcuno ha mai visto uno scoiattolo obeso? Gli animali che vivono in natura non ingrassano mai: possono essere deperiti per carenza di cibo o in piena salute se correttamente nutriti, ma – anche in periodi di grande disponibilità alimentare – non accumulano mai grasso in eccesso. Gli unici animali grassi al mondo, oltre all’uomo, sono quelli a cui diamo da mangiare noi: il cane della zia, il gatto della nonna. Lo scoiattolo obeso del Morro Park la cui foto ha fatto qualche anno fa il giro del mondo è purtroppo nutrito dai tanti bimbi che lo frequentano con i loro cibi spazzatura: caramelle, dolcetti, patatine. La differenza tra una dieta valida e una che non lo è non sta nella quantità di cibo consumata, ma nella qualità dello stesso.
Un gran numero di nutrizionisti ritiene ancora ingenuamente che “una caloria sia sempre una caloria”, sottintendendo con ciò che se si mangia una caloria in più, questa inevitabilmente genererà ingrassamento. Purtroppo le cose non stanno così. Il fallimento delle diete ipocaloriche (in cui si perde peso perdendo soprattutto muscolo e si recupera poi tutto con gli interessi in tempi brevi) è sotto gli occhi di tutti. Ed è ora di dire basta a questa presa in giro.
Dieta Gift (dieta di segnale) basa i suoi effetti sulla regolazione ipotalamica verso l’accumulo o il consumo grazie allo stimolo naturale di molecole segnale. L’azione di queste molecole – leptina, resistina, visfatina, adiponectina – che rispondono in modo preciso a modifiche nello stile di vita, rende del tutto superato, perché scientificamente obsoleto, il calcolo delle calorie come sistema di dimagrimento. Qualunque regime alimentare che oggi ignori questi aspetti è destinato all’insuccesso o a successi solo temporanei o casuali. Più di 300 medici e circa 150 nutrizionisti applicano in Italia la DietaGIFT o la medicina di segnale.

Come lo stile Gift può aiutarci a supportare il sistema immunitario?

Alla base del metodo GIFT ci sono normocaloricità, normoproteicità e qualità degli alimenti. Detto questo se vogliamo stimolare il nostro sistema immunitario con integrazione naturale, i lavori scientifici disponibili ad oggi suggeriscono un apporto regolare o in acuto di:
 
  • Vit.C – un potente antivirale
  • Vit.D – antivirale e protettiva nelle infezioni respiratorie
  • Vit. A – dotata di un’importante capacità di risposta antivirale: una sua carenza riduce le naturali risposte anticorpali e impedisce alle cellule natural killer di esercitare la loro preziosa azione di pulizia
  • Zinco – efficace se preso nelle prime 24 ore di insorgenza di un raffreddamento
  • Rame – aiuta a prevenire la diffusione del virus influenzale
  • Manganese – blocca la capacità di replicazione del virus
  • Fermenti latticiLattobacilli e bifidobatteri proteggono l’intestino da batteri e virus patogeni grazie alle loro batteriocine naturali e all’occupazione di nicchie biologiche
  • Echinacea – un potente antivirale per le infezioni respiratorie virali
  • Eleuterococco – attività antivirale radice di eleuterococco
  • Astragalo – ha un’azione antinfiammatoria a livello dei bronchi e una documentata azione antivirale nell’adulto
  • Propoli – uso locale, disinfezione, spray orale, azione antinfluenzale
  • Olio tea treeMelaleucaalternifolia: inibisce la replicazione virale. Si usa spesso per sciacqui, gargarismi, o anche in gocce

È possibile combattere stanchezza e stress a tavola?

Una dieta di segnale apporta leptina all’ipotalamo, stimolandolo a secernere molecole in grado di fare meglio lavorare il surrene (organo produttore di cortisolo e adrenalina). Stanchezza, stress, esaurimento altro non sono che segni di abbattimento surrenale.
Una dieta normocalorica, normoproteica e di alta qualità non può che prevenire e curare stanchezza e stress, a livello centrale.
 
 

Quali sono le regole di base dello stile Gift…

Vediamo una per una le regole alimentari necessarie a mantenere efficace il segnale leptinico al cervello. Vedremo come la elegante complessità del nostro corpo non disdegni di utilizzare segnali cronobiologici (orario pasti), muscolari (masticazione), biochimici e ormonali per raggiungere i propri obiettivi.
 
  • Colazione: il primo prezioso segnale!
  • Corretto bilancio proteico
  • Controllo dell’insulina
  • Masticazione lenta
  • Abbondanza di fibra alimentare
  • Equilibrio ormonale – leptina e ipotalamo
  • Eliminazione cibi spazzatura – qualità del cibo
  • Attività fisica regolare e costante
  • Buon equilibrio psichico
  • Controllo infiammazione e Food sensitivities
  • Assenza di disbiosi intestinale – microbiota
 
L’insieme di questi accorgimenti, ciascuno dei quali richiederebbe una trattazione separata, consente di tornare in forma in salute, mangiando sano ma anche abbondante, eliminando solo grasso e acqua e non muscolo!



Luca Speciani
www.dietagift.it
www.medicinadisegnale.it
www.signalmedicineacademy.com
 
Medico chirurgo – OMCeO MB 3489
Dottore in Scienze Agrarie – Master in Nutrizione e Dietetica
 
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Metabolismo, calorie e stile di vita: mantenere salute e forma fisica senza fatica

È possibile rimanere in forma senza far fatica, senza dover contare le calorie e senza vivere il cibo come fonte di stress? Ebbene sì!Ed è tutta una questione di metabolismo. Attraverso il metabolismo avvengono infatti degradazione e trasformazione chimica e fisica degli alimenti in molecole più semplici, assimilabili poi a livello cellulare. È un insieme di reazioni vitali che ci permette di trasformare il cibo in energia, in combustibile in grado di garantirci funzioni vitali come battito cardiaco, respirazione, sintesi di ormoni ed enzimi e il rinnovamento cellulare.Tutti abbiamo un metabolismo “basale” che dipende da diversi fattori e varia non solo in base a età e sesso, ma anche da asse metabolico, clima e corredo genetico.Siamo esseri meravigliosamente complessi e “unici! È possibile modificare ed “educare” un metabolismo “lento”? Certo!E non solo la quantità del cibo che ingeriamo influenza direttamente il metabolismo: anche – ovviamente! – la qualità gioca un…

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Indice glicemico e carico glicemico

Si presta sempre più attenzione all’indice glicemico degli alimenti, e spesso si tralascia il carico glicemico. Tuttavia entrambi hanno a che fare con l’assorbimento degli zuccheri nel sangue e il rilascio di insulina: anche se hanno “parametri di misura” diversi, sono strettamente connessi tra loro.   Indice e carico glicemico: quali sono le differenze? Potremmo semplicisticamente considerarli come indicatori di qualità e quantità.     L’Indice glicemico (IG) infatti rappresenta la “qualità” di un alimento: è la capacità di modificare la concentrazione di glucosio dopo un pasto. Chiaro che minore è l’indice glicemico di un alimento, minore è la sua capacità di aumentare i livelli di glucosio nel sangue.   I valori dell’indice glicemico vengono calcolati in riferimento al glucosio, al quale viene assegnato un indice di riferimento IG uguale a 100.Si suddividono in alimenti: a basso IG (IG55) a medio IG (IG tra 56 e 69) ad alto IG…

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Sensibilità al glutine: come quando e perché

Il glutine è composto da gliadine e glutenine. Ed è una proteina presente letteralmente ovunque. Largamente utilizzato in tutti i prodotti industriali per le sue proprietà “addensanti”, ha caratteristiche “collose” che rendono inefficace l’assorbimento e la scomposizione dei nutrienti.E questo in tutti, nessuno escluso. Poi, se ce la vogliamo raccontare, è un’altra storia… Gluten sensibility Il glutine ha ripercussioni negative su tutti. E questo vale proprio per tutti “tutti”, non solo per chi è celiaco o soffre di gluten sensibility – disturbo che ci si porta appresso per tutta la vita, con problematiche non solo a livello intestinale, ma anche di cute e membrane. Il glutine smantella le giunture strette dell’intestino facendo passare oltre la barriera sostanza tossiche: è così che si attiva il sistema immunitario e si scatenano le malattie autoimmuni.E la sensibilità al glutine deriva proprio da una risposta del sistema immunitario. Quindi chi soffre di celiachia o…

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Da momenti di crisi nascono le vere opportunità

Stiamo vivendo un momento davvero surreale: tutto il mondo si è fermato. Tutti, nessuno escluso.
Ricchi, poveri, belli, brutti, sani o malati: Covid-19 non guarda in faccia nessuno. Siamo tutti uguali davanti a questa “tempesta” che ha stravolto le nostre vite, le nostre abitudini, il nostro modo di amare, stare insieme e vivere il mondo
Questo mondo a cui abbiamo chiesto tanto, sicuramente troppo.
E che ora si sta riappropriando della propria natura.

Il mondo si è fermato

Il mondo si è fermato: o meglio, l’uomo si è fermato.
E questo sta permettendo alla Terra di respirare – finalmente!
L’altra faccia della medaglia di questa situazione così drammatica ha quindi anche un risvolto positivo.
Ed è lì che dobbiamo guardare, nonostante i morti e nonostante il collasso del sistema sanitario. Con speranza e fiducia.
Perché è proprio da ogni crisi – lo sosteneva pure Einstein! – nascono le migliori opportunità.
Opportunità che si possono cogliere solo se è in grado di “vederle” e “sentirle”.
Ed è in quest’ottica che sarebbe utile riprogrammare la nostra natura umana: ricalibrare pensieri e abitudini, e modificare radicalmente il nostro approccio all’altro e al mondo che abitiamo.
In nome di un “less is more” che qui calza davvero a pennello!
Da tutta questa situazione sarebbe opportuno imparare qualcosa, e impararlo davvero…
Può essere che ne usciremo tutti “ridimensionati“… anzi sarebbe davvero auspicabile! Per noi stessi e per il genere umano intero.
Magari impareremo a vivere con meno e “meglio”. Impareremo a dare il giusto valore a cose, tempo e persone.
Questo perlomeno sarebbe in grado di garantirci un futuro migliore.

Possiamo fare meglio di come abbiamo fatto sino ad ora

 
E se doveva essere una pandemia a farcelo capire, poco importa…
L’importante è che da questa situazione riusciamo a trarre qualcosa di positivo, qualcosa di utile per la sopravvivenza della nostra specie, nel rispetto di Madre Natura e dell’uomo.
Più rispetto non solo per la Natura, ma anche per noi stessi.
Più rispetto per quella che è la nostra vera natura, che ci vuole flessibili e aperti ai cambiamenti. Natura che, con tutte le comodità a cui siamo abituati, abbiamo completamente dimenticato.
Forse sarà l’occasione giusta per imparare ad amarsi e “ascoltarsi” davvero.
Anche se questo implica una revisione di valori e convinzioni… e un gran bel lavoro di crescita personale. Ma questo è esattamente quello a cui siamo chiamati: tutti, nessuno escluso. Oggi più che mai.
Per un mondo migliore e un futuro migliore.
 
Essere Mamma, Interview, Lifestyle, Mum's Life, To Be Woman

Chetogenica: pro e contro in gravidanza

La gravidanza è un momento molto delicato per il corpo di una donna: l’asse metabolico si trasforma e questo influisce a cascata su livelli ormonali, metabolismo, umore e conformazione fisica.
Il corpo cambia e si adatta per accogliere una nuova vita: la ricerca di un nuovo “equilibrio” va gestita correttamente, con strumenti efficaci e informazioni corrette.
A partire dall’alimentazione, che è molto importante “prima”, ma diventa ancora più fondamentale “durante”.

Perché se è vero che non è necessario mangiare per due, è altrettanto vero che è indispensabile alimentarsi correttamente, per poter dare tutte le sostanza nutritive necessarie ad un corretto sviluppo del feto.
Nel rispetto di se stesse e della vita che si porta in grembo.

È sempre un piacere scambiare due chiacchiere con il Dottor Gennaro Ippolito, Consulente nutrizionale & farmaceutico: per questo abbiamo scelto di intervistarlo nuovamente e sciogliere alcuni dubbi – e allo stesso tempo avere chiarimenti! – sulla strategia alimentare migliore in gravidanza.

Dottore, ormai è sfatato il mito che in gravidanza sia necessario “mangiare per due”: qual è secondo Lei la strategia alimentare migliore?

Da sempre la medicina ha cercato di dare risposte quanto più esaurienti possibili, sempre mirate ad una diversificazione alimentare idonea a soddisfare le più esigenti funzioni biochimiche fetali e della madre. Non esistono formule magiche, ma criteri razionali che ci portano a non avere dubbi al riguardo: regimi alimentari idonei ed opportunamente equilibrati – sia in termini di macro che micronutrienti – risultano fondamentali per un corretto sviluppo fetale.

Quali sono i macronutrienti a cui non si può assolutamente rinunciare per un corretto sviluppo del feto?

Sembrerebbe una domanda retorica, perché ne sentiamo e leggiamo tante da diverse fonti. In realtà non esistono nutrienti da privilegiare in senso assoluto: la natura, il nostro organismo e la vita stessa sono un perfetto bilanciamento di chimica che, nel nostro organismo, si traduce in energia, da diversi elementi della materia. Tutte le sostanze nutritive sono importanti, motivo per cui, eliminare o ridurre drasticamente un attivo a discapito di un altro risulta altamente inopportuno: la “ratio” è nella giusta proporzione. In termini di macronutrienti, un regime alimentare idoneo si potrebbe schematizzare in questo modo: 45-55% in carboidrati, proveniente da fonti alimentari naturali ed integrali “non raffinati” – e di cui il 10% sia costituito da carboidrati semplici. Un apporto proteico nella misura massima del 15%, principalmente animale e quindi altamente biodisponibile: privilegiando l’alta qualità, ovvero bestiame allevato al pascolo e non da allevamenti intensivi. Particolare riguardo va alle carni bianche – 75%. Come grassi, il consumo deve essere pari al bilanciamento calorico totale, ed è opportuno prediligere anche qui la qualità: principalmente Monoinsaturi, PUFA ed Omega3 (EPA e DHA), cercando di ridurre notevolmente le fonti di omega6, margarine o idrogenati. In termini di micronutrienti, gli attivi particolarmente interessanti sono i folati, sia per le funzioni metaboliche sulla catena respiratoria e sia per la prevenzione del distacco placentare e di malformazioni fetali come la spina bifida. Da non sottovalutare però anche la vitamina D – fondamentale nel metabolismo osseo e non solo – lo Iodio, inositolo, vitamina B7 per la prevenzione delle anomalie del tubo neurale. Ed per ultimi, ma non meno importanti, e nei rispettivi dosaggi: elettroliti calcio, magnesio, potassio, sodio, fosforo.

Gravidanza e chetogenica: i pro e i contro. Può essere utile un approccio “misto” che preveda Paleo, Chetogenica e Low Carb?

Tutte le diete che prevedono una restrizione degli apporti di carboidrati sono definite “low carb”. Tendenzialmente i regimi paleo, chetogenici in senso lato (vlckd, atkins, blackburn, Dukan – quest’ultimo si presta ad essere eseguito sia in modalità chetogena che non) sono tutti profili alimentari che prevedono una limitazione dei carboidrati. Le diete chetogeniche rappresentano una estremizzazione dei regimi low carb: in esse infatti le percentuali di carboidrati tendono ad abbassarsi ulteriormente, fino a raggiungere la soglia dei 15-20 gr/die. Parlare di approcci multipli in tal senso credo sia un errore, in quanto ci ritroveremo in una situazione nutrizionale analoga, con una unica eccezione: il diverso quantitativo di zuccheri introdotti, con o senza l’induzione dello stato di chetosi. Volendo essere più diretto, mi permetto di formulare una domanda: i regimi chetogenici sono consigliabili in gravidanza? Qui centriamo il discorso, e cerchiamo di dare una risposta seria (rispetto a tutte le frottole ed insidie che la rete, i media e i falsi guru ci propongono proiettandoci in una dimensione fuorviante): “NO! SONO ASSOLUTAMENTE DA ECSLUDERE”. I carboidrati, contrariamente a quello che si legge, non rappresentano il male assoluto; prodotti di qualità, non lavorati industrialmente e nelle opportune proporzioni, consentono di soddisfare le normale esigenze biologiche con la dovuta ottimizzazione. Basti pensare che l’assorbimento di molti nutrienti aumenta la propria biodisponibilità in presenza di glucidi, i polisaccaridi svolgono un effetto probiotico preservando la flora batterica intestinale e modulando la sua permeabilità. Le fibre alimentari stesse non sono altro che dei glucidi complessi non assorbibili, di cui tutti noi conosciamo gli effetti benefici sul transito e non solo (anche nei regimi chetogenici le fibre, ossia carboidrati complessi vengono utilizzati tranquillamente!). Da considerare inoltre, che un eventuale regime chetogenico in gravidanza, è possibile intraprenderlo qualora vi siano delle condizioni patologiche tali da ritenerlo indispensabile e sul quale ci sia un costante monitoraggio clinico. Nella letteratura scientifica non esistono studi di sicurezza a tale proposito; vengono riportati solo 2 studi a livello mondiale nei quali a mamme epilettiche farmacoresistenti è stata permessa la continuazione della gravidanza in stato di chetosi. Nel periodo gravidico non è stata evidenziata nessuna “sofferenza” o malformazione fetale. Molto più difficile risulta rispondere se preferire regimi low carb non chetogenici normo proteici (paleo et similia). In realtà voglio far riflettere il lettore su un aspetto fondamentale: a cosa possiamo paragonare un low carb – ossia una limitazione all’uso dei carboidrati? Cos’è una dieta mediterranea? Oggigiorno, sempre più evidenze ci fanno notare che una diminuzione degli zuccheri dalla nostra dieta comporta benefici all’intero organismo. Siamo d’accordo! Ma limitarsi rispetto a cosa: la mediterranea è errata? Leggendo su varie riviste o siti, quest’ultima viene sempre più demonizzata, in quanto prevede livelli altissimi di carboidrati che predispongono a diverse patologie metaboliche. Tuttavia, quasi sempre, l’attenzione risulta defocalizzata dal problema: in realtà sovente più persone a tavola hanno un concetto aberrato di alimentazione mediterranea! Profili alimentari con il 75-85% di carboidrati non sono regimi mediterranei, ma sono la rappresentazione di follie alimentari collettive, che hanno comportato un incremento di patologie quali diabete, obesità, dislipidemie, neuropatie, cardiopatie. Ma che nulla a che vedere con una sana nutrizione. Mi sembra razionale, a questo punto, far notare che una riduzione dei carboidrati evidenzi uno stato di benessere maggiore, come del resto possiamo riscontrare statisticamente nella popolazione sarda, che rappresenta il popolo con il più alto indice di longevità in Europa ed il cui costume alimentare tende ad avvicinarsi a quello simil-mediterraneo. Concludo questa domanda con una semplice osservazione: quando ci sediamo a tavola, quando compriamo i cibi, quando guardiamo le pubblicità, cerchiamo di riflettere: informiamoci con intelligenza, leggiamo le etichette, cerchiamo di cucinare i cibi nelle forme e nei modi salutari. Noteremo in tempi brevi, a prescindere dai vari regimi alimentari, una diminuzione dei sintomi da eventuali patologie, un benessere psico-fisico generale, e il tutto si tradurrà in un aumento considerevole della qualità di vita.

 

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Autofagia e longevità

L’autofagia promuove meccanismi di regolazione biologica che contrastano l’invecchiamento e promuovono la disintossicazione dell’intero organismo, regalandoci longevità e salute.
È un processo del tutto naturale caratteristico della biologia delle nostre cellule: ha qualcosa di magico e ci fa capire quanto meravigliosi siano i nostri meccanismi di regolazione interna.

 

Autofagia e restrizione calorica

L’autofagia può essere considerata a tutti gli effetti un “ringiovanimento cellulare”: è infatti il principale meccanismo di degradazione di organelli, proteine e parti della membrana cellulare danneggiati dallo stress ossidativo. È un processo indispensabile che, soprattutto durante la restrizione calorica, procura all’organismo le sostanze necessarie attraverso la degradazione di quello che “non funziona più”: di quello che è danneggiato e meno performante. Della serie: nulla si distrugge, ma tutto si trasforma!
Le cellule attraverso l’autofagia distruggono le loro componenti danneggiate digerendole. In poche parole è una selezione naturale messa in atto per far sopravvivere solo le cellule più forti. È la legge di convenienza biologica, per cui sopravvivono solo le cellule più forti e sane.

E la magia è proprio qui: è chiaro come un turn over costante sia in grado  quindi di garantirci un ottima autopulizia e una duplicazione di cellule sane. Le nostre cellule si riproducono a velocità elevata in continuazione: fare una scrematura, e dare la possibilità solo alle cellule sane e forti di riprodursi… non è cosa da poco. È il nostro “lasciapassare” per salute e longevità.

Cibi autofagici

Insieme alla sana abitudine di praticare regolarmente la restrizione calorica, è utile inserire nella propria strategia alimentare anche i cosidetti cibi “autofagici”.

I cibi autofagici più importanti sono noci, cacao, olio d’oliva, succo di una rossa, té verde, caffè, sedano, radicchio rosso, fragole, curcuma, peperoncino, cipolla rossa.
In particolare il succo d’uva rossa è ricco di resveratrolo, inibitore della proteina pro-infiammatoria interleuchina-6 – normalmente presente nel sistema immunitario e i cui alti livelli sono associati a bassa sopravvivenza in persone con patologie importanti a carico. Il resveratrolo è utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari per le sue qualità antiossidanti che lo rendono vera e propria fonte di giovinezza. Attiva il recettore degli estrogeni senza stimolare tuttavia la proliferazione cellulare.

Che dire, gli strumenti ci sono e li abbiamo: è davvero tutto nelle nostre mani!

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Sviluppare un cervello forte ed efficiente? Semplice con gli alimenti giusti!

Riuscire a prendere decisioni corrette e funzionali alla nostra vita è direttamente proporzionale allo stato in cui si trova il nostro cervello. Il cervello è l’organo che necessità di più energia per funzionare: e l’energia la produce il nostro corpo. Ecco perché è fondamentale far sì che le nostre cellule producano più energia – ed è altresì necessario riuscire a sfruttare quest’ultima in maniera più efficace. Per fortuna il nostro cervello è dotato di neuroplasticità, ovvero della capacità di creare e sviluppare nuove cellule e connessioni neurali per tutta la vita. E proprio questa produzione di nuove connessioni ed energia riduce l’infiammazione, che è risaputa portare a patologie degenerative come l’Alzheimer. Ma come riuscire a potenziare la produzione di nuove connessioni e contrastare quella che sembra essere ormai in maniera evidente la patologia degenerativa del secolo?Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica…

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Il cibo come “medicina” per rinforzare il sistema immunitario

Il cibo come medicina del corpo


Ebbene sì, la salute passa soprattutto dalla tavola, come sosteneva già Ippocrate nel trattato “Antica Medicina. Ed è ora che ci arrendiamo all’evidenza, tutti, nessuno escluso.
Proprio Ippocrate sosteneva con forza che il cibo che ingeriamo può essere medicina o veleno – a seconda delle modalità/quantità di assunzione. E mai come ora, con quello che siamo chiamati a fronteggiare, è opportuno scuotere le coscienze e prendere consapevolezza su quanto il cibo giochi un ruolo determinante per la nostra salute.
 
Per rimanere in salute e contrastare qualsiasi tipo di virus nemico dobbiamo mantenere in salute l’intestino, dove – in particolare nella parte di digiuno e tenue – risiede ben il 70% della nostra risposta immunologica.
Va da sé che quello che scegliamo di ingerire ha una portata decisiva.
Ed è nostra responsabilità mantenere in equilibrio i delicati equilibri dei batteri che ospitano i ben 7 lunghissimi metri del nostro intestino.
 
Intestino che ha un potentissimo filtro all’interno delle proprie pareti: i villi, protuberanza preposte a filtrare il cibo proveniente dalla digestione dello stomaco. In poche parole, impediscono a batteri, virus e materiale estraneo di entrare in contatto con la membrana degli enterociti, ovvero con le cellule della parete epiteliale che stanno al di sotto dei villi.
Quando i villi sono “compromessi” da una cattiva ed errata alimentazione, ecco che la strada verso la malattia inizia a spianarsi, spesso e volentieri in maniera del tutto silente.
 
Villi e batteri che ospitano il nostro intestino vanno tutelati. Così come le giunture che separano l’intestino dal circolo ematico.
E sono compromessi da alimenti raffinati, zuccheri, glutine, caseina, legumi ricchi di lectine – antinutrienti.
 
La nostra cultura occidentale prevede un’alimentazione ricca di glutine e caseina: questo fa si che quasi tutti soffriamo di sindrome dell’intestino permeabile – talvolta senza nemmeno rendercene conto se non quando è troppo tardi e i danni sono irreparabili, o quasi.
La famosa e tanto temuta leaky gut, o sindrome dell’intestino gocciolante.
 
Quando i villi non riescono ad assolvere correttamente al loro compito, quando i batteri non sono in equilibrio, e quando le giunture sono “allargate”… ecco che ci troviamo in una situazione di “infiammazione”. E l’infiammazione è alla base di tutte le patologie: intervenire a livello dell’infiammazione è quindi la nostra unica assicurazione per una salute di ferro.
 

Quindi cosa fare in concreto?

 
Curare l’alimentazione, ovvio. E non è affatto una banalità, proprio in virtù dei delicati equilibri sopracitati.
 
Abbondare con il prezioso olio d’oliva – a crudo! – o scegliere olio di lino e canapa.
Inserire almeno 2/3 volte a settimana l’avocado.
E utilizzare quotidianamente il Ghee, l’oro degli Dei, sia da solo che per la cottura dei vari alimenti.
Sono tutti alimenti ricchi di fosfolipidi, che vanno a riequilibrare le membrane cellulari formate appunto da acidi grassi. 
Tra l’altro i linfociti B e T, per un corretto funzionamento e svolgimento dei loro compiti “immunocompetenti” richiedono una grande quantità di fosfolipidi.
Ecco perché è così importante che forniamo loro le materie prime per poter funzionare al meglio!
 
Per un corretto equilibrio dei batteri intestinali – il nostro amato microbiota – è importante assumere verdure fermentate e kefir.
 
Evitiamo tutte quelle sostanze che posso in qualche modo creare un ulteriore allargamento delle giunzioni strette dell’intestino – tight junction – ovvero della barriera che dovrebbe impedire il passaggio di tutte quelle molecole, virus o batteri nocivi.
Queste sostanze sono sempre le stesse: glutine, latticini, legumi e zuccheri.
Ogni tanto è utile anche “lasciar riposare” il tratto digerente, sempre costretto ad un forte carico di lavoro con la digestione: mangiamo meno e meglio.
Una buona idea può essere saltare la cena, a patto che prima si provveda a fare la pulizia degli organi emuntori preposti alla disintossicazione.
Digiunare
, o saltare anche solo un pasto senza aver prima fatto la pulizia di fegato e intestino significa mettere in circolo tossine e non riuscire a smaltirle.
Quindi, tutto si può fare, ma sotto stretto controllo e seguiti da un terapeuta esperto.
 
Se ancora non ve ne siete fatti una ragione, è il caso di riflettere e iniziare a considerare seriamente il fatto che la salute parte da un intestino “sano”.
Niente di più, niente di meno.

E la salute è fatta di scelte consapevoli. Giorno dopo giorno, pasto dopo pasto.
 
 
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Come affrontare al meglio la “strategia alimentare chetogenica”

Mancano alcuni mesi all’estate e, puntualmente, ecco un bel campionario di diete dell’ultimo minuto che promettono di perdere molto peso in poco tempo. Fra tutte quella che promette i risultati maggiori è la dieta chetogenica, su cui però regna sovrana la confusione. E disinformazione. Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica Montanaro - Founder & Creative Director Fashion Designer, appassionata d'arte e affamata di vita ed emozioni vere. Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso. Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita esuberante, ma dolce e determinata. Curiosa e cocciuta. Scontrarmi dopo i 35 anni con una patologia autoimmune è stata una grande opportunità per cambiare stile e abitudini di vita, e abbracciare tutto quello che porta a vero benessere, partendo dall'alimentazione. Da qui la voglia di rimettermi in gioco, iniziare a studiare di nuovo, formarmi…

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