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Strategia Sartoriale per una salute al Top!

Venendo dal mondo della Moda 👠👗, quando penso a salute e ben-essere mi piace immaginare una vera e propria strategia “sartoriale”, cucita su misura in base a criteri ben precisi.
 
Una “strategia sartoriale” fatta di misurazioni, imbastiture, prove, “fitting e messe a punto dettagliate ed esaustive.
E mi piace pensare che ognuno di noi, a dispetto di proposte alimentari e di trend dell’ultimo momento, abbia una propria vestibilità’, unica e speciale.
 
Anche – e soprattutto – quando si tratta di salute.
 
Sì perché quello che calza a pennello a me e funziona benissimo su di me… non è detto valga allo stesso modo anche per te.
Anzi!
 
È impensabile non tener conto di queste considerazioni.
 
Ognuno di noi è unico, e a modo suo speciale.
 
E non solo perché ognuno di noi ha un corredo genetico che lo contraddistingue – e che tuttavia, anche se può dare indicazioni importanti sullo stile di vita da adottare per rimanere in salute, non è indispensabile conoscere.
Se ci concentriamo sullo stadio che viene prima di qualsiasi patologia che derivi da una qualsiasi mutazione genetica x – e quindi se poniamo la giusta attenzione sullo stato di infiammazione! – abbiamo già fatto bingo;)
 
E per lavorare sullo stato di infiammazione e spegnere geni mutati accesi da uno stile di vita scorretto o da scelte alimentari non “fisiologiche” per noi, la soluzione deve essere sartoriale.
Assolutamente.
Senza “se” e senza “ma”.
 

E come si prendono queste misure?

 
In base alla nostra unicità.
In base alla storia che ci contraddistingue.
È solo alimentazione?
Certo che NO!
È stile di vita, emozioni, traumi, lutti, abitudini, convinzioni, credenze.
 
Siamo la somma del nostro vissuto.
E la nostra salute, il nostro stato fisico di “ben-essere” o “mal-essere“, ha una memoria.
Tutto, anche l’esperienza più banale, ha un peso – nel bene nel male – e contribuisce a formare quello che è il fitting che siamo “chiamati a vestire”.
 
Così come per la realizzazione di un bell’abito sartoriale 👔👘 , anche la nostra salute ha bisogno di cure, attenzioni e opportune revisioni. Affinché tutto possa essere perfetto e “indossato” con disinvoltura.
E diciamocelo, è evidente quando siamo vestiti con abiti sartoriali piuttosto che con abiti low cost.
 
Una “creazione sartoriale” è per sempre.
Certo, ha bisogno di attenzioni particolari e di un occhio di riguardo.
Ma è per sempre.
Proprio come un tessuto pregiato, una scarpa 👠 o una borsa artigianali 👜.
 
E proprio come la salute ❤️.
Una buona salute, realizzata ad arte e mantenuta con cura… è per sempre!
 
 

 

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Dieta “di segnale”: via libera a qualità e quantità!

La dieta di segnale, adatta a chiunque e senza controindicazioni, è un vero e proprio stile di vita: è un’alimentazione con grande valore terapeutico perché in grado di riequilibrare l’ipotalamo, che dirige l’orchestra ormonale da cui dipendono sia salute che forma fisica. I pilastri della dieta di “segnale” Su cosa si basa la dieta di segnale?Più semplice a farsi che a dirsi…Su una nutrizione equilibrata che prevede il consumo di soli alimenti “naturali”, non trattati e in linea con ciò di cui ci siamo nutriti per ben due milioni di anni. E per i quali il nostro apparato digerente è preparato a funzionare perfettamente.Principalmente prodotti di raccolta della terra.Una piramide con alla base frutta, verdura e radici commestibili; in mezzo proteine animali e in cima frutta a guscio e semi oleosi.Se basiamo la nostra alimentazione su questo genere di alimenti possiamo mangiare in abbondanza. Una caloria non è sempre uguale…

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Perché è importante una masticazione lenta e consapevole

Consumare un pasto velocemente, senza dare la giusta attenzione a quello che si sta mangiando – e a come lo si sta mangiando! – è un’abitudine da evitare assolutamente. Perché?I validi motivi sono tanti e porre la giusta attenzione ad una masticazione lenta e consapevole è un primo passo verso la salute. Esatto, la salute passa anche attraverso la modalità con cui consumiamo i nostri pasti. Quantità, qualità… e modalità!Se poniamo attenzione solo alla qualità e alla quantità di alimenti ingeriti e ci dimentichiamo di essere scrupolosi nel come li assumiamo, è come se lasciassimo incompleto il lavoro. Che proprio un lavoro qualunque non è: una buona digestione infatti è strettamente correlata con la nostra salute.Così come una cattiva digestione è associata a malesseri come alitosi, gonfiori, bruciori di stomaco, reflusso – solo per citarne alcuni. Anche se la bocca – così come lo stomaco – non completa la digestione, è comunque…

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La medicina funzionale: un approccio centrato sul paziente e sulle “cause”

La medicina funzionale è una medicina personalizzata che non fa riferimento solo ai sintomi, ma all’intero organismo. Una medicina centrata sul paziente: un nuovo modo rivoluzionario di studiare le cause profonde della malattia e come i nostri geni, l’ambiente e lo stile di vita siano determinanti per l’insorgere di qualsiasi patologia. Read more

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La potenza del respiro: intervista a Stefano Andrade

Partendo dal presupposto che una buona attività fisica, una corretta alimentazione e un’ottima qualità del sonno permettono al corpo di funzionare al meglio, quando parliamo di ben-essere non possiamo tralasciare un dettaglio tanto semplice quanto potente: il respiro.
Imparare a conoscere e gestire questo importante modulatore di stati d’animo cambia radicalmente l’impatto degli eventi stressogeni che incontriamo quotidianamente.
Come?
Abbiamo fatto due chiacchiere con Stefano Andrade (Personal trainer, maestro di Arti Marziali ed esperto in massoterapia. Specializzato nell’uso del movimento, dei massaggi e della respirazione per il potenziamento delle performance atletiche, riduzione delle tensioni e gestione dell’ansia. https://funfastik.com) per comprendere meglio le potenzialità di riuscire a percepire correttamente il respiro.

Perché imparare a gestire il respiro ci può cambiare radicalmente la vita?

Tensioni stress postura dolore.
Partendo dal fatto che respirando circa 20.000 volte al giorno, possiamo capire quanto respirare sia importante nella nostra vita.
La respirazione, che diamo spesso come scontata, in realtà non ha solo una funzione strettamente di sopravvivenza ma anche di regolazione, quindi possiamo respirare a sufficienza per sopravvivere ma non a sufficienza per restare in salute.
“Ma io so respirare!” è la frase che sento più frequentemente. Tuttavia, per chi come me è abituato a lavorare con il respiro, questa frase non è vera nel 90% dei casi.
Se è vero che è l’atto che facciamo con maggiore frequenza, è anche vero che farlo male è la cosa che incide maggiormente sulla nostra salute.
Da appena nati istintivamente sappiamo qual è il modo corretto di respirare, in maniera libera e naturale, potente e senza freni. Da bambini riuscivamo ad avere energie pressocché inesauribili, riuscendo a passare velocemente da un’attività ad un’altra, da uno stato emotivo ad un altro, senza tuttavia risentirne nel corpo.
È solo successivamente, a causa di condizionamenti e tensioni – regole, obblighi, dinieghi, preoccupazioni, successi, fallimenti – che iniziamo a creare abitudini scorrette e stati perenni di tensione bloccando e limitando il naturale flusso respiratorio. Ognuno di noi crea così un proprio modo di respirare, e arriva a conseiderare questo modo “normale”.
Respirare bene o male influisce direttamente sul nostro stato:

⦁          Fisico. In base alla postura e al tipo di attività fisica (sia il semplice stare seduti o camminare, correre o praticare sport di varia intensità e tipologia)

⦁          Intellettuale. Quando siamo molto concentrati il cervello da solo, in percentuale rispetto al corpo consuma il 20% dell’ossigeno

⦁          Emotivo. Se siamo calmi o in ansia, eccitati, con collera o nevrotici, abbiamo un respiro diverso.

Non siamo consapevoli – a meno che non ci portiamo l’attenzione! – che durante l’arco della giornata attiviamo diversi tipi di respirazione: da un respiro totale e profondo in cui coinvolgiamo sia il petto che l’addome passiamo ad un respiro alto, clavicolare e superficiale creando tensioni perenni alle spalle.
Si crea quindi un circolo, a seconda dello stile di respirazione che abbiamo prevalente. Ciclo in cui il respiro influenza il corpo e il corpo il respiro, i pensieri influenzano il respiro, che a sua volta che influenza il corpo che influenza i pensieri… andando a generare tutte quelle problematiche che ormai consideriamo “normali”.
Il respiro aiuta alla detossificazione, al controllo del pH, alla stimolazione/rilassamento al massaggio e al movimento degli organi interni.
Inoltre, i polmoni coadiuvano il lavoro del cuore, aiutando il ritorno venoso e, nell’esercizio fisico, a regolare l’aumentata pressione nell’azione posturale e ventilatoria. Fungono da riserva attiva di sangue, fungono da filtro – come tutti gli epiteli, pelle e intestino compresi, quello polmonare è una barriera al passaggio incontrollato di sostanze.

Quindi quali sono le sollecitazioni che inducono una respirazione scorretta?

Determinate posture e sollecitazioni ci condizionano e ci impongono se portare tanto o meno ossigeno nei tessuti. Questo influenza il nostro umore, la nostra digestione, il funzionamento efficiente del  nostro cervello. E stabilisce l’equilibrio base dei minerali calcio e magnesio, che di conseguenza porta a stancarci facilmente, a dormire male, a renderci ansiosi e porta anche alla compromissione di molte funzioni direttamente correlate al nostro Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico, che governa tutte le nostre funzioni involontarie.

So che può essere difficile spiegarlo in un’intervista ma a grandi linee come la respirazione influisce sulle nostre emozioni e sul nostro funzionamento?

La chiave è nel nervo vago.
Il nervo vago fa parte del Sistema Parasimpatico, conosciuto anche come il sistema del “riposa e digerisci”. Il termine vago vuol dire “vagabondo” e questo già fa capire quanti organi connette tra di loro.
Dal cervello raggiunge intestino e stomaco, ma anche cuore, fegato, pancreas, cistifellea, reni, uretere, milza, polmoni, organi riproduttivi (nella femmina), collo (faringe, laringe ed esofago), orecchie e lingua.
Quando non lavora bene può causare problemi digestivi come la dispepsia, gastroparesi, reflusso gastroesofageo, colite ulcerosa, anoressia e bulimia, solo per citarne alcuni.
Gli studi evidenziano anche come un’attività vagale ci porta ad essere maggiormente uniti gli uni con gli altri e stimola comportamenti altruistici.
Sembra anche che il nervo vago sia necessario per entrare in quello che viene chiamato, lo stato di flow. Infatti, la combinazione dell’attivazione simpatica (combatti e fuggi) con il nervo vago, permette la giusta combinazione di stimoli che inducono lo stato di flow, e quindi di perfetta sintonia con ciò che stiamo facendo.
C’è un Sistema Nervoso che viene detto Autonomo (SNA), che è in grado di governare le funzioni basali del nostro corpo indipendentemente dall’attenzione che ci possiamo mettere. Governa la respirazione, l’apparato cardio-circolatorio, la digestione, gli apparati riproduttivi, quelli escretori. Si divide, sempre per ipersemplificare, in due parti: una attivatrice Simpatica e l’altra rilassante Parasimpatica. Uno dei concetti più difficili da far capire è quanto la nostra salute dipenda dall’ambiente e dalla modalità in cui viviamo e rispondiamo a tutti gli stimoli/esperienze che questo ci mette davanti. La chiave che connette la risposta del nostro corpo alle sollecitazioni esterne è proprio la respirazione!
Quindi la respirazione è il ponte per controllare ciò che pensiamo di non poter controllare.
Queste osservazioni sono state portate alla scientificità proprio da tecniche di biofeedback, con le quali tramite elettrodi si misurano le differenti attività fisiologiche in base ai diversi schemi respiratori che attiviamo.

La misura della nostra mente e di quanto questa influenza il corpo e il corpo influenza la mente, sono le emozioni.

Il collegamento tra mente e corpo è molto complesso ed è tutta una questione di equilibri inconsapevoli.

I due Sistemi Nervosi Autonomi provocano reazioni differenti: se uno si attiva in condizioni di stress/pericolo, l’altro si attiva in condizioni di rilassamento quindi va da sé che la condizione ottimale è il totale bilanciamento ed equilibrio di questi due sistemi. Questo bilanciamento in termini scientifici viene definito omeostasi.
L’attivazione di questo sistema così complesso, dipende non tanto dagli stimoli in sé, poichè nonostante GLI stimoli che incontriamo sono di natura diversa e li possiamo percepire più positivi o più negativi, la reale differenza sta in quello che succede dentro di noi in seguito a tali sollecitazioni, e quindi anche come si modula la nostra respirazione per far fronte alla problematica subentrante.
Il confine tra emozione e problema fisiologico è molto labile: viene prima il problema al fegato o la rabbia? Viene prima l’ansia o il problema digestivo? Viene prima la paura o il battito cardiaco accelerato?
E la risposta è tutta nella regolazione del SNA e come esso influenza in base a come percepiamo l’ambiente esterno le nostre funzioni basali.
La respirazione risponde alla nostra differente percezione dell’ambiente esterno ed influisce sulla percezione che abbiamo di quest’ultimo, in una comunicazione duplice andata-ritorno in cui la mente si confonde con il corpo.

Quindi bisogna in qualche modo rieducarsi a fare ciò che abitudini, stile di vita e traumi ci ha fatto dimenticare.

Può a tutti gli effetti essere quindi considerata una tecnica di “biohacking”?

Certamente, è forse il primo biohacking naturale. Sfido chiunque a digerire bene non respirando bene, o a gestire l’ansia respirando male o cercare di dormire avendo un respiro non adeguato. Il respiro può addirittura trasformare l’atteggiamento di una persona verso la vita o la percezione di un evento stressogeno, come allo stesso modo può generare stati di ansia e depressione anche solo non tenendo sotto controllo alcuni vezzi e vizi respiratori. Può anche hackerare la longevità

Stefano, ecco era proprio questo che volevo chiederti, è vero che allungare il respiro equivale ad allungare anche la vita?

Assolutamente sì! Studi di popolazione hanno notato che alcune popolazioni molto longeve non hanno niente di particolare nel loro stile di vita se non quello di vivere intorno ai 1500-2000 metri di altezza. Questo genera uno stato di ipossia tale che permette al corpo di generare dei bypass naturali e quindi fronteggiare specifiche problematiche che in condizioni normali di ossigenazione non si creerebbero. Un modo per allungare la vita è respirare molto lentamente, con cicli di respiro molto lunghi e apnee molto lunghe. Diciamo che l’ideale sarebbe respirare circa 3-5 cicli respiratori al minuto. Questo permette di ridurre il battito cardiaco ed influenzare positivamente il Sistema Nervoso Parasimpatico e quindi uno stato di calma che sappiamo essere la base della longevità.

Un giorno ho conosciuto un nonno di 87 anni, mantenendo un’alimentazione normale e senza alcuna accortezza – parliamo di un posto dove assolutamente nessun tipo di accortezza alimentare di base è contemplata! – ha una vita attiva e sana anche più di suo nipote che già presenta acciacchi a pelle ed articolazioni.
La differenza? Il nonno è stato apneista professionista per 40 anni.
La respirazione è forse la cosa che diamo più scontata.
Quello che è strano è che vigono in materia di respirazione 3 comandamenti che non sono mai stati verificati ma determinano tutte le indicazioni date anche dagli esperti relative alla respirazione:

  1. L’organismo regola automaticamente ed inconsciamente tramite il Sistema Nervoso, il ritmo respiratorio
  2. Più profondamente si respira e più ossigeno si inala, meglio è
  3. L’anidride carbonica emessa dall’esalazione è solo un prodotto di scarto, quindi più si esala meglio è…

Ed è per questo che molti l’unico consiglio che danno è “respira più profondamente”. Alcune volte in realtà respiriamo più del dovuto e troppo profondamente spostando il delicato equilibrio tra anidride carbonica e ossigeno che serve per il corretto scambio tra i tessuti.
Il problema del considerare l’anidride carbonica esclusivamente come prodotto di scarto è quello che determina una scarsa attenzione al concetto di apnea e quindi di accumulo di anidride carbonica.
L’apnea è l’assenza di respirazione esterna o una pausa della respirazione superiore ai 15 secondi.
Durante l’apnea non c’è movimento dei muscoli della respirazione ed il volume dei polmoni rimane inizialmente invariato.
Il problema dell’apnea è che può essere sia volontaria che involontaria e porta ad effetti nettamente diversi nei due casi quindi è fondamentale impostare un lavoro proprio nel ricreare consciamente delle condizioni ad hoc in modo che il corpo riesca in modo consapevole e dosato ad imparare a gestire il flusso respiratorio ma soprattutto accorgersi di schemi respiratori errati.

Stefano, “come” il respiro va oltre il semplice metabolismo energetico?

Diciamo che è una domanda che apre un mondo: partendo dal fatto che la respirazione non finisce con l’atto respiratorio ma arriva fino a dentro le cellule fino ad arrivare all’interno dei mitocondri, proprio dove l’ossigeno ha la sua massima funzione. Il problema del corpo quindi non è solo quello di immettere ossigeno ma deve farlo arrivare ad ogni singola cellula: E la respirazione serve proprio a questo: tutto quanto si può dire sulla respirazione non può prescindere dal processo completo che porta l’ossigeno dall’aria ai mitocondri. Le cellule prive di mitocondri come quelle prive di ossigeno hanno un metabolismo assai inefficiente a livello energetico quindi vanno in affanno in un primo momento e poi muoiono, in quanto meccanismi come il ciclo di Krebs e la respirazione cellulare non possono avvenire. Paradossalmente è proprio grazie all’anidride carbonica che l’ossigeno riesce ad arrivare correttamente all’interno delle cellule. È per questo che quello che noi pensiamo sia un semplice accumulo di quantità maggiori di ossigeno e quindi una respirazione profonda e volta a riempire i polmoni e non le cellule porta non sono a iperventilazione ma porta anche ad affamare le cellule di aria e a predisporre l’invecchiamento.

Respira piano respira il giusto camperai più a lungo e di gusto.

E questo solo se pensiamo a livello biologico! Se poi pensiamo che grazie alla modulazione del respiro possiamo lavorare anche sul dispendio medio energetico del corpo riducendo la richiesta di energia e quindi abbassando i livelli di allarme del corpo… Possiamo capire che veramente non è mangiare, non è bere ma è respirare la funzione biologica che dovremmo tenere maggiormente sotto controllo!

Quindi, da dove partire?

Consapevolezza prima di tutto. Consapevolezza di come respiriamo e di quante volte tratteniamo il respiro o è troppo superficiale o troppo veloce senza accorgercene innescando processi che nel lungo termine rischiano di usurare i meccanismi di regolazione ed esaurirli.

C’è una tecnica di respirazione che ti senti di condividere con noi?

Tecniche semplici di come respirare in modo corretto e rieducarsi ce ne sono a tonnellate e molte ci saranno nel nuovo libro in uscita nel 2020 scritto a 4 mani con Ethel Cogliani. L’ostacolo è solo trovare il tempo mentale per farle! Ho detto tempo mentale perché essendo il respiro un’attività permeante la nostra giornata non è neanche un ostacolo di tempo fisico!
Uno degli esercizi che faccio vedere ai corsi e che penso sia veramente la forma più semplice di rieducazione al respiro è la camminata. Associare il respiro ai passi.
Quindi iniziare con un’inspirazione lunga un passo ed un’espirazione lunga un passo. Ripetere per 3 cicli respiratori. Poi allungare il respiro gradualmente: inspiro 2 passi espiro 2 passi, inspiro 3 passi espiro 3 passi e così finché si riesce ad allungare 10… 15… 20…
Ovviamente più si riesce ad allungare il ciclo respiratorio più si istaura un senso di calma e rilassamento e si impara a gestire il flusso di aria in entrata ed uscita.

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Cosa scegli di portare nell’anno nuovo?

Cosa scegli di portare nel 2020?
Cosa invece decidi di lasciar andare?
Cosa vuoi ottenere?

Tre semplici domande che possono tuttavia darti una spinta per fare la svolta decisiva. E passare all’azione.

Ascoltati.
Recupera
quella connessione con il tuo corpo – e la tua mente – perduta.
Regalati un anno di trasformazione “vera” e profonda, che sia reale, concreta e duratura.
Rompi gli schemi.
Fà
qualcosa che non hai mai fatto, qualcosa di “diverso” e che non sia da te.
E non accontentarti. Non accontentarti della tua salute, della tua forma fisica e mentale, di quello che conosci e sai fare.
Coltiva l’ambizione di migliorare sempre, in tutto. Ogni giorno, tutti i giorni.

Puoi costruire nuove capacità, abbandonarle, acquisirne di nuove.
Hai il mondo nelle tue mani – o meglio, nella tua testa;) – se solo riesci a rendertene conto e con consapevolezza dedichi tempo energie e passione a migliorarti, un passo alla volta. Iniziando da cose semplici, per poi passare con disinvoltura a quelle più grandi e impegnative.

Essere consapevoli che tutto ha origine e muore nella nostra mente ci dà un enorme potere.
Il potere di creare la realtà e costruirla solo con ciò che è funzionale al nostro benessere, quello vero. Un benessere che va oltre ed è fatto di Amore – per noi stessi in primis! – di libertà, di consapevolezza e di equilibrio.

Ecco…
 
Ti auguro di rompere tutti gli schemi a cui sei abituato.
Di stravolgere la tua vita e renderla unica e speciale.
E di essere consapevole che puoi fare qualsiasi cosa ed essere chiunque… se solo lo vuoi.
 
Sta a te accettare la sfida di superare limiti e ostacoli.
E iniziare a plasmare la tua realtà rendendola qualcosa di meraviglioso.
 
 
 
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L’arte di vivere in connessione con “il tutto”: intervista a Erica Tricarico, Tabù Coach

Lo sciamanesimo potrebbe essere definito come “l’arte di vivere in libertà” : è una conoscenza millenaria che unisce l’uomo alla sua essenza più primordiale, e quindi alla natura. 
E forse, oggi più che mai, è di questa “connessione perduta” che c’è bisogno: un ritorno alle origini e ai valori per recuperare potere personale,  guarigione e perché no, anche saggezza!
Abbiamo scambiato due chiacchiere con Erica TricaricoTabù Coach, autrice del libro Lunatica: i 7 segreti per amare il tuo ciclo mestruale – per capire meglio cosa ruota intorno a questa pratica spirituale e di guarigione , così antica eppure così attuale.

Erica, cos’è lo sciamanesimo?

Definire sciamanesimo è complesso.
Nella forma tradizionale si fa riferimento ad un sistema di credenze e comportamenti presente all’interno di diversi tipi di culture. Lo sciamanesimo è diffuso in tutti i continenti, dall’America del Nord e del Sud, all’Africa con le sue forme animistiche, all’Australia con il Tempo del Sogno, fino alle forme spirituali delle isole polinesiane e in Asia. Anche in Europa, con i Celti prima e i Lapponi attualmente, le forme di sciamanesimo sono presenti.
La parola sciamanesimo deriva da ‘saman’ utilizzata nella cultura tunguso siberiana e sta ad indicare colui che conosce, che vede nel buio, anche se per noi occidentali spesso la parola stessa evoca nell’immaginario collettivo qualcosa di soprannaturale, a volte associato a riti woo-doo e a sacrifici animali. Quello che hanno in comune tutte le forme di sciamanesimo è la visione di non separazione, bensì di armonia ed equilibrio tra il mondo visibile (quello della realtà comunemente percepita), ed i mondi spirituali invisibili, insieme ad un’interconnessione tra tutto ciò che ci circonda, piante, animali, minerali.
Tutto è vivo, tutto è vita e noi come umani siamo parte del tutto.
Personalmente, ho trovato nel sentiero sciamanico che seguo un insieme di insegnamenti, cerimonie e strumenti che supportano la richiesta umana di crescita verso l’eccellenza, la maturità e l’integrità. Gli insegnamenti testati nel tempo hanno risvegliato la mia libertà interiore, la connessione e la conoscenza e hanno fatto la differenza nel mio percorso di crescita personale, aiutandomi a togliere tutto quello che avevo addosso e che non ero veramente – e a diventare di più chi sono, nella mia naturalezza.
Su questo sentiero sono fondamentali le esperienze in natura, proprio perché la Natura diventa un’insegnante. Ogni volta che ci incastriamo nell’illusione di linearità, da A a B, la Natura ci ricorda che la vita non è lineare ma ciclica. Basta guardare le stagioni.
E così siamo noi come umani, sempre in cambiamento. Voler rimanere sempre uguali, magari giovani se penso alle donne oggi e ai vari ritocchi, è un po’ come resistere al cambiamento, e si sa, resistere richiede energia. Non sarebbe meglio fluire con il cambiamento? Si tratta di un sentiero spirituale e non religioso proprio perché ognuno è responsabile delle proprie scelte senza intermediari, e ognuno è unico e originale per diritto di nascita e può lasciare scie di bellezza sul pianeta per le generazioni future.

Chi sono gli sciamani “oggi”?

Sono uomini e donne di conoscenza, capaci intenzionalmente  di muoversi tra i diversi stati coscienza senza l’utilizzo di alcol e droghe e di connettersi con l’invisibile, con la fonte, con la Natura e prendere ispirazione, energia per tirar fuori il meglio di sé. Hanno a cuore il prossimo e chi verrà dopo e nel “guarire” se stessi ritornando alla propria naturalezza, “guariscono” anche la vita e gli altri.
Lo sciamano e la sciamana urbana, come mi piace definire ognuno di noi, è consapevole di avere potere e lo usa con intento consapevole che ogni scelta e azione hanno un impatto su ciò che ci circonda.

Come e quando ti sei avvicinata a questo “modo di guardare la realtà”?

All’età di 30 anni mi sono licenziata dal lavoro di assistente di volo perché “sentivo” dentro che non ero appagata: mi vedevo correre su e giù senza una meta. Così ho deciso di lasciare un posto fisso e ben pagato senza sapere cosa fare della mia vita se non tirar fuori qualcosa da me stessa. Quindi ho frequentato una scuola triennale di counseling ad indirizzo psicosomatico e poi una scuola di terapie energetiche facendo un grosso lavoro su me stessa e scoprendo di avere dei talenti che davo per scontati.
Poi ho partecipato ad una capanna sudatoria con una sciamana brasiliana e ricordo come un “wow” quel momento intorno al fuoco in cui lei ha detto: “siamo qui intorno, e ognuno vede da una direzione diversa questo fuoco”. Sì, perché ho avuto un’illuminazione rispetto alla mia vita. In quella fase stavo cercando di relazionarmi prendendo in considerazione il punto di vista diverso dal mio di chi mi stava intorno e cosa scopro? Che ci sono almeno 4 se non 8 punti di vista e io mi fermavo a 2!!
Così, affascinata dall’esperienza, ho chiesto a quella che io chiamo “intelligenza superiore” – all’invisibile – cosa devo fare? Devo andare in Brasile o che? E in spiaggia ho incontrato qualcuno che mi ha parlato della scuola sciamanica. Non ero entusiasta di un’altra scuola di 3 anni, e questa volta in Umbria – da Trieste! – eppure sono quasi 15 anni che questo è diventato il mio sentiero che ha cuore.
La cosa che mi ha colpita di più in quella sessione è il senso di “risveglio” che gli insegnamenti, dati attraverso ruote che vanno a stimolare il pensiero circolare e l’emisfero destro, mi hanno portato. Era come se l’avessi sempre saputo e non avessi le parole per dirlo! E aveva senso, certo, la Creazione è circolare! Scoprire che come umani siamo fatti di aspetti emozionali, fisici, mentali, spirituali e sessuali mi ha fatto “compattare” tutto quello che avevo elaborato finora, come se dei pezzetti di puzzle si mettessero insieme in un senso ancora più grande di quello che avevo immaginato (anche perché, come per i punti di vista, mi erano sfuggiti gli aspetti spirituali e sessuali). Così è iniziato tutto e sta ancora continuando, insieme a sfide, confronti per il raffinamento del carattere e un modo di vivere molto più pieno e ricco di significato.
Ho anche deciso di approfondire i temi dei Riti di Passaggio e da oltre 10 anni lavoro con gli adolescenti per supportarli nelle loro fasi di cambiamento, e questo mi dà una grande speranza per le generazioni future. Allinearsi al cambiamento già da piccoli anziché resistere e aspettare che “la vita ti accada” invece che “accadere alla vita” è davvero una gran bella opportunità.

Come possiamo contestualizzare lo sciamanesimo nella vita contemporanea così frenetica e ricca di stimoli?

E qui viene il bello! Sì, perché per me è diventato parte integrante della vita quotidiana. Ad esempio, ho “lavorato” molto sulla ciclicità che vivo come donna col ciclo mestruale, nel libro che ho pubblicato su Amazon, porto proprio un’integrazione di come vivere questo evento, che ci accompagna per oltre 30 anni ed è l’emblema della ciclicità e della vita, in allineamento e potere. Come donne siamo molto simili alla terra, abbiamo un grembo che fa nascere figli fisici come fa la terra con i semi che diventano piante, e allo stesso modo possiamo dare nascita a “figli energetici, spirituali” che sono i nostri progetti che hanno valore per noi e che producono un impatto su chi ci circonda. E quindi, similarmente, fa parte della nostra natura femminile portare dentro di noi esperienze e situazioni per poi elaborarle. D’altro canto gli uomini sono simili al sole, hanno un tipo di energia diretta, che irradia verso l’esterno e sono quindi portati a passare all’azione e ad apprendere attraverso l’esperienza piuttosto che attraverso l’introspezione come facciamo noi donne. Riconoscere i propri modi unici di funzionare può portare ad esempio ad instaurare relazioni di pace con l’altro sesso anziché di conflitto. Quella che ho descritto è solamente un’applicazione della visione sciamanica su di noi come umani.
Ci sono volte in cui molto semplicemente, quando mi accordo che sto accelerando, ritorno alla natura, abbraccio un albero e mi rigenero.
Inoltre, uno dei capisaldi dello sciamanesimo è il “Sogno”.
Da questa conoscenza millenaria, sappiamo che la realtà non è fissa, ma è un costrutto, quindi è un assemblaggio individuale di quello che ognuno di noi “sogna” rispetto a se stesso e alla vita. Nello sciamanesimo il “sogno” e il “sognare” non fanno riferimento solo al sogno notturno bensì al “sogno di giorno”, ovvero come “immaginiamo” di vivere la nostra vita e la realtà nella quale la viviamo. Tutto questo porta a un presupposto o a una conseguenza: “l’arte del cambiamento intenzionale” può essere ispirato da un sogno o mosso dal dolore e dall’insoddisfazione. Per ognuno nasce quindi spontanea una domanda: ”siamo svegli al sogno che stiamo sognando?”.
E al di là di COSA stiamo producendo, COME lo stiamo facendo?
Lo stiamo facendo in maniera intenzionale, con significato e scopo, connessi coi nostri valori, con eccellenza, o lo stiamo facendo addormentati e in maniera mediocre?
Quindi, lo sciamanesimo oggi è avere potere su se stessi e sull’esistenza, compiere costantemente “atti di potere” per creare la vita che desideriamo attraverso scelte e cambiamenti intenzionali. Una volta innescato, il cambiamento intenzionale diventa parte del proprio stile di vita, la percezione della realtà è più espansa, ricca di opportunità e di opzioni in cui dare il meglio di sé. Per questo ho integrato l’approccio sciamanico nella mia professione di coach e aiuto le persone a creare la vita che desiderano, a compiere scelte intenzionali per realizzarsi nel proprio “sogno” e a lasciare la propria scia di bellezza su questo pianeta!

 

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Costruire nuove e sane abitudini per la nostra salute

Cambiare abitudini può sembrare difficile, a volte impossibile. In realtà nel momento in cui siamo “realmente consapevoli” è più semplice rendersi conto che siamo noi – e solo noi – gli artefici della nostra storia. E abbiamo il massimo controllo della nostra vita attraverso i pensieri.Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica Montanaro - Founder & Creative Director Fashion Designer, appassionata d'arte e affamata di vita ed emozioni vere. Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso. Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita esuberante, ma dolce e determinata. Curiosa e cocciuta. Scontrarmi dopo i 35 anni con una patologia autoimmune è stata una grande opportunità per cambiare stile e abitudini di vita, e abbracciare tutto quello che porta a vero benessere, partendo dall'alimentazione. Da qui la voglia di rimettermi in gioco, iniziare a studiare di nuovo, formarmi…

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Ritmo circadiano: perché rispettarlo è fondamentale

Il ritmo circadiano è l’orologio interno del nostro corpo e gestisce tutti i processi fisiologici. Ogni cellula infatti ha un proprio orologio che comunica ai geni quando spegnersi e quando invece accendersi. Tutti gli ormoni, i neurotrasmettitori e gli organi seguono un ciclo ben preciso e le funzioni che sono chiamati ad assolvere cambiano proprio in base all’orario.Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica Montanaro - Founder & Creative Director Fashion Designer, appassionata d'arte e affamata di vita ed emozioni vere. Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso. Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita esuberante, ma dolce e determinata. Curiosa e cocciuta. Scontrarmi dopo i 35 anni con una patologia autoimmune è stata una grande opportunità per cambiare stile e abitudini di vita, e abbracciare tutto quello che porta a vero benessere, partendo dall'alimentazione. Da…

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In forma, energica e di buon umore con la Tirosina!

Gli amminoacidi sono i mattoncini del nostro corpo: sono molecole organiche che formano le proteine e sono quindi nutrienti necessari per struttura e funzione di pelle, muscoli, ormoni, tessuti, capelli e unghie. L-tirosina è un amminoacido “non essenziale ma indispensabile”: un precursore ormonale che partecipa alla regolazione di melanina e di ormoni importanti come quello tiroideo tiroxina, dopamina, e adrenalina. Read moreMonica Montanaro Biohacking CoachFounder & Creative Director Healthy Lifestyle | Biohacking Coach www.biohackingcoach.it Read MoreMoniqueCloseMonica Montanaro - Founder & Creative Director Fashion Designer, appassionata d'arte e affamata di vita ed emozioni vere. Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso. Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita esuberante, ma dolce e determinata. Curiosa e cocciuta. Scontrarmi dopo i 35 anni con una patologia autoimmune è stata una grande opportunità per cambiare stile e abitudini di vita, e abbracciare tutto quello che porta a vero benessere, partendo dall'alimentazione. Da qui la voglia…

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