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Morfologica: emozione, curiosità, ansia e paure

L’ecografia morfologica è forse l’appuntamento più importante – secondo solo al parto! – del meraviglioso viaggio della gravidanza. Paure ed emozioni contrastanti si alternano in una sinfonia di stati d’animo davvero impossibili da tradurre a parole.

Viene considerata parte integrante della diagnosi prenatale non invasiva e in genere viene effettuata a 19/22 settimane gestazionali.
È utile per valutare correttamente la posizione del feto ed accertare che il suo sviluppo sia normale – e che le dimensioni corrispondano effettivamente a quelle attese rispetto al momento di gravidanza.

È l’ecografia per eccellenza, quella che indaga soprattutto il corretto sviluppo dei vari organi: una tappa importante che ti dice se, a metà di questo meraviglioso viaggio, sta andando tutto bene.
E può farti capire se lo stile di vita e alimentare che hai adottato sino ad ora “ha funzionato”, se è stato corretto e funzionale alla crescita del cuoricino che porti in grembo.
Eh già… proprio una bella responsabilità!

Sì, perché checché se ne dica, noi future mamme ci sentiamo il peso delle responsabilità letteralmente come un macigno sulle spalle… e a volte non è semplice non dar retta a quella vocina che ci vuole “inadeguate”, e che si insinua tra le trame dei nostri pensieri generando insicurezza e un certo senso di impotenza.
La creatura che portiamo in grembo dipende in tutto e per tutto da noi: e da noi è influenzata costantemente. Tutto quello che “viviamo” in 9 mesi va in qualche modo ad influire su questo cuoricino indifeso…
Tutto: che sia stile di vita, alimentazione, emozioni o stress
Se non è una grande responsabilità questa! 

Oltre ad un corpo che cambia e all’asse metabolico in subbuglio… pure quest’enorme responsabilità!
Noi Donne siamo davvero esseri grandiosi… guerriere imbattibili e instancabili.
Uniche.

Ecco, ogni tanto sarebbe il caso ce lo ricordassimo da sole, qualora non avessimo qualcuno al nostro fianco che ce lo ripete quotidianamente 😉

È opportuno che ce lo ricordiamo, soprattutto in vista di una visita così importante come l’ecografia morfologica.
Perché comunque vada… andrà tutto per il meglio, andrà tutto come deve andare.
La natura “sa”. E inesorabile fa il suo corso.

Se abbiamo rispettato correttamente il nostro corpo e le nostre emozioni nei primi 5 mesi… non abbiamo nulla da temere.
Anche se, il timore che qualcosa non vada per il verso giusto… per noi mamme in attesa è sempre dietro l’angolo. Pronto a divorarci e a renderci fragili…
Ci accompagna durante le notti insonni, quando sentiamo la vita dentro di noi muoversi troppo, o troppo poco.
Ci accompagna in quelle “giornate no” in cui vediamo tutto nero… – e si salvi chi può!
Ci accompagna nei momenti di stanchezza infinita, quando a mala pena riusciamo ad arrivare tra un impegno e l’altro a sera… stremate.

Non è tutto rose e fiori affrontare una gravidanza, per quanto questa possa essere serena e senza particolari problematiche.

 

La mia esperienza

Ed io… come mi sento all’indomani della mia/nostra morfologica?
Impaziente di conoscere questa piccola grande guerriera… scoprirne i lineamenti e ammirarla più da vicino. Dare finalmente un pseudo volto a questo continuo piroettare dentro di me…
Impaziente, curiosa… e anche un po’ spaventata.
Per me infatti non sono stati mesi semplici, soprattutto all’inizio quando ancora non sapevo di questa gravidanza.
E poi… c’è da dire che sto sperimentando su di me/noi alcune cose che vanno un po’ controcorrente, che escono dal coro. E che, anche se in cuor mio sono sicura siano corrette e funzionali ad un ottimo sviluppo del feto… qualche piccolo dubbio rimane. Specialmente laddove non ci sono abbastanza studi scientifici… e quindi si tende a non pronunciarsi ufficialmente e sbilanciarsi.

E per ora devo solo fidarmi di me, delle mie competenze e conoscenze, di quello che mi suggeriscono il mio sesto senso… e il mio corpo.
Quindi sì, non ho la certezza matematica che tutti gli esperimenti fatti siano corretti, ma in cuor mio una vocina mi dice di stare assolutamente tranquilla.
Dopotutto sono fisicamente il ritratto della salute e non sono mai stata così bella e in forma come ora che sono quasi al 6 mese!

Questa notte probabilmente non dormirò, nonostante sia sveglia dalle 4.40 questa mattina… domani ho un appuntamento davvero importante.
Un appuntamento con la vita.
Un appuntamento con quello che sarà il mio futuro.
L’appuntamento con la mia piccola guerriera… a cui chiedo scusa se mi sono presa la responsabilità di andare contro tutto e tutti e seguire la mia testa dura in fatto di alimentazione, integrazione, ds e allenamenti
Chiedo scusa se a volte mi sono fatta prendere dal panico e ho pensato anche solo per qualche istante di “non essere all’altezza”
Ti chiedo di continuare a fidarti di me, perché, a detta di chi mi conosce e comprende a fondo ogni mia scelta… molto probabilmente nascerai già con i “superpoteri” 😉 !
E prometto, d’ora in poi, di scacciare tutte le paure e arrivare pronta al nostro incontro a Settembre ❤️!

Ps: Queste righe le ho scritte il pomeriggio all’indomani della mia morfologica. Come da copione, la notte non ho chiuso occhio. Probabilmente l’agitazione per questo esame così importante mi ha portato a ricercare nel cibo una compensazione – ebbene sì, anch’io sono umana 😅! – e la sera stessa ho fatto indigestione di ciliegie.
Ho passato la peggior nottata della mia vita facendo le spole tra il divano e il bagno. Che dire… per più di un attimo ho pensato davvero di morire. E stare così male ha amplificato tutte le paure che già mi portavo appresso in vista della morfologica. Per di più per tutta la notte non ho sentito nessun movimento dentro di me, ma solo un gran dolore a livello pancia. Verso le 6 hai iniziato a scalciare e farti sentire… e mi sono tranquillizzata.
La nostra morfologica?
Perfetta! Durata circa un’ora e venti… è stata più che esaustiva e completa: ho potuto ammirare ogni tuo singolo organo e verificare che sì, stai crescendo davvero con i super poteri…
E come potrebbe essere diversamente? In fin dei conti sto facendo di tutto per equipaggiarti sin da ora di un Sistema Immunitario imbattibile… e sembra che tutte le scelte in fatto di alimentazione, integrazione e stile di vita stiano dando i loro – ottimi! – frutti.
E anche queste… sono soddisfazioni 😉

Nonostante tutto, nonostante tutti.
Controcorrente, sempre e comunque!

 

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Allenamento in gravidanza: come e quanto

Rimanere in forma durante i 9 mesi di gravidanza è auspicabile e possibile seguendo alcune accortezze. Prima fra tutte l’attività fisica, che dev’essere efficace e svolta in sicurezza, sia per la futura mamma che per il feto.

Nessuna alimentazione, senza un’adeguata base di attività fisica, può regalarti una forma fisica invidiabile. È una sfida che si gioca su più fronti, un “lavoro di squadra” che, spesso e volentieri, va di pari passo ed è strettamente connesso.
Abbiamo intervistato Ivj Ann Dan, personal trainer che si occupa principalmente di Donne, con un occhio di riguardo per le future – e neo! – mamme.


Ivj, ci spieghi in poche parole perché è fondamentale svolgere attività fisica durante i 9 mesi di gravidanza?

Certamente! Se pensiamo che l’attività fisica è fondamentale per il benessere psicofisico di tutti… figuriamoci per una futura mamma che nell’arco di nove mesi modifica il suo corpo in maniera repentina e deve cercare di affrontare la fatica del parto nel miglior modo possibile!
Non è facile mantenere una postura corretta con il pancione. L’aumento del peso, l’alterazione di lordosi lombare e cifosi dorsale – che provocano lo spostamento del baricentro – sono modifiche posturali da tutelare.
Fondamentale attenzione la darei alla respirazione, in quanto il diaframma si solleva con la crescita dell’utero e cambia sia il modo di respirare che l’ampiezza del respiro. Il battito cardiaco poi, aumenta in maniera rapida e a riposo è maggiore.
E se pensiamo che al momento del parto gran parte del lavoro è fatto proprio dalla respirazione… è chiaro come sia meglio cominciare fin da subito ad allenarla!
È inoltre risaputo che l’allenamento rilascia ormoni che favoriscono il buon umore. L’esercizio fisico inoltre aiuta ad avere una buona circolazione sanguinea e previene gonfiori ad arti inferiori e piedi.

E quali sono le modalità corrette per rendere l’allenamento davvero sicuro ed efficace?

Innanzitutto prima di pensare a qualsiasi tipo di attività fisica bisogna chiedere il consenso al proprio ginecologo in quanto ci sono patologie o condizioni che a volte purtroppo non la permettono. Personalmente, e non perché è la mia professione, consiglio la presenza di un trainer per la supervisione delle sessioni di allenamento, passo dopo passo.
Alcune regole fondamentali sono: ascoltare attentamente il proprio corpo, non esagerare con i carichi ma eventualmente aumentare le ripetizioni. Controllare sempre fiato e battito, possibilmente con un cardiofrequenzimetro, prima di eseguire l’esercizio successivo. Dedicare molto tempo all’attività di allungamento muscolare e allenare il pavimento pelvico per prepararsi al meglio a parto e post parto.

 

Quali sono gli esercizi migliori per il primo trimestre?

Nei primi tre mesi bisogna fare molta attenzione, c’è un rischio molto alto di complicazioni in quanto il feto si sta formando e aderendo all’utero. Se prima di rimanere incinta già praticavi attività sportiva basta riadattare gli esercizi con consapevolezza e ponendosi un obiettivo diverso… non di certo l’estetico ma di benessere del corpo! D’altro canto se prima non ti allenavi questo è un buon motivo per iniziare!
L’allenamento adatto è alternare camminate, nuoto a sessioni di allenamenti brevi di 50 min max a bassa intensità. Massima attenzione alla respirazione e al rinforzo di core e muscoli della schiena.

E per l’ultimo?

Tanti pensano che alla soglia del parto si debba solamente riposare e smettere di allenarsi: non è assolutamente vero!
È opportuno ridimensionare il tutto aumentando i tempi di recupero tra un esercizio l’altro, diminuire i carichi nel settimo e inizio ottavo mese per poi nell’ultimo mese e mezzo dedicarsi solo ad esercizi di respirazione, posturali e di allungamento. Assolutamente sconsigliato svolgere esercizi per la muscolatura addominale!

 

A chi ha problemi nello svolgere attività fisica per via di alcune complicazioni… cosa consigli?

Consiglio di godersi il momento perché il tempo vola e la gravidanza è un dono Speciale.
Di sicuro chi non può allenarsi può cercare il benessere psicofisico dedicandosi a hobby e passioni trascurate. Può essere un’ottima idea dedicarsi alla lettura di buoni libri, cucinare qualche prelibatezza, dipingere, ascoltare buona musica… Insomma, trovare il modo di coccolarsi perché una mamma serena e felice può affrontare qualsiasi cosa!

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Alimentazione in gravidanza: how to

Sfatato il mito delle nostre nonne che voleva “si mangiasse per due”, l’approccio alimentare in gravidanza è di per sé argomento delicato e pieno di insidie. Perché? Perché il più delle volte – ahimè! – si parte da un’alimentazione scorretta di base.E c’è ancora molta confusione su cosa effettivamente “è necessario” per consentire un corretto sviluppo del feto, e tuttavia riuscire a rimanere in forma – e in salute!Ecco perché è fondamentale imparare a mangiare correttamente “prima” di ricercare una gravidanza. Perché mangiare correttamente non è sinonimo di “privazione” o rinuncia, bensì di scelte. Di scelte consapevoli e calibrate sulla propria conformazione fisica, le eventuali patologie a carico e la mole di attività fisica svolta abitualmente.E scegliere correttamente è un regalo che facciamo sì a noi stesse, ma anche al cuoricino che portiamo in grembo. La mia esperienza Partendo dal presupposto che la mia alimentazione è di impostazione Paleo/Chetogenica da…

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Covid-19 e quarantena: lettera alla bambina che c’è in me

Cara piccola mia, fra un paio di mesi dovremmo conoscerci e negli ultimi due, a causa del Coronavirus, abbiamo vissuto insieme un’esperienza inedita, a tratti surreale, chiamata quarantena. Fra un po’ le gabbie si riapriranno in una qualche misura, e io mi ritrovo a mettere nero su bianco parole che mi frullano e cambiano in testa da settimane. Che spiegano quello che, forse, hai percepito anche tu.

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Come vivere una gravidanza al top: intervista a Camilla Massa

La gravidanza è un momento davvero speciale per ogni donna: un vero e proprio “stato di grazia”. E come tale va vissuto, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Vedersi e sentirsi bene è un atto dovuto: a noi stesse e al nostro bambino. Se durante la gravidanza manteniamo la corretta forma fisica – che equivale ad una salute ottimale! – anche il cuoricino che portiamo in grembo ne gioverà. 

Camilla Massa è una mamma come tante, ma è anche una mamma un po’ speciale.
Una mamma che non si è accontentata dei luoghi comuni e, dalla prima gravidanza ben 10 anni fa, ha iniziato a studiare per capire cosa realmente è corretto fare/non fare durante questi magnifici 9 mesi.
In un panorama talmente vasto che vede mille contraddizioni su cosa è giusto e cosa è sbagliato, ecco una visione chiara e semplice. E assolutamente coerente. Che personalmente sposo in toto perché è tutto quello in cui anch’io credo e pratico da 5 anni a questa parte – nel mio caso per tenere a bada una malattia autoimmune.

È con molto piacere quindi che scambio due chiacchiere con Camilla Massa, perché tutte le donne devono sapere che i 9 mesi di gravidanza possono – e devono! – essere fantastici, e serve più consapevolezza.
Più consapevolezza, corretta informazione e coerenza.

 

Camilla, come e quando inizia il tuo percorso di “consapevolezza”?

Hai scritto bene qualche riga sopra, sono una donna come tante e il mio percorso di conoscenza e consapevolezza inizia come iniziano la maggior parte delle gravidanze: nell’inesperienza e nel timore di poter sbagliare qualcosa.
Non è così’?! Dopo la gioia immensa di quelle due linee rosa, arriva subito il terrore che il bambino possa non stare bene, che un cibo possa creare problemi, che l’attività fisica possa danneggiarlo. È un istinto naturale che non possiamo controllare e allora finiamo per passare ore su internet a cercare informazioni, credere al consiglio della zia, nonna, cugina, amica, essere terrorizzate ad ogni visita dal ginecologo… un circolo vizioso che porta ad una confusione totale.
E vogliamo aggiungere la paura di perdere per sempre il nostro corpo?! Le smagliature, i chili di troppo… non provare a fare queste domande in giro che passi pure per un’egoista che pensa solo a sé stessa!
Ma io queste domande le avevo tutte, e la confusione pure! Avevo 20 anni, tanta voglia di avere questa bambina, ma tanta paura di non essere all’altezza.
E poi accadde che ad una visita al 5/6 mese di gravidanza dissi alla mia ginecologa che avevo iniziato ad avere delle perdite di liquido dal seno e lei mi liquidò dicendomi con leggerezza che si trattava di iper prolattinemia dovuta molto probabilmente ad un tumore benigno all’ipofisi e dandomi un foglio con la prescrizione di un medicinale da prendere subito. 
Così, senza spiegazioni ulteriori, senza dirmi che conseguenze avrei potuto avere, senza prescrivermi analisi aggiuntive. 
Uscii da quella visita senza parole, spaventata per me e per la mia bambina e soprattutto convinta che qualcosa in me non stesse funzionando nel modo giusto. Mi recai in farmacia a comprare il farmaco che mi aveva prescritto e lessi sul foglietto illustrativo “possibili malformazioni del feto” tra gli effetti collaterali. Lo spavento e il senso di responsabilità verso quella vita che stava crescendo dentro di me misero finalmente in dubbio la fiducia cieca nei dottori e in tutto quello che mi era stato detto fino a quel momento. Iniziò una ricerca molto approfondita sui miei sintomi e finii per scoprire che le perdite di liquido a quel punto della gravidanza possono essere assolutamente normali e di preparazione alla fase di allattamento. Nessun tumore benigno e quel farmaco lo buttai nell’immondizia! 
Quello è stato il momento in cui tutto è iniziato, quello è stato il momento in cui ho iniziato a voler vedere con i miei occhi e a prendermi davvero la responsabilità di essere mamma.
Lasciami chiarire un aspetto fondamentale: non sto dicendo che tutti i medici sono degli incompetenti, anzi, penso che ci siano dei medici e degli scienziati degni di essere chiamati tali che sono fondamentali per tutte noi. 
Tutti i miei studi hanno basi scientifiche, tuttavia è necessario fare una giusta distinzione! 

Come nasce l’idea di creare un protocollo ad hoc per le future mamme?

Sono sincera, lo studio e le ricerche degli ultimi 10 anni e quello che oggi è il metodo Wonder WoMam li ho fatti per me, per la mia seconda gravidanza, per non ritrovarmi mai più impreparata sia nei confronti di me stessa, sia in quelli della mia seconda figlia.
Ho avuto dei risultati che non avrei mai immaginato possibili durante la mia seconda gravidanza, mi sono sempre allenata, non ho avuto smagliature, ho sempre avuto l’energia alta e nessuno dei fastidi tipici della gravidanza – come mal di schiena, gonfiori, nausee, voglie, patologie varie – e soprattutto sono tornata in forma in poche settimane! 
Ho iniziato ad avere amiche che mi chiedevano come avessi fatto, mi chiedevano informazioni sulla mia dieta e sui mie allenamenti. 
Attraverso i loro racconti rivivevo la mia esperienza della prima gravidanza ed è nato in me il desiderio forte di aiutare le altre donne a viversi la gravidanza come un periodo meraviglioso, risparmiandone paure, dubbi ed errori. Ho deciso di condividere le mie conoscenze e le mie esperienze sulla pagina Facebook “Mamma Fitness Italia” nel 2016 con articoli e post per rendere la scienza alla portata di tutti. Per informare e per cercare di essere quel punto fermo che manca, soprattutto in gravidanza. Oggi la pagina è praticamente un’enciclopedia, ma col tempo mi sono resa conto che non bastava per essere efficace. Troppo difficile ricercare gli argomenti e troppo complicato andare a fondo di un problema con un semplice post.
Inoltre mi trovavo costretta a passare ore a rispondere a commenti e messaggi per chiarire i dubbi che, come è giusto che sia, possono venire quando si impara qualcosa di nuovo.
Ecco che ho scritto il libro “Tutti Pazzi per Mamma”, con la missione di essere una guida da portare sempre con sé – pur essendo un pò spessa 🙂 – che potesse rispondere ai dubbi di una donna in gravidanza… e non solo!
Ci ho messo del tempo, quasi 2 anni, ma ne è valsa davvero la pena. Onestamente non conosco nessun altro libro così completo e così aggiornato.
Come ti dicevo, la mia missione è aiutare le altre donne a vivere serenamente il “diventare mamma” e per quanto questo possa sembrare bello e romantico, è anche una grande responsabilità. Prendo estremamente sul serio la questione e tutto ciò che pubblico o che scrivo proviene da fonti scientifiche certe. Lo dimostra la bibliografia scientifica del mio libro di 12 pagine, che tra l’altro, racchiude soltanto gli studi principali a cui ho fatto riferimento.
E come conseguenza quasi automatica sono nati i miei programmi Wonder WoMam Gravidanza e Wonder WoMam Post Parto in cui ho inserito il mio esatto percorso di alimentazione, con i dovuti approfondimenti e i miei allenamenti, settimana per settimana!
Come dire, se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu! 

Perché il tuo libro è diverso dagli altri sulla gravidanza?

Innanzitutto perché è un manuale unico che copre tutte le aree che servono ad una donna per prendersi cura di se: Alimentazione, Allenamento, Integrazione e Stile di Vita.
E questo è già più unico che raro. La maggior parte degli editori preferiscono venderti il libro sull’alimentazione, poi quello sulla dieta specifica per ogni trimestre, poi quello sugli esercizi, poi quello sull’allattamento, e così via. Spendi un sacco di soldi in libri che non leggerai mai.
In Tutti Pazzi per Mamma hai tutto in un unico manuale.
Ma la cosa che lo rende davvero speciale è che è come se lo avessi scritto per me, all’interno ci sono le mie ricerche, le mie esperienze, e niente è più accurato di qualcosa che viene fatto per sé stessi. Non è il classico libro del professore di medicina; nel mio libro trovi la scienza, si, ma tradotta, filtrata e adattata alla vita vera di una mamma di 3 bambine. Non mi perdo in chiacchiere, ma ti dico cosa fare e ti spiego il motivo. Non voglio lasciarti dubbi.


Come mai secondo te c’è ancora così tanta disinformazione su quella che è la “vera” alimentazione corretta?

Partiamo dal presupposto che nessuno ha la verità in tasca, tanto meno io! 
Odio le persone che non cambiano idea, che non sperimentano solo per avere ragione a tutti i costi. 
L’alimentazione che io propongo, che non è altro che l’alimentazione Paleo, Paleo Dieta, Alimentazione secondo natura o Evolutiva comunque la si voglia chiamare, è uno stile alimentare – per essere precisi, uno stile di vita – a cui sono arrivata gradualmente, dopo aver provato e studiato tutte le principali diete proposte oggi… si sono stata anche “fruttariana” ma ho resistito una settimana. Mi è bastato!
Ho scelto questo stile alimentare per me e per la mia famiglia, ormai diversi anni fa, perché è quello che mi ha dato più benefici da un punto di vista estetico, ma soprattutto di salute. Oltre ad essere ampiamente supportato a livello scientifico e medico, devi sapere che si chiama “secondo natura” perché prevede tutta una serie di alimenti assunti anche dai nostri antenati e con la più grande bio disponibilità e bio compatibilità in assoluto, cioè perfetti per la nostra specie.
Ma per rispondere alla tua domanda, devo purtroppo dirti che il mercato che gira attorno all’alimentazione è davvero grande e gli interessi in gioco sono tantissimi. Il benessere reale delle persone non fa guadagnare come vendere pastiglie miracolose che permettono di dimagrire mangiando pasta e pane a sfinimento, o bibitoni per sostituire i pasti. 
Ci sono tanti studiosi di serie B che si fanno forti dei luoghi comuni per accontentare la gente, per dar loro quello che fa comodo, invece che quello che fa bene! 
I salotti televisivi sono pieni di ciarlatani, ma non posso e non voglio dare la colpa solo a loro. Ci vuole coraggio e determinazione per prendersi cura di sé, e non è facile trovare queste caratteristiche in giro! 
Sono una persona che crede fortemente negli altri e devo dirti che la risposta che ho avuto con il lancio del libro mi ha confermato che ci sono davvero tante donne la fuori pronte a chiedersi di più, donne che sono una speranza per il cambiamento e un’ispirazione per me e per le proprie famiglie. Tu Monica, ne sei esattamente un esempio.

Dieta mediterranea: sfatiamo un mito e spieghiamo perché non è la migliore, in gravidanza ma non solo…

Il vero mito da sfatare è che la dieta mediterranea che si intende oggi, non è la vera dieta mediterranea!
La vera e originale dieta mediterranea prevede l’assunzione bilanciata di proteine animali, grassi sani e carboidrati da frutta e verdura. Questo significa verdure di stagione, cacciagione, pesce azzurro, olive e olio EVO, capperi, frutti di bosco, tuberi, noci… La lista è lunga ma di certo non comprende pasta e pane. 
La vera dieta mediterranea non è la dieta della pizza o della pasta al sugo. Chi ve la racconta così è sicuramente poco informato. 
La dieta mediterranea per come viene spacciata oggi è un miscuglio di antinutrienti e sostanze infiammatorie che creano dipendenza come i cereali, i legumi, lo zucchero e i latticini.
Questi alimenti avvelenano il tuo corpo e non forniscono assolutamente nulla che non si possa trovare in una forma migliore e priva di sostanze tossiche in verdura, carne, pesce, uova, frutta e frutta secca. Anzi, sono ricchi di sostanze anti-nutrienti che impediscono o limitano, la giusta assimilazione dei nutrienti essenziali per il corretto sviluppo del feto.
Nel libro Tutti Pazzi per Mamma, spiego nello specifico cosa accade al corpo quando assumiamo questi alimenti, per tutte le nerd come me! 
Smettiamola di credere che si può essere in salute e sentirsi bene nel proprio corpo mangiando cibo spazzatura e impariamo soprattutto a riconoscere qual è questo cibo, così da evitarlo! È una favola a cui è bello credere, ma prima o dopo il corpo presenta il conto!
Concludo ringraziandoti ancora per l’opportunità di questa breve intervista con la quale spero di aver mosso la curiosità e di aver stimolato il desiderio di non accontentarsi di molte tue lettrici! 
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Integrazione in gravidanza: how to

La gravidanza è un momento fantastico, tuttavia particolare e delicato: il corpo cambia, e si stravolgono delicati equilibri, fuori e dentro di noi. Equilibri che vanno assecondati con una corretta alimentazione e la giusta integrazione.***Ho scelto di inserire questo articolo nella sezione in abbonamento perché è frutto di consulenze pagate profumatamente da me con esperti del settore: terapeuti in grado di avere una visione a 360°. Difficilmente troverete un “semplice” ginecologo che curerà in maniera così minuziosa la parte dedicata all’integrazione. Queste sono le “finezze” della medicina funzionale, filone di cui non tutti i medici fanno parte.*** Da dove e quando iniziare L’ideale sarebbe iniziare prima del concepimento, se possibile.Impostare una corretta alimentazione almeno 6 mesi prima del concepimento è infatti la scelta migliore. Sarebbe ottimo iniziare già ad escludere cibi raffinati, zuccheri e latticini, e implementare la quota di grassi buoni – come ghee, avocado, salmone, noci di Macadamia…

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Alimentazione per i più piccoli: intervista al biologo Emanuele Gambacciani

È bello scoprire come un semplice percorso di salute sia in realtà molto di più, sia in grado di aiutarti a raggiungere obiettivi strepitosi e farti conoscere persone lungimiranti, curiose e fuori dal coro.
Uno di questi è il Biologo Nutrizionista Emanuele Gambacciani, che seguo “virtualmente” da un po’, e ammiro molto per la sua schiettezza nel comunicare uno stile di vita “secondo natura”. Inutile dire che sposo in toto la sua filosofia, e il suo approccio all’alimentazione soprattutto per i più piccoli.
Il suo libro “Dall’alba al tramonto” personalmente l’ho divorato, e lo consiglio caldamente a chiunque abbia voglia di uscire dagli schemi e capire a fondo, una volta per tutte, come siamo programmati. E come fare per rimanere in salute.

Emanuele, spiegaci come mai provi un certo disagio a definirti “nutrizionista”…

Ciao Monica, innanzitutto grazie per questa bella opportunità e soprattutto per la tua fiducia. Bé, sebbene i pazienti mi chiamino per avere consigli nutrizionali faccio appunto veramente molta fatica a definirmi un nutrizionista. Sono un antropologo, gran parte dei miei studi sono finalizzati a studiare i vari aspetti della Natura umana. Credo infatti che lo scopo principale di chi si pone l’obiettivo di aiutare le persone a star meglio debba essere quello di accrescere le consapevolezze dei pazienti per aiutarli ad affrontare al meglio una vita che, purtroppo, di anno in anno, di generazione in generazione si fa sempre più complicata per l’essere umano. Nel mio piccolo cerco di indagare nel passato dei pazienti un aspetto per me imprescindibile per provare a conoscere il probabile stato di salute generale di chi ho davanti ed i vari conflitti emozionali oltre ai disturbi del comportamento alimentare che un paziente potrebbe avere ma di cui non è a conoscenza. Certo, non faccio una diagnosi, anche perché non solo non posso, ma non ne avrei le competenze… ma certo, mi rendo conto che indagare porta il paziente a scoprire aspetti della sua vita che mai avrebbero accostato ai disturbi per i quali mi ha contattato. Inoltre, aspetto di non poco conto, uno degli scopi che mi pongo durante la consulenza è quello di far comprendere ai miei pazienti che l’ambiente nel quale ci troviamo a vivere predispone l’essere umano alla malattia, alla sofferenza e alla fragilità. Una volta percepito questo concetto, l’alimentazione diventa uno dei tanti strumenti che abbiamo a nostra disposizione per provare a vivere sani, e felici, in un mondo malato.

 

Qual è l’alimentazione funzionale e in completo accordo alla nostra Natura Umana?

Personalmente non ho molti dubbi a riguardo, il cibo adatto alla fisiologia umana, il cibo che promuove la salute psicofisica è quello che l’Uomo ha sempre mangiato prima della comparsa dell’agricoltura. Nel dubbio la domanda da porsi prima di portare un alimento alla bocca è: “potrei mangiarlo anche crudo?”.
Se la risposta sarà affermativa quel cibo apporta beneficio all’organismo se la risposta invece è negativa le probabilità che quel cibo, non solo non nutra adeguatamente, ma che possa danneggiare il nostro organismo saranno concrete.
Chiaro, in base a quelle che sono gli obiettivi, i disturbi e le patologie del singolo paziente le indicazioni devono essere assolutamente personalizzate ma credo fermamente che, il segreto per star meglio, sia “togliere” anziché aggiungere. In quest’ottica uno dei miei obiettivi rimane quello di inserire una gamma più ampia possibile di alimenti, chiaramente fra quelli idonei alla nostra natura.
La base di partenza è quella di eliminare tutti i cibi industriali ed i prodotti confezionati, oltre cereali, legumi e latticini. Una volta che il paziente ha capito come si mangia, quali cibi fanno bene e quali fanno male, ha la possibilità di personalizzare la propria alimentazione inserendo saltuariamente anche cibi non idonei, ma è una sua scelta. Una scelta che, dopo aver provato i benefici reali di un’alimentazione pulita non potrà più fare a cuor leggero.
Lo scopo di un nutrizionista è dare indicazioni semplici ma precise, tracciare una strada, una strada che non può far a meno della consapevolezza poi, ognuno deve esser padrone della propria vita.

 

Lavori molto con i bambini: che patologie si possono curare/alleviare con una corretta strategia alimentare?

Ho due bambini piccoli, da quando sono nati ho cominciato a prendermi a cuore la salute dei “cuccioli d’Uomo” che, col passare degli anni, purtroppo, hanno la tendenza a presentare disturbi non solo sempre più frequentemente ma, di generazione in generazione, questi disturbi compaiono sempre in età più precoce. Credo che l’alimentazione serva principalmente a preservare l’integrità intestinale poiché se l’intestino non è in buona salute difficilmente il bambino lo si potrà definire “sano”. Mangiare bene preserva inoltre il bambino dall’insorgenza di malattie metaboliche, di carattere autoimmune e neurobiologico. Autismo, iperattività, disattenzione e simili stanno letteralmente esplodendo e l’alimentazione della madre prima durante e dopo il parto oltre che una sana alimentazione del bambino dopo lo svezzamento sono assolutamente imprescindibili per crescere una bambino forte e sano.

 

Perché è così importante educare ad una corretta alimentazione i nostri figli già dallo svezzamento?

Lo ho appena scritto, la salute del bambino, per quanto impensabile possa sembrare, la si “costruisce” ancor prima del concepimento. La mamma che rimane incinta deve essere in salute, avere una buona salute intestinale e mangiare meno porcherie possibili. Dal momento del concepimento in poi deve avere la consapevolezza che tutta la tossicità che inserisce nel proprio organismo con fumo, farmaci, alcol, cibo industriale, vaccini, glutine e caseina passa attraverso la placenta e va ad accrescere il grado di tossicità col quale nascerà il bambino.
La mamma, nel momento del parto, dona inoltre la propria flora intestinale al figlio e se questa non è buona il bambino parte con non una, ma due marce in meno. L’allattamento al seno è imprescindibile ma anche in questo caso la mamma deve mantenere uno stile di vita adeguato; la tossicità dei cibi, la tossicità prodotta dalla flora intestinale patogena, la tossicità del fumo e dei farmaci passa nel latte e può ulteriormente indebolire lo stato di salute generale ed il sistema immunitario del bambino il quale, una volta svezzato, andrebbe nutrito con cibo adatto all’Uomo e non con minestrine, farinate e latte vaccino.
Insomma, ho l’impressione che non sempre venga data la giusta importanza ai comportamenti della mamma prima, durante e dopo la gravidanza, ho l’impressione che molti consigli che vengono dati alle madri in gravidanza non siano assolutamente adeguati a garantire la loro e la salute dei loro cuccioli. Ho l’impressione che molte mamme non abbiano la consapevolezza che i loro comportamenti potranno condizionare lo stato di salute dei loro bambini per tutta la vita.

 

Cosa consigli alle tante mamme che ci leggono?

Consigli? Sarebbero molti ma credo che il primo obiettivo che si debbano porre i genitori sia quello di essere degli esempi per i propri figli. So che può sembrare un consiglio banale ma non lo è affatto.
I vostri figli non solo vi guardano ma vi imitano in modo sorprendente quindi, che vi piaccia o no, se volete essere credibili ai loro occhi non dovete mai fare niente che vorreste che loro non facessero. Nel momento che vi vedranno mangiare un biscotto una sola volta o vi vedranno mentre avete un comportamento inadeguato sappiate che ogni vostra raccomandazione di non mangiare dolci o non dire parolacce varrà meno di zero. Quindi cercate di responsabilizzarvi, di fare scelte adeguate per il vostro ed il bene dei vostri figli, cercate di essere liberi nelle scelte e non farvi condizionare da ciò che leggete o sentite nelle riviste e nelle trasmissioni mainstreaming, non sempre i consigli che vengono forniti sono buoni e soprattutto disinteressati. Abbiate coraggio anche di sbagliare, ma con la vostra testa, i nostri bambini non hanno bisogno di genitori perfetti ma di genitori pensanti che sappiano dare l’esempio.



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Mamma a 40 anni

Questi 40 anni sono per me un doppio “traguardo”.
Festeggio una tappa importante… e festeggio la “vita”!
Una vita così imprevedibile che sul più bello – in un periodo storico tra l’altro così “incerto” – sa ancora stupire e lasciare letteralmente di stucco.
Una nuova “vita” sta crescendo dentro di me e sta già stravolgendo ogni attimo, arricchendo la mia vita e la mia famiglia.

Emozione, felicità, entusiasmo, panico, insicurezza: chi più ne ha, più ne metta!
È tutt’altro che semplice esprimere a parole quello che succede “dentro” quando si aspetta: un via vai di emozioni anche contrastanti si sussegue senza tregua h24. La mente non smette di viaggiare: tanta agitazione ma allo stesso tempo una pace interiore quasi surreale.
Convivono questi e molti altri paradossi. E sempre più spesso mi chiedo come sia possibile sperimentare nero e bianco, luce e oscurità, felicità e paura nello stesso istante. Eppure…

Eppure la vita è un qualcosa di meraviglioso che ti porta a rivedere progetti, obiettivi e pensieri. In nome di qualcosa di più grande. In nome della vita, di una nuova “vita”.

Che fantastica storia la vita

Cercato… e da talmente tanto che ormai avevo stravolto i programmi per la mia vita – facendone altri importanti e spostando il focus su me stessa, lo studio, il lavoro...
E poi sul più bello… ecco che arriva!
Come un fulmine a ciel sereno, in sordina.
Quasi non volesse farsi scoprire.

Ben 2 test negativi in 2 mesi.
E 2 mesi passati a fare la qualunque a questa pancia che, gonfia e dura, non sentivo mia: e via di scollamenti, manipolazioni, lassativi, borsa dell’acqua bollente nel tentativo di sfiammare quello che credevo fosse il mio povero intestino già provato da disbiosi.
… Tutto questo ora mi fa sorridere: se sei sopravvissuta a tutto questo, sono certa sarai una piccola grande guerriera. E il mondo ha bisogno proprio di Donne così… oggi più che mai. 

Zero nausee, poca stanchezza. Insomma, niente che potesse farmi pensare a un qualcosa di diverso da un banale periodo di stress tra università, lavoro, casa e famiglia.

Poi dopo due mesi un seno troppo dolente mi ha convinto a fare il 3° test e… sorpresa!
Finalmente un nome a tutto questo malessere: una nuova vita dentro di me! Semplicemente e meravigliosamente questo. 

E io che riconducevo tutto allo stress… mai e poi mai avrei pensato di associare tutti questi sintomi ad una gravidanza!

La sorpresa è stata grande. Il panico pure.

Mai più sola

Una tempesta ormonale e il corpo che lentamente inizia a cambiare.
Pianti di gioia qua e là, senza un direttore d’orchestra a coordinare il tutto.

Realizzo che no, per la seconda volta non sarò più sola.
Non ci sarò più solo io presa dai miei mille obiettivi, passioni, impegni. Una creatura dipenderà da me, in tutto e per tutto. E questo un po’ mi spaventa, a tratti terrorizza… e tuttavia mi rende felice, al settimo cielo!

Mille pensieri si susseguono.

Mille pensieri e tuttavia una sicurezza: questa volta ho tutti gli strumenti per “fare ogni cosa al meglio”, sempre con il sorriso e l’entusiasmo che mi contraddistinguono.

Oggi ho tutte le carte in regola per essere una super mamma! Matura al punto giusto, con già un po’ di esperienza, e soprattutto… tanta voglia di tornare ad emozionarmi perché una nuova vita comincia e va accompagnata

Perché il futuro per un mondo davvero migliore dipende in grandissima parte da quello che riusciamo a insegnare e trasmettere ai nostri figli: valori, rispetto, amore.
Abbiamo una bella responsabilità…
Il futuro è nelle loro mani, tuttavia inizia proprio da noi: e questa sì è una bella sfida!

Una nuova vita e un nuovo futuro da costruire

Questo il mio traguardo più importante.
Questo il più bel regalo che la vita potesse farmi per i 40 anni.
Questo il percorso di crescita personale più entusiasmante e sfidante… che sicuramente mi porterà lontano…

E niente… davvero non esistono parole per esprimere la gioia che una nuova vita porta con sé… e di questo sono infinitamente grata.
Alla vita, a Dio, all’universo.

Perché i figli non sono un dono “scontato”, un qualcosa che ci è dovuto a tutti i costi.
Decidono loro quando e se arrivare a stravolgerci la vita.
Ed è un qualcosa di davvero meravigliosamente magico.

È una magia che sa di speranza e ottimismo.
Magia apprezzata ancora di più in questo periodo di Covid-19, dove tutte le  certezze sono state spazzate via dalla consapevolezza che siamo semplicemente essere umani.
Non siamo invincibili.
Siamo terribilmente fragili.

E forse se impariamo a comprendere i “limiti” della nostra natura umana… probabilmente impareremo anche a fare meglio.
Meglio di come abbiamo fatto sino ad ora.

 

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Alimentazione come supporto alla fertilità: intervista al Dottor Gennaro Ippolito

Al giorno d’oggi sono sempre di più le donne che incontrano difficoltà oggettive nel concepimento. Spesso e volentieri una revisione delle abitudini alimentari potrebbe giocare a favore e aiutare a superare ostacoli a prima vista insormontabili.
Ippocrate diceva “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. A quanto pare qualcosa non torna se la società in cui viviamo oggi sembra andare nella direzione opposta e sembra sottovalutare proprio l’enorme potere terapeutico di una corretta strategia alimentare.


Abbiamo fatto due chiacchiere con il Dottor Gennaro Ippolito – esperto in strategia chetogenica e in consulenza nutrizionale & farmaceutica – per capire quali sono le connessioni tra alimentazione e infertilità, dato che il cibo gioca un ruolo chiave anche in queste dinamiche – che, ahimè, passano per lo più inosservate.

C’è un legame tra alimentazione e infertilità?

Alimentazione e fertilità sono strettamente collegate: più di quanto si possa credere! L’organismo umano nella sua complessità svolge una infinità di reazioni biochimiche ogni secondo della sua vita, e tutte sono mediate da sostanze di natura endogena (biosintetizzate) o introdotte dall’esterno. In entrambi i casi hanno molto spesso come base molecolare di partenza i nutrienti alimentari: vedi la sintesi ormonale, le proteine specifiche, i glucidi nella loro complessità e gli acidi grassi come costituenti della permeabilità cellulare. Un’infinità di molecole biologicamente attive partecipano alla vita del nostro organismo e lo rendono capace di adattarsi, procreare e resistere alle avversità. Sono anche in grado – ed in questo caso si parla di malnutrizione! – di farlo ammalare: un esempio sono le neoplasie in genere, oppure come le patologie neurodegenerative o metaboliche come obesità, dislipidemie, morbo di Azheimer e molte altre. Oggigiorno assistiamo, secondo le ultime pubblicazioni Istat, ad un incremento ponderale del peso corporeo nella popolazione, pari a ritenere in sovrappeso ben un cittadino su 3! C’è un’incidenza spaventosa delle patologie metaboliche, con un incremento triplo nell’ultimo decennio. I dati su insulino-resistenza, diabete, dislipidemia, patologie cardiovascolari e neurologiche sono allarmanti, e simultaneamente, i centri di fecondazione assistita si riempiono sempre di più. Sarà un caso? Sicuramente no! Le disfunzioni glucidiche, lipidiche, metaboliche in senso lato, derivanti sia da agenti esterni che alimentari, come l’uso compulsivo di cibo spazzatura o squilibrato nei macronutrienti: determinano una disfunzione nella regolazione cellulare ed uno stress ossidativo tale da compromettere negativamente sia l’apparato riproduttivo maschile che femminile.

Long-Term Adverse Effects of Oxidative Stress on Rat Epididymis and Spermatozoa.
Wu PY, Scarlata E, O’Flaherty C.
Antioxidants (Basel). 2020 Feb 19;9(2). pii: E170. doi:10.3390/antiox9020170.
The Effect of Low Carbohydrate Diets on Fertility Hormones and Outcomes in Overweight and Obese Women: A Systematic Review.
McGrice M, Porter J.
Nutrients. 2017 Feb 27;9(3). pii: E204. doi: 10.3390/nu9030204. Review.

Può una corretta strategia chetogenica supportare la fertilità, e se sì, come?

Certo, a partire dall’introduzione di alimenti di qualità, ossia nutrizionalmente validi: carni grass fed, pesce, verdure non trattate. Associata ad un basso consumo di prodotti industrialmente lavorati come cereali, farine, carboidrati semplici o complessi nelle varie forme in cui possono esistere in commercio. Questo abuso di cibo spazzatura è divenuto sempre più irresponsabile genera serie problematiche di food craving (dipendenza da cibo): produce infatti durante la digestione la formazione di radicali liberi e di intermedi metabolici pro-infiammatori, determinando l’attivazione a livello gastrico – e non solo! – di citochine endogene, sostanze responsabili in molti casi di una infiammazione basale. Lo stato di chetosi nello specifico, ossia una modulazione estrema in termini di macronutrienti dell’intake glucidico, determina anche una modulazione della sensibilità cellulare ormono-mediata e della concentrazione ematica degli ormoni femminili. In pazienti in trattamento con Pcos e Endometriosi, in parecchi casi si assiste ad un netto miglioramento della sintomatologia. Una delle funzioni primarie di questi ormoni – vedi estrogeni e progestinici che svolgono un ruolo fondamentale nella maturazione degli ovociti, sulla sensibilità follicolare e sull’attecchimento embrionale, è quella di determinare un incremento della percentuale di fecondità della paziente.

The effects of a low-carbohydrate, ketogenic diet on the polycystic ovary syndrome: a pilot study.
Mavropoulos JC, Yancy WS, Hepburn J, Westman EC.
Nutr Metab (Lond). 2005 Dec 16;2:35.
Impact of diet and bariatric surgery on anti-Müllerian hormone levels.
Nilsson-Condori E, Hedenbro JL, Thurin-Kjellberg A, Giwercman A, Friberg B.
Hum Reprod. 2018 Apr 1;33(4):690-693. doi: 10.1093/humrep/dey032.
The impact of keto-adaptation on exercise performance and the role of metabolic-regulating cytokines.
Sherrier M, Li H.
Am J Clin Nutr. 2019 Sep 1;110(3):562-573. doi: 10.1093/ajcn/nqz145.

Una visione d’insieme è a quanto pare l’unica strada percorribile per i medici di oggi. È d’accordo?

Il mondo scientifico o almeno una parte di esso ed in continuo crescendo, concorda con la multidisciplinarietà del trattamento al paziente. Una “visione di insieme” è necessaria per affrontare con un approccio a 360 gradi e indagare tutto l’aspetto biologico, sociale, farmacologico, patologico, di un paziente. Sempre più spesso si parla infatti di medicina funzionale o approccio funzionale: contrariamente a definizioni o dogmi, spesso e purtroppo monovisionari e chiusi, determina una migliore compliance e aderenza terapeutica del paziente stesso.

In questo contesto, quali sono i consigli nutrizionali che si sente di darci?


È una domanda molto complessa difficilmente stilizzabile in poche righe, poiché tutto è in funzione del paziente stesso. Ogni uomo o donna, nella sua diversità può aver bisogno di una nutrizione differente, determinata da fattori quale età, condizione fisica e psicologica o in funzione dell’obiettivo da raggiungere. Per lo sportivo ad esempio, è opportuno usare un apporto amminoacidico e glucidico adeguato, e soprattutto modulato in base alle esigenze prestazionali o agonistiche. Nella donna, specialmente se gravida, utilizzeremo alimenti per integrare un apporto maggiore di folati, vitamine del gruppo B, Epa e Dha; nell’uomo, qualora come obiettivo ci fosse la procreazione, useremo folati e coenzima Q10 per migliorare la spermatogenesi. L’integrazione di fibre e la calibrazione dei micronutrienti si è rivelata negli ultimi decenni indispensabile per il mantenimento salutare del microbiota intestinale, sia per il trattamento delle disbiosi che delle problematiche inerenti alla sindrome del colon irritabile.
Recentemente, sempre più spesso, si parla di asse intestino-cervello mettendo in correlazione l’apparato gastro-intestinale con l’attività cerebrale, in termini di modulazione ormonale ed il relativo ruolo nelle funzioni biologiche e di gestione contro i patogeni.

Influence of oral vitamin and mineral supplementation on male infertility: a meta-analysis and systematic
review.
Buhling K, Schumacher A, Eulenburg CZ, Laakmann E.
Reprod Biomed Online. 2019 Aug;39(2):269-279. doi: 10.1016/j.rbmo.2019.03.099. Epub 2019 Mar 16. Review

Essere Mamma, Mum's Life, To Be Woman

Crescere un figlio da sola

Sempre più spesso e volentieri ci troviamo davanti a situazioni in cui a crescere un figlio si è sole, per i motivi più svariati. Cosa succede se – per scelta o per necessità – la mamma deve crescere il suo bimbo senza l’appoggio e la collaborazione di un partner con cui condividere i compiti genitoriali?
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