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Mamma a 40 anni

Questi 40 anni sono per me un doppio “traguardo”.
Festeggio una tappa importante… e festeggio la “vita”!
Una vita così imprevedibile che sul più bello – in un periodo storico tra l’altro così “incerto” – sa ancora stupire e lasciare letteralmente di stucco.
Una nuova “vita” sta crescendo dentro di me e sta già stravolgendo ogni attimo, arricchendo la mia vita e la mia famiglia.

Emozione, felicità, entusiasmo, panico, insicurezza: chi più ne ha, più ne metta!
È tutt’altro che semplice esprimere a parole quello che succede “dentro” quando si aspetta: un via vai di emozioni anche contrastanti si sussegue senza tregua h24. La mente non smette di viaggiare: tanta agitazione ma allo stesso tempo una pace interiore quasi surreale.
Convivono questi e molti altri paradossi. E sempre più spesso mi chiedo come sia possibile sperimentare nero e bianco, luce e oscurità, felicità e paura nello stesso istante. Eppure…

Eppure la vita è un qualcosa di meraviglioso che ti porta a rivedere progetti, obiettivi e pensieri. In nome di qualcosa di più grande. In nome della vita, di una nuova “vita”.

Che fantastica storia la vita

Cercato… e da talmente tanto che ormai avevo stravolto i programmi per la mia vita – facendone altri importanti e spostando il focus su me stessa, lo studio, il lavoro...
E poi sul più bello… ecco che arriva!
Come un fulmine a ciel sereno, in sordina.
Quasi non volesse farsi scoprire.

Ben 2 test negativi in 2 mesi.
E 2 mesi passati a fare la qualunque a questa pancia che, gonfia e dura, non sentivo mia: e via di scollamenti, manipolazioni, lassativi, borsa dell’acqua bollente nel tentativo di sfiammare quello che credevo fosse il mio povero intestino già provato da disbiosi.
… Tutto questo ora mi fa sorridere: se sei sopravvissuta a tutto questo, sono certa sarai una piccola grande guerriera. E il mondo ha bisogno proprio di Donne così… oggi più che mai. 

Zero nausee, poca stanchezza. Insomma, niente che potesse farmi pensare a un qualcosa di diverso da un banale periodo di stress tra università, lavoro, casa e famiglia.

Poi dopo due mesi un seno troppo dolente mi ha convinto a fare il 3° test e… sorpresa!
Finalmente un nome a tutto questo malessere: una nuova vita dentro di me! Semplicemente e meravigliosamente questo. 

E io che riconducevo tutto allo stress… mai e poi mai avrei pensato di associare tutti questi sintomi ad una gravidanza!

La sorpresa è stata grande. Il panico pure.

Mai più sola

Una tempesta ormonale e il corpo che lentamente inizia a cambiare.
Pianti di gioia qua e là, senza un direttore d’orchestra a coordinare il tutto.

Realizzo che no, per la seconda volta non sarò più sola.
Non ci sarò più solo io presa dai miei mille obiettivi, passioni, impegni. Una creatura dipenderà da me, in tutto e per tutto. E questo un po’ mi spaventa, a tratti terrorizza… e tuttavia mi rende felice, al settimo cielo!

Mille pensieri si susseguono.

Mille pensieri e tuttavia una sicurezza: questa volta ho tutti gli strumenti per “fare ogni cosa al meglio”, sempre con il sorriso e l’entusiasmo che mi contraddistinguono.

Oggi ho tutte le carte in regola per essere una super mamma! Matura al punto giusto, con già un po’ di esperienza, e soprattutto… tanta voglia di tornare ad emozionarmi perché una nuova vita comincia e va accompagnata

Perché il futuro per un mondo davvero migliore dipende in grandissima parte da quello che riusciamo a insegnare e trasmettere ai nostri figli: valori, rispetto, amore.
Abbiamo una bella responsabilità…
Il futuro è nelle loro mani, tuttavia inizia proprio da noi: e questa sì è una bella sfida!

Una nuova vita e un nuovo futuro da costruire

Questo il mio traguardo più importante.
Questo il più bel regalo che la vita potesse farmi per i 40 anni.
Questo il percorso di crescita personale più entusiasmante e sfidante… che sicuramente mi porterà lontano…

E niente… davvero non esistono parole per esprimere la gioia che una nuova vita porta con sé… e di questo sono infinitamente grata.
Alla vita, a Dio, all’universo.

Perché i figli non sono un dono “scontato”, un qualcosa che ci è dovuto a tutti i costi.
Decidono loro quando e se arrivare a stravolgerci la vita.
Ed è un qualcosa di davvero meravigliosamente magico.

È una magia che sa di speranza e ottimismo.
Magia apprezzata ancora di più in questo periodo di Covid-19, dove tutte le  certezze sono state spazzate via dalla consapevolezza che siamo semplicemente essere umani.
Non siamo invincibili.
Siamo terribilmente fragili.

E forse se impariamo a comprendere i “limiti” della nostra natura umana… probabilmente impareremo anche a fare meglio.
Meglio di come abbiamo fatto sino ad ora.

 

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Chetogenica: pro e contro in gravidanza

La gravidanza è un momento molto delicato per il corpo di una donna: l’asse metabolico si trasforma e questo influisce a cascata su livelli ormonali, metabolismo, umore e conformazione fisica.
Il corpo cambia e si adatta per accogliere una nuova vita: la ricerca di un nuovo “equilibrio” va gestita correttamente, con strumenti efficaci e informazioni corrette.
A partire dall’alimentazione, che è molto importante “prima”, ma diventa ancora più fondamentale “durante”.

Perché se è vero che non è necessario mangiare per due, è altrettanto vero che è indispensabile alimentarsi correttamente, per poter dare tutte le sostanza nutritive necessarie ad un corretto sviluppo del feto.
Nel rispetto di se stesse e della vita che si porta in grembo.

È sempre un piacere scambiare due chiacchiere con il Dottor Gennaro Ippolito, Consulente nutrizionale & farmaceutico: per questo abbiamo scelto di intervistarlo nuovamente e sciogliere alcuni dubbi – e allo stesso tempo avere chiarimenti! – sulla strategia alimentare migliore in gravidanza.

Dottore, ormai è sfatato il mito che in gravidanza sia necessario “mangiare per due”: qual è secondo Lei la strategia alimentare migliore?

Da sempre la medicina ha cercato di dare risposte quanto più esaurienti possibili, sempre mirate ad una diversificazione alimentare idonea a soddisfare le più esigenti funzioni biochimiche fetali e della madre. Non esistono formule magiche, ma criteri razionali che ci portano a non avere dubbi al riguardo: regimi alimentari idonei ed opportunamente equilibrati – sia in termini di macro che micronutrienti – risultano fondamentali per un corretto sviluppo fetale.

Quali sono i macronutrienti a cui non si può assolutamente rinunciare per un corretto sviluppo del feto?

Sembrerebbe una domanda retorica, perché ne sentiamo e leggiamo tante da diverse fonti. In realtà non esistono nutrienti da privilegiare in senso assoluto: la natura, il nostro organismo e la vita stessa sono un perfetto bilanciamento di chimica che, nel nostro organismo, si traduce in energia, da diversi elementi della materia. Tutte le sostanze nutritive sono importanti, motivo per cui, eliminare o ridurre drasticamente un attivo a discapito di un altro risulta altamente inopportuno: la “ratio” è nella giusta proporzione. In termini di macronutrienti, un regime alimentare idoneo si potrebbe schematizzare in questo modo: 45-55% in carboidrati, proveniente da fonti alimentari naturali ed integrali “non raffinati” – e di cui il 10% sia costituito da carboidrati semplici. Un apporto proteico nella misura massima del 15%, principalmente animale e quindi altamente biodisponibile: privilegiando l’alta qualità, ovvero bestiame allevato al pascolo e non da allevamenti intensivi. Particolare riguardo va alle carni bianche – 75%. Come grassi, il consumo deve essere pari al bilanciamento calorico totale, ed è opportuno prediligere anche qui la qualità: principalmente Monoinsaturi, PUFA ed Omega3 (EPA e DHA), cercando di ridurre notevolmente le fonti di omega6, margarine o idrogenati. In termini di micronutrienti, gli attivi particolarmente interessanti sono i folati, sia per le funzioni metaboliche sulla catena respiratoria e sia per la prevenzione del distacco placentare e di malformazioni fetali come la spina bifida. Da non sottovalutare però anche la vitamina D – fondamentale nel metabolismo osseo e non solo – lo Iodio, inositolo, vitamina B7 per la prevenzione delle anomalie del tubo neurale. Ed per ultimi, ma non meno importanti, e nei rispettivi dosaggi: elettroliti calcio, magnesio, potassio, sodio, fosforo.

Gravidanza e chetogenica: i pro e i contro. Può essere utile un approccio “misto” che preveda Paleo, Chetogenica e Low Carb?

Tutte le diete che prevedono una restrizione degli apporti di carboidrati sono definite “low carb”. Tendenzialmente i regimi paleo, chetogenici in senso lato (vlckd, atkins, blackburn, Dukan – quest’ultimo si presta ad essere eseguito sia in modalità chetogena che non) sono tutti profili alimentari che prevedono una limitazione dei carboidrati. Le diete chetogeniche rappresentano una estremizzazione dei regimi low carb: in esse infatti le percentuali di carboidrati tendono ad abbassarsi ulteriormente, fino a raggiungere la soglia dei 15-20 gr/die. Parlare di approcci multipli in tal senso credo sia un errore, in quanto ci ritroveremo in una situazione nutrizionale analoga, con una unica eccezione: il diverso quantitativo di zuccheri introdotti, con o senza l’induzione dello stato di chetosi. Volendo essere più diretto, mi permetto di formulare una domanda: i regimi chetogenici sono consigliabili in gravidanza? Qui centriamo il discorso, e cerchiamo di dare una risposta seria (rispetto a tutte le frottole ed insidie che la rete, i media e i falsi guru ci propongono proiettandoci in una dimensione fuorviante): “NO! SONO ASSOLUTAMENTE DA ECSLUDERE”. I carboidrati, contrariamente a quello che si legge, non rappresentano il male assoluto; prodotti di qualità, non lavorati industrialmente e nelle opportune proporzioni, consentono di soddisfare le normale esigenze biologiche con la dovuta ottimizzazione. Basti pensare che l’assorbimento di molti nutrienti aumenta la propria biodisponibilità in presenza di glucidi, i polisaccaridi svolgono un effetto probiotico preservando la flora batterica intestinale e modulando la sua permeabilità. Le fibre alimentari stesse non sono altro che dei glucidi complessi non assorbibili, di cui tutti noi conosciamo gli effetti benefici sul transito e non solo (anche nei regimi chetogenici le fibre, ossia carboidrati complessi vengono utilizzati tranquillamente!). Da considerare inoltre, che un eventuale regime chetogenico in gravidanza, è possibile intraprenderlo qualora vi siano delle condizioni patologiche tali da ritenerlo indispensabile e sul quale ci sia un costante monitoraggio clinico. Nella letteratura scientifica non esistono studi di sicurezza a tale proposito; vengono riportati solo 2 studi a livello mondiale nei quali a mamme epilettiche farmacoresistenti è stata permessa la continuazione della gravidanza in stato di chetosi. Nel periodo gravidico non è stata evidenziata nessuna “sofferenza” o malformazione fetale. Molto più difficile risulta rispondere se preferire regimi low carb non chetogenici normo proteici (paleo et similia). In realtà voglio far riflettere il lettore su un aspetto fondamentale: a cosa possiamo paragonare un low carb – ossia una limitazione all’uso dei carboidrati? Cos’è una dieta mediterranea? Oggigiorno, sempre più evidenze ci fanno notare che una diminuzione degli zuccheri dalla nostra dieta comporta benefici all’intero organismo. Siamo d’accordo! Ma limitarsi rispetto a cosa: la mediterranea è errata? Leggendo su varie riviste o siti, quest’ultima viene sempre più demonizzata, in quanto prevede livelli altissimi di carboidrati che predispongono a diverse patologie metaboliche. Tuttavia, quasi sempre, l’attenzione risulta defocalizzata dal problema: in realtà sovente più persone a tavola hanno un concetto aberrato di alimentazione mediterranea! Profili alimentari con il 75-85% di carboidrati non sono regimi mediterranei, ma sono la rappresentazione di follie alimentari collettive, che hanno comportato un incremento di patologie quali diabete, obesità, dislipidemie, neuropatie, cardiopatie. Ma che nulla a che vedere con una sana nutrizione. Mi sembra razionale, a questo punto, far notare che una riduzione dei carboidrati evidenzi uno stato di benessere maggiore, come del resto possiamo riscontrare statisticamente nella popolazione sarda, che rappresenta il popolo con il più alto indice di longevità in Europa ed il cui costume alimentare tende ad avvicinarsi a quello simil-mediterraneo. Concludo questa domanda con una semplice osservazione: quando ci sediamo a tavola, quando compriamo i cibi, quando guardiamo le pubblicità, cerchiamo di riflettere: informiamoci con intelligenza, leggiamo le etichette, cerchiamo di cucinare i cibi nelle forme e nei modi salutari. Noteremo in tempi brevi, a prescindere dai vari regimi alimentari, una diminuzione dei sintomi da eventuali patologie, un benessere psico-fisico generale, e il tutto si tradurrà in un aumento considerevole della qualità di vita.

 

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Alimentazione come supporto alla fertilità: intervista al Dottor Gennaro Ippolito

Al giorno d’oggi sono sempre di più le donne che incontrano difficoltà oggettive nel concepimento. Spesso e volentieri una revisione delle abitudini alimentari potrebbe giocare a favore e aiutare a superare ostacoli a prima vista insormontabili.
Ippocrate diceva “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. A quanto pare qualcosa non torna se la società in cui viviamo oggi sembra andare nella direzione opposta e sembra sottovalutare proprio l’enorme potere terapeutico di una corretta strategia alimentare.


Abbiamo fatto due chiacchiere con il Dottor Gennaro Ippolito – esperto in strategia chetogenica e in consulenza nutrizionale & farmaceutica – per capire quali sono le connessioni tra alimentazione e infertilità, dato che il cibo gioca un ruolo chiave anche in queste dinamiche – che, ahimè, passano per lo più inosservate.

C’è un legame tra alimentazione e infertilità?

Alimentazione e fertilità sono strettamente collegate: più di quanto si possa credere! L’organismo umano nella sua complessità svolge una infinità di reazioni biochimiche ogni secondo della sua vita, e tutte sono mediate da sostanze di natura endogena (biosintetizzate) o introdotte dall’esterno. In entrambi i casi hanno molto spesso come base molecolare di partenza i nutrienti alimentari: vedi la sintesi ormonale, le proteine specifiche, i glucidi nella loro complessità e gli acidi grassi come costituenti della permeabilità cellulare. Un’infinità di molecole biologicamente attive partecipano alla vita del nostro organismo e lo rendono capace di adattarsi, procreare e resistere alle avversità. Sono anche in grado – ed in questo caso si parla di malnutrizione! – di farlo ammalare: un esempio sono le neoplasie in genere, oppure come le patologie neurodegenerative o metaboliche come obesità, dislipidemie, morbo di Azheimer e molte altre. Oggigiorno assistiamo, secondo le ultime pubblicazioni Istat, ad un incremento ponderale del peso corporeo nella popolazione, pari a ritenere in sovrappeso ben un cittadino su 3! C’è un’incidenza spaventosa delle patologie metaboliche, con un incremento triplo nell’ultimo decennio. I dati su insulino-resistenza, diabete, dislipidemia, patologie cardiovascolari e neurologiche sono allarmanti, e simultaneamente, i centri di fecondazione assistita si riempiono sempre di più. Sarà un caso? Sicuramente no! Le disfunzioni glucidiche, lipidiche, metaboliche in senso lato, derivanti sia da agenti esterni che alimentari, come l’uso compulsivo di cibo spazzatura o squilibrato nei macronutrienti: determinano una disfunzione nella regolazione cellulare ed uno stress ossidativo tale da compromettere negativamente sia l’apparato riproduttivo maschile che femminile.

Long-Term Adverse Effects of Oxidative Stress on Rat Epididymis and Spermatozoa.
Wu PY, Scarlata E, O’Flaherty C.
Antioxidants (Basel). 2020 Feb 19;9(2). pii: E170. doi:10.3390/antiox9020170.
The Effect of Low Carbohydrate Diets on Fertility Hormones and Outcomes in Overweight and Obese Women: A Systematic Review.
McGrice M, Porter J.
Nutrients. 2017 Feb 27;9(3). pii: E204. doi: 10.3390/nu9030204. Review.

Può una corretta strategia chetogenica supportare la fertilità, e se sì, come?

Certo, a partire dall’introduzione di alimenti di qualità, ossia nutrizionalmente validi: carni grass fed, pesce, verdure non trattate. Associata ad un basso consumo di prodotti industrialmente lavorati come cereali, farine, carboidrati semplici o complessi nelle varie forme in cui possono esistere in commercio. Questo abuso di cibo spazzatura è divenuto sempre più irresponsabile genera serie problematiche di food craving (dipendenza da cibo): produce infatti durante la digestione la formazione di radicali liberi e di intermedi metabolici pro-infiammatori, determinando l’attivazione a livello gastrico – e non solo! – di citochine endogene, sostanze responsabili in molti casi di una infiammazione basale. Lo stato di chetosi nello specifico, ossia una modulazione estrema in termini di macronutrienti dell’intake glucidico, determina anche una modulazione della sensibilità cellulare ormono-mediata e della concentrazione ematica degli ormoni femminili. In pazienti in trattamento con Pcos e Endometriosi, in parecchi casi si assiste ad un netto miglioramento della sintomatologia. Una delle funzioni primarie di questi ormoni – vedi estrogeni e progestinici che svolgono un ruolo fondamentale nella maturazione degli ovociti, sulla sensibilità follicolare e sull’attecchimento embrionale, è quella di determinare un incremento della percentuale di fecondità della paziente.

The effects of a low-carbohydrate, ketogenic diet on the polycystic ovary syndrome: a pilot study.
Mavropoulos JC, Yancy WS, Hepburn J, Westman EC.
Nutr Metab (Lond). 2005 Dec 16;2:35.
Impact of diet and bariatric surgery on anti-Müllerian hormone levels.
Nilsson-Condori E, Hedenbro JL, Thurin-Kjellberg A, Giwercman A, Friberg B.
Hum Reprod. 2018 Apr 1;33(4):690-693. doi: 10.1093/humrep/dey032.
The impact of keto-adaptation on exercise performance and the role of metabolic-regulating cytokines.
Sherrier M, Li H.
Am J Clin Nutr. 2019 Sep 1;110(3):562-573. doi: 10.1093/ajcn/nqz145.

Una visione d’insieme è a quanto pare l’unica strada percorribile per i medici di oggi. È d’accordo?

Il mondo scientifico o almeno una parte di esso ed in continuo crescendo, concorda con la multidisciplinarietà del trattamento al paziente. Una “visione di insieme” è necessaria per affrontare con un approccio a 360 gradi e indagare tutto l’aspetto biologico, sociale, farmacologico, patologico, di un paziente. Sempre più spesso si parla infatti di medicina funzionale o approccio funzionale: contrariamente a definizioni o dogmi, spesso e purtroppo monovisionari e chiusi, determina una migliore compliance e aderenza terapeutica del paziente stesso.

In questo contesto, quali sono i consigli nutrizionali che si sente di darci?


È una domanda molto complessa difficilmente stilizzabile in poche righe, poiché tutto è in funzione del paziente stesso. Ogni uomo o donna, nella sua diversità può aver bisogno di una nutrizione differente, determinata da fattori quale età, condizione fisica e psicologica o in funzione dell’obiettivo da raggiungere. Per lo sportivo ad esempio, è opportuno usare un apporto amminoacidico e glucidico adeguato, e soprattutto modulato in base alle esigenze prestazionali o agonistiche. Nella donna, specialmente se gravida, utilizzeremo alimenti per integrare un apporto maggiore di folati, vitamine del gruppo B, Epa e Dha; nell’uomo, qualora come obiettivo ci fosse la procreazione, useremo folati e coenzima Q10 per migliorare la spermatogenesi. L’integrazione di fibre e la calibrazione dei micronutrienti si è rivelata negli ultimi decenni indispensabile per il mantenimento salutare del microbiota intestinale, sia per il trattamento delle disbiosi che delle problematiche inerenti alla sindrome del colon irritabile.
Recentemente, sempre più spesso, si parla di asse intestino-cervello mettendo in correlazione l’apparato gastro-intestinale con l’attività cerebrale, in termini di modulazione ormonale ed il relativo ruolo nelle funzioni biologiche e di gestione contro i patogeni.

Influence of oral vitamin and mineral supplementation on male infertility: a meta-analysis and systematic
review.
Buhling K, Schumacher A, Eulenburg CZ, Laakmann E.
Reprod Biomed Online. 2019 Aug;39(2):269-279. doi: 10.1016/j.rbmo.2019.03.099. Epub 2019 Mar 16. Review

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