Amore, Follia, Dolore.
Una donna vera, che ha trovato la sua massima espressione in poesie intrise di forza e fragilità allo stesso tempo. 
Alda e le ombre della mente.
Silenzi che urlano.
Erotismo e misticismo. Personalità sensibile e controversa.

Anima folle e visionaria

Ha vissuto sempre in una sua realtà parallela, il suo mondo magico di poesia.
La sua vita non è stata per nulla facile, come solitamente succede per le persone ipersensibili, che vedono oltre, ma la sua forza e l’amore per la sua grande passione l’hanno sempre salvata e resa unica.
Questa grande poetessa ha molto da insegnare a tutte noi.
La passione il grande motore della vita, è fonte di emozioni, di evoluzione, quale essa sia.
La vita va vissuta in modo unico e personale.
Scrivendo il proprio cammino ci si arricchisce, rendendoci libere, vere ed affascinanti.

Lucy Lady Ville

Nasce il primo giorno di primavera la “pazza della porta accanto” ed ha il colore rosso intenso della passione e della follia

Irrequieta scrive, talmente tanti sono i pensieri e gli appunti da segnare che un quaderno, che i fogli non bastano più… allora ecco a disposizione uno spazio più ampio, immediato, un’estensione della carta: il muro che diventa un grande foglio dove segnare tutti i numeri importanti, un’insolita testata letto, un’opera d’arte contemporanea.

Nomi, numeri, schizzi fatti con il rossetto, intrisi nell’intonaco e nella memoria dei posteri.
Nel frattempo le “ombre della mente” crescono, si moltiplicano e influenzano fino alle ossa le sue poesie.
Le sue stanze sono affollate di pensieri, stipate di oggetti e caos, il caos del genio, della follia; pavimento in cotto quadro a posa diagonale, soffitto travato, un pianoforte, fogli, tanti fogli scritti… il suo muro… elemento indelebile testimone del passaggio di una grande poetessa, grande testimonianza che non morirà mai, come le sue superbe ed intense poesie.

Giulia

Sono nata il ventuno a primavera

“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.”

Nelle parole di Alda Merini rivedo un grande albero di magnolia, simbolo della dignità, della forza e della perseveranza.
La magnolia grandiflora (così viene chiamato l’albero) possiede delle fronde molto ampie e fitte che si spingono in alto, verso il cielo, per molti metri di altezza.
I suoi fiori sono di un profumo intenso ed inebriante, ed agli occhi di noi umani rappresenta certamente una maestosa celebrazione della Natura.
La Poetessa è come la magnolia: in una lotta continua contro le sue ombre, aggrappata ai versi profumati di lacrime.

Margherita

Poetessa, donna, madre

Flangar, non flectar.
Forte. Così tanto da perdersi nella sua forza e ritrovarsi a tratti fragile.
E tante volte Alda Merini si è spezzata senza poi trovare i pezzi da cui poter ripartire.

Unico punto quasi fisso nella sua vita la Poesia, colei che l’ha salvata a più riprese da tutto ciò che ciclicamente l’abbandonava. Quasi perché per vent’anni la penna l’ha impugnata col cuore, senza lasciar traccia dei propri versi, congelati dentro un’anima che non le permetteva di esprimersi. 

Alda ha abbandonato, ha mancato, ha rotto, ha allontanato, ha lasciato, ha trascurato, ha troncato, ha omesso, lacerato, deflagrato e diviso.
Ha lasciato cicatrici dense e profonde, figlie sole e nonostante tutto ritrovate, forse mai perse.
La amano. Nonostante tutto. La amano e la inseguono tra le righe dei suoi scritti e tra gli oggetti sporchi di una casa abbandonata.
Una casa che sa di viaggi e stazione e porto e sigarette spente a terra. Sommersa di oggetti inutili che riempiono vuoti mai colmati.

È consapevole delle sue mancanze, Alda. Si stupisce e commuove del rispetto e del bene che le sue ragazze le riservano. Lei lo sa che non c’è stata. Lei lo sa cos’ha dimenticato di dare. 
Ma lo accetta come fatto compiuto tra gli incompiuti, come un dato così assodato da non poter essere che così. 
“Dai genitori bisogna separarsi per imparare a comprenderli e a vedere le loro fragilità”.
Parole di una figlia che sottintendono tanta strada percorsa, sofferenza silenziosa e poco condivisa, dolore profondo e male mal curato.

Ma comprensione verso una madre che viveva nel suo mondo dall’accesso impervio e angusto. 
Una madre che alla fine è rinascita e nuova vita, è una strada di errori da non percorrere ed è un passato che ti forgia come ferro dato al fuoco in tempi di guerra.

E poi si spegne, come le sue amate sigarette, per tornare schiacciata in una terra dalla forza di una vita che l’ha resa così, corazzata e allo stesso tempo inerme.

Paola

Sole 1° Ariete –  Luna in Toro

Alda è dotata di una intensa acutezza di pensiero e di una grande sensibilità d’animo acquisita sul campo in quanto la sua vita si sperimenta attraverso prove ed errori e attraverso gli schock. Il suo cammino è stato costellato di dolore e fatica e, nonostante tutto, il suo sistema riconosceva il potere della vita e come un trapezista si rimetteva in gioco.

Queste esperienze l’hanno resa “Maestra” di vita nel dolore e nell’indigenza ma il suo cuore era puro e la sua penna riusciva ad esprimere con profondità tutte le varie sfaccettature dell’esistenza con amore e fiducia nella creazione.

Vivere l’amore in tutte le sue forme è il percorso della sua vita, cercare ogni qualità dell’amore è la sua ricerca, ma sappiamo che si percepisce l’intensità d’amore quando si può percepire la stessa intensità di dolore e in questo piano della realtà ogni cosa si sperimenta attraverso la polarità che è presente in ogni campo. 
Ringrazio Alda che ha saputo esprimere e donarci pennellate di amore e dolore che faranno per sempre parte del bagaglio della nostra comunità.

Tiziana