Intelligenza viva e attiva, così viene definita questa nobildonna dalla bellezza prorompente.
Tanto sviluppata di spirito, quanto di corpo, aveva barato, e non di poco, sulla sua data di nascita. 

Imperatrice senza Impero


Il giorno del suo matrimonio salì all’altare con un abito bianco di pizzo veneziano, e la gente che gremiva il sagrato di Santa Maria del Fiore la applaudì esultando “Viva Madonna nostra di Firenze”.

Lunghi capelli raccolti in una cascata di boccoli, riga in mezzo e spalle scoperte: a tratti donna banale nella versione di Francesca Dellera, con Sergio Rubini e Jeanne Moreau, ma sempre disarmante.

 

Trendsetter Risorgimentale

Fu la prima modella nella fotografia di Moda, protagonista di diversi scatti fotografici: quelli di Adolphe Braun nel 1856 e di Pierre Louise Person, ad esempio.
Feticista, aveva una fissa estrema nel farsi fotografare i piedi.

Tutti si aspettavano con ansia quale sarebbe stato il suo costume nelle feste: fece scalpore quella volta che si presentò vestita da cigno, indossando un abito fatto solo di calzamaglia trasparente con applicate piume bianche.

Era una vera e propria “trendsetter”, colei che le mode le lanciava.
Come ad esempio l’uso del color magenta, le piume bianche, o la biancheria intima in seta o raso nero.
Gli stilisti che la vestivano allora erano Paquin e Doucet, e poi Worth: gli abiti che si faceva appositamente realizzare erano dallo sfarzo inaudito, con fili d’oro.

“Ogni Donna ha il dovere di essere bella”, questo il suo primo comandamento.
E ha il dovere di amarsi, aggiungo io.
Perchè abbiamo il dovere di essere belle sì, ma dobbiamo farlo principalmente per noi stesse. E amarci alla follia.
Per sentirci meravigliosamente bene nella nostra pelle.

Monique

Intelligenza sofisticata

Donna determinata e coraggiosa dotata di un’intelligenza sofisticata, come la sua naturale eleganza.
Femminile, sensuale con una carica erotica da far invidia alla nostra contemporanea regina del burlesque Dita Von Teese.
Virginia insegna a tutte noi donne che la sicurezza in sé stesse, la forza, l’intelligenza fanno la differenza per renderci uniche e favolose.

È importante prendersi cura del proprio corpo, della propria femminilità, ma senza dimenticarsi che siamo donne pensanti, padrone della nostra sensualità e sessualità
L’arte del burlesque, di cui mi occupo da molto tempo, mi ha affascinato proprio perché demonizza la donna oggetto, esaltando la consapevolezza del nostro essere, senza paura di osare e mostrare la femminilità – che ci rende padrone di noi stesse e delle nostre armi.

Lucy Lady Ville

Una vita da film

“[…] come quella Contessa Castiglione, bellissima, di cui si favoleggia.”

È il 1911 e ne “I colloqui” il grande Guido Gozzano ne parla. E prima e dopo di lui, tantissimi hanno scritto, riscritto, girato film su di lei. Se non sapessimo che è realmente vissuta, la Contessa di Castiglione – Virginia Oldoini, prima che Contessa – sembrerebbe più la protagonista di un romanzo storico, tanto il suo personaggio ci appare come determinante, leggero e assolutamente a-morale, conturbante e provocante, risolutore nel magma di equilibri e disequilibri della vita di corte di metà ‘800, nella storia d’Italia e di Francia.


Virginia Contessa è stata  protagonista di letteratura e cinema – due su tutti, il libro “L’amante dell’imperatore. Amori, intrighi e segreti della contessa di Castiglione” di A. Petacco e il film di Flavio Calzavara del 1942. 
Difficile del resto non parlare e non scrivere di una donna del genere, considerata al tempo “la più bella del secolo”, talmente spregiudicata e seducente da fungere da perfetta e naturale spia nelle delicate dinamiche di quegli anni. Impossibile resistere al fascino di una vita così stravagante, al limite, senza pudori e rimorsi. 
Una vita da diva, da femme fatale, da eroina e avventuriera: la sua vita stessa è già un film d’autore, è fiction e soap-opera, è racconto di storia e romanzo di passione.

Anna

Donna ingombrante

Fu più madre della Patria che di suo figlio.
Era una donna ingombrante almeno quanto gli abiti che portava.

Sontuosa, sinuosa, civetta dentro e fuori. 
Nel cuore e nell’anima.
Viziata e capricciosa, lunatica, arrogante.
Mai sazia di amore e più ancor che d’amore, mai sazia di attenzioni.

Proiettata su sé stessa e sulle proprie conquiste mise spesso la testa davanti al cuore.
Perché di astuzia s’impregnavano le sue azioni, mai nulla lasciava al caso, niente d’improvvisato che non entrasse in un piano ragionato. 

Annotava con cura le proprie conquiste, con dettagli e particolari disarmanti, quasi malati.

Difficilmente un’esistenza così calibrata al calcolo può coniugarsi con l’impegno, la spontaneità, la resilienza che un figlio richiedono, oggi come allora. 
Giorgio nacque a dodici mesi dalle nozze e la Contessa dava a vedere di amarlo a dismisura.
Ma non abbastanza da non abbandonarlo per lunghi periodi e privarsi per molto del suo affetto.

Lo vestiva da femmina per esasperare il culto di beltà e vanità che l’ha ossessionata per tutta la vita.
E così Giorgio finì per odiarla. Profondamente.
Morì a 24 anni di vaiolo portando questo risentimento nel cuore arido e secco, poco imbibito d’amore e certezze, lasciando sua madre quarantaduenne in balia del dolore e dei sensi di colpa.
Però si risparmiò così il decadimento di Virginia, non seppe mai della sua triste fine e della profonda solitudine interiore che le negò di accettarsi nonostante il passare del tempo, degli anni, degli uomini.

Paola

L’eremita: “Mi sono sempre sentita fuoriposto dappertutto”

Amava così tanto il proprio paese natio che – nonostante avesse passato gran parte della sua vita in Francia – volle essere seppellita nei luoghi della sua infanzia a La Spezia.
Disprezzata e odiata dalle donne: troppo bella ed intelligente Virginia.


Dalle finestre del suo palazzo nella provincia ligure aveva una bizzarra abitudine, osservava i passanti con uno strano monocolo. Nei suoi appartamenti, lussureggiante alcova di ardite passioni e tradimenti, complottava – istigata da Cavour – le strategie per ottenere l’indipendenza italiana.
La immagino adagiata mollemente nella sua poltrona Damasco porporaspecchio dorato alla mano, immaginarsi con il prossimo illustre amante, carpirne i segreti più reconditi.

Le sue stanze, i suoi pensieri al servizio del suo paese, l’Italia

La sua strategia, la più antica del mondo: la sensualità e la passione abbinati ad un’intelligenza e ad un’astuzia difficili da trovare, in quegli anni, in una donna.

Il suo colore preferito, la sua camicia da notte verde acqua, memore dell’intensa notte passata con l’imperatore di Francia, che voleva seppellita con lei nel ricordo degli anni più audaci.

Giulia

Donna moderna e spregiudicata

Ho conosciuto la Contessa Di Cantistiglione a 16 anni, leggendo il libro di Massimo Grillandi. 
Confesso di essere stata folgarata da questa donna che, pur essendo nata nel 1837, era moderna e di una bellezza considerata senza eguali per i canoni dell’epoca.

Bella, intelligente, ricca, viziata e spregiudicata. 
Una personalità e una bellezza così prorompenti da essere stata scelta da Cavour per sedurre Napoleone III e fare l’unità d’Italia.
Ma fu anche l’amante ufficiale di Re Vittorio Emanuele II. 
Virginia, detta Nicchia, trascorse la sua vita nel lusso più sfrenato, attenta al suo look e alla sua bellezza, partecipava a feste fra la Francia, l’Italia e l’Inghilterra. Dotata di un senso estetico incredibile adorava le tavole ricche di argenteria e fiori e aveva una gran passione per il Fois Gras e il consommè di fagiano.

Proviamo ora a immaginare una tavola alla quale potrebbe sedere la Contessa. Io immagino una tovaglia di lino bianco arricchita da pizzi, sottopiatti d’argento e porcellane dipinte a mano. Cristalleria, candele e tanti fiori viola, suo colore preferito. 

Il passare del tempo e la perdita del suo ruolo di Gran Dame di Corte hanno successivamente minato la sua proverbiale autostima, riducendola a morire in totale solitudine. 
Io preferisco continuare a immaginarla aggirarsi fra i Palazzi di Parigi e di Torino vestita di seta e pizzi mentre sorseggia champagne.

Nadia


Seducente come una rosa


Se dovessi dedicarle un fiore sceglierei di sicuro un bocciolo di rosa, delicato ma caparbio, pronto a sbocciare per farci dono della sua impareggiabile eleganza. 
La rosa è da sempre un fiore che non passa inosservato, proprio come succedeva con la Contessa, la cui sensualità è ricordata ancora oggi.
Spesso sfacciata e pungente come le spine, talvolta insicura e delicata come i petali più fragili, ma mai priva di fascino e passione: la rosa più bella del mio giardino la regalo simbolicamente a Virginia Oldoini, la Contessa di Castiglione.

Giorgia

Virginia Elisabetta Luisa Carlotta

Diventò contessa a 16 anni, era ricca e di ottima famiglia.
I suoi familiari la chiamavano Nicchia per il suo strano modo di raccogliersi come una conchiglia.

Una donna intelligente, avida di sapere, che si interessò a diversi argomenti, prediligendo letture romantiche.
La sua bellezza risaltava anche grazie all’inimitabile gusto per le toilette originali e audaci, un carattere fiero, franco e libero.

Una donna passionale e consapevole del suo fascino, altera e superba, Virginia era consapevole di essere predisposta a un destino superiore, di passare alla storia magari aiutando il Paese.
In amore si dice fosse fredda: paradossalmente la donna più bella e desiderata d’Europa, non era in grado di gustare fini in fondo le forti passioni che suscitava.

Daniela

La diplomazia fra le lenzuola

La diplomazia fra le lenzuola esiste da quando esiste il concetto stesso di confine territoriale. Per difenderlo o – nel caso del Regno di Sardegna di metà Ottocento – ampliarlo ogni mezzo è utile: in fondo si parla di “potere” della seduzione, no?

La contessa di Castiglione è solo una delle spie della storia che come arma hanno usato le loro grazie; è una di quelle, però, la cui aura di mistero ancor vive al giorno d’oggi. 
Pochi, infatti, sono i documenti ufficiali che parlano di lei e della sua missione al Congresso di Parigi del 1856, dove si sarebbe deciso il nuovo assetto europeo dopo la guerra di Crimea, e dove il Regno di Sardegna puntava a mettere sul piatto la questione italiana. 
Moltissimi, invece, i pettegolezzi tramandati sinora che contribuiscono a renderci l’immagine di una donna intelligente e molto colta, ma opportunista, libertina e ossessionata dal binomio bellezza-giovinezza. Di scritto, e di prima mano, ci resta infatti solo ciò che lei stessa riuscì a salvare, perché lo aveva spedito nella sua residenza di La Spezia: qualche diario e lettera. Ma la maggior parte delle sue carte, custodite nell’appartamento parigino, furono rubate o distrutte appena dopo la sua morte il 28 novembre 1899 da gendarmi francesi e funzionari dell’ambasciata italiana: troppo compromettenti per le diplomazie di mezza Europa le informazioni lì registrate. Anche per questo il mito si accresce.

Di certo, il suo ruolo nel Risorgimento italiano fu quello di favorire l’appoggio francese al Piemonte qualora si fosse verificata una nuova aggressione da parte dell’Austria. Nella strategia di preparazione della seconda guerra di indipendenza, Virginia Oldoini era una pedina in mano al cugino Cavour: un’avvenente ragazza di 19 anni con una predilezione per uomini facoltosi. Quanta influenza ebbe effettivamente sull’imperatore Napoleone III nell’anno in cui fu la sua amante, non è dato a sapere. Ma sappiamo che portò a termine il suo incarico. In una lettera al suo ministro degli Esteri Luigi Cibrario del 22 febbraio 1856, pochi giorni prima l’inizio del Congresso, il conte Cavour aveva scritto: «Vi avverto che ho arruolato nelle file della diplomazia la bellissima contessa di XXX, invitandola a coqueter e a sedurre, ove d’uopo, l’imperatore». E ciò avvenne.

Antonella

Firenze, 22 Marzo 1837 

Sole in Ariete
Luna in Bilancia (trigono a Nettuno) 
Venere, Mercurio e Urano in Pesci, Marte e Giove congiunti in Leone


Nobildonna Italiana, intraprendente ed inquieta (Sole in Ariete), consapevole della sua bellezza (Giove e Marte in Leone): affascinava gli uomini con la sua dolcezza languida e con la sua eleganza (Luna in Bilancia) . Era intrigata ad avere storie galanti per il gusto di sperimentare le varie sfaccettature dell’amore (Venere in Pesci). 
Intelligente ed ambiziosa (Saturno in Scorpione trigono a Mercurio) ambiva ad arrivare in alto alla scala sociale attraverso le sue conoscenze e non esitava ad usare sapientemente la sua malizia.

Tiziana