due lupi sella neve

Oggi 4 ottobre si celebra la Giornata Mondiale degli Animali, non a caso proprio nel giorno di San Francesco d’Assisi patrono, appunto, degli animali.

La Giornata Mondiale degli Animali riaccende la sensibilità verso ogni forma animale, e pone inevitabilmente l’attenzione soprattutto verso le specie a rischio più minacciate dalle attività umane. Attività a scopo di lucro suddivise tra industria alimentare, cosmetica, di moda, dove vengono spese vite animali ad un ritmo che non consente alle specie di vivere in equilibrio e di riprodursi nel proprio habitat naturale.
Proprio il rispetto verso gli animali, un segno di inconfutabile civiltà, è quello che giornate come questa auspicano.
La “missione” della Giornata Mondiale degli Animali è quella di “Aumentare la consapevolezza verso il benessere degli animali“. L’intento è nobile, ma le strategie per compiere questa missione devono essere immediate. 

Un po’ di sana polemica

Tutelare gli animali per tutelare l’uomo. Un concetto basato su una visione prettamente utilistaristica che rivela una concezione specista di superiorità nei confronti delle altre specie animali. Ecco cosa non rappresenta questa ricorrenza.
Iniziamo piuttosto a puntare verso il benessere degli animali come necessità fine a se stessa, urgente e irrinunciabile per conservare la biodiversità, la chiave della sopravvivenza in parole povere.
La Giornata Mondiale degli Animali è celebrata in tutto il mondo, in diversi modi. Ciò nonostante l’obiettivo è lo stesso per tutti: garantire un ambiente migliore e (più) sicuro a tutte le specie animali che popolano la Terra.

Animali reali e dove trovarli

Dappertutto, e sono tutti fantastici, ecco qualche esempio.
Le formiche riescono a sollevare 80 volte il proprio peso.
Le ali delle api fanno 11.000 battiti al secondo.
La salamandra gigante giapponese, a rischio estinzione, come suggerisce il nome è l’anfibio più grande del mondo e può crescere fino a un metro e mezzo di lunghezza.
Gli elefanti, dalla memoria proverbiale, seppelliscono i propri morti e tornano a far loro visita anche per diverse generazioni, estinzione. Inoltre a discapito della loro grossa mole, sono ottimi nuotatori. Anche gli elefanti sono a rischio estinzione.
I maiali si piazzano al secondo posto tra gli animali più intelligenti al mondo, dopo gli scimpanzé, i delfini invece si trovano al terzo posto. Sono dotati quindi di una forte sensibilità, empatia, e di una spiccata propensione all’apprendimento. 
I lupi, grazie semplicemente alla loro presenza, svolgono un ruolo fondamentale per l’equilibrio del loro habitat naturale. Influiscono sull’ottimale presenza non solo di tutte le specie animali necessarie per la catena alimentare, ma anche sulla vegetazione e addirittura limitando il dissesto idrologico.
cavallucci marini sono l’unica specie sulle Terra in cui è il maschio a partorire, e sono monogami. Anche questi animali sono a rischio estinzione per le continue e costanti minacce all’habitat naturale.
Il falco pellegrino, che supera i 300 chilometri orari in picchiata sulla preda, è il più veloce tra i predatori.
Infine, l’axolotl, un animale meno popolare di quelli citati sopra, ma non per questo meno prezioso (come qualunque altro animale, d’altronde). Quasi estinto in seguito agli sconvolgimenti del proprio habitat e la reintroduzione di nuovi predatori, ha l’abilità di rigenerare i propri organi, tessuti, gli arti e anche parte del cervello.

axolotl

Axolotl, Salamandra Messicana

Animali in pericolo di estinzione

  • Tigri: meno di 3.000 esemplari rimasti al mondo per colpa del mercato illegale, e della distruzione dell’habitat naturale.
  • Tartarughe liuto: meno di 20.000 esemplari rimasti al mondo per colpa della plastica scambiata per cibo e distruzione dell’habitat naturale.
  • Elefanti di Sumatra: meno di 2.000 esemplari rimasti al mondo per colpa della distruzione dell’habitat naturale.
  • Orsi polari: a rischio estinzione per colpa del cambiamento climatico che sta distruggendo l’habitat naturale stravolto dall’innalzamento delle temperature.
  • Farfalle Monarca: diminuite oltre il 90% negli ultimi vent’anni per colpa dei pesticidi chimici impiegati in agricoltura.
  • Panda Gigante: meno di 2.000 gli esemplari rimasti per colpa del disboscamento e del bracconaggio.

Cuccioli di orso polare

Queste sono solo le più conosciute. In realtà la lista è ancora lunga, molto più lunga, specialmente tra le specie marine il cui delicato equilibrio del loro habitat è costantemente minacciato dalla pesca industriale, dall’inquinamento, e dagli squilibri termici.

Un cambiamento radicale

La società attuale che ama fingersi innocua sta di fatto distruggendo la vita animale e vegetale che popola il mondo in cui viviamo, applicando la violenza ad ogni strato che la compone. Aggressività, squilibrio, prevaricazione. Modi di agire propri di una cultura autodistruttiva che stanno inesorabilmente cambiando per sempre, in modo irreversibile, la faccia del pianeta, guidano l’agire collettivo miope e sinistramente ottimista della società occidentale.

Non limitiamoci ad indignarci. Boicottiamo ciò che prospera sulla distruzione, ricicliamo, acquistiamo con criterio, risparmiamo, mostriamo gesti di gentilezza disinteressata. Diffondiamo il buon senso e la cultura del benessere collettivo che parte dal rispetto verso il prossimo che sia animale, vegetale e umano. 

E poi, chi riuscirebbe a immaginare un mondo senza animali?

Elisabetta

Elisabetta Pometto – Scrittrice
Entusiasta della tecnologia, amante della natura e degli animali.
In tasca una laurea magistrale in Sociologia, nel cassetto ancora tanti sogni da realizzare.