Poco più di un mese fa gli effetti devastanti del maltempo in Veneto hanno destato sgomento e incredulità per la violenza con cui ha spazzato via interi boschi dell’Altopiano di Asiago

Oltre 300 mila alberi millenari abbattuti dalla forza distruttiva del vento che è arrivato anche oltre i 190 km/h, e della pioggia. Un territorio che è stato teatro della Grande Guerra, stravolto dalla natura stessa.

Le polveri si sono posate e lo scenario che emerge è spietato e straziante.
Passata la concitazione dell’emergenza maltempo, di una portata straordinaria, è arrivato il momento di fare i conti. Ed è un conto molto salato, quello presentato alla Comunità Europea per intervenire sul territorio dei sette comuni e del bellunese. Per la precisione, tra ripristino, messa in sicurezza, e risorse impiegate, il totale ammonta a un miliardo e 770 milioni di euro (€ 1.769.189.177).
Il conto più salato però, è un altro: ci vorranno più di 100 anni per tornare a come era prima della tempesta e migliaia di animali sono morti sotto ai tronchi. Su questo la Comunità Europea, e le importanti donazioni, non hanno potere.

Le rilevazioni che stabiliranno con precisione scientifica i danni subiti sono ancora in corso, in più, restano da smaltire dai 300 ai 400 mila metri cubi di legname lasciato a terra. 

Le zone più colpite 

Paesi come Gallio, Camporovere, Roana, Foza, Enego sono rimasti senza acqua ed elettricità per giorni, isolati per via delle strade distrutte, interrotte da un mare intricato di alberi e tronchi che non hanno resistito alla forza della tempesta e hanno ceduto cadendo, rotolando, e travolgendo ogni cosa. Il bosco di Camporovere non c’è più, come quello di Maddarello, le foreste della Val D’Assa sono distrutte.
La Piana della Marcesina è stata rasa al suolo, ma la lista è molto lunga, in quanto comprende territori del Veneto, del Trentino all’Alto Adige e del Friuli.

Iniziative per la riforestazione

Nel corso dell’ultimo mese il comune (gli otto comuni) con la stretta collaborazione dei servizi forestali e intraprese diverse iniziative per risollevare l’area colpita, che, complici le imminenti festività natalizie, hanno contribuito allo smaltimento di una parte dei detriti di legname che si sono riversati su strade, case e collegamenti.

panorama altopiano di asiago

L’Altopiano di Asiago prima del maltempo – foto di Vicenzareport.it

E adesso?

  • Turismo: molti percorsi e sentieri sono andati distrutti dagli alberi caduti e dal passaggio dei mezzi pesanti per ripulire le aree colpite. Questo comporta danni enormi al turismo, e si sta lavorando in collaborazione col CAI per il ripristino e la messa in sicurezza dei sentieri.
  • Strade: in molti comuni i lavori di asfaltatura sono momentaneamente interrotti fino all’arrivo della primavera, verranno inoltre posate le nuove tubazioni per lo scarico delle acque.

Foto di Solobike.it

A proposito di alberi…

Quando gli alberi di Natale veri sono una scelta virtuosa

Si tratta di luogo comune credere che la vera scelta green per Natale ricada sugli alberi veri. Non è proprio così. Inquina di più prendere ogni anno un albero vero, che avrebbe svolto sicuramente la propria funzione, e avrebbe vissuto sicuramente meglio in un bosco, non si possono riciclare, si devono prendere nuovi ogni anno (si teletrasportano? A me non risulta).

Comprare ogni anno un albero vero è il risultato una scelta dettata da una “mal-etica inconsapevole”, proprio perché seguita in buona fede. Infatti ancora troppe poche domande vengono poste prima di mettere in casa un albero vero destinato a morire, soltanto per essere decorato e ammirato per la bellezza di un mese scarso. Si da per scontato che sia la scelta giusta. La scelta giusta per lo spreco, magari.

Avete messo un albero vero, magari una punta di quelli caduti durante la tempesta? Allora il discorso cambia!

Se avete fatto l’albero con una delle punte ricavate dagli alberi caduti dopo il disastro ad Asiago complimenti, avete fatto un’ottima scelta! Perché i soldi che avete speso saranno impiegati per il ripristino delle zone colpite.

Questo grazie a Coldiretti, Federforeste e Pefc che hanno recuperato le punte destinate a questa lodevole iniziativa di Coldiretti e Campagna Amica

L’anno prossimo però pensateci prima di mettere in casa un albero vero… è sempre meglio piantare che tagliare! 😉

 

Info

Sentieri sicuri sull’Altopiano di Asiago

Come aiutare le zone colpite dal maltempo