Una cosa è certa, lo dicono anche i dettami OMS: il consumo di cereali dovrebbe prediligere l’integrale, sempre e comunque. Ma perché? Cosa fa la vera differenza e come dobbiamo orientarci nella scelta di pane, pasta e pizza? 

Abbiamo intervistato il Dott. Filippo Brocadello per chiarire ogni dubbio e capire come comportarci per vivere a lungo e in salute attraverso una – davvero – sana alimentazione.
Proprio come insegna ai suoi percorsi rivolti a gruppi per far luce su cosa realmente bisogna fare – e come – per arrivare a mangiare consapevolmente.
Perché troppo spesso tendiamo a far confusione su quella che è in realtà la “vera dieta Mediterranea”, che in tutto il mondo ci invidiano proprio perché sembra essere il regime alimentare più corretto e bilanciato.

Perché i cereali sono indispensabili e devono far parte delle nostre abitudini alimentari?

È ampiamente dimostrato che se ogni giorno alla base dell’alimentazione abbiamo la possibilità di mangiare sia i più noti e tradizionali cereali come grano, riso, mais, farro, orzo, avena e miglio, che i meno noti pseudocereali come grano saraceno, chinoa e amaranto, possibilmente variandone quotidianamente l’assunzione, forniremo al corpo dell’ottima energia in grado sia di nutrirlo che di proteggerlo.

Tutti i cereali sono nutrienti e apportano benefici: come orientarsi?

Tutti i cereali compresi gli pseudocereali hanno praticamente le stesse caratteristiche nutrizionali e forniscono gli stessi nutrienti. Il vero trucco per renderli un elisir di lunga vita è consumarli possibilmente sempre e solo integrali, proprio come crescono sul campo da dove vengono raccolti. L’ideale è mangiarli direttamente sotto forma di chicco, ma anche se li consumiamo macinati e lavorati sotto forma di pasta, pane, focacce e altri panificati, l’obiettivo dovrebbe essere sempre quello di sceglierli integrali.

Cosa è cambiato dai tempi delle nostre nonne?

Con l’avvento della meccanizzazione e con la possibilità di avere mulini in acciaio, le farine sono diventate sempre più bianche e raffinate. Dal punto di vista commerciale e della conservazione ciò è stato di grande aiuto all’industria alimentare. Dal punto di vista invece della nutrizione e della salute si è perso parecchio. Tutto il buono che questi alimenti sono in grado di fornire al corpo umano non solamente come fonte energetica di carboidrati, ma come vero e proprio bagaglio di nutrienti come fibre, oligoelementi, sali minerali, vitamine, acidi grassi buoni e molto altro ancora, se il chicco è raffinato viene perso.

Come possiamo integrare correttamente la lisina – amminoacido essenziale per lo sviluppo e la fissazione del calcio nelle ossa?

Tutti i cereali sono in genere carenti di uno o più aminoacidi essenziali in particolare di lisina che viene proprio per questo motivo denominata aminoacido limitante. L’ideale è pertanto riuscire a combinare nei menù delle giornate l’apporto sia di cereali che di legumi. I legumi, che infatti a loro volta hanno come aminoacido limitante la metionina, sono in grado di integrarsi con gli apporti nutrizionali dei cereali fornendo in tal modo tutto il corredo aminoacidico di cui il corpo necessita. Degli esempi tipici di piatti tradizionali che oltre a essere sani, nutrono in maniera perfettamente corretta sono la pasta con i fagioli, il riso con i piselli oppure l’orzo con le lenticchie. Non dimentichiamo infatti che le linee guida dicono indicativamente che ogni giorno l’apporto proteico dovrebbe essere soddisfatto per il 50% da fonti animali e per il restante 50 % da fonti vegetali. Ecco che piatti unici tradizionali come quelli appena citati possono essere un’utile e ottima fonte di proteine, completa e salutare.

Quanto dovrebbe essere l’apporto ottimale quotidiano di carboidrati derivanti da cereali?

Oltre ai cereali le altre fonti di carboidrati sono la frutta, la verdura, altri semi come i legumi e la frutta secca a guscio e i tuberi come la patata. Più vario è l’apporto quotidiano di tutti questi alimenti e più benefici ne potrà trarre l’organismo. Secondo quanto emerge dai dati più recenti di letteratura scientifica, l’apporto complessivo giornaliero di carboidrati non dovrebbe superare il 50-55% delle calorie totali giornaliere.

Come scegliere in sicurezza?

Variare il più possibile l’alimentazione di ogni giorno scegliendo sempre ricette e ingredienti differenti è già una buona cosa; non fidarsi può essere sicuramente un altro vantaggio da non sottovalutare. È utile pertanto sforzarsi di cercare sempre tra gli ingredienti cosa ci sia riportato. In particolare parlando di cereali, se tra gli ingredienti non si trova la dizione “integrale” o la si trova solamente per percentuali basse, beh allora quella farina o quel prodotto sarà meglio scartarli. Un prodotto per essere realmente fatto al 100 % da cereali integrali dovrà obbligatoriamente riportare tra gli ingredienti al primo posto il termine integrale!