Basata sull’equilibrio tra le forze antagoniste e complementari che governano l’Universo, la cucina Macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita. Insegna a mangiare in maniera naturale rispettando non solo gli elementi che compongono il cibo, ma anche la nostra salute.

Abbiamo intervistato Maria Suma –  pedagogista che ha deciso dedicarsi al servizio volontario del benessere dell’essere umano in armonia con la natura – per capire meglio cosa ci può offrire l’approccio di questo tipo di cucina rispetto a quella tradizionale.

Che cos’è la cucina macrobiotica?

La macrobiotica è uno stile di vita che sintonizza mente e corpo attraverso un uso consapevole dell’energia del cibo e degli effetti che questo produce nel nostro corpo, e nel rapporto con la natura. La macrobiotica infatti propone principi di vita frutto di conoscenze millenarie che aiutano ad orientare le nostre scelte salutistiche in modo da armonizzarci maggiormente con l’ordine della natura. Pur avendo radici in conoscenze millenarie, comprende aspetti pratici che la stessa scienza moderna riconosce come sani ed efficaci.
Tuttavia all’inizio non è facile da comprendere nella vastità di aspetti che la caratterizzano, tra cui il pi§ importante è l’aspetto energetico del cibo. Sappiamo che tutto è energia in movimento – sia visibile che invisibile – e che questo tutto è in continuo cambiamento secondo un’ordine ben stabilito. Conoscere quindi le leggi universali e l ‘ordine della natura apre le porte alla conoscenza base della macrobiotica.

Come capire questo ordine?

Qui vanno introdotti due concetti, lo yin e lo yang: simbolo di due forze contrapposte ma complementari, la forza di espansione centrifuga e la forza di contrazione centripeta. Tutto nell’universo è soggetto a queste due forze – il giorno/la notte, inspirazione/espirazione, espansione/contrazione dei muscoli del cuore. La macrobiotica ci insegna a comprendere cosa fanno queste due energie una volta introdotte attraverso il cibo nel nostro corpo, quali squilibri possono produrre se ingerite in eccesso, e come mantenerne invece l’equilibrio. Un esempio pratico: la banana è un frutto tropicale ricco di potassio e dall’effetto rinfrescante adatto ad essere consumato nei climi caldi: cosa succede se una persona mangia tutti i giorni questo frutto in inverno quando invece la temperatura va sotto zero? Ovviamente l’eccesso di cibo con effetto yin raffreddante porta l’intero organismo a raffreddarsi e quindi ad ammalarsi – raffreddore, tosse, muco. La macrobiotica quindi propone di consumare alimenti di stagione in base alla zona in cui si vive, ma tiene conto di moltissime variabili soggettive  come età, sesso, condizione di salute, zona in cui si vive, il tipo di lavoro svolto, l’attività fisica e via dicendo.

Quali alimenti consiglia la macrobiotica?

Gli alimenti base dell’alimentazione sana sono quelli che l’essere umano ha mangiato in prevalenza per millenni  in tutti i popoli e culture del mondo e che hanno un’energia più bilanciata ed equilibrante ovvero i cereali integrali, i legumi, le verdure e la frutta di stagione, i condimenti speciali, le verdure di mare (alghe).
Questo equilibrio è stato soppiantato soprattutto in Europa e in America del Nord dall’avvento dell’industrializzazione che ha stravolto completamente – e con grossi danni per la salute umana – le abitudini alimentari tradizionali: i cereali integrali ricchi di sostanze essenziali sono stati sostituiti dai prodotti raffinati, facili al consumo ma poveri e fastidiosi per il fabbisogno quotidiano, e il consumo di cibo animale e dei suoi derivati è diventato ormai il piatto di consumo quotidiano, con effetti devastanti per la salute – considerando i mangimi con cui vengono nutriti gli animali. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle malattie cardiovascolari e degenerative, intolleranze e allergie, intossicazioni, debolezze del sistema immunitario, problemi alla pelle e capelli fragilità varie, diabete, obesità e cancro.
La macrobiotica propone un uso prevalentemente di cereali integrali in chicco e di legumi che forniscono le proteine nobili facilmente assimilabili senza appesantire e danneggiare il corpo. I legumi hanno nutrito per secoli contadini e montanari, sono delle vere e proprie riserve di proteine e amidi. Il tenore di amidi è analogo a quello del pane, il che fa di essi un ottimo cibo energetico. Le loro proteine sono complementari a quelle dei cereali, in particolare sono ricchi di lisina, l’amminoacido che manca ai cereali. L’unione cereali/legumi – il classico piatto di pasta e fagioli – rappresenta un ottimo piatto unico equivalente al valore biologico della carne. Contengono minerali in grande quantità e sono ricchi di oligoelementi come rame, zinco, manganese, iodio. Sono ricchi di vitamine resistenti al calore che non vengono eccessivamente  danneggiate dalla lunga cottura. Hanno pochissimi grassi e molte proprietà medicinali: abbassano il colesterolo nel sangue, regolarizzano la glicemia, e hanno proprietà benefiche per i reni e per la voce. Il loro scarso utilizzo negli ultimi anni è dovuto ad alcuni inconvenienti dei tempi moderni: i tempi di cottura lunghi che ne rendono difficile la programmazione e la difficoltà a digerirli e il gonfiore che in alcuni provocano a causa dello stato di intossicazione del corpo.
Questi inconvenienti sono facilmente eliminabili seguendo alcune regole:

  • l’ammollo che elimina parte delle sostanze antinutritive
  • la cottura lenta a fuoco basso completa l’azione dell’ammollo
  • l’aggiunta di erbe aromatiche -salvia,timo,alloro,semi di finocchio – o di alga kombu che migliorano la digeribilità
  • l’eliminazione della buccia che è la parte più difficile da digerire

Come scegliere frutta e verdura?

La frutta e verdura vanno consumate in base alla stagione: in inverno per esempio nel nostro clima del nord Italia la natura produce pochissima frutta, prevalentemente pere e mele, e in autunno cachi e castagne; è consigliato un uso modico di questi alimenti – meglio se cotti per apportare al corpo più energia di calore per contrastare il freddo dell’inverno. Le arance di sicilia è meglio consumarle al sud dove il clima è più temperato e caldo.
Anche per la verdura segue le regole della stagionalità e della produttività locale: la cipolla di Tropea per esempio va consumata a Tropea, perché ha un effetto più rinfrescante visto il clima caldo della città. Evitare le solanacee e consumarle occasionalmente solo in estate -pomodori, peperoni, patate, melanzane – perché hanno un effetto tossico nel corpo a causa della solanina che contengono, e sono altamente raffreddanti. La macrobiotica offre una vasta conoscenza di ogni tipo di alimento e del suo effetto nel corpo se consumato crudo e degli effetti che produce lo stile di cottura.

La modalità di cottura influisce sull’energia degli alimenti?

Lo stile di cottura cambia l’ energia e il gusto di un alimento che avrà quindi un diverso effetto sul corpo. La macrobiotica anche qui offre un enorme conoscenza sui diversi stili di cottura e i  loro effetti: dal più yin (effetto raffreddante espansivo, rinfrescante sul corpo) al più yang (effetto riscaldante, energetico, vitale).
Sono circa 30 gli stili di cottura, alcuni esempi: germogliare, marinare, pressare, scottare, bollire, saltare, vapore, nitukè, friggere, tempura, stufare, tostare, griglia, barbeque, forno, piastra, miso. Ovviamente una cottura più lunga a pressione con fuoco alto imprime il cibo di un’energia ad esempio più yang rispetto ad una frittura o cottura al vapore(più yin)

Per approfondire la macrobiotica ci vogliono tempo passione e studio ma sopratutto sperimentazione e gusto: è importante variare ed essere morbidi ed elastici nella scelta degli alimenti, il corpo sarà la bussola che una volta recuperato il suo naturale equilibrio risponderà immediatamente all’effetto degli alimenti che introduciamo.

 

Chi è Maria Suma

Maria Suma è una pedagogista specializzata nell’educazione prenatale e neonatale, da 20 anni conduce privatamente corsi per la preparazione al parto e postparto. È insegnante di nuoto neonatale e per le gestanti e insegnante/ballerina di danza mediorientale e meditazione.
Il suo spiccato interesse per l’antropologia l’ha portata a viaggiare molto e studiare continuamente ampliando le conoscenze e le esperienze  in ambito relazionale, nella psicologia analitica junghiana, e nelle terapie olistiche di cura (pranich healing, campane tibetane, tecniche vibrazionali di Baba Bedi, ricerca dei talenti artistici, regressione alle vite passate, astrologia karmica).
Ha conosciuto personalmente diversi Maestri spirituali tra cui: Sai Baba (India), Anton Ponce de Leon Paiva (cosmovisione andina), Sheik Maulana Nazim (sufismo), Francesca Angrisano (pranich healing), dai quali ha ricevuto il compito/missione di dedicarsi al servizio volontario del benessere dell’essere umano in armonia con la natura.
Sin dalla giovane età il suo interesse per l’alimentazione consapevole l’ha condotta allo studio della macrobiotica, che ora insegna con molta passione.