Il rabarbaro è una pianta davvero straordinaria: la sua radice viene dalle montagne del Tibet, a 3.800 m di altitudine. È comunque una pianta erbacea perenne che cresce spontanea sia in Europa che in Asia e può essere anche coltivata nell’orto. La medicina tradizionale cinese utilizza il rabarbaro per i suoi effetti antinfiammatori e protettivi sull’intestino da migliaia di anni.

E – aspetto molto interessante – ricerche scientifiche hanno dimostrato un effetto positivo del rabarbaro sul microbiota: sembra infatti che i batteri capaci di contrastare la flora metanogena aumentino in seguito all’assunzione di questa radice.

Proprietà

Fa parte delle piante a antrachinoni. E sai perché sono così importanti gli antrachinoni? Sono una classe di composti appartenente ai glicosidi legati a uno zucchero: queste sostanze si trovano anche in altre piante e stimolano la peristalsi intestinale, agendo così come lassativi.
Gli antrachinoni sono la famiglia di principi attivi più interessanti che influiscono sulla permeabilità paracellulare della mucosa intestinale. I principi attivi principali sono la reina e i sennosidi: la prima ha un’azione principalmente idratante, i secondi stimolano il transito intestinale. L’equilibrio ideale di questi due meccanismi di azione nel rabarbaro lo rende quindi davvero efficace e utile per il transito intestinale. E delicato in quanto si riscontra un aumento dell’idratazione nelle feci.

L’assunzione di rabarbaro favorisce l’integrità della barriera intestinale, sostiene il ricambio cellulare e aumenta la profondità delle villosità, tre marcatori importanti di una buona salute intestinale.

 



Il rabarbaro ha anche effetti epatoprotettori:  riduce i marcatori di infiammatori epatici, lo stress ossidativo e le transaminasi.

Il suo estratto aiuta la digestione, purifica e decongestiona l’organismo. Ecco perché viene largamente impiegato nella produzione di amari tonico digestivi. 
Anche le coste del rabarbaro sono fantastiche in abbinata a numerose ricette, e si prestano soprattutto nella preparazione di dolci e confetture proprio perché il loro sapore è molto diverso dalla radice a cui siamo abituati.

Contiene inoltre minerali e vitamine del gruppo B, vitamina A, vitamina K, emodina, polifenoli e tannini. 

È importante scegliere la forma giusta di rabarbaro: i tannini infatti ne riducono l’efficacia. Affidiamoci quindi sempre – e comunque – ai consigli di un terapeuta esperto anche nel momento in cui decidiamo di intervenire in maniera naturale;)

 

 

***Questo articolo fa parte di una serie di articoli scritti durante i miei studi personali all’interno del percorso di formazione per diventare Life Coach, con specializzazione in Alimentazione e Salute.***
Con passione ed entusiasmo, Monica