Non mangio molta carne rossa ma al mio Roast beef non rinuncio. Io lo preparo con un vino buonissimo, l’Amarone. 

La carne rossa è sempre oggetto di molte polemiche, spesso inutili.
La cosa importante è che carne rossa comprate, da dove proviene, e soprattutto come è stata allevata. Se scegliete carne biologica, proveniente da allevamenti non intensivi, dove agli animali non vengono somministrati antibiotici, allora potete mangiarla con serenità.

Una o due volte a settimana, alternandola ad altre proteine non arrecherà nessun danno al vostro organismo. Oggi voglio parlarvi del “mio” Roast Beef. Una ricetta che ho proposto a molti clienti estremamente esigenti, riscuotendo sempre un grandissimo successo.

La resa sarà migliore se il vostro Roast Beef lo taglierete sottile utilizzando un’affettatrice. Cambia tutto, credetemi. 

Ingrendienti per 4/6 persone

1/1,2 Kg di controfiletto di manzo
olio evo qb
sale qb
un bicchiere di Amarone

Controfiletto di manzo

Procedimento

Accendete il forno a 220°.
Massaggiate il Roast beef con un pochino di olio evo. Ora massaggiatelo con il sale per tutta la sua superficie. Mettete circa un bicchiere di olio evo in una pirofila e scaldatela sul fuoco. Fate rosolare il Roast beef su tutti i lati e sfumate con l’Amarone
Ora mettete nel forno e fate cuocere per circa 25 min
La carne deve essere ben cotta esternamente e rosa all’interno.

Togliete il Roast beef dalla pirofila, aspettate che goccioli tutti i succhi e raffreddi un pochino. Intanto recuperate la salsa dalla pirofila, quella formata dall’olio, il vino e i succhi della carne. Sbattetele con un piccola frusta e mettetela in una salsiera.

Affettate la carne sottile, disponetela in un piatto da portata. Mettete in tavola e irrorate le fette con la salsa.

Nadia

Nadia Giani – Bespoke chef & Tablesetting designer
Eleganza dipendente, designer per scelta, cuoca per caso.
Innamorata della vita, dell’eccellenza, dei viaggi e dell’arte.
Cibo come terapia per il corpo e per l’anima, e stile a tavola.
La mia cucina è proprio così: un viaggio raffinato, dove la coreografia della tavola ci delizia e ci accompagna nell’esplorazione del gusto.
Secondo il mio e vostro gusto.
Unico.