Torniamo a parlare di spesa: la settimana scorsa vi ho promesso qualche consiglio per farla stando attenti al packaging. In questi primi appuntamento con i Fridays For Future con Smazing, infatti, l’obiettivo che ormai conoscete è condividere pratiche per ridurre la nostra produzione di rifiuti. Ecco quindi tre semplici scelte da fare al supermercato.

Con la premessa che gli imballaggi sono necessari per far viaggiare in sicurezza i prodotti, e per ottimizzare il loro stoccaggio, è anche vero che ce ne sono di più o meno eco friendly. Voi puntate ai secondi e ricordatevi delle due regole principali: 

  • Evitate i prodotti con troppi imballaggi
  • Scegliete prodotti con un packaging che sia facile da differenziare

Quindi…

1. Evitate il cellophane inutile

Quando penso a “troppi imballaggi”, mi viene in mente subito il cellophane, che spesso troviamo a ricoprire come ultimo strato protettivo un altro imballaggio, il più delle volte in cartoncino. Ma perché? Per evitare che la scatola si macchi?! Sicuramente non avrò pesato sul loro fatturato, ma cinque-sei anni fa ho smesso di punto in bianco di comprare una marca di prodotti per la cura del corpo, con cui pure mi trovavo benissimo. Perché mi ero stufata che ogni acquisto di una crema corrispondeva a buttare subito cellophane di rivestimento, scatola di cartone con altri cartoni di rinforzo, foglietto illustrativo. Stesso ragionamento, per esempio, con il tè. E mi spiace dire che ci sono linee bio o del commercio equosolidale che abbondano di cellophane inutile. Se prestate un po’ di attenzione, vedrete quante marche si autoeliminano dalla vostra spesa a causa di questo ultimo, inutile, strato.

Attenzione agli imballaggi misti

La raccolta differenziata non deve essere una tortura, e per essere fatta bene deve essere semplice. Noi consumatori siamo mediamente pigri anche se volenterosi: è responsabilità dei produttori renderci la vita semplice, e noi abbiamo un potere di scelta. Se siete di fronte a prodotti con imballaggi misti difficili da separare nei loro elementi, non prendeteli e basta. Anche perché se non vi riesce di differenziare, vi tocca buttare l’imballaggio nel secco. Gran peccato, no? O se differenziate male, il vostro rifiuto difficilmente verrà avviato alla fase di riciclo. Un esempio? Ci sono alcune marche di latte che non prendo più perché è letteralmente impossibile staccare la base del tappo dalla confezione in tetrapak, tocca usare le forbici. E io sono pigra come qualunque consumatore.

Meno plastica, più carta, vetro e lattine

La plastica non è “il” male, è un materiale molto utile. Ma avendo esagerato nell’usarla negli ultimi decenni, ed essendo la cultura del riciclo relativamente recente, siamo arrivati a una sorta di soffocamento del pianeta e a concreti rischi per la nostra salute, ai quali si sta cercando di porre rimedio anche “per legge” (ne abbiamo parlato qui). Per questo, quando facciamo la spesa, possiamo dare il nostro contributo evitandola se ci sono valide alternative. Il vetro e l’alluminio sono riciclabili all’infinito: un barattolo e una lattina torneranno a essere un barattolo e una lattina. Con la plastica non è ancora interamente così: un flacone non tornerà a essere un flacone. Diventerà un altro oggetto di plastica, oppure andrà a contribuire alla percentuale di materiale riciclato di un nuovo flacone. A questo proposito, se comprate prodotti con confezioni di plastica, premiate chi perlomeno ha investito proprio in imballaggi con una quota di materiale che arriva dal riciclo.

Anche per questo venerdì ho finito. Vi aspetto la prossima settimana e vi ricordo di condividere le vostre idee, consigli, considerazioni scrivendomi ad antonella@smazing.it.