Un hashtag che ha cominciato a circolare molto nelle ultime settimane è #trashchallenge. Ma ancora prima della moda di scattarsi selfie prima e dopo un’azione di pulizia di un luogo, c’erano i Puliamo il mondo di Legambiente. Con la bella stagione, si moltiplicano iniziative simili. Perché non partecipare a una? O perché non organizzarne una?

Trash challenge, Puliamo il mondo ed eventi simili

Sicuramente foto di questo tipo sono comparse negli ultimi tempi sulle home dei vostro social network. È la trash challenge, la cui origine è ben spiegata in questo articolo. Si sceglie un luogo, meglio se in mezzo alla natura, imbrattato dall’immondizia e la si raccoglie. Si documenta con una foto il prima e il dopo e si tagga un amico. Un ciclo virtuoso che spinge a non girarsi dall’altra parte quando si vedono rifiuti in giro.

La trash challenge ricorda iniziative più strutturate che in Italia conosciamo come Puliamo il mondo, la versione nostrana, firmata Legambiente, del Clean up the world che dal lontano 1993 riunisce in alcuni giorni dell’anno 35 milioni di volontari in 130 paesi a pulire luoghi lasciati in stato di degrado. A proposito, il prossimo Puliamo il mondo è dal 20 al 22 settembre 2019: per aderire, anche come privati cittadini, c’è tutto il tempo e ci sono le istruzioni.

Ma ci sono tantissime realtà che organizzano eventi simili: ci vuole un po’ di pazienza e telefonare/andare a scartabellare i siti di associazioni il cui obiettivo è la tutela del territorio. Il vostro. Associazioni come le Pro loco, la delegazione Fai (Fondo ambiente italiano) della vostra città, l’Ana (associazione nazionale alpini) etc. La soddisfazione di passare una giornata con guanti e sacchetti è vedere parchi, fiumi o spiagge tornare al loro splendore. Il vantaggio di partecipare a una iniziativa strutturata è che gli organizzatori hanno sicuramente preso accordi con il Comune, e la relativa municipalizzata, per lo smaltimento dei rifiuti che avrete raccolto. In caso contrario, dovete pensare voi a conferire i sacchi, meglio se differenziati.

Al di là di decidere di passare una giornata a pulire in compagnia una fetta di mondo imbrattata dalla nostra inciviltà, prima di una gita abbiate l’abitudine di infilare nello zaino o nella borsa un sacchetto. Perché immagino che a tutti dia fastidio, durante una bella passeggiata in spiaggia o nel bosco, vedere a terra carte di caramelle o involucri di merendine o plastica di varia natura portata a riva dalle onde. Dal fastidio, all’azione: non costa nulla.

Anche per questo venerdì ho finito. Vi aspetto la prossima settimana e vi ricordo di condividere le vostre idee, consigli, considerazioni scrivendomi ad antonella@smazing.it.