Maggio sicuramente finisce oggi, “maggembre” chissà… In queste settimane non siamo stati solo noi a patire freddo e pioggia: per le api questo tempo è stato nefasto. Ne ho avuto la prova qualche giorno fa, quando ne ho ospitato una nel nostro bugs hotel, l’albergo per gli insetti.

Cos’è un bugs hotel

Proprio l’episodio dell’ape esausta, che vi racconto poi, mi ha spinto a dedicare un post della rubrica Fridays For Future con Smazing ai bugs hotel. Sono semplici ricoveri che si possono costruire da sé o acquistare (nella bella stagione ne trovate di tutte le fogge nei vivai), e che servono ad attirare in giardino gli insetti “buoni”. Coccinelle che mangiano gli afidi, api e farfalle che impollinano etc. Una sorta di aiuto alla biodiversità e strumento di lotta biologica ai parassiti.

Avendo legno e bambù d’avanzo, noi ci siamo costruiti il nostro pensando alle coccinelle (in Rete trovate mille suggerimenti su come farlo e dove posizionarlo). Abbiamo molte rose in giardino, assalite ogni anno da centinaia e centinaia di afidi: lo abbiamo posizionato proprio vicino a loro. Convintissimi di aver appena costruito un albergo fighissimo con ristorante annesso per le coccinelle che avremo ospitato. Ecco, in un anno ne abbiamo vista una sola. Abbiamo decretato l’epic fail, ma la casetta è così carina che è rimasta lì.

“Maggembre” e le api esauste

Il nostro bugs hotel non è stato un gran successo, sicuramente la colpa è della posizione, ma si è preso la rivincita quando ha ospitato per una notte e un giorno un’ape che davvero non ce la faceva più. Attirata dalla luce e dal calore della lampada del portico, si è appoggiata sulle chiavi infilate nella toppa e non aveva la minima intenzione di andarsene. Era evidentemente sfiancata dal freddo, senza le forze necessarie per tornare nella sua arnia: ormai era notte fonda. Così l’ho presa delicatamente e portata nell’albergo degli insetti: era ancora lì la mattina dopo, mentre verso l’ora di pranzo non c’era più. Se n’era andata a casa.

Pochi giorni fa è stata la giornata mondiale delle api, un solo dato: il 76% del cibo che mangiamo è il frutto del loro lavoro di impollinazione. E in questi giorni si sono moltiplicate le notizie di apicoltori in difficoltà: tra pioggia e freddo le fioriture sono scarse e le api, quando escono, trovano poco nettare. Così consumano per sopravvivere il poco miele che riescono a produrre: dalle mie parti già si dice che sarà un’annata senza miele d’acacia. Nel mio piccolo, aver dato una mano a una di loro mi ha dato grande soddisfazione… grazie al nostro albergo per gli insetti!

E anche per questo venerdì ho finito. Aspetto le vostre opinioni e consigli su antonella@smazing.it. Al prossimo Fridays For Future con Smazing!

Attenzione copyright! Le foto, peraltro non bellissime, sono proprietà dell’autrice di questo post. Se dovessero servirvi, chiedete preliminarmente l’autorizzazione, grazie.
Curiosità: il bugs hotel enorme della prima foto è in un parco a Losanna, Svizzera.