Eccomi qui. Spero anche oggi, e a maggior ragione oggi, di scrivere con umiltà, competenza e responsabilità, per proporre qualche riflessione e spunto pratico per affrontare con una certa serenità e maturità queste settimane di paure, limiti, incertezze, dolore. 
Non entro nel merito del virus, degli aspetti sanitari, politici, economici, ovviamente, ma come sempre in merito a ciò che possiamo fare e che può dipendere da noi.

Cosa possiamo continuare a fare

Nonostante molti limiti e restrizioni possiamo continuare a fare una serie di cose anche in questo tempo così diverso e anomalo. Mantenere le nostre abitudini, ritmi, ritualità ci aiuta ad avere sia un senso di continuità sia un senso di controllo, vissuti importanti per darci sicurezza e stabilità. Cerchiamo quindi di mantenere dove possiamo la nostra routine, magari modificando tempo, modo o strumenti necessari a questo.

Andavamo in palestra?
Cerchiamo di fare attività fisica ed esercizi a casa, in giardino, facendo quello che abbiamo imparato nei nostri corsi, usando le varie app e i tanti video che possiamo recuperare in merito.

Andavamo a bere il caffè dai nostri genitori?
Cerchiamo di sentirli, meglio se con videochiamate e collegamenti video, magari gustandoci un caffe “insieme” da remoto.

Andavamo dall’estetista?
Per come e quanto possibile continuiamo a prenderci cura del nostro corpo anche in questo modo, con un po’ di fai da te guidato (vedi tutorial) o creativo (attenti a non fare danni, però!).

Ci piace leggere, cucinare, guardare la nostra serie TV preferita, pregare, coltivare fiori, studiare, giocare con il nostro cane?
Possiamo continuare a farlo, non tutto ha – perortuna! – dei limiti…

 

Cosa possiamo fare di più/diverso/nuovo?

Se non possiamo più fare certe cose, o le possiamo fare meno, significa anche che abbiamo più tempo a disposizione per…
Ovvero possiamo:

  1. sia fare per più tempo o più spesso o con più calma le cose che facevamo anche prima ma sempre magari un po’ di fretta
  2. sia fare cose diverse, che magari abbiamo posticipato da tempo o non avevamo mai preso in considerazione… Ad esempio possiamo dedicarci ad iniziare nuove cose – ognuno di noi ha ben presente quante volte ha pensato “se avessi tempo farei….” – che ci possono impegnare, dare un senso di potere e controllo, far sentire capaci, dare soddisfazione. Importante è cercare di “integrare” e coltivare questi vissuti (impegno, potere e controllo, efficacia, soddisfazione e piacere), che sono messi a dura prova in questo tempo. Se siamo in casa con i nostri famigliari, ad esempio, questo è un tempo probabilmente in cui si può stare molto più insieme del solito: cosa non sempre e non del tutto automatica o positiva, forse, ma che possiamo vivere come opportunità e occasione, non solo come obbligo e costrizione.

Come ogni cosa, come ogni crisi: è indubbiamente vero che ha un lato della medaglia negativo, doloroso, preoccupante e frustrante, ma è altrettanto vero che come ogni moneta ha almeno un altro lato meno negativo… cerchiamo di giocarcela al meglio! Cerchiamo per quanto possibile di scegliere noi il lato della moneta da tenere in mano a faccia in su! Ad esempio, se è vero che abbiamo bisogno di socialità e possiamo cercare anche in questo tempo di mantenerla (vedi telefonate, videochiamate, messaggi, email, lettere, ad esempio, e dedicarci in modo particolare alle relazioni con quanti sono in casa con noi) possiamo anche riscoprire il silenzio, la solitudine, l’ascolto di noi stessi


Cosa non possiamo fare

Ahimè, moltissime cose ci sono precluse in questo tempo, per impossibilità oggettiva o per dovuta responsabilità e sicurezza. E qui serve davvero lavorare sulla nostra capacità di tollerare la frustrazione, di gestire l’ansia, di accettare. Il dolore e la sofferenza fanno parte della vita, non possiamo toglierle: possiamo solo provare a contenerle e a non aggiungerne di “non necessarie”. Questo per avere energia e strumenti per quelle che sono inevitabili…

Come recita la bellissima preghiera della serenità: “Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscerne la differenza”.

Alcune cose che ci possono aiutare

  1.  stare focalizzati sui motivi e gli scopi dei limiti che viviamo e dei divieti a cui siamo soggetti – quanto più concentriamo lo sguardo sulla meta tanto più la durezza del cammino ha significato e viene meglio sopportata e affrontata con metodo, pazienza e grinta
  2. se siamo persone che tendono a pensare al futuro in termini pessimistici o catastrofici cercare di stare sul presente e non andare oltremodo a pensare al futuro – non sappiamo bene cosa succederà, si naviga a vista, non conviene prendere per vero ciò che può essere un’ipotesi negativa
  3. se siamo persone sufficientemente obiettive e fiduciose e crediamo che non durerà per sempre e non finirà tutto male cercare di stare sul presente e pensare al futuro – avere un senso di fine della fatica e della paura aiuta a sopportarla meglio, a dosare le forze e prendere un ritmo utile
  4. pensare ad altre situazioni “simili” in cui siamo riusciti ad affrontare e superare paure, difficoltà, limitazioni – serve a ricordarci che siamo già stati capaci e in grado, che ce l’abbiamo fatta altre volte, che siamo già riusciti a sopportare e far fronte a sfide difficili e problemi
  5. cercare di “relativizzare” preoccupazioni e problemi, poiché a qualcuno è di aiuto confrontare le pene e sofferenze che sta vivendo con altre ancora maggiori possibili – può sembrare assurdo o banale ma se vediamo che “potrebbe andare anche peggio”, che “c’è chi sta peggio di noi” la nostra situazione può risultare più affrontabile e sostenibile;
  6. focalizzarci sui due aspetti visti in precedenza, ovvero su cosa, nonostante tutto, possiamo fare ancora o di nuovo – come nell’ultimo articolo pubblicato, sull’ACT, ci è molto di aiuto focalizzarci non tanto sul dolore e ciò che non possiamo, quanto sulle scelte e ciò che possiamo e ci dà senso, valore, piacere, potere
  7. non combattere contro l’inevitabile e l’impossibile – cerchiamo di fare le battaglie “giuste” e scegliamoci un nemico “alla nostra portata”, non ingaggiamo una guerra contro chi/cosa non possiamo contrastare/modificare, ci faremo male per nulla
  8. non tutto ciò che non possiamo fare per forza ci manca, è un’assenza dolorosa, ne avremmo bisogno – cerchiamo quindi di discriminare cosa veramente ci manca e ci addolora, cosa invece, anche se ora non possiamo più accedervi, non è una priorità, una cosa importante per noi, forse nemmeno una cosa necessaria o utile

Come sempre, provate a usare qualche spunto, spero vi possa essere di aiuto! Nel prossimo articolo affronteremo gli aspetti della gestione della paura, dello stress e della malattia, del lutto.

Un carissimo saluto a tutti, vi lascio con una poesia di Kitty O’Meary 

E la gente rimase a casa
E lesse libri e ascoltò
E si riposò e fece esercizi
E imparò nuovi modi di essere
E si fermò
E ascoltò più in profondità
Qualcuno meditava
Qualcuno pregava
Qualcuno ballava
Qualcuno incontrò la propria ombra
E la gente cominciò a pensare in modo differente
E la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva in modi ignoranti
Pericolosi
Senza senso e senza cuore, anche la terra cominciò a guarire
E quando il pericolo finì
E la gente si ritrovò
Si addolorarono per i morti
E fecero nuove scelte
E sognarono nuove visioni
E crearono nuovi modi di vivere
E guarirono completamente la terra
Così come erano guariti loro”.

 

A questo link la “Guida anti stress” dall’Ordine degli psicologi per affrontare al meglio questo periodo di stop forzato.
file:///Users/monique/Downloads/Guida-anti-stress-per-i-cittadini-in-casa.pdf.pdf