La parola arriva dal greco en-patheia – sentire dentro o soffrire dentro – e in psicologia è usata per riferirsi alla capacità di porsi in maniera immediata nella situazione di un’altra persona, di immedesimarsi e comprenderla, di capire come sta l’altro, di vedere il mondo dalla sua prospettiva e con i suoi occhi. È la capacità di uscire dall’Io per entrare nel Tu, e quindi nei pensieri, emozioni, sentimenti dell’altro. Ti è mai capitato di ascoltare qualcuno che racconta qualcosa che gli è accaduto, che sia una cosa brutta o bella, e di rattristarti con lui, di arrabbiarti come se avessi vissuto tu stesso quell’evento, o di commuoverti fino alle lacrime e di gioire autenticamente per lui e con lui? Ecco, lì hai “sperimentato” empatia!

È considerata un’abilità sociale molto importante, che permette di sperimentare comprensione e vicinanza, di dare accudimento e aiuto, di promuovere aggregazione e cooperazione.

I neuroni specchio

Da qualche anno si è scoperto anche il substrato neurologico che permette tale abilità, ovvero i “neuroni specchio”.
Sono neuroni che si attivano quando osserviamo qualcuno che fa qualcosa o che prova ed esprime certe emozioni.
Questi neuroni si attivano allo stesso modo in cui si attiverebbero se noi stessi stessimo facendo quelle azioni e/o vivendo quei sentimenti. Come fossero, appunto, uno specchio di quello che l’altro sta vivendo e provando. Come se noi condividessimo a livello corporeo cosa l’altro fa, pensa e prova, come se lo stessimo facendo, pensando e provando anche noi.

Come se ci “contagiassimo”: è esperienza di tutti noi che se entriamo in una stanza e vediamo più persone “tristi”… ci sintonizziamo con l’umore generale, “sentiamo” qualcosa di simile. Allo stesso modo se in quella stanza le persone sorridono e ridono ci viene da fare lo stesso, quasi a rispecchiare quanto vissuto all’esterno, a “rispondere” in modo simile a quanto vediamo e sentiamo intorno a noi.

Comunicazione empatica

L’empatia è una caratteristica importante nella comunicazione con l’altro, in particolare nei rapporti famigliari, amicali, lavorativi e soprattutto nelle professioni di aiuto.
Perché una comunicazione sia empatica dovrebbero esserci comprensione e ascolto, non solo dei fatti, di cosa una persona racconta, ma anche degli aspetti emotivi, ovvero di come una persona racconta e si racconta.

Possiamo comprendere davvero l’altro e sentirci compresi – se siamo noi che raccontiamo – solo se abbiamo attenzione per entrambi questi elementi – verbale e non verbale. Questo richiedere che una persona “dimentichi”, metta da parte, non si lasci oltremodo condizionare dalle proprie idee, valutazioni e giudizi, emozioni, soluzioni, per entrare nei pensieri, sentimenti ed esperienze dell’altro, accettando e rispettando il suo vissuto e la sua esperienza.

 

 

Come sviluppare e allenarci all’empatia

L’empatia sembra in parte una dote o caratteristica innata, in parte un atteggiamento che si può anche coltivare, allenare, potenziare.
Al fine di un migliore il nostro adattamento interpersonale e benessere relazionale.

Come possiamo sviluppare la nostra empatia?

  • Attraverso l’osservazione attenta e sincera di chi ci sta intorno e dei segnali che manda – anche in maniera non esplicita
  • Ascoltando non solo le parole ma in particolare la voce, il tono, le pause e i silenzi e osservando il corpo – volto, mani e braccia, postura
  • Facendo domande pertinenti e cercando di comprendere l’altro – non farci da lui comprendere. Comprendere non solo i fatti ma soprattutto il ragionamento di chi parla, come lui ha vissuto i fatti, cosa ha provato, come ha reagito e perché
  • Non dicendo, a meno che non ci venga chiesto, il nostro pensiero, la nostra esperienza, cosa avremmo detto o fatto noi
  • Evitando di dare giudizi, fare critiche, umiliare, rimproverare, elargire consigli

L’empatia, in sintesi, è quindi la capacità di entrare nell’altro, di fare esperienza di lui, in un certo senso, di fare un po’ la sua esperienza rimanendo però altro da lui, non perdendosi o confondendosi.
Inoltre empatizzare non significa condividere o essere d’accordo, ma comprendere come sta l’altro, cosa pensa e cosa prova. 

È un’importante abilità sociale perché ci aiuta a capire e a far sentire compreso l’altro e ad “uscire” da noi e ridurre l’egocentrismo di cui a volte siamo vittime…

Vale quindi la pena provare ad allenare questa abilità, non ti pare?
Provare per credere!