Ecco qualche riflessione e spunto operativo su due condizioni in cui possiamo trovarci, esserci trovati, o ci potremo trovare nelle prossime settimane e mesi riguardo alla pandemia in atto. Paure e preoccupazioni specifiche sulla malattia, lutti e perdite per Corona virus.

Paura del contagio per sé/propri cari

Ormai è chiaro a tutti che questa malattia è davvero seria e comporta scenari gravi:

  • per facilità e velocità di contagio
  • per espansione ed onnipresenza nel mondo di contagi e morti
  • per sintomi che possono essere anche molto pesanti, in particolare per l’apparato respiratorio, e che richiedono ricoveri in ospedale in terapia intensiva per un numero di persone cheva oltre la capacità di accoglienza e cura degli ospedali. Questo porta inevitabilemente a non riuscire a curare tutti coloro che ne avrebbero bisogno – e che si potrebbero probabilmente salvare se curati con adeguate attrezzature, personale e medicinali
  • per sintomi che possono anche non esserci (asintomaticità) o essere molto blandi e quindi venire sottovalutati: molte persone possono essere contagiose e contagiare senza saperlo, quindi potenzialmente potremmo correre il rischio di ammalarci con ogni contatto – qualora non ci proteggiamo con le misure indicate
  • perché il periodo di incubazione, contagiosità e durata dei sintomi non è breve – è di diverse settimane!
  • ovviamente perché non esiste ancora un vaccino e i tempi stimati per produrlo sono di circa un anno-un anno e mezzo

Questi sono i dati di realtà.

Non possiamo sottovalutare questo virus, non possiamo permettercelo proprio, né per noi né per gli altri. Tuttavia nemmeno dobbiamo viverlo travolti dall’ansia e dal panico.

Questa deriva è sicuramente possibile e molto probabile in queste settimane, poiché Covid-19 ha alcune delle caratteristiche che ci provocano ansia e panico:

  1. senso di minaccia futura vaga e incerta (ansia)
  2. senso di minaccia incombente/in atto (panico), senso di costrizione, di oppressione e non scelta
  3. senso di limitazione di libertà e diritti (reali o presunti), di imprevedibilità e incertezza, di non controllo
  4. impossibilità/difficoltà di fare previsioni su varie conseguenze anche a medio/lungo termine

Per mantenere una ragionevole, sana e gestibile preoccupazione cerchiamo tutti di attivare ciò che possiamo/dipende da noi (questo ci dà potere, senso di controllo, gestione, scelta, libertà). Ciò che ci dà un senso di continuità con noi stessi e con la nostra routine di prima, o addirittura di possibilità e scoperta.
Possiamo ad esempio rispettare e far rispettare le regole di igiene e di comportamento, abitudini, alimentazione indicate.

Possiamo informarci solo da fonti sicure e competenti e non stare sempre alla televisione o incollati ai social 24 ore su 24: cerchiamo di non occuparci (= informarci, pensare, parlare) solo del virus!
Meglio concentrarci su ciò che possiamo fare, ciò che è in nostro potere e dipende da noi. Cerchiamo di accettare il fatto che non tutto dipende da noi e su tante cose non possiamo controllare e avere la sicurezza del 100%.

Inoltre se è vero che per molti tanto è cambiato nelle nostre giornate è altrettanto vero che non tutto è cambiato e non tutto è cambiato in senso peggiorativo!

Lutto per morte di famigliari/amici da Corona virus

Purtroppo molti di noi conoscono o conosceranno amici o famigliari, conoscenti o persone care e vicine che si sono ammalate/ammalano/ammaleranno e che sono morte/stanno morendo/moriranno

Alcune delle caratteristiche del ricovero, della morte e del dopo morte legate al Covid-19 sono tali per cui rendono davvero difficile un processo di lutto “fisiologico”. Inoltre aprono lo scenario a possibili lutti complessi o traumatici. Queste alcune caratteristiche critiche per “chi resta”: allontanamento da casa del malato che avviene in modo veloce, senza la possibilità di “prepararsi” a questo, salutarsi, “chiudere eventuali cose sospese”.
Incertezza su cosa succederà e preoccupazione per l’evoluzione della malattia e delle sorti del proprio caro.
Incertezza sul dove verrà ricoverato e/o dove verrà portata la salma.
Preoccupazione e incertezza per sé stessi e per il resto della famiglia potenzialmente contagiata.
Difficoltà anche per l’eventuale numerosità delle persone conosciute ammalate o morte, in associazione magari ad altri “lutti” (es. del lavoro, dell’azienda, di uno status).
Mancanza del rituale del commiato sia prima dell’ospedale che dopo la morte.
Solitudine anche nella gestione delle preoccupazioni e del dolore, dato non solo l’isolamento dal malato ma anche da tutte le altre persone: difficile parlarne, ricordare, condividere ricordi, avere supporto e vicinanza.
Senso di impotenza ed eventualmente di colpa rispetto alla malattia e morte.
Consapevolezza che il proprio caro è/è stato solo e lucido fino alla fine…

Ciò che possiamo fare è in qualche modo cercare per noi e per gli altri che hanno subito una o più perdite di attuare una serie di comportamenti che possono “integrare” l’esperienza vissuta e renderla più “elaborabile”. Ad esempio possiamo parlare del nostro caro, anche degli ultimi giorni, di quando è stato portato in ospedale, delle ultime ore passate assieme.
Possiamo condividere i nostri ricordi, le nostre paure, il nostro dolore parlandone con qualcuno o anche scrivendo.
Possiamo sentire magari anche esperienze simili di altri conoscenti e famigliari, partecipare al dolore altrui e rispecchiarsi.
E se sentiamo di avere “lasciato in sospeso” qualcosa – ad esempio di non aver potuto dire uno “scusa” o un “grazie” – proviamo a farlo, nella preghiera o scrivendo una lettera.
Possiamo organizzare magari on line o successivamente un memoriale di saluto e commiato: è fondamentale che ricordiamo che quanto abbiamo potuto fare e quanto non potevamo fare, non dipendeva da noi, non era nelle nostre possibilità o scelte.
Tutt’altro che semplice, tuttavia è davvero necessario cercare anche di provare a “stare” con l’impotenza, il dolore, le domande senza risposte, la perdita, la mancanza, la solitudine.
Sono aspetti inevitabili e intrinseci del nostro essere umani e del nostro avere legami e sentimenti che ci uniscono agli altri