Approfondiamo la Schema therapy e vediamo più nel dettaglio quali schemi di lettura, risposte emotive e reazioni comportamentali possiamo aver sviluppato in base a come i nostri bisogni infantili di base sono stati accolti e a che risposte hanno ricevuto nei primi mesi e anni di vita – in particolare da parte dei nostri genitori.

Young – fondatore della Schema therapy – identifica numerosi schemi maladattivi o trappole, e li ha suddivisi in 5 domini/categorie/aree tematiche (ciascuno correlato con la frustrazione di specifici bisogni fondamentali). Provate a leggerli e a sentire se qualcuno “risuona” in modo particolare per voi, come figlio e/o come genitore.


1. Dominio “Distacco e Rifiuto”

Se nell’infanzia il nostro bisogno di attaccamento sicuro agli altri, in particolare a mamma e papà, non è stato soddisfatto in modo abbastanza frequente, costante e coerente, possiamo aver sviluppato una serie di credenze automatiche che ci fanno credere e cogliere soprattutto i segnali che ciò accadrà ancora e ancora, sempre.
Un esempio? “Le persone per me importanti inevitabilmente mi abbandoneranno e io resterò da solo”.
Questo può essere tipico di contesti famigliari distaccati, assenti, freddi, rifiutanti, o esplosivi e abusanti. Impariamo a credere, quindi, che gli altri ci escluderanno, ci abbandoneranno, non ci saranno per noi, non ci vorranno mai davvero bene o – peggio ancora – approfitteranno di noi e ci faranno certamente del male. Perché siamo persone inadeguate, abbiamo qualcosa che non va, non siamo degni del rispetto e dell’amore altrui. È proprio così che proveremo spesso vergogna… anche perché ci sentiamo diversi, invisibili, indesiderati.

Pensiamo a noi…
Ci risuonano queste tematiche?
Le sentiamo vicine e vere? Sentiamo che alcune di queste chiavi di lettura del mondo, di noi, degli altri ci appartengono?
Ci riconosciamo?
E come ci influenzano nel presente, nei nostri rapporti?
Quali “costi” hanno per noi?

Se invece pensiamo ai nostri figli…
Siamo loro vicini?
Ci siamo per i loro bisogni di vicinanza, cura, amore?

Conosciamo e curiamo le loro esigenze, non solo fisiche e concrete ma anche emotive, di intimità e di sostegno?
Siamo presenti, affidabili e amorevoli o siamo aggressivi con loro, perdiamo la pazienza, li aggrediamo?
Rivediamo nei nostri figli alcuni tratti descritti sopra?   

 

2. Dominio “Mancanza di autonomia/svilimento dell’autonomia e della performance”

Solitamente trova le sue radici in famiglie d’origine troppo protettive e ansiose, che evitano di incoraggiare e rinforzare il bambino per i suoi progressi e i suoi tentativi di autonomia.

Comprende una serie di schemi legati alla frustrazione dei bisogni di autonomia, competenza, senso di identità e crea la tendenza a relazioni e comportamenti improntati a dipendenza, senso di vulnerabilità, eccessivo coinvolgimento e senso di fallimento sempre in agguato. Questo perché, in base a queste esperienze avute in famiglia, crediamo di essere incapaci di affrontare la vita senza il supporto e l’aiuto degli altri, ci sentiamo vulnerabili e fragili, inadeguati, falliti, inferiori agli altri.

Pensiamo a noi… 
Ci ritroviamo in questi tratti?
Ci riconosciamo in queste esperienze?
Condividiamo questa visione di noi e degli altri?
Da che esperienze di cura possono essersi sviluppate e rinforzate queste trappole?
Che conseguenze hanno per noi oggi?
Ci sono di aiuto o di ostacolo nel diventare la persona che vorremmo imparare ad essere?

Come genitori…
Favoriamo l’esplorazione e l’autonomia nei nostri figli?
Riconosciamo e apprezziamo le loro competenze?
Commentiamo positivamente le loro capacità?
Abbiamo e diamo fiducia nel loro saper fare, saper imparare, sapersela sbrigare?
Ci pare che siano consapevoli delle loro capacità, che si stimino, che siano aperti ad esplorare e provare cose nuove?
Sono autonomi almeno in alcuni ambiti, coerenti con la loro età?

 

3. Dominio “Mancanza di regole/indebolimento dei limiti”



Sembra correlato a famiglie iper-permissive, in cui non viene data una linea guida né un limite e in questo modo non vengono soddisfatti i bisogni di limiti realistici e di apprendimento di capacità di autocontrollo che sono molto importanti, poiché permettono al bambino un buon adattamento, che è conseguenza anche di acquisizione della capacità di gestire le frustrazione, cosa che aumenta la tolleranza a gestire le cose che non vanno come vorremmo o ci aspettavamo.
Il bambino cresce pensando di poter dire e fare ciò che crede, senza curarsi della fattibilità o ragionevolezza delle sue richieste, né delle conseguenze per gli altri.

Pensiamo a noi…
Possiamo aver vissuti in contesti famigliari in cui erano presenti queste dinamiche?
Ci aspettiamo anche oggi, adulti, che le cose debbano sempre andare come vogliamo noi e non accettiamo che non sia così?
Che conseguenze hanno le nostre aspettative e credenze nei nostri rapporti, al lavoro, con gli amici, negli affetti?
Ne viviamo “effetti collaterali”?

Pensiamo a noi come genitori…
Siamo capaci di porre regole ai nostri figli?
Diamo dei limiti?
E, una volta dati, sappiamo mantenerli con coerenza e fermezza, magari spiegandoli e negoziandoli?
Ci pare che i nostri figli sappiano tollerare e rispettare i no e i confini che poniamo loro?
Accettano e sopportano discretamente le frustrazioni?


4 .Dominio “Eccessiva attenzione ai bisogni degli altri/gestione da parte degli altri”

 

Si sviluppa nelle famiglie in cui il bambino è stato costretto a mettere da parte le proprie necessità a favore di quelle degli altri, solitamente per ottenerne l’attenzione o l’affetto.
È frutto del troppo scarso o nullo soddisfacimento del bisogno di esprimere e venire accolti nei propri bisogni, emozioni, caratteristiche. Ciò porta il bambino ad un’eccessiva tendenza a sottomissione, sacrificio di sé. Ad anteporre i bisogni e desideri altrui ai propri, pena il senso di colpa o la paura di essere puniti e abbandonati se prevalgono i propri bisogni. Alla ricerca eccessiva dell’approvazione altrui.

Pensiamo a noi…
Ci rispecchiamo in queste descrizioni?
Ci ricordiamo il nostro bisogno di accudire e sacrificarci e il poco spazio e possibilità di venire accolti e accuditi nei nostri bisogni ed emozioni?
Cosa ottenevamo, in questo modo, e cosa invece accadeva se non ci comportavamo così?
E ora, quali effetti hanno questi schemi nella nostra vita di adulti?

Guardiamo a noi in quanto genitori… 
Siamo capaci di non chiedere ai figli di soddisfare i nostri bisogni e le nostre esigenze ma ci sentiamo noi responsabili di sintonizzarci e prenderci cura delle loro?
Pretendiamo a volte che siano loro ad “accudire” noi e non viceversa? Ritroviamo nelle caratteristiche descritte sopra alcuni aspetti dei nostri figli?

 

5. Dominio “Ipervigilanza e inibizione”

Legato a famiglie in cui il senso del dovere e la performance prevalgono sulla ricerca del piacere, sul bisogno di spontaneità e gioco.
Il bambino tenderà quindi ad avere pensieri di tipo negativo e pessimistico, ad essere inibito emotivamente, a porsi standard severi ed elevati, ad essere ipercritico soprattutto verso se stesso, ad aspettarsi sempre delle punizioni se non è all’altezza delle sue aspettative e dei risultati attesi.

Pensiamo a noi… 
Ci riconosciamo in alcune di queste caratteristiche?
Ci sentiamo o veniamo descritti da chi ci conosce come eccessivamente dediti al dovere, responsabili, perfezionisti?
Ci sentiamo in ansia o in colpa se ci prendiamo del tempo libero o se non lavoriamo 10 ore al giorno?
Crediamo che per valere ed essere amabili dobbiamo essere capaci e perfetti? Ed è così che ci piace essere, che vorremmo essere…?

Pensiamo ora al nostro stile educativo con i figli…
Siamo guidati da questi schemi e da questi principi?
Stiamo crescendo dei figli eccessivamente sbilanciati verso il dovere e la responsabilità?
Pensano già che se non sono bravi non verranno amati e apprezzati? Esprimiamo loro un amore “condizionato” dalle loro prestazioni? 


Proviamo a riflettere se ci ritroviamo in alcune di queste categorie di pensieri, di atteggiamenti, emozioni e comportamenti.
Oppure se come genitori diamo eccessiva valenza a queste tematiche e valori.
E proviamo a riflettere sulle possibili conseguenze per noi o per i nostri figli di questo e se ciò va nella direzione che desideriamo per la nostra e la loro vita…

Nel prossimo articolo cercheremo di trovare qualche spunto per provare ad allentare queste trappole e ad uscirne 😉