“Stress”, parola ormai diventata di uso comune. Ma cosa significa “che stress”, “sono stressato”,” basta con questo stress”, “smettila di stressarmi”? A volte ne abusiamo e spesso non sappiamo nemmeno bene a cosa esso si riferisca.

Lo stress ieri

Il termine “stress” ha una storia veramente interessante, che attraversa varie discipline.
Inizialmente era legato al settore metallurgico, nel quale era tradizionalmente utilizzato per indicare gli effetti che grandi pressioni determinano sui materiali; il medico austriaco Hans Seyle lo utilizzò per indicare una concatenazione di eventi omeostatici, adattamenti e modificazioni fisiologiche che dei topi da laboratorio mettevano in atto come effetto delle pressioni esercitate da agenti nocivi introdotti nel loro organismo – “Sindrome Generale di Adattamento” (SGA) o, appunto, “stress”.

Lo stress oggi

Oggi lo si usa in medicina e psicologia per indicare una serie di risposte psicofisiche – ovvero del corpo e della psiche – che l’organismo mette in atto in modo automatico e involontario in risposta a compiti/richieste dell’ambiente che sono valutati dall’individuo come “eccessivi” – per intensità, durata, frequenza, quantità – rispetto alle risorse che sente di possedere, in generale o in quel periodo in particolare.
Stress è quindi un insieme di risposte psicofisiche che abbiamo quando il nostro ambiente/la vita ci chiede “troppo” rispetto a quanto riusciamo a dare/sostenere in quel momento, data la qualità o quantità o durata di queste richieste. Questo significa che un evento stressante per qualcuno potrebbe non esserlo per altri e che uno stesso evento in fasi di vita diverse può risultare più o meno stressante. 

Pur in questa soggettività, esistono alcuni fattori che risultano tipicamente stressanti per la maggior parte delle persone, sia eventi piacevoli – come ad esempio il matrimonio, la nascita di un figlio, un nuovo lavoro – sia eventi spiacevoli – come la morte di una persona cara, una separazione/divorzio, il trasloco.
Accanto a questi eventi possiamo identificare alcuni fattori fisici: il freddo o il caldo intensi, l’abuso di alcol o il fumo, ma anche serie limitazioni nei movimenti, il dolore.

Esistono inoltre fattori ambientali che ci espongono al rischio di stress, ad esempio la mancanza di un’abitazione, gli ambienti molto rumorosi, livelli di inquinamento elevati. Ricordiamo, infine, le malattie organiche e gli eventi straordinari quali i cataclismi e le catastrofi naturali.

Sintomi da stress

Si individuano quattro categorie di sintomi da stress che possiamo sperimentare, assieme o una di queste categorie in particolare:

  1. sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, indigestione, tensione nel collo e nelle spalle, dolore allo stomaco, tachicardia, sudorazione delle mani, extrasistole, agitazione, problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali, fischi alle orecchie;
  2. sintomi comportamentali: digrignare i denti, alimentazione compulsiva, più frequente assunzione di alcolici, atteggiamento critico verso gli altri, comportamenti prepotenti, difficoltà a portare a termine i compiti;
  3. sintomi emotivi: tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità, senso di impotenza, predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti;
  4. sintomi cognitivi: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, distrazione/distraibilità, preoccupazione costante, perdita del senso dell’umorismo, mancanza di creatività.

Questi sintomi possono ovviamente derivare anche da altri problemi: va pertanto capito ed escluso che non vi siano altre cause mediche o psichiche che li possano giustificare e va poi valutato se questi sintomi sono collegati ad un periodo di vita in cui siamo “in riserva”, stiamo esaurendo le nostre risorse ed energie, stiamo spendendo più di quanto abbiamo e stiamo andando “in rosso”…

Patologie connesse

Lo stress è connesso ad una quantità di patologie organiche – in primis le patologie cardiovascolari – e le patologie psicologiche: tra queste ultime le principali sono il disturbo da stress post-traumatico, il disturbo acuto da stress, disturbi psicosomatici, la depressione, il disturbo bipolare, disturbi d’ansia, disturbi della sfera sessuale, disturbi dell’alimentazione, la “sindrome del burnout” (ovvero lo stress applicato/inerente al contesto lavorativo/lavoro).

Quindi, concludendo, diciamo che lo stress è una risposta psicofisica naturale che il nostro organismo produce in risposta alle richieste ambientali e può avere la funzione benefica di attivare risorse e guidarci alla risoluzione di problemi quando li sentiamo alla nostra portata – eustress.
Tuttavia, se le fonti di stress provocano un’attivazione eccessiva per intensità e prolungata nel tempo – distress – esso può compromettere il nostro benessere.

È importante quindi imparare a riconoscere i segnali di stress e apprendere alcune strategie che ci permettano di non essere travolti da ciò che ci accade ma di accedere alle nostre risorse per fronteggiare le sfide della vita e mantenere/recuperare uno stato di benessere.