Ho 36 anni e il 2 marzo sono entrata in libreria in cerca di un libro che la casa editrice dice adatto ai bambini nella fascia dai 6 ai 9 anni. Mi hanno chiesto: «È un regalo?». No, era proprio per me. Ho comprato Storie della buonanotte per bambine ribelli.

Lo aspettavo da un anno, dalle prime notizie del crowdfunding per il progetto Rebel Girls di due italiane trapiantate negli Usa: Elena Favilli e Francesca Cavallo. Oggi, che è la Festa della donna, voglio lasciar da parte qualsiasi analisi socio-economica sulla mancata parità e parlarvi proprio di questo libro. Per dirci che dobbiamo ripartire dai fondamentali: l’educazione.

Cento biografie di donne vere, modello per bambine ribelli… e bambini

Le favole della buonanotte del libro di Elena Favilli e Francesca Cavallo sono brevi biografie di donne vere, che hanno realizzato qualcosa di straordinario nella loro vita. Cento storie, cento esempi, cento modi per dire alle piccole lettrici, ma anche ai piccoli lettori, «ce la puoi fare anche tu!». Lo dico subito, infatti: nonostante si parli a “bambine” e l’impostazione sia decisamente femminista, Storie della buonanotte per bambine ribelli è un libro per tutti, senza distinzione di genere e nemmeno di età. Già, fa bene anche a noi adulti: quando ho sfogliato l’indice mi sono resa conto che io, persona di media cultura, conoscevo solo 37 personaggi su 100. Mi sono sentita ignorante e curiosa di saperne di più.
Fra queste cento donne ci sono politiche, personaggi storici, scienziate, professioniste, artiste, attiviste di 43 paesi dei cinque continenti. Ci sono nomi molto famosi, come Rita Levi Montalcini o Nina Simone, Frida Kahlo o Jane Austen, e altri davvero poco noti. In qualche misura, conoscerli o no dipende dalla propria appartenenza geografica e dai propri interessi.

 

 

Ispirazioni diverse da tutto il mondo, per tutti

Giocando con i numeri, nella selezione operata dalle autrici si possono leggere secondo me molti messaggi: l’area politica, dove includo anche combattenti e attiviste, conta 35 biografie. Poi ci sono 22 scienziate, 26 artiste, 13 sportive e 4 personaggi dalla caratterizzazione “ibrida”. Come dire: in questo periodo storico dettato da grandi certezze, è necessario far passare il messaggio che il genere non ci deve impedire di voler partecipare alla vita pubblica per migliorare il mondo, come capitato nel passato e come, purtroppo, capita ancora. Di queste cento donne, 43 sono di paesi del continente americano (con una netta prevalenza di statunitensi), 28 europee, 16 asiatiche, 10 africane e 3 dall’Oceania. Un occhio adulto forse ci può vedere qualche discriminazione ma, in realtà, ricordiamoci che in questo libro è la storia che conta. E che ai bambini la discriminazione (razziale, di genere etc.) viene insegnata. Da noi.

La morale è… mai cedere alle difficoltà

Il vero denominatore comune di Storie della buonanotte per bambine ribelli è che in ogni biografia si racconta di una difficoltà che la protagonista ha dovuto superare. Che fossero impedimenti fisici, sociali o politici, ciascuna di loro ha dovuto tirare fuori coraggio e determinazione per andare avanti. Ecco, quindi, che anche in queste storie vere compare l’ostacolo che caratterizza tutte le fiabe: solo che qui non ci sono maghi o incantesimi ad aiutare la protagonista, c’è la forza di volontà. Alicia Alonso è una ballerina quasi cieca che ha fondato il Balletto Nazionale di Cuba. Jessica Watson è una velista australiana che a soli 16 anni ha fatto il giro del mondo in solitaria. Yusra Mardini è la nuotatrice siriana che, dopo aver portato in salvo a nuoto sull’isola di Lesbo un barcone con altri venti profughi, ha partecipato alle Olimpiadi di Rio 2016. Zaha Hadid era l’architetta che voleva superare i limiti e progettare edifici che altri ritenevano impossibili…

Cento storie per incoraggiare i bambini a non abbattersi, mai. Cento storie per ricordare a noi adulti che la parità non arriva (solo) per legge, ma va insegnata.