Se volete emozionarvi andate al cinema: è uscito Il colore nascosto delle cose di Soldini, l’ho visto alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia e ne vale la pena.  

L’amore è cieco ma ci sente benissimo

Inizia il film: nero totale, solo voci.

Si chiama “dialogo nel buio” ed è un’esperienza sensoriale che realmente si può vivere, a Roma e a Milano. 
Una voce (sexy, quella di Valeria Golino) guida gli spettatori a sentire lo spazio circostante, senza l’aiuto degli occhi – proprio come è per lei, cieca. 

Teo (Adriano Giannini) si innamora di quella voce, la ritrova per caso in un negozio e la segue nel suo studio da osteopata. 
Comincia la loro storia ed è subito, inaspettatamente, leggerezza e passione.

Lui è un creativo di un’agenzia pubblicitaria con un paio di relazioni già in piedi, innamorato più del suo lavoro (che è il mondo dell’apparenza, non a caso) che delle donne – che non vuole prendere sul serio e con le quali non riesce a impegnarsi. Emma è non vedente da quando ha 17 anni, ha un matrimonio alle spalle, è una donna bella e forte, coraggiosa e indipendente che un po’ alla volta ha imparato a convivere con la propria cecità

Poi la storia si interrompe. C’è l’indecisione di lui, la doppia novità di legarsi a una donna e di innamorarsi proprio di quella donna.

Le barriere sono oggettive: possono incontrarsi due mondi così lontani? 
È amore impossibile
Forse… ma fino all’ultima scena effettivamente non lo sappiamo.

Andare oltre le apparenze, bucare gli schemi e superare le barriere: Soldini ci indica qual è la strada e ci dice che l’amore fiorisce anche e soprattutto lì, dov’è più difficile, dove sembra apparentemente impossibile.

«Dare un colore alle cose mi aiuta a vederle. Per voi è un po’ più difficile, mi sa. Siete per forza di cose più legati all’apparenza. Noi invece, anche volendo, dobbiamo andare oltre

Teo deve impararlo a fare, per stare con Emma. Per andare oltre, a guidarci possono essere solo le emozioni. 

Buona visione