Cos’è la Fascia?
Scopriamo nel dettaglio questo interessante “organo” così importante per la nostra salute!
È stata una rivoluzione per l’anatomia quando lo scorso anno lo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dall’Università di New York e dal Mount Sinai Beth Israel Medical Centre ha reso noto al mondo intero la scoperta di un nuovo organo, il più grande e diffuso del corpo umano. È stato denominato “interstizio” è coinciderebbe con quello che in anatomia del massaggio definiamo “fascia”.

Ovviamente non si tratta della scoperta di un tessuto ex novo: l’abbiamo sempre avuta tutti, tuttavia ciò che ha rivoluzionato il mondo scientifico è stata la scoperta di determinate sue caratteristiche. Caratteristiche tali da renderlo una componente anatomica di vitale importanza e guadagnarsi la definizione di “organo”.

Cos’è la fascia e come queste nuove scoperte incidono sul nostro
benessere?


La fascia è una rete fibrosa biancastra di consistenza fluida o gelatinosa che separa, connette e sostiene organi e strutture. La possiamo immaginare come una calza che riveste internamente il nostro corpo sotto la cute avvolgendo muscoli e organi – non solo esternamente, addirittura
penetrando all’interno di essi!
Per troppo tempo questo tessuto è stato ignorato dalla medicina: considerato inerte e con la sola funzione di involucro, addirittura nelle dissezioni di cadaveri volte allo studio anatomico veniva tolto e gettato nella spazzatura.
Gli studi recenti hanno invece evidenziato che essa costituisce un vero e proprio network che permette scambi di informazione di tutto l’organismo tra sistema circolatorio, sistema nervoso e sistema miofasciale.

Ciò che incuriosisce particolarmente è la sua capacità di cambiare il suo stato da sol (liquido) a gel (gelatinoso) a seconda dello stato di rilassamento.
È stato dimostrato che in condizioni di equilibrio
psicofisico la fascia si presenta in stato gel nelle ore diurne, quando funge da sostegno e aiuta a contrastare la forza di gravità. Si trasforma in stato solido durante la notte quando, siamo in stato di rilassamento.

Tuttavia, in condizioni di stress cronico questo meccanismo si altera e il tessuto interstiziale si blocca nella fase gel non permettendo più la trasmissione di messaggi dell’intero organismo e l’eliminazione delle
cellule dannose per l’organismo da parte dei macrofagi – che non sono quindi più in grado di muoversi liberamente per svolgere il loro ruolo di spazzini.


Questo irrigidimento sarebbe il responsabile della formazione di dolori che abbiamo sempre identificato come muscolari: in realtà derivano proprio da tensioni del tessuto fasciale! Studi condotti dal biologo e terapista Robert Shleip e dallo speciaslista in patologie neuromuscolari Werner Klinger, hanno infatti evidenziato che i recettori del dolore sono presenti nella fascia in misura molto maggiore rispetto al tessuto muscolare.

Inoltre, secondo ulteriori ipotesi, si presume che le terminazioni nervose presenti nella fascia possano segnalare focolai di infiammazione e che la mancanza di esercizio fisico provochi aderenze tra gli strati fino a non permettere di riuscire a svolgere i movimenti quotidiani.
L’attività fisica e il training della fascia possono aiutare a renderla più fluida e a placare i dolori: tuttavia ci sono casi in cui l’irrigidimento è tale da comprimere i nervi e l’unica soluzione possibile sembra essere l’intervento chirurgico.

Per evitare di arrivare a questo punto è stato messo a punto un
laboratorio specializzato con l’obiettivo di scoprire quali sono effettivamente le condizioni migliori per la fascia e quale sia il modo migliore per rilassarla.
È stato constatato che immergere dei lembi di tessuto fasciale in acqua calda aiuta a renderlo più fluido ed elastico e che i trattamenti manipolatori si rivelano in grado di modificare la fascia.

Che il massaggio sia benefico per corpo e mente è risaputo da millenni e a sostenere tale tesi sono state finora soprattutto le così dette “medicine alternative”. Ora finalmente anche la scienza pone l’attenzione sui processi fisiologici che avvengono in un tessuto miofasciale sottoposto a manipolazione e sui benefici che ne trae l’intero organismo.

Attraverso la pressione il tessuto connettivo libera neurotrasmettitori calmanti e invia segnali rilassanti al sistema nervoso autonomo con conseguente abbassamento dei livelli di cortisolo – ormone dello stress e responsabile dell’indurimento della fascia.

Quindi?
Via libera a terme e a massaggi purché siano effettuati da mani sapienti;)