Mauritius, la vacanza dei sogni. Con i suoi suoni, colori e profumi da cartolina, incanta e seduce. 
Isola vulcanica sull’Oceano Indiano, è celebre per la canna da zucchero, ma non solo. Affascinante e selvaggia, si divide tra lusso esclusivo e povertà.

Un’esplosione di colori che scalda il cuore e rimane impressa nell’anima.
Un cielo azzurro talmente intenso da togliere il fiato. Un contrasto violento, ma dolce allo stesso tempo, quello tra il verde delle palme, il blu del cielo e i colori accesi – rossi, gialli, aranciati, viola, che la natura offre con i suoi fiori e frutti più belli.
L’acqua che cambia sfumatura e gradazione in base a come vi si infrange la luce del sole. Un mare dalle mille personalità. 


Sensazioni scolpite nella mente, che unite ai suoni – il fragoroso infrangersi delle onde sulla barriera corallina e il canto insistente e soave del merlo indiano – creano un qualcosa che va oltre l’infinito.
Indimenticabile.
Indescrivibile.

La costa è qualcosa di unico, ma anche l’entroterra non è da meno: personalmente mi hanno colpito tutte le serrande iper colorate che caratterizzano i paesi Mauriziani – lontani anni luce dal lusso esclusivo dei resort sulla costa.

Così semplici ma vivaci che colpiscono dritto al cuore: un tripudio di vitalità che spezza con armonia il silenzio di paesi dimenticati, ma dove brulica la vita vera.

Curiosità

Durante il nostro soggiorno abbiamo conosciuto un indiano del posto, che con i suoi racconti in pillole ci ha fatto conoscere un po’ della vera Mauritius.
Ecco qualche curiosità…
La popolazione Mauriziana è composta per il 60% da Indiani, per il 25% da creoli (cristiani cattolici), per l’8% da musulmani “moderni” – che mangiano maiale, bevono maiale e non portano il burka – e per il restante 7% da cinesi.

La lingua principale è il francese, ma si parla anche inglese.

La disoccupazione è del 2%, ai minimi storici soprattutto grazie al tessile, che negli ultimi anni si è sviluppato molto, dopo la canna da zucchero e il turismo.
I Mauritiani bianchi di terza generazione hanno in mano il grosso dell’economia.
Della Canna da zucchero non buttano via nulla: gli scarti vengono infatti utilizzati per produrre energia.

Il Dodo, goffo uccello non volante dal carattere docile e unico esemplare al mondo che abitava l’isola, si è istinto intorno al 1710, per mano dei coloni olandesi, che probabilmente non avevano altro da mangiare.
Gli stessi olandesi hanno importato dal vicino Madagascar i cervi. Da qui il nome dell’Ile aux Cerfs, dove hanno creato una riserva.

La pesca del Marlin è molto sentita sull’isola. Deep Sea Fishing è la gara di pesca d’altura di cui vi segnalo il record mondiale nel 2013, quando è stato pescato un Marlin di ben 630 kg!

 

Dove dormire

Beachcomber è una catena francese che ha alloggi di varie tipologie su tutta l’isola.
Io ho avuto il piacere di soggiornare a Trou Aux Biches, resort sulla costa nord orientale ben fornito – ben sei ristoranti, kids club, palestra, golf e campi da tennis – che dicono essere il migliore a Nord.
Spiaggia privata che dà direttamente sulla barriera corallina, sabbia bianca finissima e paesaggio mozzafiato. L’ideale per una vacanza in famiglia, ma non solo. Tante sono infatti le coppie che scelgono questa meta per dedicarsi una vacanza all’insegna del romanticismo.

Oltre alla catena Beachcomber c’è un’ampia scelta, visto che negli ultimi 10 anni l’isola è cresciuta molto e si basa ora principalmente sul turismo – per lo più di lusso. 
Vi segnalo a Grand Baie l’hotel 20 Degrés, un’oasi di pace per un soggiorno in pieno relax, senza però non volete rinunciare alla vita notturna. Qui infatti potete trovare tutti i locali più alla moda di Mauritius per le vostre notti infuocate.

Cosa fare

  • Trascorrere una giornata nella capitale Port Louis: un’alchimia di civiltà diverse che coesistono tra loro armoniosamente. Un melting pot colorato e a tratti chiassoso, ma divertente.
  • Addentrarsi nel mercato – ogni giorno dalle 5 alle 17 – che è il centro della vita di Port Louis, città sempre in movimento.
    Tradizione e modernità, sacro e profano. Tutto e il contrario di tutto.
    Qui potete fare scorta di frutta e verdura a buon prezzo, e di spezie – curry, vaniglia e curcuma in primis. Ma anche regalarvi qualche gadget tipico dell’isola.
  • Andare a Blue Bay.
    In particolare a Ile des Deux Cocos, al largo della costa sudorientale di Mauritius. È un isolotto nella barriera corallina del Blue Bay Marine Park, un gioiellino con le sue barriere coralline, le palme, le sabbie bianche e un piccolo ma lussuoso resort sulla spiaggia.
    Si può organizzare una gita in giornata – non sono ammesse più di 40 persone al dì – e, personalmente, è stata una delle esperienze più belle durante il soggiorno.
    Come sentirsi speciali per qualche ora.
    Fatto.
  • Se non amate le mete troppo turistiche, Flic Flac fa per voi: è una spiaggia frequentata meno dai turisti e più dalla gente del posto. Lunga e larga, è costeggiata dalla pineta e si presta a rilassanti passeggiate in riva al mare e regala tramonti incantevoli.
  • Fare quattro salti e darsi alla pazza gioia a Grand Baie, a nord, la Saint Tropez dell’isola. Se volete fare vita notturna, questo è il posto ideale.
    Discoteche, club, bar, lounge bar e sale biliardo, tutti animati e brulicanti di vita. Questa è Grand Baie!
    Una cena made in Italy? Passate da “Mamma Mia” su Royal Road, ristorante italiano gestito da Max, romano ma mauritiano d’adozione. Ne vale davvero la pena!
  • Assolutamente da vedere: Orto botanico, in zona Pamplemousses.
    È consigliato prendere una guida di gruppo in loco, appena entrati nel parco: solo così riuscirete ad apprezzare davvero tutte le specie di piante che il parco offre. Qui potrete ammirare anche le tartarughe giganti di terra e alcuni esemplari di cervi.
  • Scoprire Chamarel, la terra dei 7 colori.
    Anche qui un giro è d’obbligo: potete ammirare le famose cascate di Chamarel, e la terra dalle sfumature diverse. Uno spettacolo che ha dell’incredibile. Madre natura pensa veramente a tutto.
  • Ile du Cerfs è invece una meta molto inflazionata. Caos assicurato e tutto sommato nulla di speciale. 
    Meglio optare per le altre isole.

 

  • Fare snorkeling: un po’ ovunque, a ridosso della barriera corallina. Nuotare tra pesci dai mille colori forme e dimensioni rimane un’emozione unica, per grandi e piccini. Un’esperienza indimenticabile.

Buone vacanze!