Flying High è la prima mostra che si rivolge in modo esaustivo alla prospettiva femminile dell’Art Brut. La mostra riunisce oltre 300 opere, realizzate a partire dal 1860 fino ad oggi, di 93 artiste donne da 21 Paesi. Opere che permettono ai visitatori di “volare alto”, e mettono in discussione la comune idea di arte sotto il punto di vista estetico e contenutistico.

La mostra

La mostra adotta il termine Art BrutOutsider Art o Arte spontanea – utilizzato da Jean Dubuffet nel 1945 per indicare un’arte primordiale e non accademica, quindi “grezza” e prodotta al di fuori del tradizionale circuito culturale.

Diversità ed eterogeneità: le opere esposte al Bank Austria Kunstforum di Vienna dimostrano che la portata del concetto di Art Brut ha inglobato nel tempo molto più delle opere dei malati mentali, e comprende anche la produzione di artiste “medianiche” spiritualiste, “lupi solitari” e artiste disabili.
Questo ampliamento del campo di applicazione deriva dal cambiamento radicale della medicina psichiatrica e delle sue istituzioni – da edifici precedente chiusi a strutture più aperte, e persino alla loro dissoluzione.

La cronologia della mostra inizia con le opere chiave della storica collezione degli psichiatri Walter Morgenthaler e Hans Prinzhorn: all’inizio del XX secolo, questi due praticanti raccolsero e sostennero l’arte proveniente da istituzioni psichiatriche, e furono all’origine di pubblicazione di testi al riguardo – Ein Geisteskranker als Künstler (1921 – Arte e follia in Adolf Wölfli) e Bildnerei der Geisteskranken (1922 – L’arte dei folli. L’attività plastica dei malati mentali).

La sala principale del Bank Austria Kunstforum è dedicata alla collezione di Jean Dubuffet (Collection de l’Art Brut, Losanna), ed è una selezione rappresentativa di opere dalla collezione Aracine (LaM, Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut, Villeneuve d’Ascq). Conclude la panoramica delle collezioni che hanno avuto un’influenza decisiva e formativa sulla storia e sullo sviluppo dell’Art Brut.
Inoltre, la mostra comprende numerose opere di importanti collezioni private internazionali e austriache.

Mary T. Smith

Ida Maly

Misleidys Castillo Pedroso

Emancipazione femminile

La storia delle artiste donne dell’Art Brut riflette la storia dell’emancipazione femminile ad un livello precario, essendo sempre state considerate come “outsider tra gli outsider”. Infatti, non essendo mai stata trattata l’Art Brut alla pari con le Belle Arti, le donne dovettero conquistare e rivendicare la loro posizione sia all’interno dell’Art Brut che al di là dell’arte femminista.
Il Kunstforum, attraverso la mostra Flying High si è dunque prefissato il compito di presentare finalmente al grande pubblico queste opere.

La mostra prova che i punti di vista estetici stanno acquisendo sempre più rilevanza rispetto ai criteri diagnostici e biografici, così come all’eccentricità, degli artisti.

L’inclusione di opere di diverse artiste crea un panorama poliedrico di poteri creativi espressivi: in che cosa consiste la differenza tra le “mitologie individuali” (Harald Szeemann) su cui si basa l’Art Brut a seconda che sia stata prodotta da artisti di sesso femminile o maschile?
Le opere delle artiste donne raccontano veramente una storia diversa da quella degli artisti uomini?
Come sono percepite le differenze nei metodi di produzione, nei media e nelle iconografie?
La mostra si pone questi interrogativi e riflette sulla forza espressiva diretta e primordiale – spesso anche sovversiva – e sulla qualità dell’Art Brut creata dalle donne. Visualizzare le differenze e anche le potenziai somiglianze nell’espressività degli artisti di sesso femminile e maschile attraverso la giustapposizione di esempi sarà il tema di un’ulteriore mostra.

Come in tutto, questo vale anche per l’arte: esiste solo ciò che si può vedere.

Dove

La mostra si svolge presso il Bank Austria Kunstforum a Vienna (Austria) dal 15 Febbraio al 23 Giugno 2019

 

 

Curatrici: Ingried Brugger e Hannah Rieger
Assistente Curatrice: Veronika Rudorfer

 

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