Quando ci hanno presentate mi ha colpita subito: in quel corpo così minuto, due occhi grandi e dolci che sprigionano una forza incredibile, difficile anche da spiegare.

Ascoltare la sua storia e sentirsi così piccole e insignificanti…
Io, che spesso e volentieri mi ritrovo a lamentarmi e a sopportare spazientita la mia malattia autoimmune e i miei piccoli intoppi quotidiani, mi sono sentita davvero inutile. E anche abbastanza insignificante.
Anch’io, in maniera diversa, mi sono ritrovata ad affrontare la sofferenza da vicino, ma la storia di Valentina Ruble – Giulia – mi ha aperto cuore e mente.

Mi sono subito sentita più leggera, come se il mio piccolo e insignificante fardello tutto a un tratto non pesasse più.

Lei è solare, affronta tutto quello che le è successo con forza e una grande – lasciatemelo dire – eleganza.
Eleganza d’animo.
Sì, perchè attraverso quello che le è successo ha deciso di fare qualcosa per tutti noi.
Certo, tutti noi.

Per chi è nella sua stessa situazione, ma non ha i mezzi per informarsi.
Per chi è sano, ma si ritrova a lamentarsi ogni tre per due.
Per chi non è mai contento e si limita a sopravvivere – non a vivere.

Ecco perchè leggere il suo libro “29 giorni”, direttamente o indirettamente, è un regalo per chiunque.
Ti apre un orizzonte che non ti aspetti, ne esci anche un po’ cambiato: sicuramente più consapevole.

 

Ci siamo riviste, e la disinvoltura con cui sfoggia il suo capello corto castano mi spiazza. L’avevo conosciuta bionda e non mi aspettavo questa Valentina, meno patinata ma sicuramente più reale. Mi si è rivelata una donna ancora più forte, semplice e intensa.
Che non ha paura di mostrarsi per quello che realmente è.

Ha deciso di devolvere tutti i proventi del suo libro allo Iov e di mettere a disposizione una somma per le donne che non possono permettersi il test genetico.
Sì, perchè Valentina scopre a 36 anni, sposata e con una figlia piccola, di avere il gene mutato brca1, e da lì la sua vita cambia. Inesorabilmente.
Si definisce una donna migliore, oggi.

Una donna che affronta con consapevolezza le malattie e a cui è stato detto chiaramente che le probabilità che non si ammali di nuovo restano bassissime.

Per un attimo fermati e prova a pensare: se domani ti trovassi ad affrontare non uno, ma ben due tumori, e la tua prospettiva di vita fosse quella di entrare e uscire dall’ospedale, tu come reagiresti?

Io sinceramente non lo so. Non riesco nemmeno a immaginarlo.
Bisogna trovarsi in questa situazione per capire.

Valentina, dopo lo sconforto iniziale – doppiamente difficile quando le è stato diagnosticato il secondo tumore – ha deciso di fare qualcosa per gli altri.
Ha deciso di trasformare il dolore – non solo fisico – in bene.
Wow.

Il risultato?
Questo libro – “29 giorni” – che vi invito a comprare e leggere: non solo farete del bene a chi ne ha bisogno, ma farete del bene prima di tutto a voi stessi!

Ogni tanto ci vuole uno scossone che ci riporti alla vita reale, a quello che davvero ha un senso.
Che non ha nulla a che vedere con il mondo ovattato e dorato che tentiamo di costruirci giorno dopo giorno.

Responsabilità sociale: perchè insieme possiamo davvero fare la differenza.

Ecco perchè noi di Smazing abbiamo deciso di sostenere Valentina in questo suo progetto, parlando di lei e aiutandola a vendere questo libro – e gli altri due sempre destinati alla beneficenza e scritti in periodi diversi della sua vita, “Principessa? No, grazie” e il suo seguito “E lei chi è?” – nel nostro canale e-commerce disponibile da gennaio.

Ma chi è Valentina? Come è cambiata la sua vita?

Due chiacchiere con Valentina Ruble

1) Valentina, ci spieghi meglio in che cosa consiste il gene mutato brca1 brca2?

I geni BRCA1 e BRCA2 normalmente controllano la proliferazione cellulare e, regolando la moltiplicazione delle cellule, riparano tratti cromosomici danneggiati, assicurando che il patrimonio genetico venga trasmesso intatto da una cellula alla cellula figlia. Nel caso in cui si ereditino da uno dei due genitori versioni alterate (mutate) di questi geni, viene perso il normale controllo che essi operano. Quando una persona eredita una mutazione a carico dei geni BRCA1 e/o BRCA2, possiede un aumentato rischio di sviluppare, nell’arco della sua vita, un tumore della mammella e/o ovaio.

2) Hai trovato un valido alleato nell’alimentazione, sana e corretta. Come e perché è così importante l’alimentazione nella tua vita ora?

Bere molto e mangiare in maniera sana, dando per esempio spazio agli alimenti integrali, eliminando lo zucchero e limitando le proteine animali, privilegiando pesce e carni bianche biologiche, mi fa sentire meglio e riesce a ridurre di molto gli effetti collaterali dei farmaci.

3) Musica e cervello: quali hai scoperto essere gli effetti e i benefici?

La musica… che magica pozione! La recidiva cerebrale aveva messo ko il mio piede e la mia mano destra. In ospedale non riuscivo a fare grandi progressi con la fisioterapia, finché una notte trovai in internet un trattato scientifico che metteva in luce le potenzialità della musica nelle lesioni cerebrali. Così, dal giorno dopo, mi armai di cuffiette e mi misi ad ascoltare la musica nei corridoi dell’ospedale, facendo progressi fuori dalla norma. A differenza della fisioterapia classica, infatti, la musica attiva il cervello a 360 gradi. Ballate gente: ballare ci fa stare bene!

4) Donna e mamma: qual è la tua giornata tipo?

Direi molto impegnata. La bimba da accompagnare a scuola, il lavoro, il “progetto 29 giorni”, la scrittura e ancora godere il più possibile dei sorrisi di mia figlia e di tutta la mia famiglia. Insomma: vivo. Sopravvivere non mi interessa.

5) I tuoi sogni…

Di sogni ne ho così tanti… veder crescere mia figlia, standole accanto ancora per molto tempo, conoscere più parti possibili del mondo, dar voce alla mie emozioni scrivendo tanti altri libri, attraverso i quali incrementare la beneficenza per la ricerca sul tumore al seno e per dare accesso al test della mutazione genetica a soggetti con familiarità a cui viene “negato” dalle struttura sanitarie.