Le vacanze sono vicine e con loro i nostri consigli di lettura per l’estate! In occasione dell’aperitivo culturale organizzato per ONE DAY EXPERIENCE, io e Antonella abbiamo consigliato 3 libri a testa. Due libri che ci sono piaciuti e che suggeriamo anche a voi, due classici da riscoprire e due libri che abbiamo sul comodino e che non vediamo l’ora di leggere… 

Cosa leggere questa estate

I ritmi rallentati dell’estate sono ideali per dedicarci ai libri che abbiamo lasciato indietro per mancanza di tempo e per le novità in libreria che non vediamo l’ora di comprare. A volte è difficile scegliere cosa mettere in valigia: visto che Smazing nasce per condividere idee ed esperienze, io e Antonella vi portiamo nella nostra libreria per consigli di lettura a quattro mani!

Due libri che ci sono piaciuti

  • Lamento di Portnoy di Philip Roth – scelta di Anna

    Lamento di Portnoy ma non solo: tutto Philip Roth è da leggere! Lo scrittore americano è morto a marzo di quest’anno, lasciando un vuoto nella letteratura contemporanea. Mancherà la sua voce tagliente e dissacrante, la sua lettura profonda della società capace di smontare credenze e sicurezze, il suo stile che si fa leggere così bene. In questo romanzo il protagonista si siede sul lettino dell’analista e inizia un monologo-confessione capace di far arrossire anche il lettore più emancipato.
    Figlio di una famiglia borghese e conservatrice, la sua vita sarà un percorso di progressiva e a volte eccessiva liberazione, un inno spregiudicato alla libertà sessuale e alla libertà di pensiero
  • Il mio lungo viaggio di Piero Angela – scelta di Antonella

    Per me Piero Angela è un mito, uno dei motivi per i quali ho deciso, a 11 anni, che da grande sarei diventata giornalista. Questo libro, uscito nel 2017 a ridosso dei 90 anni che Angela compirà quest’anno, è la sua prima autobiografia.
    Per me è stato interessante vedere come, forse davvero per la prima volta, Piero Angela ha deciso di guardare dentro di sé per trovare qualcosa da raccontare, invece di spiegare – come solo lui sa fare – il mondo che ci circonda. 
    Il mio lungo viaggio è una raccolta di aneddoti, esperienze, bilanci e consigli di un uomo che ha avuto la possibilità di vivere una vita fuori dal comune, privilegiata forse.
    Un “nonno” non ordinario, che ha un po’ di rassegnazione nei confronti della situazione del nostro Paese, ma molta fiducia nei confronti dei suoi giovani, che non manca di spronare a ogni pagina.

Due classici da riscoprire

  • Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen  – scelta di Anna

    Diciamo la verità: quante volte capita di parlare e sentir parlare di libri “assolutamente da leggere”, che però ancora non abbiamo letto? Il capolavoro della Austen è uno di questi, un classico della letteratura che ho letto solo quest’anno. Ve ne avevo già parlato in un articolo sui libri d’amore più belli di sempre.
    Sarà per l’ambientazione, sarà per le dinamiche tra cinque sorelle così diverse o per il carattere ribelle e brillante della protagonista, ma questo libro davvero mi è piaciuto moltissimo. E la donna finalmente e per la prima volta nella storia della letteratura è al centro, con tutte le sue carismatiche e complicate sfaccettature.
  • Tre uomini in barca (per non parlare del cane) di Jerome K. Jerome – scelta di Antonella

    Anche se scritto a fine Ottocento, questo libro resta una pietra miliare della letteratura umoristica, in grado di far ridere qualsiasi generazione, perfetto per una vacanza.
    In origine le avventure in barca a vela dei tre amici Jerome, George e Harris (e del cane Montmorency, il più saggio della compagnia) dovevano essere lo sfondo proprio per una guida turistica del Tamigi.
    Ma erano così esilaranti che l’editore ha cancellato tutte le parti descrittive e storico-culturali, facendo del testo di Jerome un best seller tuttora. Anche se le pagine più note sono quelle su come zio Podger mobilitava l’intera famiglia per appendere un quadro, io sono affezionata a Tre uomini in barca perché mi ha insegnato una grande verità-metafora: più guardi la teiera aspettando che l’acqua bolla per il tè, più tardi lei fischierà.

Due libri che leggeremo

  • Less is more. Sull’arte di non avere niente di Salvatore La Porta – scelta di Anna 

    Mi ha incuriosita e conquistata una recensione-commento su Io Donna di aprile su questo piccolo saggio che non vedo l’ora di leggere. Il messaggio principale è: lascia andare più cose – materiali, mentali e relazionali – per non perdere te stesso. 

    “L’autore ci porta per mano verso la scoperta della bellezza del vuoto.
    Detta così fa un po’ paura, ma svuotare la nostra esistenza ingombra di oggetti e pensieri inutili è un’attitudine salutare. La predicano filosofi, mistici, maestri di judo, disciplina in cui si insegna a combattere inseguendo proprio il vuoto.
    Creare un vuoto mentale è una garanzia di forza.
    Eliminare il superfluo ci renderà meno fragili, meno inclini alla depressione e più vicini alla felicità. […]
    Abbiamo un bisogno continuo di appigli per definire le nostre esili identità e ci manca il coraggio di liberarci del superfluo perché tutta questa “fuffa” ci rassicura e ci definisce agli occhi del mondo.
    Non si tratta di abbracciare una vita francescana partendo a piedi scalzi per un pellegrinaggio, né di esaltare un nuovo misticismo della povertà che è una condizione che non si augura a nessuno, ma di un tentativo di aprirci gli occhi per recuperare il senso del nostro viaggio sulla Terra.
  • Mi vivi dentro di Alessandro Milan – scelta di Antonella

    Io non sapevo chi fosse Francesca Del Rosso finché non ha lasciato questo mondo, piegata dopo anni di lotta contro un tumore al seno.
    Conoscevo invece suo marito, Alessandro Milan: mi capitava di frequente di ascoltarlo su Radio24.
    Nei giorni successivi alla morte di Francesca, nel dicembre 2016, la mia bacheca di Facebook (inevitabilmente piena di giornalisti) si è riempita del suo nome e, soprattutto, del suo soprannome: Wondy, da Wonder Woman.
    Ho scoperto in quei giorni una collega, una scrittrice, una donna straordinaria, con un’ironia pungente al servizio del prossimo. Mi sono quasi sentita in colpa di non conoscere i suoi libri, il suo blog su Vanity Fair
    Ogni lutto lascia in chi resta la necessità di gestire una perdita: questo libro, uscito a febbraio, è il racconto di come sta andando a Milan e alla sua famiglia. So già che ruota attorno alla parola resilienza (Alessandro in questi mesi ha fondato l’associazione “Wondy Sono Io” per diffondere la cultura, appunto, della resilienza)… e so già che mi farà piangere. Poi vi dirò quanto. 

Buone letture!