Kalia Genova è fotografa, Alessandra Mastantuoni stylist: le loro strade si sono incrociate casualmente meno di un anno fa all’agenzia Brave Models di Milano, dove entrambe vivono e lavorano.

Il primo shooting ha sancito il colpo di fulmine tra due professioniste della moda, stufe della moda “ora”, ma con una idea molto chiara per la moda “domani”: make art not fashion. In Smazing Monique di myLifestyle vi ha già parlato di uno dei loro lavori, il video Sarcastic&Selfish, io le ho incontrate qualche tempo fa: ecco la nostra chiacchierata.

Innanzi tutto, ditemi del progetto “Make art not fashion”.

A.: La moda è diventata più che commerciale, è supercommerciale.
Perché un’immagine resti deve creare una reazione, e questo è ciò che fa l’arte. Quindi noi vogliamo usare la moda per creare un impatto.
K.: Poi, ci siamo stufate del concetto che una firma significa bello. Noi stiamo dimostrando che si possono fare cose interessanti a partire dai materiali di design, non dalle firme.

Cosa vi ha fatto capire che funzionavate come coppia?

K.: Il nostro primo shooting non è stato tradizionale: ci piacevano inquadrature insolite, luci insolite… tutti elementi che a uno stylist più convenzionale possono dare disturbo. Invece a lei no.
A.: Io mi trovo in difficoltà a lavorare con fotografi molto commerciali perché sono più rigidi, invece Kalia mi dà spazio.
Ci alimentiamo così tanto nella nostra creatività, che qualche volta dobbiamo fermarci.

Siete due donne che lavorano insieme. Cosa ne pensate dello stereotipo delle donne che non sanno fare squadra? Come funziona nel vostro settore?

A.: Pensando agli shooting, io in realtà mi trovo bene con tutti. Generalizzando un po’, c’è da dire che le modelle sono più difficili da gestire dei modelli. In questo lavoro, però, la vera discriminante è quanto sei disponibile a metterti in gioco, perché lo shooting è un lavoro creativo.
K.: Ci può essere solidarietà femminile quanto vuoi ma, facendoti una fotografia del nostro settore, le redattrici sono meno dei redattori e fra gli stylist ci sono tantissimi uomini omosessuali.
A.: E il mondo della moda in realtà è un mondo chiuso, un po’ autoreferenziale in un certo senso: si tende a far lavorare le persone che già si conoscono, che già si sono “sperimentate”. Ci sono altre questioni aperte prima di quella “di genere”.

Facciamo un gioco: avete a disposizione tutto quello che vi serve per uno shooting in cui dovete trasmettere la vostra idea di donna. Cosa realizzate?

A.&K.: L’immagine è quella di una donna che si mette in gioco: deve essere ironica, ma forte, rivoluzionaria. Una donna che non ha paura di quello che pensa e, soprattutto, non ha paura del giudizio degli altri, è libera. Ci deve essere qualcosa di svolazzante per dare l’idea della libertà e di childish, per renderla irriverente. Mix&match, contrasti e accessori fuori dal comune: leggins di pelle, frange, un cappellino con le orecchie…

Ultima domanda: tre regole d’oro per trovare il proprio stile?

A.&K.: 1. Superare il pregiudizio di fronte a un capo: se ti ispira, prendilo… ma poi indossalo, anche!
2. Sentirsi a proprio agio, ma rischiare ogni tanto.
3. Non chiederti cosa va di moda ma come vuoi comunicarti agli altri: è la tua personalità che deve uscire.