Diet Prada è un account Instagram molto singolare: una sorta di polizia del fashion capace di diffondere – perlomeno tra i consumatori – pratiche illegali sempre più diffuse e portare così una sorta di giustizia.

Chi c’è dietro

Amato, odiato. Applaudito, contestato
Dietro all’account Diet Prada“il più temuto nella moda”, come l’ha definito la rivista Business of Fashion – ci sono Lindsey Schuyler e Tony Liu, rispettivamente designer e product manager, che hanno scelto Prada per ricordare Miuccia Prada“the original end-all be-all of everything,” e Diet Coke“the original imitator”.
Inizialmente nasce come irriverente voce che smaschera le copie da uno stilista all’altro, e per prendere in giro i vestiti più eccentrici indossati dai personaggi famosi – o proposti dalle aziende di moda.

È interessante notare come molti marchi sembrino fare esattamente un copy and paste, senza usare un minimo di creatività – cosa per cui dovrebbero invece distinguersi.

Con il passare del tempo però l’account si è evoluto prendendo in considerazione anche temi caldi e attuali come gli abusi sulle modelle, le discriminazioni razziali e i vari fenomeni di appropriazione culturale nel mondo del fashion.

Ormai è un punto fermo e voce autorevole e seguita da personaggi come Carine Roitfeldex direttrice di Vogue Francia, Edward Enninful direttore di Vogue UK – o nomi più conosciuti come Pharrell Williams, Naomi Campbell e Gigi Hadid. 

La critica ai tempi dei social media

Non è facile di questi tempi sfuggire alle critiche: siamo ormai tutti sovraesposti in un meccanismo che non risparmia nessuno, nel bene ma soprattutto nel male.
Un sistema che ci vede protagonisti del web indirettamente o direttamente, di cui capiremo i risvolti solo tra qualche anno. Per ora stiamo sperimentando sulla nostra pelle la sovraesposizione mediatica, e tutto quello che ci va dietro.

Diet Prada e Dolce&Gabbana

Ultimo colpo a segno di Diet Prada è stato – involontariamente – far cancellare il più grande show in Cina che Dolce&Gabbana avesse mai pensato/realizzato. Come?
Pubblicando sul profilo Instagram visibile a migliaia di utenti uno scambio di messaggi privati fra una ragazza inglese, Michaela Tranova, e (parrebbe, ma lo stilista smentisce di averli mai scritti e postati) Stefano Gabbana, durante i quali il designer avrebbe pesantemente offeso la Cina.

Bureau della cultura di Shangai ha intimato di cancellare l’evento e la Lega della Gioventù cinese ha condannato la mancanza di rispetto (visto che i cinesi in questione sono stati definiti “piccoli, ignoranti e mafiosi”). L’azienda italiana ha accolto la decisione di annullare l’evento e si è difesa gridando all’hackeraggio.

Sta di fatto che sono stati eliminati anche dall’e-commerce della Cina – oltre ai commenti su Instagram sopracitati infatti sono presi in causa anche i loro video “razzisti e sessisti” – e sono nella bufera come mai nessun marchio prima.

Ma non solo Dolce&Gabbana: un attacco poco tempo fa è stato sferrato anche a Philippe Plein, ma questa è un’altra storia!

Philippe Plein copy Moncler

Una cosa è certa: ne vedremo delle belle!