Cosa ci è piaciuto (tanto) e cosa invece un po’ meno della moda autunno inverno 2018/19 presentata in anteprima durante l’ultima fashion week milanese.

Le collezioni autunno inverno che vivremo e vedremo tra qualche mese hanno appena calcato le passerelle milanesi.
Da mostri sacri come
Jimmy Choo a esordienti come Hui, ecco cosa ci propongono gli stilisti più blasonati dell’olimpo della moda.
Iniziamo con gli accessori, sfarzosi ed eccentrici.

Brilla e scintilla

Parola d’ordine: brillare!
Il prossimo autunno inverno vuole vederci brillare come diamanti. Applicazioni Swarovski come per le borse di
Rodo, perle preziose su décolleté di Jimmy Choo e cascate d’oro sulle borse di Hui.
Quest’ultimo brand, ancora giovane, ha infatti partecipato per la prima volta alla Fashion Week proprio quest’anno, e la risposta del pubblico è stata decisamente entusiasta. In questo caso ci uniamo al coro.

Hear me roar

L’animalier torna prepotentemente alla ribalta su accessori e capispalla, che diventano protagonisti, come messo bene in chiaro dalla collezione di Simonetta Ravizza.

Ma non solo!
Casadei propone una capsule collection dal sapore western e veste il maculato con colori fluo.
Se proprio volete farvi notare…

Velluto mon amour

L’animalier può piacere, oppure no, ma dal velluto non c’è scampo.
Abiti in velluto nero, rosso, verde, viola, purché rigorosamente scuri. Mentre per gli abbinamenti con il black and gold si va sul sicuro.

Il velluto dunque sarà senza dubbio un must have. E come resistere alle romantiche proposte di Raquel Diniz?

Mettiamoci comodi

Che sia ciabattina con il pelo – ormai proposta e riproposta in mille varianti seguendo la scia di Gucci – rasoterra o sneackers, l’imperativo è comodità.
Sì, avete capito bene: il comfort oltre l’estetica.
Perché – con la gioia di tutte noi – questo stare rilassati va per la maggiore, e scendere dal tacco 12 non è mai stato così di moda!

A tutto colore

Troviamo gli accostamenti cromatici di Albino Teodoro e Lucio Vanotti ben calibrati.
Forti e decisi, mai banali.

Segnale che la tendenza colore non ci abbandonerà per un po’… e ne siamo felici!

Prendi un’icona e rendila attuale

Come Moschino, ad esempio!
Una Jackie contemporanea, resa icona contemporanea.
Proprio lei, icona di stile dannatamente umana

Che veste i panni fluo e un sorriso smagliante – a discapito della freddezza che l’ha sempre contraddistinta.
Una donna vera, forte e decisa: madre che qui ci immaginiamo moderna più che mai.
E a confermarcelo ci sono colori – fluo – e materiali alternativi.

Trend by Trend

Nel complesso la moda che gli stilisti ci propongono per l’autunno inverno 2018/19 strizza l’occhio con un velo di nostalgia – ancora una volta – agli anni ’80 e ’90 senza troppo girarci attorno.

Avrebbe potuto, almeno la moda, osare di più e guardare un po’ meno al passato?
Secondo noi sì.

E siccome ormai sono un paio d’anni abbondanti che ci si ispira ai Fabulous ’80/’90, la voglia di spostarsi un po’ più in là – verso il futuro per ora solo immaginato – si fa sentire.

Ce lo confermano le atmosfere surreali come quelle viste da Prada e – in primis – Gucci, che fa sfilare le modelle con teste mozzate in mano, interpretando il mix tra umano e sovrumano, facendo diventare la donna e l’uomo creature paradossali che incorporano identità multiple.
Tutto e il contrario di tutto, per un brand che ormai è in mano ai millennials – visto il fatturato in continua crescita.

La domanda che sorge spontanea è: siamo di fronte a moda, vero genio o semplice esibizionismo?
Anche Giorgio Armani ha sollevato polemica intorno allo stile di Alessandro Michele, prendendone le distanze.

Ai posteri l’ardua sentenza!

Nella torre della Fondazione Prada, va in scena una Milano post-industriale illuminata dai loghi del brand, che vuole rappresentare un mondo libero e avventuroso, trasformando così ciò che è ordinario in qualcosa di straordinario.

Ritmo incalzante di colori fluo, cristalli e paillettes, nylon. 
Nylon tecnico protagonista assoluto, come materiale che guarda al futuro ma proposto con nuovi finissaggi e nuove interpretazioni.

Effetti plastificati anche da Fendi, dove il mix di materiali e volumi gioca principalmente sulla forma a discapito del colore.
Vagamente military, lo stile Fendi è l’esempio di come l’alta sartorialità possa sposare la contemporaneità senza scadere nel banale. Anzi!
Effetto “glacè” non solo per l’outwear, ma anche per gonne e stivali.

Il futuro è già qui, e chissà che sia uno spunto valido per smetterla – una volta per tutte – di rifarsi a “quello che già c’era”, inventando e proponendo finalmente qualcosa di veramente nuovo.

Ma soprattutto, speriamo ritorni presto – prestissimo! – quel gusto minimal ed elegante che da tanto non vediamo sulle passerelle.
Quel less is more che sembra ormai dimenticato.
Se Coco potesse vedere, cosa ne penserebbe?

 

La redazione Smazing è composta da un team di professioniste che amano il loro lavoro e inseguono le loro passioni ed emozioni.