Il futuro è fatto di attenzione per l’ambiente e per i nostri amici animali.
Difficile immaginare una moda completamente animal free, ma fortunatamente siamo sulla buona strada.

Stella McCartney

Stella McCartney da sempre è una valida sostenitrice di PETA e della battaglia contro la violenza inflitta sugli animali nell’industria della moda.
Un prodotto di “crudeltà”, così definisce tutti quei capi che vengono realizzati a discapito degli animali, nel non rispetto.
Non rispetto verso poveri animali allevati in condizioni precarie, spesso sgozzati e scuoiati mentre sono ancora vivi.

La moda può fare a meno di pellicce, ed è un dovere degli stilisti creare capi belli e innovativi senza far ricorso al vello di animali allevati in condizioni di sofferenza e considerati solo ed esclusivamente materia prima. 

E diciamolo, lo stile di Stella McCartney ci piace perché oltre ad essere uno degli esempi di etica più apprezzati e riconosciuti, è coerente e semplice.
Una visione bohémienne che sposa la tradizione con piglio sexy e spontaneo.

Da qualche anno c’è una presa di coscienza più definita da parte dell’industria della moda a favore e tutela degli animali.
Una presa di coscienza che parla di responsabilità e rispetto verso chi non si può difendere.
Perché un mondo senza rispetto è destinato a fallire, e la moda può e deve dare il suo contributo.

Elisabetta Franchi

Stilista che si batte da sempre a favore soprattutto dei quattro zampe con molte iniziative, anche nelle sue collezioni non prevede l’utilizzo di pellicce.
Ha conquistato tutti, donne in primis, con la sua simpatia e il suo stile.
Donna e Femmina.
Madre ma figlia.
Donna a 360°.

Recentissima la sua accusa a Anna dello Russo, tacciata di ipocrisia dopo aver messo in vendita le sue sontuose pellicce acquistate nei decenni precedenti e aver donato il ricavato alla PETA.
Elisabetta Franchi ha accusato l’influencer e direttrice di Vogue Japan di aver strumentalizzato l’amore per gli animali, e l’ha attaccata duramente – attacchi a cui peraltro non v’è stata ancora risposta.

Che dire: brava Elisabetta! Esempio di chi può far sentire la propria voce e non si tira indietro nell’appoggiare fino in fondo le cause in cui crede!

In Italia anche marchi importanti come Armani e Gucci si fanno portavoce di una moda senza crudeltà, la moda del futuro.
Ed è fresca la notizia che vede anche casa Versace fare outing sull’uso delle pellicce.
Era ora!

Marchi americani fur free

Anche oltreoceano le cose stanno cambiando direzione.
Dallo scontro di PETA del 1994 con Calvin Klein, se n’è fatta di strada!
Da allora infatti anche Calvin Klein è fur free, ma non leather free, esattamente come Tommy Hilfiger .

Di recente si sono adeguati anche marchi come Mikael Kors, che di recente ha acquisito il brand Jimmy Choo, e Ralph Lauren.

Il paradosso low cost

Anche marchi low cost, quindi accessibili a tutte le tasche, hanno sposato la filosofia animal free, che non prevede nemmeno l’uso di pellame per gli accessori.
Zara e Berksa (a capo dello stesso gruppo), sono l’esempio di come, anche con poco, si possa rimanere al passo con la moda nel rispetto degli animali.
Qui si apre una parentesi doverosa: se da un lato troviamo rispetto per gli animali, dall’altro sappiamo binissimo cosa c’è dietro la moda low cost.
Quello che caratterizza tutti i marchi low cost infatti è lo sfruttamento di donne e bambini, costretti a lavorare in condizioni davvero al limite. E qui si apre il paradosso, di ipocrisia e incoerenza.

Vivienne westwood

Attivista e controtendenza su tutti i fronti, Vivienne Westwood è nel panorama inglese, insieme alla sopra citata Stella McCartney, l’esempio più concreto.
Credere nelle proprie idee significa anche non vergognarsi di posare nuda – a settant’anni – per PETA. Che Donna!

Save the duck

Ed ecco un marchio che pensa davvero green: Save The Duck, che con i suoi piumini animal free ha conquistato il mondo intero!
Un’azienda etica e smart, con lo sguardo rivolto al futuro per viaggiare verso un obiettivo comune: vivere in un mondo completamente animal cruelty free

L’ultima frontiera è la realizzazione di tessuti ricavati da bottiglie di plastica riciclate: un occhio di riguardo non solo per gli animali, ma anche per l’ambiente! Bravi! 

Ed ecco qui la lista dei marchi no fur, per uno shopping consapevole.
Buono shopping!