Una Londra intramontabile, culla delle mode, degli stili giovanili, delle controculture ribelli. Una Londra che detta trend e stili di ispirazione contemporanei.
Inghilterra patria del football? Molto di più! Tante sono le mode e sottoculture legate al calcio: dal fenomeno degli Hooligans, esploso a inizio anni ‘60, passando per quello dei Casual – ancora molto diffuso oggi.

Supporter

Molto più che tifosi.
Non si può non associarli al soccer, alla propria squadra come unica vera fede, alla violenza cieca verso i supporters delle altre.

Gli Hooligans sono giovani provenienti dalla classe operaia, una realtà che non prevede sconti e privilegi, frutto dell’esclusione sociale e dell’inesistente rappresentanza da parte di un qualsivoglia potere forte.
Impongono la propria rivalsa sulla società che volta loro le spalle con rabbia e violenza: una conseguenza prevedibile, ma che scatena un esaltante senso di potere che trova espressione soltanto nell’arena dei campi da calcio.

Ribelli con Stile

Siamo a fine anni ’60: la working class inglese è evidente che ama il football e l’Inghilterra, diventando presto emblema di ribellione, emancipazione, rifiuto e forte desiderio di evasione.
Da allora ad oggi la moda ha incarnato tutto questo – forse senza nemmeno rendersene conto fino in fondo.

Ma molte sono le correnti che ispirano i nostri designer oggi. Vediamo quelle che hanno avuto un’influenza più marcata e decisa.

Dai Teddy Boys ai Rave

Ogni subcultura sviluppa uno stile di abbigliamento che la distingue dalle altre.
Partendo dai Teddy Boy, che nulla hanno da spartire con gli innocui teddy bears.
In una società classista come quella britannica, in un grigio periodo di rigore post bellico contaminato dalla cultura pop americana, girano per le strade giovani teppisti che scimmiottano le classi più alte.
Non stanno al proprio posto, non accettano di essere etichettati e si appropriano di una simbologia che non appartiene alla loro classe sociale.
Come lo fanno?

Imitando la moda e creando un proprio stile, con bombetta e bretelle. Questo era solo l’inizio.
Gli anni passano, e alla vigilia degli anni ‘70 prendono piede gli Skin.
Teste rasate, bomber e Dr. Martens urlano la loro visione diametralmente opposta a quelli degli “sporchi” e pacifici hippie americani a favore dell’omogeneità culturale.
Fermamente contrari ai cambiamenti in atto in un periodo storico delicato come quello degli anni ‘70, invocano un ritorno al rigore e alla tradizione.

 

Il bisogno estremo e lampante di ribellione è il filo che collega tutti i trend, compreso quello dei Casuals, e ci accompagna fino agli anni ‘90, quando lo sfogo al proprio disagio sociale trova la sua massima espressione in posti nascosti e surreali – dove trovano il proprio spazio i Rave.

Rave esaltati ai giorni nostri dallo stile streetwear post-sovietico di Gosha – tra tradizioni religiose e scontro generazionale.
Uno sportswear che guarda alla cultura rave mixandola alla moda calcistica anni ’90 e incarna tutti quei sentimenti di ribellione al sistema e rifiuto dei dogmi tipici di quegli anni.

Lo stile Gabber è attuale e gettonatissimo – e questo ci fa capire quanto il presente sia già futuro, pur portando in sé più passato di quanto crediamo.

La redazione Smazing è composta da un team di professioniste che amano il loro lavoro e inseguono le loro passioni ed emozioni.