E’ la festa del papà: ridacchiano, si scambiano complici sguardi d’intesa mentre cercano degno nascondiglio per i disegni fatti per l’occasione.

Emozioni

I bambini ti permettono di emozionarti ancora, come quando bambino lo eri tu, per le cose più semplici e disparate.

Pietro tien saldo il suo bruco, sembra proprio lui, il bruco Maisazio che ha albergato per molto tempo nella mia infanzia. Ha gli stessi lineamenti, le stesse fattezze, gli stessi colori.
Quel libro a cui per molto tempo ho accarezzato i buchi tagliati nella carta, traccia inconfutabile di un inesauribile appetito: quello del bruco che aveva come unico intento quello di riempire il suo stomaco, quello mio di capire come quel bruco potesse mangiare chili di carta e sopravvivere indenne mentre io venivo minacciata dei più atroci destini ogni qual volta mi avvicinassi alla bocca anche una sola pallina accartocciata.
Quel libro sparì dal mio immaginario e dalla mia libreria per molti, moltissimi anni, fino a quando non decisi di imballare i miei possedimenti letterari affinché mi seguissero nella mia nuova casa e vita di donna, moglie e ancora ignara mamma.

Ricordi dolci e lontani

Guardo la copertina con nostalgia.
Torno a un passato lontano in cui le mie spalle piccole erano coperte solo dal tuo sguardo papà, eppure mi sentivo nella grotta più sicura e coperta dell’universo. 
C’è una trama in fondo a quel libro che racconta di ricordi affondati dagli anni di cui riesco ancora a sentire vagamente l’odore. 
Sono le sensazioni a non tradirmi e tutto ciò che sento, papà, attraverso quel Bruco, sei tu.
Ed è bello ritrovarti oggi anche in un disegno fatto da Pietro, e strisciare veloce tra i ricordi che rapidi mi portano, inevitabilmente, a te.

Legami eterni

E allora li chiamo tutti attorno a me questi miei bambini rumorosi e leggo loro questa storia meravigliosa che sa di legami eterni ed indissolubili e racconta di una vita in lento moto che cambia e si trasforma.

Mi commuovo vedendo il ditino di Pietro forzare quel buchino e rincorrere quel Bruco Maisazio, mi commuovo a tal punto che distorco la storia e racconto loro che in fondo quel Bruco Maisazio è un Bruco che non si stanchera’ mai di fare i buchini nelle cose, nemmeno quando sarà diventato farfalla.
E quei buchini che Maisazio fa, un po’ qua e un po’ là, si riempiono pian piano dei ditini dei bambini che lo rincorrono per tutto il mondo. Lo rincorrono talmente tanto che un giorno premendo premendo su quei buchini, troveranno un altro dito, dalla parte opposta, a spingere contro il loro. 
È il dito delle persone che si amano e che in fondo non sono Maisazi del nostro amore.

Così stasera papà le nostre dita si sono toccate, per un attimo, dentro le pagine ingiallite del libro del Bruco Maisazio e lì, per un attimo, ti ho ritrovato con tutta l’intensità della tua dirompenza. Hai spinto così tanto contro il mio dito che all’improvviso l’ho dovuto levare. 

E Pietro che nulla teme ma tanto precocemente comprende mi ha sussurrato con voce calma e rassicurante: “Mamma non avere paura, lasciati toccare da quel ditino”.