Sempre più spesso e volentieri ci troviamo davanti a situazioni in cui a crescere un figlio si è sole, per i motivi più svariati. Cosa succede se – per scelta o per necessità – la mamma deve crescere il suo bimbo senza l’appoggio e la collaborazione di un partner con cui condividere i compiti genitoriali?

Con l’arrivo di un figlio la vita cambia

Con l’arrivo di un figlio la vita cambia. Radicalmente.
E anche nelle coppie più rodate e consolidate è risaputo che si dovrà trovare un nuovo equilibrio. Cambiano le dinamiche familiari, cambiano le responsabilità. 
Una cosa è certa: anche se l’amore finisce, non si smette mai di essere genitori.

Sia la madre che il padre hanno un’enorme responsabilità educativa nei confronti del bimbo: in caso di rottura è necessario mantenere tensioni e conflitti fuori dal rapporto con il figlio. Non sempre è semplice, anche se dovrebbe essere la priorità, per entrambi.

Spesso certe tensioni creano dinamiche di possesso che trasformano il figlio come un mezzo per marcare il territorio, per ferire e vendicarsi. Questa condizione nuoce al bimbo e alla sua crescita e sviluppo equilibrato. Ecco perché bisogna concentrarsi sul portare avanti un piano educativo comune – nonostante le differenze – discutere e trovare soluzioni insieme senza astio.

Quando le tensioni sono decisamente troppo importanti, la soluzione migliore è rivolgersi ad un consulente pedagogico che può essere d’aiuto alla famiglia. Per affrontare al meglio la separazione e aggiustare il tiro nel caso in cui sia presente una cattiva gestione – o visione opposta – del rapporto educativo del piccolo.

La mamma single

Per una mamma single ogni giorno è un avventura: il bimbo è il fulcro della sua vita e assorbe ogni energia. Ci si ritrova spesso a compensare e gratificare ogni mancanza, con il rischio di essere assorbita da mille preoccupazioni e non riuscire più a prendersi cura di se stessa.

Crescere un figlio da sola vuol dire raddoppiare l’impegno e la dedizione: si cerca di fare da madre e da padre contemporaneamente. E la cosa è tutto fuorché semplice.

È difficile ritagliarsi degli spazi, anche se è indispensabile farlo. E questo sia per la mamma che per il bambino, che altrimenti rischia di crescere soffocato da una relazione esclusiva.

La famiglia, gli amici ed un eventuale baby Sitter possono essere un ottimo compromesso con il quale la mamma può ritagliarsi spazio e tempo per passioni, interessi – o magari qualche ora di meritato relax.

È proprio vero che fare il genitore è il mestiere più difficile al mondo!

E se la mamma single si innamora?

Spesso la mamma single si chiude all’idea di una nuova relazione perché teme un altro “fallimento”.
Il senso di responsabilità nei confronti del bambino la spinge ad essere più prudente e selettiva. La possibilità di compromettere il bene del piccolo è la principale paura, e spesso è proprio questa paura che la blocca davanti a relazioni future.

Non deve comunque precludersi la possibilità di riuscire – un giorno – a trovare un compagno giusto per lei, in grado di renderla felice. Un compagno che sia consapevole, accetti la situazione e – soprattutto – il bambino. Poi i bambini sanno come farsi amare quindi piano piano se c’è amore tutto viene da sé, nella maniera più naturale e spontanea.

La mamma in fin dei conti rimane pur sempre una donna, e come tutte le donne ha sogni, desideri ed esigenze che solo un partner maturo e amorevole può riuscire a darle.
E alla fine la felicità della mamma si riflette sul bambino, e questa è una cosa molto positiva per il benessere di entrambi.

Ovviamente il nuovo compagno della mamma deve essere in grado di entrare in punta di piedi nella vita del bambino: con la giusta dose di prudenza dovrà condividere attenzioni e amore tra la compagna e il piccolo. Sembra semplice, ma non è affatto scontato!