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Il mix perfetto tra BootyBarre, Power Yoga e Funzionale: intervista a Carol Enrico

Nella vita ci sono alti e bassi… io li chiamo squat!
Questa è Carol Enrico, classe ’94, giovanissima eppure con grinta da vendere – e da invidiare!
Mi sono imbattuta quasi per caso in questa Personal Trainer – che in realtà è molto più di una semplice PT! – e subito mi ha incuriosita. Fisico scolpito ma elegante, tonico ma iper femminile. Tra me e me ho subito pensato “se tanto mi dà tanto…” e ho deciso di contattarla per una lezione on line di BootyBarre, disciplina che già conoscevo – a metà tra la danza e il Pilates – e che già mi aveva conquistato.

Soddisfatta?
Soddisfatta è dir poco! Sono rimasta piacevolmente sorpresa di come una ragazza così giovane potesse essere in realtà così preparata, e i suoi allenamenti così efficaci. Il mio corpo, dopo anni di attività svolta con costanza e dedizione, sa perfettamente distinguere un allenamento efficace da un allenamento “banale”.
E Carol mi ha conquistata. Letteralmente.
Tanto che ho scelto anche lei come “alleata” per affrontare al meglio il meraviglioso viaggio di questa seconda gravidanza, e scolpire in maniera sicura e corretta il mio corpo. Un corpo che inevitabilmente cambia in 9 mesi, e per questo va accompagnato da PT esperti, che sanno quello che fanno e soprattutto fin dove possono arrivare.

È quindi con piacere che ve la presento con questa chiacchierata molto informale ma al tempo stesso esaustiva 😉

Carol, come hai iniziato il tuo percorso di Personal Training?

Sin da piccola il mio sogno era uno: diventare una ballerina di danza classica e contemporanea. È un sogno che ho inseguito fino a 18 anni: ero all’ultimo anno del Liceo Artistico Coreutico e avevo appena partecipato ad un’audizione per la Compagnia di Cannes, con esito positivo. Due settimane dopo l’audizione e dopo parecchio tempo che sentivo dolore quando ballavo… ho scoperto di avere la condromalacia, una patologia degenerativa della cartilagine. Sono stata ferma per 6 mesi: all’inizio mi hanno detto che non potevo più ballare – o sicuramente non potevo più mettere le punte a causa del sovraccarico – ma ho trovato un ottimo fisioterapista che mi ha aiutata. E da quest’esperienza ho capito che anche io volevo aiutare gli altria rialzarsi, a migliorarsi, a mettersi alla prova, e stare al loro fianco nel percorso per aiutarli a raggiungere grandi traguardi e obiettivi. Così ho scelto di iscrivermi a Scienze Motorie.


Tu non sei una semplice PT:
in tre parole… come ti definiresti?

Posso dirti come gli altri mi definiscono: stakanovista, creativa e umana.


Cosa contraddistingue i tuoi personal?

La preparazione che ho sempre avuto per tutta la vita continua ad accompagnarmi nel mio percorso come Personal Trainer. Cerco sempre il massimo da voi, come gli insegnanti facevano con me… ma non dimenticandomi mai che siete umani e che quell’ora insieme a me per voi rappresenta anche un momento di divertimento e svago!


Ci spieghi meglio in cosa consiste la disciplina Booty Barre e da dove arriva?

BootyBarre è una disciplina nata a Los Angeles con Tracey Mallett: unisce fitness, danza, yoga e pilates.
Dopo aver fatto la formazione ufficiale, ho reso questo workout più mio, trasformandolo: BootyBarre è un allenamento funzionale ispirato alla danza in cui è possibile allenare tutto il corpo traendone numerosi benefici. I muscoli si allenano ma, al contempo, si “allungano” e permettono di ottenere così un corpo molto armonioso, muscoloso e femminile. Lo scopo è quello di tonificare e modellare il corpo – in particolare gambe, glutei e addome. Non è un workout semplice come si può credere, e i DOMS dei giorni successivi lo dimostrano! Bisogna aver fatto danza? Assolutamente no! Tutti i movimenti sono adattati e semplificati, facili ed efficaci per tutti!


E Power Yoga?

È una diretta evoluzione dello Yoga che della disciplina originaria ne mantiene tutti i principi base, sposandoli a quelli della moderna ginnastica occidentale. È quindi un’attività dinamica che unisce i benefici dell’allenamento cardiovascolare a quelli mentali e muscolo-scheletrici classici dello Yoga. Le posizioni dello Yoga – le “Asana” – vengono modificate ma mai stravolte: ciò che cambia è essenzialmente il ritmo degli esercizi, per cui il passaggio da una posizione alla successiva è reso più fluido e dinamico.


Cosa ne pensi delle potenzialità che questa quarantena ci ha fatto scoprire della modalità di allenamento on line?

Sta cambiando la mentalità delle persone, molto meno scetticismo. Credo che sarà una modalità che rimarrà nel tempo: personalmente sto lavorando tanto con questa modalità, sia con clienti che già seguivo che con altri nuovi! Finalmente riesco a seguire ragazze in tutta Italia e non solo: ad esempio seguo due ragazze che attualmente lavorano a Barcellona. È quindi a tutti gli effetti un nuovo modo per rimanere collegati e allenati anche a distanza: basta una buona connessione internet e la vostra energia… al resto penso io!


Che target di clienti hai e chi sono le più affezionate?

Alleno principalmente donne, di qualsiasi età! Diciamo che le più affezionate sono le ragazze che seguono le lezioni di BootyBarre… ormai rinominato da loro BB! Sono delle vere addicted.

 

Tra 10 anni… come ti vedi?

Mi piacerebbe portare il mio evento Booty & Yoga in giro per tutta Italia… chissà! Magari tra 10 anni – o anche meno – sarà così! Sogno una famiglia, mi immagino sempre in viaggio per scoprire il mondo e sogno una vita vista mare. Sono ligure… e per me il mare è tutto!

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Allenamento in gravidanza: come e quanto

Rimanere in forma durante i 9 mesi di gravidanza è auspicabile e possibile seguendo alcune accortezze. Prima fra tutte l’attività fisica, che dev’essere efficace e svolta in sicurezza, sia per la futura mamma che per il feto.

Nessuna alimentazione, senza un’adeguata base di attività fisica, può regalarti una forma fisica invidiabile. È una sfida che si gioca su più fronti, un “lavoro di squadra” che, spesso e volentieri, va di pari passo ed è strettamente connesso.
Abbiamo intervistato Ivj Ann Dan, personal trainer che si occupa principalmente di Donne, con un occhio di riguardo per le future – e neo! – mamme.


Ivj, ci spieghi in poche parole perché è fondamentale svolgere attività fisica durante i 9 mesi di gravidanza?

Certamente! Se pensiamo che l’attività fisica è fondamentale per il benessere psicofisico di tutti… figuriamoci per una futura mamma che nell’arco di nove mesi modifica il suo corpo in maniera repentina e deve cercare di affrontare la fatica del parto nel miglior modo possibile!
Non è facile mantenere una postura corretta con il pancione. L’aumento del peso, l’alterazione di lordosi lombare e cifosi dorsale – che provocano lo spostamento del baricentro – sono modifiche posturali da tutelare.
Fondamentale attenzione la darei alla respirazione, in quanto il diaframma si solleva con la crescita dell’utero e cambia sia il modo di respirare che l’ampiezza del respiro. Il battito cardiaco poi, aumenta in maniera rapida e a riposo è maggiore.
E se pensiamo che al momento del parto gran parte del lavoro è fatto proprio dalla respirazione… è chiaro come sia meglio cominciare fin da subito ad allenarla!
È inoltre risaputo che l’allenamento rilascia ormoni che favoriscono il buon umore. L’esercizio fisico inoltre aiuta ad avere una buona circolazione sanguinea e previene gonfiori ad arti inferiori e piedi.

E quali sono le modalità corrette per rendere l’allenamento davvero sicuro ed efficace?

Innanzitutto prima di pensare a qualsiasi tipo di attività fisica bisogna chiedere il consenso al proprio ginecologo in quanto ci sono patologie o condizioni che a volte purtroppo non la permettono. Personalmente, e non perché è la mia professione, consiglio la presenza di un trainer per la supervisione delle sessioni di allenamento, passo dopo passo.
Alcune regole fondamentali sono: ascoltare attentamente il proprio corpo, non esagerare con i carichi ma eventualmente aumentare le ripetizioni. Controllare sempre fiato e battito, possibilmente con un cardiofrequenzimetro, prima di eseguire l’esercizio successivo. Dedicare molto tempo all’attività di allungamento muscolare e allenare il pavimento pelvico per prepararsi al meglio a parto e post parto.

 

Quali sono gli esercizi migliori per il primo trimestre?

Nei primi tre mesi bisogna fare molta attenzione, c’è un rischio molto alto di complicazioni in quanto il feto si sta formando e aderendo all’utero. Se prima di rimanere incinta già praticavi attività sportiva basta riadattare gli esercizi con consapevolezza e ponendosi un obiettivo diverso… non di certo l’estetico ma di benessere del corpo! D’altro canto se prima non ti allenavi questo è un buon motivo per iniziare!
L’allenamento adatto è alternare camminate, nuoto a sessioni di allenamenti brevi di 50 min max a bassa intensità. Massima attenzione alla respirazione e al rinforzo di core e muscoli della schiena.

E per l’ultimo?

Tanti pensano che alla soglia del parto si debba solamente riposare e smettere di allenarsi: non è assolutamente vero!
È opportuno ridimensionare il tutto aumentando i tempi di recupero tra un esercizio l’altro, diminuire i carichi nel settimo e inizio ottavo mese per poi nell’ultimo mese e mezzo dedicarsi solo ad esercizi di respirazione, posturali e di allungamento. Assolutamente sconsigliato svolgere esercizi per la muscolatura addominale!

 

A chi ha problemi nello svolgere attività fisica per via di alcune complicazioni… cosa consigli?

Consiglio di godersi il momento perché il tempo vola e la gravidanza è un dono Speciale.
Di sicuro chi non può allenarsi può cercare il benessere psicofisico dedicandosi a hobby e passioni trascurate. Può essere un’ottima idea dedicarsi alla lettura di buoni libri, cucinare qualche prelibatezza, dipingere, ascoltare buona musica… Insomma, trovare il modo di coccolarsi perché una mamma serena e felice può affrontare qualsiasi cosa!

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Modellare il corpo femminile: intervista a Davide Cabras

Modellare il corpo assecondando la femminilità? Possibile, e auspicabile attraverso un allenamento mirato ed efficace.
Ne abbiamo parlato con Davide Cabras – www.decide4fitness.it – esperto del benessere con formazione pregressa nel settore fitness e medicina complementare.
Si occupa di consulenze personalizzate per ripristino di un corretto stato di salute e preparazioni atletiche, specie al femminile.
E, non a caso, è anche uno dei Personal Trainer che ho scelto per farmi seguire durante questa gravidanza 😉

 

Davide, è possibile ottenere un corpo tonico e scolpito ma “femminile”?

Certo che è possibile! Una periodizzazione fatta ad hoc per una donna le permette di avere risultati strepitosi.
Purtroppo il mainstream dello sport propone alle nostre povere dame solamente esercizi estenuanti, magari accompagnati da diete da fame e inadeguate – ricchi di cibi pieni zeppi di zuccheri e antinutrienti – che portano come risultato solo un accumulo di liquidi nelle parti più “delicate” per il gentilsesso.

 

Qual è l’allenamento ideale per rendere il corpo femminile tonico e scolpito – ma non troppo “mascolino”?

Gli allenamenti sono quelli che prima di tutto tengono conto della personalizzazione. Oramai nel settore dilaga molta superficialità, tutto va bene per tutte, ma non è così.
La donna ha bisogno di spingere bene con i sovraccarichi, chiaramente guidata da un tutor certificato, ed essere seguita attentamente nelle tecniche di esecuzione. Nulla va lasciato al caso. Gli allenamenti dovrebbero prevedere una buona intensità ma senza un esasperato accumulo di lattato – con circuiti strani “no stop” – che potrebbe di conseguenza creare un infiammazione tissutale ed un accumulo inutile di liquidi in eccesso.
Esercizi fondamentali come: Squat, Stacco da terra, Military Press – i “must” della cultura fisica – la fanno da padroni, tutto accompagnato da esercizi di rifinitura con esecuzioni personalizzate, testate dal sottoscritto. Per lo più esercizi singoli. 
Set con ripetizioni da 6 a 12 battute. Questo è quanto. 

 

Quante volte è opportuno allenarsi nell’arco della settimana?

Anche qui, per la frequenza, è necessario valutare il soggetto in questione. Il lavoro che svolge l’atleta, gli impegni famigliari, le condizioni di vita… ad esempio.
Io consiglio dalle 2 alle 4 volte settimanali, non di più!
Il nostro DNA è ancora ben settato su ritmi ancestrali di caccia e riposo. Ci vorranno almeno altri 50.000 anni per adattarsi a sforzi intensi di carattere quotidiano!

 

Come incidono gli ormoni femminili su allenamento e risultati?

Gli ormoni incidono in toto nell’universo rosa, sia dal punto di vita fisiologico che emozionale. Vi faccio degli esempi.
La donna tendenzialmente accumula più tessuto adiposo dell’uomo, per un semplice fabbisogno energetico minore
Il BMR – metabolismo basale – delle donne è inferiore rispetto all’uomo: ciò non deve passare per valutazione legata esclusivamente alla composizione corporea, ma anche sotto l’aspetto ormonale
Le donne che si approcciano al mondo del fitness purtroppo mangiano male e spesso anche poco.
Una dieta molto povera a livello calorico e insufficiente di veri nutrienti essenziali per il sistema uomo, promuove un calo della leptina (ormone che regola il nostro appetito) e della tiroide (la regina del metabolismo) portando a delle fasi di stallo o addirittura a dei peggioramenti. Il tutto, se protratto per troppo tempo, può sfociare in casi di dismenorrea, sindrome premestruale, fino ad arrivare all’amenorrea – ovvero assenza totale del mestruo. 
Successivamente, c’è da dire che la donna è molto sensibile alle instabilità emozionali, ciò può incidere nei focus ricreati per affrontare un percorso di cambiamento a lungo termine. L’atleta andrebbe sempre affiancata nel tragitto verso il benessere completo, senza se e senza ma. Fino al raggiungimento dell’obiettivo.



Allenamento a digiuno: quali sono i pro e i contro?

Per quanto riguarda l’allenamento a digiuno, come credo anche molti altri colleghi, ne sono un grande estimatore
L’allenamento a stomaco vuoto, secondo molti studi del settore, porta a consumare un quantitativo maggiore di calorie dai grassi, in quanto dopo un prolungato digiuno notturno nel sangue la glicemia si presenta relativamente bassa ed il corpo è così spinto a prelevare energia da substrati energetici di scorta. Il famigerato grasso di deposito! 
 
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Come vivere una gravidanza al top: intervista a Camilla Massa

La gravidanza è un momento davvero speciale per ogni donna: un vero e proprio “stato di grazia”. E come tale va vissuto, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Vedersi e sentirsi bene è un atto dovuto: a noi stesse e al nostro bambino. Se durante la gravidanza manteniamo la corretta forma fisica – che equivale ad una salute ottimale! – anche il cuoricino che portiamo in grembo ne gioverà. 

Camilla Massa è una mamma come tante, ma è anche una mamma un po’ speciale.
Una mamma che non si è accontentata dei luoghi comuni e, dalla prima gravidanza ben 10 anni fa, ha iniziato a studiare per capire cosa realmente è corretto fare/non fare durante questi magnifici 9 mesi.
In un panorama talmente vasto che vede mille contraddizioni su cosa è giusto e cosa è sbagliato, ecco una visione chiara e semplice. E assolutamente coerente. Che personalmente sposo in toto perché è tutto quello in cui anch’io credo e pratico da 5 anni a questa parte – nel mio caso per tenere a bada una malattia autoimmune.

È con molto piacere quindi che scambio due chiacchiere con Camilla Massa, perché tutte le donne devono sapere che i 9 mesi di gravidanza possono – e devono! – essere fantastici, e serve più consapevolezza.
Più consapevolezza, corretta informazione e coerenza.

 

Camilla, come e quando inizia il tuo percorso di “consapevolezza”?

Hai scritto bene qualche riga sopra, sono una donna come tante e il mio percorso di conoscenza e consapevolezza inizia come iniziano la maggior parte delle gravidanze: nell’inesperienza e nel timore di poter sbagliare qualcosa.
Non è così’?! Dopo la gioia immensa di quelle due linee rosa, arriva subito il terrore che il bambino possa non stare bene, che un cibo possa creare problemi, che l’attività fisica possa danneggiarlo. È un istinto naturale che non possiamo controllare e allora finiamo per passare ore su internet a cercare informazioni, credere al consiglio della zia, nonna, cugina, amica, essere terrorizzate ad ogni visita dal ginecologo… un circolo vizioso che porta ad una confusione totale.
E vogliamo aggiungere la paura di perdere per sempre il nostro corpo?! Le smagliature, i chili di troppo… non provare a fare queste domande in giro che passi pure per un’egoista che pensa solo a sé stessa!
Ma io queste domande le avevo tutte, e la confusione pure! Avevo 20 anni, tanta voglia di avere questa bambina, ma tanta paura di non essere all’altezza.
E poi accadde che ad una visita al 5/6 mese di gravidanza dissi alla mia ginecologa che avevo iniziato ad avere delle perdite di liquido dal seno e lei mi liquidò dicendomi con leggerezza che si trattava di iper prolattinemia dovuta molto probabilmente ad un tumore benigno all’ipofisi e dandomi un foglio con la prescrizione di un medicinale da prendere subito. 
Così, senza spiegazioni ulteriori, senza dirmi che conseguenze avrei potuto avere, senza prescrivermi analisi aggiuntive. 
Uscii da quella visita senza parole, spaventata per me e per la mia bambina e soprattutto convinta che qualcosa in me non stesse funzionando nel modo giusto. Mi recai in farmacia a comprare il farmaco che mi aveva prescritto e lessi sul foglietto illustrativo “possibili malformazioni del feto” tra gli effetti collaterali. Lo spavento e il senso di responsabilità verso quella vita che stava crescendo dentro di me misero finalmente in dubbio la fiducia cieca nei dottori e in tutto quello che mi era stato detto fino a quel momento. Iniziò una ricerca molto approfondita sui miei sintomi e finii per scoprire che le perdite di liquido a quel punto della gravidanza possono essere assolutamente normali e di preparazione alla fase di allattamento. Nessun tumore benigno e quel farmaco lo buttai nell’immondizia! 
Quello è stato il momento in cui tutto è iniziato, quello è stato il momento in cui ho iniziato a voler vedere con i miei occhi e a prendermi davvero la responsabilità di essere mamma.
Lasciami chiarire un aspetto fondamentale: non sto dicendo che tutti i medici sono degli incompetenti, anzi, penso che ci siano dei medici e degli scienziati degni di essere chiamati tali che sono fondamentali per tutte noi. 
Tutti i miei studi hanno basi scientifiche, tuttavia è necessario fare una giusta distinzione! 

Come nasce l’idea di creare un protocollo ad hoc per le future mamme?

Sono sincera, lo studio e le ricerche degli ultimi 10 anni e quello che oggi è il metodo Wonder WoMam li ho fatti per me, per la mia seconda gravidanza, per non ritrovarmi mai più impreparata sia nei confronti di me stessa, sia in quelli della mia seconda figlia.
Ho avuto dei risultati che non avrei mai immaginato possibili durante la mia seconda gravidanza, mi sono sempre allenata, non ho avuto smagliature, ho sempre avuto l’energia alta e nessuno dei fastidi tipici della gravidanza – come mal di schiena, gonfiori, nausee, voglie, patologie varie – e soprattutto sono tornata in forma in poche settimane! 
Ho iniziato ad avere amiche che mi chiedevano come avessi fatto, mi chiedevano informazioni sulla mia dieta e sui mie allenamenti. 
Attraverso i loro racconti rivivevo la mia esperienza della prima gravidanza ed è nato in me il desiderio forte di aiutare le altre donne a viversi la gravidanza come un periodo meraviglioso, risparmiandone paure, dubbi ed errori. Ho deciso di condividere le mie conoscenze e le mie esperienze sulla pagina Facebook “Mamma Fitness Italia” nel 2016 con articoli e post per rendere la scienza alla portata di tutti. Per informare e per cercare di essere quel punto fermo che manca, soprattutto in gravidanza. Oggi la pagina è praticamente un’enciclopedia, ma col tempo mi sono resa conto che non bastava per essere efficace. Troppo difficile ricercare gli argomenti e troppo complicato andare a fondo di un problema con un semplice post.
Inoltre mi trovavo costretta a passare ore a rispondere a commenti e messaggi per chiarire i dubbi che, come è giusto che sia, possono venire quando si impara qualcosa di nuovo.
Ecco che ho scritto il libro “Tutti Pazzi per Mamma”, con la missione di essere una guida da portare sempre con sé – pur essendo un pò spessa 🙂 – che potesse rispondere ai dubbi di una donna in gravidanza… e non solo!
Ci ho messo del tempo, quasi 2 anni, ma ne è valsa davvero la pena. Onestamente non conosco nessun altro libro così completo e così aggiornato.
Come ti dicevo, la mia missione è aiutare le altre donne a vivere serenamente il “diventare mamma” e per quanto questo possa sembrare bello e romantico, è anche una grande responsabilità. Prendo estremamente sul serio la questione e tutto ciò che pubblico o che scrivo proviene da fonti scientifiche certe. Lo dimostra la bibliografia scientifica del mio libro di 12 pagine, che tra l’altro, racchiude soltanto gli studi principali a cui ho fatto riferimento.
E come conseguenza quasi automatica sono nati i miei programmi Wonder WoMam Gravidanza e Wonder WoMam Post Parto in cui ho inserito il mio esatto percorso di alimentazione, con i dovuti approfondimenti e i miei allenamenti, settimana per settimana!
Come dire, se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu! 

Perché il tuo libro è diverso dagli altri sulla gravidanza?

Innanzitutto perché è un manuale unico che copre tutte le aree che servono ad una donna per prendersi cura di se: Alimentazione, Allenamento, Integrazione e Stile di Vita.
E questo è già più unico che raro. La maggior parte degli editori preferiscono venderti il libro sull’alimentazione, poi quello sulla dieta specifica per ogni trimestre, poi quello sugli esercizi, poi quello sull’allattamento, e così via. Spendi un sacco di soldi in libri che non leggerai mai.
In Tutti Pazzi per Mamma hai tutto in un unico manuale.
Ma la cosa che lo rende davvero speciale è che è come se lo avessi scritto per me, all’interno ci sono le mie ricerche, le mie esperienze, e niente è più accurato di qualcosa che viene fatto per sé stessi. Non è il classico libro del professore di medicina; nel mio libro trovi la scienza, si, ma tradotta, filtrata e adattata alla vita vera di una mamma di 3 bambine. Non mi perdo in chiacchiere, ma ti dico cosa fare e ti spiego il motivo. Non voglio lasciarti dubbi.


Come mai secondo te c’è ancora così tanta disinformazione su quella che è la “vera” alimentazione corretta?

Partiamo dal presupposto che nessuno ha la verità in tasca, tanto meno io! 
Odio le persone che non cambiano idea, che non sperimentano solo per avere ragione a tutti i costi. 
L’alimentazione che io propongo, che non è altro che l’alimentazione Paleo, Paleo Dieta, Alimentazione secondo natura o Evolutiva comunque la si voglia chiamare, è uno stile alimentare – per essere precisi, uno stile di vita – a cui sono arrivata gradualmente, dopo aver provato e studiato tutte le principali diete proposte oggi… si sono stata anche “fruttariana” ma ho resistito una settimana. Mi è bastato!
Ho scelto questo stile alimentare per me e per la mia famiglia, ormai diversi anni fa, perché è quello che mi ha dato più benefici da un punto di vista estetico, ma soprattutto di salute. Oltre ad essere ampiamente supportato a livello scientifico e medico, devi sapere che si chiama “secondo natura” perché prevede tutta una serie di alimenti assunti anche dai nostri antenati e con la più grande bio disponibilità e bio compatibilità in assoluto, cioè perfetti per la nostra specie.
Ma per rispondere alla tua domanda, devo purtroppo dirti che il mercato che gira attorno all’alimentazione è davvero grande e gli interessi in gioco sono tantissimi. Il benessere reale delle persone non fa guadagnare come vendere pastiglie miracolose che permettono di dimagrire mangiando pasta e pane a sfinimento, o bibitoni per sostituire i pasti. 
Ci sono tanti studiosi di serie B che si fanno forti dei luoghi comuni per accontentare la gente, per dar loro quello che fa comodo, invece che quello che fa bene! 
I salotti televisivi sono pieni di ciarlatani, ma non posso e non voglio dare la colpa solo a loro. Ci vuole coraggio e determinazione per prendersi cura di sé, e non è facile trovare queste caratteristiche in giro! 
Sono una persona che crede fortemente negli altri e devo dirti che la risposta che ho avuto con il lancio del libro mi ha confermato che ci sono davvero tante donne la fuori pronte a chiedersi di più, donne che sono una speranza per il cambiamento e un’ispirazione per me e per le proprie famiglie. Tu Monica, ne sei esattamente un esempio.

Dieta mediterranea: sfatiamo un mito e spieghiamo perché non è la migliore, in gravidanza ma non solo…

Il vero mito da sfatare è che la dieta mediterranea che si intende oggi, non è la vera dieta mediterranea!
La vera e originale dieta mediterranea prevede l’assunzione bilanciata di proteine animali, grassi sani e carboidrati da frutta e verdura. Questo significa verdure di stagione, cacciagione, pesce azzurro, olive e olio EVO, capperi, frutti di bosco, tuberi, noci… La lista è lunga ma di certo non comprende pasta e pane. 
La vera dieta mediterranea non è la dieta della pizza o della pasta al sugo. Chi ve la racconta così è sicuramente poco informato. 
La dieta mediterranea per come viene spacciata oggi è un miscuglio di antinutrienti e sostanze infiammatorie che creano dipendenza come i cereali, i legumi, lo zucchero e i latticini.
Questi alimenti avvelenano il tuo corpo e non forniscono assolutamente nulla che non si possa trovare in una forma migliore e priva di sostanze tossiche in verdura, carne, pesce, uova, frutta e frutta secca. Anzi, sono ricchi di sostanze anti-nutrienti che impediscono o limitano, la giusta assimilazione dei nutrienti essenziali per il corretto sviluppo del feto.
Nel libro Tutti Pazzi per Mamma, spiego nello specifico cosa accade al corpo quando assumiamo questi alimenti, per tutte le nerd come me! 
Smettiamola di credere che si può essere in salute e sentirsi bene nel proprio corpo mangiando cibo spazzatura e impariamo soprattutto a riconoscere qual è questo cibo, così da evitarlo! È una favola a cui è bello credere, ma prima o dopo il corpo presenta il conto!
Concludo ringraziandoti ancora per l’opportunità di questa breve intervista con la quale spero di aver mosso la curiosità e di aver stimolato il desiderio di non accontentarsi di molte tue lettrici! 
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5G: tutto quello che ancora non sai, e devi assolutamente sapere

 

Ci spacciano questo 5G come la più grande innovazione “da e per” il futuro: ma tu, quanto e cosa sai su questa tecnologia di “quinta generazione”?
Iniziamo con il chiarire una volta per tutte di cosa si tratta, e quali sono i reali rischi per la salute. Per farlo abbiamo scambiato due chiacchiere con due ingegneri di tutto rispetto: Alessio Angeleri e Angelo Rossiello, di Evolutamente.it, il portale per eccellenza dello stile di vita evoluzionistico.

Alessio, ci spieghi in maniera semplice – per chi ancora non lo sapesse – cos’è il 5G?

Il 5G rappresenta la quinta generazione del mondo wireless, che si prepone l’obiettivo di fornire una piattaforma efficiente – altissima velocità, ridotto consumo energetico, minore latenza, alta densità – in grado di realizzare il famoso progetto “Internet of Things”, una digitalizzazione globale a livello planetario volta a operare su tutti i livelli della nostra quotidianità.
Le bande di frequenza al momento previste nel nostro Paese sono: 694-790 Mhz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz, con la necessità di un elevatissimo numero di ripetitori e della rimozione di eventuali barriere naturali (alberi).

 

E come interferiscono con la nostra attività cerebrale le onde a bassa, ma costante intensità di questa tecnologia?

I negazionisti, a causa della totale ignoranza in biofisica o per evidenti conflitti di interesse, pongono l’accento sulla capacità di ionizzazione o sugli effetti termici della radiazione elettromagnetica, trascurando totalmente il fatto che il contenuto energetico del segnale (legato alla frequenza) e la potenza di emissione, rappresentano solo la metà della storia. Infatti, alcuni trial ed evidenze epidemiologiche, mostrano chiaramente come una continua esposizione a segnali ‘deboli’ e a scarso contenuto energetico, sia molto più dannosa rispetto a una breve esposizione ad una fonte di radiazioni altamente ionizzanti.
Questo perché i dispositivi con cui lavoriamo operano nel bel mezzo di ‘finestre biologiche’ fondamentali per i processi biochimici dell’organismo. Entrando in risonanza con le biomolecole, infatti, esse sono in grado di interferire con i processi cellulari.
Le nostre biomolecole, infatti, in maniera del tutto analoga ai nostri telefoni, tablet e pc: ricevono delle vere e proprie ‘istruzioni’, e questo avviene non solo a livello cerebrale, ma in tutto l’organismo.
Inoltre le modulazioni digitali creano rumore distribuito su una larga banda di frequenze, che è la componente elettromagnetica più biologicamente attiva. Ci tengo a ricordare che non è solo il 5G ad interferire, ma anche tutte le altre piattaforme per la telefonia mobile (3G, 4G), Wi-Fi, Bluetooth, e anche l’elettricità sporca nelle nostre case. Tutte sono in grado di provocare permeabilità delle membrane cellulari, con la conseguente depolarizzazione.
Il 5G, a causa della capillarità dei ripetitori e del tipo di trasmissione dei dati, va solo ad esacerbare problematiche già esistenti con le vecchie tecnologie.

Angelo, quali sono i rischi reali e concreti di questa nuova “tecnologia di quinta generazione”?

I rischi del 5G sono ben più importanti di quelli delle tecnologie precedenti. Oltre 20.000 studi condotti da ricercatori molto bravi e famosi ci dicono che le onde elettromagnetiche possono interferire con l’acqua di cui siamo composti per circa il 70% in volume (99% sul numero delle molecole).
Tutte queste interferenze possono provocare (o esacerbare):

  • stress ossidativo – che abbassa le nostre difese immunitarie
  • Problemi al corretto funzionamento dei canali di calcio creando o esacerbando permeabilità di barriera – per esempio intestinale e cerebrale
  • Favorire alcuni tipi di tumore
  • Favorire un impoverimento della qualità e della morfologia dello sperma maschile – alcuni studi su cavie sono emblematici in tal senso
  • altri problemi ben dimostrati possono esserci nella omeostasi del glucosio – diabete e sindrome metabolica
  • problemi all’emoglobina – e peggiorare il trasporto del prezioso ossigeno ai tessuti
  • l’esposizione eccessiva ai telefonini può diminuire e compromettere in modo estremamente significativo la produzione di melatonina da parte della pineale – con problemi di insonnia, problemi neurologici, diminuita capacità naturale antiossidante
  • resistenza agli antibiotici

E tanto tanto altro che approfondiremo nel nostro prossimo libro dal titolo “Beyond Longevity”, offrendo possibili ed economiche soluzioni. Speriamo di pubblicarlo a settembre prossimo. Molte di queste soluzioni sono già sono esposte nel mio libro Insonnia. Il male del nuovo secolo”.

Inoltre diamo soluzioni con consulenze specifiche sulla persona, case, uffici, palestre… Infine facciamo corsi di “Rudimenti di Light Training” lungo tutto lo stivale.



Alessio, si ipotizza possa esserci un chiaro collegamento tra 5G e viralità di Covid-19. Come stanno realmente le cose?

Sicuramente le onde elettromagnetiche non native (non solo il 5G), pur non essendone la causa diretta, possono contribuire in modo consistente all’infezione.
Questo perché interferiscono con il sistema immunitario e provocano permeabilità delle membrane cellulari, favorendo la replicazione virale.

 

Angelo, c’è qualcosa che possiamo fare concretamente per opporci a questa tecnologia di ultima generazione?

Le strade sono sostanzialmente 2: la prima è continuare, da parte di chi non è allineato ai diktat mainstream che spingono sempre più violentemente verso l’uso di queste tecnologie, a fare controinformazione come stiamo facendo da molti anni a questa parte con il nostro blog, presentando incessantemente gli ultimi studi in materia. Con questa controinformazione si spera in qualche modo – diretto o indiretto – di sensibilizzare sindaci e tutte le autorità politiche. E riuscire magari a bloccare il progetto nell’attesa che dati sui pericoli alla salute pubblica possano essere chiariti una volta e per tutte.
Considera pure che l’inquinamento elettromagnetico non è come quello atmosferico che spesso si vedeÈ totalmente invisibile all’occhio umano ed animale.
Un’altra strada che possiamo tutti percorrere sin da ora è quella di utilizzare metodi proattivi per proteggersi. Può essere di grande aiuto seguire i nostri corsi, informarsi ed applicare su se stessi e sui propri cari alcune delle semplici strategie di biohacking che proponiamo. Per esempio praticare earthing o prendere il sole con precise modalità. Oppure migliorare la qualità del sonno. Sono tutte strategie atte a dare un sollievo momentaneo al nostro fisico e dare tempo per rinforzarsi/rigenerarsi e resistere nel tempo diventando resiliente.
Lasciami dire che con i nostri strumenti di misura troviamo ovunque situazioni allarmanti persino con tecnologie 4G con valori ben al di sopra persino di quanto stabilito dalla legge che, in Italia, è tra le più stringenti al mondo. Pensa che il limite stabilito dall’OMS è di 61 V/m, mentre in Italia è di 6V/m seppur attaccato e rivisto, non nel suo valore medio, nel corso delle legislature che si sono succedute dal primo decreto legge. Gli studi invece di parlano di un limite sicuro di 0,2 V/m.



Angelo, Alessio… l’installazione del 5G ovunque significa in realtà molto di più: dove inizia e dove finisce la perdita dell’identità a favore di un pensiero unico comune?

L’internet delle cose, con il quale praticamente tutto – dal collare del cane, alle scarpe da running, ai pannolini dei bambini – sarà connesso, avrà un incredibile potenziale in termini di violazione della privacy e di controllo delle masse.
La capacità della rete 5G permetterebbe di controllare ogni nostra singola azione; e questo non è affatto frutto di manie paranoiche, basta osservare quello che sta avvenendo in Cina, dove la popolazione è già pienamente immersa in questo tipo di scenario.
Come? Qui da noi c’è la democrazia? Tanti Auguri…

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Alimentazione per i più piccoli: intervista al biologo Emanuele Gambacciani

È bello scoprire come un semplice percorso di salute sia in realtà molto di più, sia in grado di aiutarti a raggiungere obiettivi strepitosi e farti conoscere persone lungimiranti, curiose e fuori dal coro.
Uno di questi è il Biologo Nutrizionista Emanuele Gambacciani, che seguo “virtualmente” da un po’, e ammiro molto per la sua schiettezza nel comunicare uno stile di vita “secondo natura”. Inutile dire che sposo in toto la sua filosofia, e il suo approccio all’alimentazione soprattutto per i più piccoli.
Il suo libro “Dall’alba al tramonto” personalmente l’ho divorato, e lo consiglio caldamente a chiunque abbia voglia di uscire dagli schemi e capire a fondo, una volta per tutte, come siamo programmati. E come fare per rimanere in salute.

Emanuele, spiegaci come mai provi un certo disagio a definirti “nutrizionista”…

Ciao Monica, innanzitutto grazie per questa bella opportunità e soprattutto per la tua fiducia. Bé, sebbene i pazienti mi chiamino per avere consigli nutrizionali faccio appunto veramente molta fatica a definirmi un nutrizionista. Sono un antropologo, gran parte dei miei studi sono finalizzati a studiare i vari aspetti della Natura umana. Credo infatti che lo scopo principale di chi si pone l’obiettivo di aiutare le persone a star meglio debba essere quello di accrescere le consapevolezze dei pazienti per aiutarli ad affrontare al meglio una vita che, purtroppo, di anno in anno, di generazione in generazione si fa sempre più complicata per l’essere umano. Nel mio piccolo cerco di indagare nel passato dei pazienti un aspetto per me imprescindibile per provare a conoscere il probabile stato di salute generale di chi ho davanti ed i vari conflitti emozionali oltre ai disturbi del comportamento alimentare che un paziente potrebbe avere ma di cui non è a conoscenza. Certo, non faccio una diagnosi, anche perché non solo non posso, ma non ne avrei le competenze… ma certo, mi rendo conto che indagare porta il paziente a scoprire aspetti della sua vita che mai avrebbero accostato ai disturbi per i quali mi ha contattato. Inoltre, aspetto di non poco conto, uno degli scopi che mi pongo durante la consulenza è quello di far comprendere ai miei pazienti che l’ambiente nel quale ci troviamo a vivere predispone l’essere umano alla malattia, alla sofferenza e alla fragilità. Una volta percepito questo concetto, l’alimentazione diventa uno dei tanti strumenti che abbiamo a nostra disposizione per provare a vivere sani, e felici, in un mondo malato.

 

Qual è l’alimentazione funzionale e in completo accordo alla nostra Natura Umana?

Personalmente non ho molti dubbi a riguardo, il cibo adatto alla fisiologia umana, il cibo che promuove la salute psicofisica è quello che l’Uomo ha sempre mangiato prima della comparsa dell’agricoltura. Nel dubbio la domanda da porsi prima di portare un alimento alla bocca è: “potrei mangiarlo anche crudo?”.
Se la risposta sarà affermativa quel cibo apporta beneficio all’organismo se la risposta invece è negativa le probabilità che quel cibo, non solo non nutra adeguatamente, ma che possa danneggiare il nostro organismo saranno concrete.
Chiaro, in base a quelle che sono gli obiettivi, i disturbi e le patologie del singolo paziente le indicazioni devono essere assolutamente personalizzate ma credo fermamente che, il segreto per star meglio, sia “togliere” anziché aggiungere. In quest’ottica uno dei miei obiettivi rimane quello di inserire una gamma più ampia possibile di alimenti, chiaramente fra quelli idonei alla nostra natura.
La base di partenza è quella di eliminare tutti i cibi industriali ed i prodotti confezionati, oltre cereali, legumi e latticini. Una volta che il paziente ha capito come si mangia, quali cibi fanno bene e quali fanno male, ha la possibilità di personalizzare la propria alimentazione inserendo saltuariamente anche cibi non idonei, ma è una sua scelta. Una scelta che, dopo aver provato i benefici reali di un’alimentazione pulita non potrà più fare a cuor leggero.
Lo scopo di un nutrizionista è dare indicazioni semplici ma precise, tracciare una strada, una strada che non può far a meno della consapevolezza poi, ognuno deve esser padrone della propria vita.

 

Lavori molto con i bambini: che patologie si possono curare/alleviare con una corretta strategia alimentare?

Ho due bambini piccoli, da quando sono nati ho cominciato a prendermi a cuore la salute dei “cuccioli d’Uomo” che, col passare degli anni, purtroppo, hanno la tendenza a presentare disturbi non solo sempre più frequentemente ma, di generazione in generazione, questi disturbi compaiono sempre in età più precoce. Credo che l’alimentazione serva principalmente a preservare l’integrità intestinale poiché se l’intestino non è in buona salute difficilmente il bambino lo si potrà definire “sano”. Mangiare bene preserva inoltre il bambino dall’insorgenza di malattie metaboliche, di carattere autoimmune e neurobiologico. Autismo, iperattività, disattenzione e simili stanno letteralmente esplodendo e l’alimentazione della madre prima durante e dopo il parto oltre che una sana alimentazione del bambino dopo lo svezzamento sono assolutamente imprescindibili per crescere una bambino forte e sano.

 

Perché è così importante educare ad una corretta alimentazione i nostri figli già dallo svezzamento?

Lo ho appena scritto, la salute del bambino, per quanto impensabile possa sembrare, la si “costruisce” ancor prima del concepimento. La mamma che rimane incinta deve essere in salute, avere una buona salute intestinale e mangiare meno porcherie possibili. Dal momento del concepimento in poi deve avere la consapevolezza che tutta la tossicità che inserisce nel proprio organismo con fumo, farmaci, alcol, cibo industriale, vaccini, glutine e caseina passa attraverso la placenta e va ad accrescere il grado di tossicità col quale nascerà il bambino.
La mamma, nel momento del parto, dona inoltre la propria flora intestinale al figlio e se questa non è buona il bambino parte con non una, ma due marce in meno. L’allattamento al seno è imprescindibile ma anche in questo caso la mamma deve mantenere uno stile di vita adeguato; la tossicità dei cibi, la tossicità prodotta dalla flora intestinale patogena, la tossicità del fumo e dei farmaci passa nel latte e può ulteriormente indebolire lo stato di salute generale ed il sistema immunitario del bambino il quale, una volta svezzato, andrebbe nutrito con cibo adatto all’Uomo e non con minestrine, farinate e latte vaccino.
Insomma, ho l’impressione che non sempre venga data la giusta importanza ai comportamenti della mamma prima, durante e dopo la gravidanza, ho l’impressione che molti consigli che vengono dati alle madri in gravidanza non siano assolutamente adeguati a garantire la loro e la salute dei loro cuccioli. Ho l’impressione che molte mamme non abbiano la consapevolezza che i loro comportamenti potranno condizionare lo stato di salute dei loro bambini per tutta la vita.

 

Cosa consigli alle tante mamme che ci leggono?

Consigli? Sarebbero molti ma credo che il primo obiettivo che si debbano porre i genitori sia quello di essere degli esempi per i propri figli. So che può sembrare un consiglio banale ma non lo è affatto.
I vostri figli non solo vi guardano ma vi imitano in modo sorprendente quindi, che vi piaccia o no, se volete essere credibili ai loro occhi non dovete mai fare niente che vorreste che loro non facessero. Nel momento che vi vedranno mangiare un biscotto una sola volta o vi vedranno mentre avete un comportamento inadeguato sappiate che ogni vostra raccomandazione di non mangiare dolci o non dire parolacce varrà meno di zero. Quindi cercate di responsabilizzarvi, di fare scelte adeguate per il vostro ed il bene dei vostri figli, cercate di essere liberi nelle scelte e non farvi condizionare da ciò che leggete o sentite nelle riviste e nelle trasmissioni mainstreaming, non sempre i consigli che vengono forniti sono buoni e soprattutto disinteressati. Abbiate coraggio anche di sbagliare, ma con la vostra testa, i nostri bambini non hanno bisogno di genitori perfetti ma di genitori pensanti che sappiano dare l’esempio.



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In natura non esistono scoiattoli obesi: intervista al Dottor Luca Speciani

Mai come ora essere in salute è una priorità: l’emergenza di questi mesi ci porta a riflettere sul valore di quello che scegliamo di mettere in tavola. Ogni giorno, tutti i giorni.

Luca Speciani, medico di segnale che ha scritto il libro Guida pratica alla dieta GIFT e all’alimentazione di segnale”, ci parla di come i “segnali biologici di salute” possono aiutarci a supportare correttamente il nostro sistema immunitario per far fronte a molte patologie, più o meno importanti.

Dottore, ci spiega cosa sono questi “segnali biologici di salute”?

Che si tratti di Coronavirus Covid-19 o di qualunque altro virus influenzale o invernale, i rimedi naturali che possono aiutarci a sconfiggerlo in tempi brevi sono molto simili.
Gli antibiotici non hanno alcuna utilità, se non nelle complicanze, e gli antivirali, oltre ad avere pesanti effetti collaterali, hanno dato spesso risultati alternanti.
Se poi si considera che molto spesso si “cede” alle lusinghe di un virus proprio perché ci si trova nelle condizioni psicofisiche che possono facilitarne l’insediamento – stanchezza, stress, alimentazione scorretta, sedentarietà, sovrappeso/sottopeso, basse difese immunitarie, depressione, uso e abuso di farmaci, sovraccarico tossine, età avanzata, comorbilità – risulta chiaro come la prevenzione debba basarsi anche su un lavoro causale, che rimuova i fattori predisponenti.
Una particolare attenzione va rivolta a coloro che fumano. Il fumo infatti rende inattive e disfunzionali le ciglia dell’epitelio ciliato che impediscono a batteri, virus ed altre particelle di accedere alla laringe (naso) e al polmone (trachea). Se serve un consiglio più importante di altri, forse anche di quello di lavarsi le mani di frequente, è proprio quello di non fumare.
 
Ecco dunque qualche regola igienico-nutrizionale per incominciare a volersi bene:
 
  1. Mangiare ogni giorno frutta e verdura fresche e biologiche
  2. Fare ogni giorno almeno mezz’ora di corsa/camminata all’aria aperta
  3. Non consumare cibi con zuccheri aggiunti o farine raffinate
  4. Evitare il cibo spazzatura!
  5. Non fumare
  6. Dormire a sufficienza
  7. Procurarsi ogni giorno tutte le calorie e le proteine necessarie
  8. Avere una vita sociale e familiare gratificante
  9. Combattere lo stress (che è un potente inibitore immunitario)
  10. Ridere spesso e non prendersi troppo sul serio
A queste è bene aggiungere le regole promosse dal Ministero della Salute e diramate dagli ordini provinciali relativamente al lavarsi le mani spesso e dopo ogni contatto, allo starnutire senza arrecare danno a chi ci sta vicino, all’evitare luoghi affollati in cui sia obbligatorio stare a stretto contatto con molti sconosciuti.
 

Leggendo il suo libro mi ha colpito una frase: “non esistono scoiattoli obesi”, che è poi la base della dieta Gift. Ci spiega i punti di forza di questo stile di vita?

Qualcuno ha mai visto uno scoiattolo obeso? Gli animali che vivono in natura non ingrassano mai: possono essere deperiti per carenza di cibo o in piena salute se correttamente nutriti, ma – anche in periodi di grande disponibilità alimentare – non accumulano mai grasso in eccesso. Gli unici animali grassi al mondo, oltre all’uomo, sono quelli a cui diamo da mangiare noi: il cane della zia, il gatto della nonna. Lo scoiattolo obeso del Morro Park la cui foto ha fatto qualche anno fa il giro del mondo è purtroppo nutrito dai tanti bimbi che lo frequentano con i loro cibi spazzatura: caramelle, dolcetti, patatine. La differenza tra una dieta valida e una che non lo è non sta nella quantità di cibo consumata, ma nella qualità dello stesso.
Un gran numero di nutrizionisti ritiene ancora ingenuamente che “una caloria sia sempre una caloria”, sottintendendo con ciò che se si mangia una caloria in più, questa inevitabilmente genererà ingrassamento. Purtroppo le cose non stanno così. Il fallimento delle diete ipocaloriche (in cui si perde peso perdendo soprattutto muscolo e si recupera poi tutto con gli interessi in tempi brevi) è sotto gli occhi di tutti. Ed è ora di dire basta a questa presa in giro.
Dieta Gift (dieta di segnale) basa i suoi effetti sulla regolazione ipotalamica verso l’accumulo o il consumo grazie allo stimolo naturale di molecole segnale. L’azione di queste molecole – leptina, resistina, visfatina, adiponectina – che rispondono in modo preciso a modifiche nello stile di vita, rende del tutto superato, perché scientificamente obsoleto, il calcolo delle calorie come sistema di dimagrimento. Qualunque regime alimentare che oggi ignori questi aspetti è destinato all’insuccesso o a successi solo temporanei o casuali. Più di 300 medici e circa 150 nutrizionisti applicano in Italia la DietaGIFT o la medicina di segnale.

Come lo stile Gift può aiutarci a supportare il sistema immunitario?

Alla base del metodo GIFT ci sono normocaloricità, normoproteicità e qualità degli alimenti. Detto questo se vogliamo stimolare il nostro sistema immunitario con integrazione naturale, i lavori scientifici disponibili ad oggi suggeriscono un apporto regolare o in acuto di:
 
  • Vit.C – un potente antivirale
  • Vit.D – antivirale e protettiva nelle infezioni respiratorie
  • Vit. A – dotata di un’importante capacità di risposta antivirale: una sua carenza riduce le naturali risposte anticorpali e impedisce alle cellule natural killer di esercitare la loro preziosa azione di pulizia
  • Zinco – efficace se preso nelle prime 24 ore di insorgenza di un raffreddamento
  • Rame – aiuta a prevenire la diffusione del virus influenzale
  • Manganese – blocca la capacità di replicazione del virus
  • Fermenti latticiLattobacilli e bifidobatteri proteggono l’intestino da batteri e virus patogeni grazie alle loro batteriocine naturali e all’occupazione di nicchie biologiche
  • Echinacea – un potente antivirale per le infezioni respiratorie virali
  • Eleuterococco – attività antivirale radice di eleuterococco
  • Astragalo – ha un’azione antinfiammatoria a livello dei bronchi e una documentata azione antivirale nell’adulto
  • Propoli – uso locale, disinfezione, spray orale, azione antinfluenzale
  • Olio tea treeMelaleucaalternifolia: inibisce la replicazione virale. Si usa spesso per sciacqui, gargarismi, o anche in gocce

È possibile combattere stanchezza e stress a tavola?

Una dieta di segnale apporta leptina all’ipotalamo, stimolandolo a secernere molecole in grado di fare meglio lavorare il surrene (organo produttore di cortisolo e adrenalina). Stanchezza, stress, esaurimento altro non sono che segni di abbattimento surrenale.
Una dieta normocalorica, normoproteica e di alta qualità non può che prevenire e curare stanchezza e stress, a livello centrale.
 
 

Quali sono le regole di base dello stile Gift…

Vediamo una per una le regole alimentari necessarie a mantenere efficace il segnale leptinico al cervello. Vedremo come la elegante complessità del nostro corpo non disdegni di utilizzare segnali cronobiologici (orario pasti), muscolari (masticazione), biochimici e ormonali per raggiungere i propri obiettivi.
 
  • Colazione: il primo prezioso segnale!
  • Corretto bilancio proteico
  • Controllo dell’insulina
  • Masticazione lenta
  • Abbondanza di fibra alimentare
  • Equilibrio ormonale – leptina e ipotalamo
  • Eliminazione cibi spazzatura – qualità del cibo
  • Attività fisica regolare e costante
  • Buon equilibrio psichico
  • Controllo infiammazione e Food sensitivities
  • Assenza di disbiosi intestinale – microbiota
 
L’insieme di questi accorgimenti, ciascuno dei quali richiederebbe una trattazione separata, consente di tornare in forma in salute, mangiando sano ma anche abbondante, eliminando solo grasso e acqua e non muscolo!



Luca Speciani
www.dietagift.it
www.medicinadisegnale.it
www.signalmedicineacademy.com
 
Medico chirurgo – OMCeO MB 3489
Dottore in Scienze Agrarie – Master in Nutrizione e Dietetica
 
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Alimentazione come supporto alla fertilità: intervista al Dottor Gennaro Ippolito

Al giorno d’oggi sono sempre di più le donne che incontrano difficoltà oggettive nel concepimento. Spesso e volentieri una revisione delle abitudini alimentari potrebbe giocare a favore e aiutare a superare ostacoli a prima vista insormontabili.
Ippocrate diceva “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. A quanto pare qualcosa non torna se la società in cui viviamo oggi sembra andare nella direzione opposta e sembra sottovalutare proprio l’enorme potere terapeutico di una corretta strategia alimentare.


Abbiamo fatto due chiacchiere con il Dottor Gennaro Ippolito – esperto in strategia chetogenica e in consulenza nutrizionale & farmaceutica – per capire quali sono le connessioni tra alimentazione e infertilità, dato che il cibo gioca un ruolo chiave anche in queste dinamiche – che, ahimè, passano per lo più inosservate.

C’è un legame tra alimentazione e infertilità?

Alimentazione e fertilità sono strettamente collegate: più di quanto si possa credere! L’organismo umano nella sua complessità svolge una infinità di reazioni biochimiche ogni secondo della sua vita, e tutte sono mediate da sostanze di natura endogena (biosintetizzate) o introdotte dall’esterno. In entrambi i casi hanno molto spesso come base molecolare di partenza i nutrienti alimentari: vedi la sintesi ormonale, le proteine specifiche, i glucidi nella loro complessità e gli acidi grassi come costituenti della permeabilità cellulare. Un’infinità di molecole biologicamente attive partecipano alla vita del nostro organismo e lo rendono capace di adattarsi, procreare e resistere alle avversità. Sono anche in grado – ed in questo caso si parla di malnutrizione! – di farlo ammalare: un esempio sono le neoplasie in genere, oppure come le patologie neurodegenerative o metaboliche come obesità, dislipidemie, morbo di Azheimer e molte altre. Oggigiorno assistiamo, secondo le ultime pubblicazioni Istat, ad un incremento ponderale del peso corporeo nella popolazione, pari a ritenere in sovrappeso ben un cittadino su 3! C’è un’incidenza spaventosa delle patologie metaboliche, con un incremento triplo nell’ultimo decennio. I dati su insulino-resistenza, diabete, dislipidemia, patologie cardiovascolari e neurologiche sono allarmanti, e simultaneamente, i centri di fecondazione assistita si riempiono sempre di più. Sarà un caso? Sicuramente no! Le disfunzioni glucidiche, lipidiche, metaboliche in senso lato, derivanti sia da agenti esterni che alimentari, come l’uso compulsivo di cibo spazzatura o squilibrato nei macronutrienti: determinano una disfunzione nella regolazione cellulare ed uno stress ossidativo tale da compromettere negativamente sia l’apparato riproduttivo maschile che femminile.

Long-Term Adverse Effects of Oxidative Stress on Rat Epididymis and Spermatozoa.
Wu PY, Scarlata E, O’Flaherty C.
Antioxidants (Basel). 2020 Feb 19;9(2). pii: E170. doi:10.3390/antiox9020170.
The Effect of Low Carbohydrate Diets on Fertility Hormones and Outcomes in Overweight and Obese Women: A Systematic Review.
McGrice M, Porter J.
Nutrients. 2017 Feb 27;9(3). pii: E204. doi: 10.3390/nu9030204. Review.

Può una corretta strategia chetogenica supportare la fertilità, e se sì, come?

Certo, a partire dall’introduzione di alimenti di qualità, ossia nutrizionalmente validi: carni grass fed, pesce, verdure non trattate. Associata ad un basso consumo di prodotti industrialmente lavorati come cereali, farine, carboidrati semplici o complessi nelle varie forme in cui possono esistere in commercio. Questo abuso di cibo spazzatura è divenuto sempre più irresponsabile genera serie problematiche di food craving (dipendenza da cibo): produce infatti durante la digestione la formazione di radicali liberi e di intermedi metabolici pro-infiammatori, determinando l’attivazione a livello gastrico – e non solo! – di citochine endogene, sostanze responsabili in molti casi di una infiammazione basale. Lo stato di chetosi nello specifico, ossia una modulazione estrema in termini di macronutrienti dell’intake glucidico, determina anche una modulazione della sensibilità cellulare ormono-mediata e della concentrazione ematica degli ormoni femminili. In pazienti in trattamento con Pcos e Endometriosi, in parecchi casi si assiste ad un netto miglioramento della sintomatologia. Una delle funzioni primarie di questi ormoni – vedi estrogeni e progestinici che svolgono un ruolo fondamentale nella maturazione degli ovociti, sulla sensibilità follicolare e sull’attecchimento embrionale, è quella di determinare un incremento della percentuale di fecondità della paziente.

The effects of a low-carbohydrate, ketogenic diet on the polycystic ovary syndrome: a pilot study.
Mavropoulos JC, Yancy WS, Hepburn J, Westman EC.
Nutr Metab (Lond). 2005 Dec 16;2:35.
Impact of diet and bariatric surgery on anti-Müllerian hormone levels.
Nilsson-Condori E, Hedenbro JL, Thurin-Kjellberg A, Giwercman A, Friberg B.
Hum Reprod. 2018 Apr 1;33(4):690-693. doi: 10.1093/humrep/dey032.
The impact of keto-adaptation on exercise performance and the role of metabolic-regulating cytokines.
Sherrier M, Li H.
Am J Clin Nutr. 2019 Sep 1;110(3):562-573. doi: 10.1093/ajcn/nqz145.

Una visione d’insieme è a quanto pare l’unica strada percorribile per i medici di oggi. È d’accordo?

Il mondo scientifico o almeno una parte di esso ed in continuo crescendo, concorda con la multidisciplinarietà del trattamento al paziente. Una “visione di insieme” è necessaria per affrontare con un approccio a 360 gradi e indagare tutto l’aspetto biologico, sociale, farmacologico, patologico, di un paziente. Sempre più spesso si parla infatti di medicina funzionale o approccio funzionale: contrariamente a definizioni o dogmi, spesso e purtroppo monovisionari e chiusi, determina una migliore compliance e aderenza terapeutica del paziente stesso.

In questo contesto, quali sono i consigli nutrizionali che si sente di darci?


È una domanda molto complessa difficilmente stilizzabile in poche righe, poiché tutto è in funzione del paziente stesso. Ogni uomo o donna, nella sua diversità può aver bisogno di una nutrizione differente, determinata da fattori quale età, condizione fisica e psicologica o in funzione dell’obiettivo da raggiungere. Per lo sportivo ad esempio, è opportuno usare un apporto amminoacidico e glucidico adeguato, e soprattutto modulato in base alle esigenze prestazionali o agonistiche. Nella donna, specialmente se gravida, utilizzeremo alimenti per integrare un apporto maggiore di folati, vitamine del gruppo B, Epa e Dha; nell’uomo, qualora come obiettivo ci fosse la procreazione, useremo folati e coenzima Q10 per migliorare la spermatogenesi. L’integrazione di fibre e la calibrazione dei micronutrienti si è rivelata negli ultimi decenni indispensabile per il mantenimento salutare del microbiota intestinale, sia per il trattamento delle disbiosi che delle problematiche inerenti alla sindrome del colon irritabile.
Recentemente, sempre più spesso, si parla di asse intestino-cervello mettendo in correlazione l’apparato gastro-intestinale con l’attività cerebrale, in termini di modulazione ormonale ed il relativo ruolo nelle funzioni biologiche e di gestione contro i patogeni.

Influence of oral vitamin and mineral supplementation on male infertility: a meta-analysis and systematic
review.
Buhling K, Schumacher A, Eulenburg CZ, Laakmann E.
Reprod Biomed Online. 2019 Aug;39(2):269-279. doi: 10.1016/j.rbmo.2019.03.099. Epub 2019 Mar 16. Review

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Paleo, molto più che una filosofia di vita

Ho conosciuto personalmente Francesca Pietrobon e Davide Cabras di Paleo Advisor, e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
È bello incontrare curiosità, professionalità e soprattutto coerenza, in un contesto così vasto – e a tratti molto confuso e disorientato! – come quello che tratta di alimentazione e salute.
Sono stati davvero una piacevole scoperta: con questa intervista doppia voglio farvi conoscere meglio il “vero” mondo Paleo e la loro realtà, costruita con onestà intellettuale, passione e tanta dedizione.


Francesca, Davide: come nasce il progetto “Paleo Advisor”?

Francesca: PaleoAdvisor è nato perché ho intercettato un’esigenza. Frequentavo il gruppo Facebook Paleoitalia da qualche anno e lì le richieste di consigli di professionisti o attività che fossero in sintonia con i principi della dieta paleo erano all’ordine del giorno. Se si era fortunati si trovava il contatto giusto attraverso il passaparola. Per questo mi venne l’idea di creare un unico spazio in cui trovare tutte queste informazioni con una semplice ricerca, uno spazio di cui io per prima avrei avuto piacere di essere fruitrice. Avevo conosciuto Davide Cabras da nemmeno un mese, sempre grazie a Paleoitalia, quando gliene parlai. Ricordo ancora come gli si illuminarono gli occhi di gioiosa incredulità quella volta! Credo sia stata la provvidenza a farci incontrare. Le criticità e le difficoltà incontrate nelle fasi di sviluppo, di lancio e di crescita di questo progetto non sono state facili da affrontare nemmeno in due, ma noi siamo spiriti affini ma con attitudini e disposizioni completamente diverse e complementari e questo è stato ed è tuttora fondamentale per il successo della piattaforma.

Davide: Paleoadvisor è il risultato di passione e dedizione a sostenimento del mondo evolutivo.
Lo stile di vita ancestrale è senz’altro l’unica via da prendere per uno stile di vita ottimale. Ciò che realmente può portare il nostro terreno (noi come persona) in condizioni positive stabili.
Due persone che insieme hanno unito le loro menti nel momento in cui la richiesta di luoghi di ristorazione, attività commerciali e professionisti che sposassero il mondo paleo, si faceva sempre più percepire nel territorio italiano.
Il risultato? La prima piattaforma di geolocalizzazione dedicata interamente allo stile di vita secondo natura!

Qual è la vostra mission?

Francesca: PaleoAdvisor non è nato per sostituirsi a tutti i validi canali di informazione già esistenti, ma per fungere da amplificatore e da contenitore coesivo di una community. Chi all’inizio può aver pensato a noi come “newcomers” arrivisti è perché non conosce le nostre storie, quanto crediamo in questo progetto e quanto poco ci interessi trarne profitto. Se così non fosse stato, probabilmente PaleoAdvisor avrebbe già chiuso.
Per tornare alla tua domanda il suo scopo è permettere alle persone che intraprendono questo percorso di poter instaurare un dialogo e un rapporto con professionisti che possano comprenderli e sostenerli, ma anche di permettere agli stessi professionisti di conoscersi tra di loro e instaurare collaborazioni, tutte cose che si sono verificate e di cui siamo davvero orgogliosi.
Questo, se vogliamo, è lo scopo più evidente e dichiarato, ma c’è anche un altro aspetto che mi sta molto a cuore. Credendo nella bontà di questo stile di vita credo che dare risalto ai professionisti che ne sposano i principi possa accrescerne il valore anche agli occhi dei più scettici e diffidenti.   

Davide: La nostra Mission è appunto quella di dare la possibilità agli utenti di aver ogni strumento per condurre al meglio uno stile di vita secondo natura.
Siamo decisi nel creare una sorta di community che sia luogo di apprendimento e confronto sul mondo della medicina, nutrizione evoluzionistica e fare sport seguendo quelli che sono i veri dettami dell’evoluzione del Sapiens.

“Vivere Paleo” in 3 parole…

Francesca: Conosci il detto “il calzolaio ha le scarpe rotte”? Te lo dico perché ormai dovrebbe essere chiaro a chi è informato sull’argomento che “vivere paleo” dovrebbe significare ben oltre che l’esclusione di certi cibi dalla propria alimentazione, e lo stile di vita che conduco, per ragioni di lavoro ma anche di pigrizia, è ben lontano dall’ideale “paleo” che avrei in testa. Vivere più a contatto con la natura, fare più attività all’aria aperta… Potrei fare molto di più, e sicuramente mi impegnerò sempre in tal senso, ma se ripenso al passato ho modificato così tante piccole abitudini e credenze che forse quello che a me sembra ancora poco, sarebbe già uno stravolgimento per la maggior parte delle persone.
Se posso risponderti davvero con tre parole per me significa “vivere con consapevolezza. Per una come me che ha passato l’adolescenza a lottare contro il cibo, ma anche a cercare di comprenderne i meccanismi di influenza sul nostro corpo e sulla nostra mente, leggere Wolf è stata una vera e propria illuminazione, che ha sradicato in un attimo tutte le nebulose sovrastrutture che negli anni si erano accumulate nella mia mente senza portare da nessuna parte. Quel libro è stato il punto di arrivo di una fase del mio percorso di ricerca e il punto di partenza di un’altra. Prima camminavo a tentoni, ora avevo una bussola con cui orientarmi.

Davide: Vivere Paleo in 3 parole? Te le dico in inglese che fa più figo:

  • Sun – fonte di vera vita/energia
  • Cuore – vita di relazione con le persone che ci circondano e veramente ci vogliono bene
  • Real Food – cibo vero, cibo secondo natura, cibo che non subisca eccessiva cottura, ma soprattutto che non sia trattato industrialmente in maniera alcuna…

Qual è il “vero” approccio Paleo”?

Francesca: Quando “paleo” diventa una etichetta da apporre su prodotti alimentari industriali, farine o ricette troppo elaborate, significa che abbiamo perso il significato di questa parola. Questo modo di vedere viene bollato come estremismo, invece secondo me gli estremisti sono quelli che hanno bisogno di associare questa parola a tutte le cose a cui non vogliono rinunciare. È un modo di sentirsi a posto con la coscienza. 
Io non penso assolutamente che dobbiamo privarci di tutto sempre e comunque, al contrario, perché non siamo fatti solo di carne e non sono degli sgarri saltuari a farci ammalare, ma mi piace chiamare le cose con il loro nome, altrimenti si crea confusione e si diventa facile oggetto di critiche. 
L’importante è fare le cose con testa e in modo equilibrato e consono alle proprie condizioni di salute. Le informazioni sono alla portata di tutti. Se la Paleo vuole avere ancora un valore può farlo non lasciandosi trascinare nella degenerazione consumistica tipica di altri regimi alimentari, come il veganesimo. Mi piacerebbe che la Paleo si preservasse da certi fanatismi, mantenendo un approccio più serio e scientifico.

Davide: Il vero approccio Paleo ultimamente, come dice il buon Angelo Rossiello, viene considerato solo sotto l’aspetto nutrizionale, ovvero: Paleo diet e stop.
Peccato che:

  1. Negli ultimi tempi il posizionamento in una comfort zone sia molto succulento per molti utenti che decidono di sposare questo mondo. Mi spiego meglio: sono convinto che una persona che passa da una dieta mediterranea (storpiata) ricca di carboidrati raffinati ad alto indice glicemico e povera nutrizionalmente (non elettiva per l’uomo) debba adattarsi in modo graduale al nuovo percorso (si spera definitivo), però cercare dei surrogati sostitutivi per sopperire la mancanza di alcuni cibi dannosi sia errato, a lungo termine.
  2. La tecnologia che ci porta costantemente a contatto con campi elettromagnetici non nativi, luci artificiali (che ci rivestono come involucri per tutto il tempo), mancanza di esposizione al sole, mancanza di connessione con la Madre Terra, ritmi sonno/veglia completamente sfasati, ci condurrà lentamente ad ammalarci in maniera inesorabile. Questa è una problematica che se non viene trattata con un approccio adeguato, neanche la paleo diet potrà risolvere.

A chi è adatto questo stile di vita?

Francesca: La paleo è adatta a tutti, in quanto esseri umani, ma non tutti sono adatti alla paleo. 
L’obiettivo di chi ha compreso la paleo nella sua accezione più ampia è quello di ridurre quanto più possibile tutti quelli che chiamiamo mismatch evolutivi, partendo dagli studi più aggiornati sulla nostra biologia evolutiva. Non è una ricetta definitiva e preconfezionata, ma un percorso di apprendimento. Quante persone hanno la voglia e l’interesse di studiare e di mettersi continuamente in discussione? 
Io non credo sia un caso che moltissime persone che si sono avvicinate a questo ambiente lo abbiano fatto in seguito a diagnosi di malattie autoimmuni o in seguito ad altri problemi di salute di vario genere. Se non scatta dentro le persone qualcosa che le spinge a cercare, è normale che si fermino in superficie e vedano nella paleo niente di più che una delle tante mode passeggere, senza capire quello che di più profondo ha da dare.

Davide: A mio avviso questo stile di vita (purtroppo) è adatto a pochi, ma va bene cosi! Come si dice? SELEZIONE NATURALE!
Solo chi veramente è disposto a fare delle rinunce (tra l’altro inutili) per riprendere in mano la propria salute sarà in grado di affrontare questa strada verso il benessere assoluto.
Purtroppo anche la disinformazione di oggi giorno non aiuta ed i mass media sempre pronti a schierarsi contro, la fan da padroni.
D’altra parte però…
…siamo qui per questo, no??! 🙂

Interview, Lifestyle, To Be Woman

Digiuno secco per disintossicarsi e ringiovanire

La sovrabbondanza e la sovralimentazione sono probabilmente i mali peggiori dei nostri tempi. Ci siamo evoluti ma siamo un popolo di “malati”.
Un vero e proprio paradosso a tutti gli effetti.
Ecco perché o scegliamo di cambiare abitudini, o siamo destinati a soccombere, in un modo o nell’altro.
Una delle abitudini migliori che possiamo decidere di “imparare” e inserire nella nostra quotidianità, è il digiuno, nella sua forma più pura ed efficace. Quella del Digiuno Secco – detto anche DS.
Un’astinenza terapeutica da cibo e acqua: uno straordinario metodo per disintossicarsi e ringiovanire!

Abbiamo scambiato due chiacchiere con la Biologa Nutrizionista Ethel Cogliani, ideatrice insieme a Stefano Andrade di FunFastik, il primo metodo divertente e semplice per avvicinarsi alla corretta esecuzione della pratica del DS.

Ethel, il digiuno secco sembra essere una vera e propria “tecnologia”, semplice precisa e davvero completa. Ci racconti da dove arriva questa pratica così attuale eppure così “antica”?

Possiamo dire che il digiuno secco sia nato prima che l’Uomo venisse sulla Terra: è infatti nato con la vita sulla Terra ed è una strategia che in tutti gli ordini animali viene usata per sopravvivere alle condizioni più ostili a cui la Natura è in grado di sottoporci. E che permette quindi la propagazione della specie anche attraverso periodi più o meno lunghi di siccità e carestia.
La sua presa di posizione invece in protocolli medici strutturati è stata permessa proprio grazie allo studio e alla dedizione di intere generazioni di medici russi che dall’inizio del ‘900 del secolo scorso hanno studiato le dinamiche con cui il digiuno agisce e le conseguenze di digiuni di diversa natura e durata, allo scopo di standardizzare protocolli che avessero un’efficacia ripetibile nel tempo.
Il digiuno in Russia è diventato una delle cure ufficiali del regime sovietico dal 1973 perdendo invece quota nel momento in cui è crollato il muro di Berlino e la conseguente occidentalizzazione di tutti i protocolli medici russi.
È per questo che non vedo in modo così positivo da un po’ di tempo la caduta del muro di Berlino e mi sto chiedendo se è stato un modo per escludere o piuttosto un modo per proteggere. Ma anche questo lascio ai posteri l’ardua sentenza.
Comunque attualmente il digiuno è una pratica che non viene più passata dallo stato e quindi dalle decine di migliaia di persone che ne potevano giovare il numero si è ristretto a pochi. Pochi fortunati che si possono permettere delle cure private. È questo il grande dono alla salute che ha fatto l’Occidente alla Russia Rossa.
La cosa interessante comunque di questo intermezzo di fama estesa di questa pratica è che abbiamo veri e propri studi di popolazione tenuti in archivi immensi di casi dei più disparati curati con questa pratica.
Ad oggi sembra che nessuna cura inventata, testata e messa sul mercato sia in grado di avere la potenza che ha il digiuno – che sia esso secco o con acqua!

Quali sono i benefici diretti di una pratica di digiuno?

Ammetto sarebbe più facile dire che cosa non fa che elencare che cosa è in grado di fare il digiuno!
Il digiuno essenzialmente è in grado di attivare tutta una serie di risorse e strategie insite nel nostro corpo, in modo tale da adattare velocemente metabolismo e assetto ormonale per smistare le risorse ai distretti più importanti del corpo. E garantire quindi al massimo la sopravvivenza.
Siamo esseri duttili che comodità, mancanza di stimoli e abbondanza di cibo hanno impigrito. Tutto questo ha inoltre portato il corpo a non essere più reattivo ed avere un tempo di latenza molto lungo per cui ci adattiamo molto lentamente. In realtà in Natura siamo sempre stati abituati a passare lunghi periodi senza mangiare e talvolta anche senza bere, per poi riprendere a mangiare e a bere… sempre fino a sazietà e senza contare le calorie.
Il problema delle calorie non è dato dal fatto che mangiamo tanto ma che mangiamo troppo spesso e cibi scarsamente nutrienti. Questo innesca tutta una serie di meccanismi che inducono a richiedere più cibo e più calorie del normale mangiando fino a 3 volte più di quanto ne necessiti realmente il nostro corpo! … E poi dicono che le risorse del nostro pianeta non bastano per tutti! In realtà non sono le risorse che non bastano… siamo noi che consumiamo troppo.
I benefici del digiuno sono legati comunque alla specificità con cui agisce sulle cellule malate rispetto a quelle sane, portando ad una sorta di chirurgia cellulare di una precisione non replicabile, almeno attualmente, da nessuna terapia ideata dall’Uomo. Riesce quindi a preservare in modo netto la salute delle cellule sane.
Il digiuno, è in grado di agire in modo diverso in base anche a quanto si protrae nel tempo: alcuni effetti sono raggiungibili anche con digiuni brevi, anzi vengono proprio facilitati da digiuni brevi e ripetuti, alcuni effetti invece sono ottenibili solo con digiuni lunghi, o addirittura con digiuni lunghi e ripetuti a specifiche cadenze.
Uno degli effetti – riscontrato essere appannaggio dei digiuni brevi e ripetuti con cadenza regolare – è il dimagrimento, il miglioramento della flora e della permeabilità intestinale, il miglioramento delle prestazioni fisiche (sia in potenza che in lucidità).
Appannaggio invece dei digiuni lunghi è il reset ormonale, la gestione di stati depressivi ed ansia, la regressione di malattie complesse e conclamate da tempo.
Io personalmente ho fatto digiuni di un giorno e mezzo a settimana regolarmente dall’agosto 2018 intervallati da 3 digiuni di 3 giorni e mezzo, uno di 5 giorni e uno di 7 giorni.
Non ho mai avuto grossi problemi ma anche io mi sono portata a casa i miei bei risultati: ho guadagnato 1 kg di peso in media (passando da 49 kg a 50), maggiore massa muscolare, una pelle molto più liscia e idratata, alcuni capelli bianchi sono spariti, i miei problemi di stomaco che erano soggetti all’altalena della mia incapacità di gestire adeguatamente lo stress, sono ridotti a piccoli casi sporadici. Ho lucidità costante anche in periodi in cui normalmente addietro avrei perso il controllo, e mi sento molto più connessa alle esigenze del mio corpo. Il corpo, inoltre gestisce meglio tutte quelle “uscite dagli schemi” che prima accusava pesantemente.
Penso infatti che l’effetto più bello del digiuno è regalare una maggiore libertà e consapevolezza di quelle che sono le reali necessità del corpo. Nessuna dieta o regime alimentare riesce a farlo perché dà regole da seguire, il digiuno invece fa in modo che sia il tuo stesso corpo a dettare le sue regole poi sta a te avere il buon senso di seguirle.
La piena padronanza di ciò di cui hai bisogno penso sia l’ingrediente che manca nella nostra società: siamo costantemente agganciati a ciò che ci viene detto e non a ciò che ci diciamo.

Cos’è l’autofagia?

Risposta breve o risposta lunga? Scherzo! L’autofagia è un processo di selezione che avviene costantemente nel nostro corpo: in ogni momento ci sono delle cellule che vengono “buttate al macero”. Vengono selezionate perché non più funzionanti – troppo vecchie o malate! – e tramite un processo di riconoscimento da parte del nostro Sistema Immunitario vengono smaltite… e alcuni dei loro materiali riciclati dalle cellule sane.
È un processo costante che permette al corpo di mantenersi sano nonostante ogni giorno molte cellule diventano “potenzialmente tumorali”. Alla fine che cos’è la malattia se non un mancato smaltimento delle scorie e delle cellule non più funzionanti?
Più o meno come gli alberi rinnovano le loro foglie facendole cadere in autunno e facendone crescere di nuove in primavera, noi ogni giorno sostituiamo le cellule vecchie con cellule nuove.
Il problema sussiste quando i fattori che danneggiano le cellule sono maggiori della velocità che ha il nostro Sistema Immunitario di smaltire i danni che questi fanno.
Quindi, nel lavoro si accumulano gli arretrati, il nostro corpo diventa una discarica di rottami cellulari che diventano potenzialmente dannosi.

Chi può avvicinarsi a questa pratica?

Chiunque abbia buonsenso. Non sto scherzando. Vedo gente che fa digiuni errati: troppo lunghi, senza preparazione, partendo da alimentazioni degenerate, con patologie anche gravi senza tener conto che il digiuno è una disintossicazione e se la quantità di tossine mobilitate a maggiore alla capacità del corpo di gestirle ci si sente male.
A quel punto di chi è la colpa: del digiuno o della scarsa capacità di valutazione delle persone?
Ammetto che vedo errori grossolani che per lo più sono dovuti a fretta e sottovalutazione dello strumento che hai in mano.
Il professor Filonov, l’ultimo divulgatore del digiuno secco ama dire: “preparati al digiuno come se ti preparassi ad un operazione chirurgica”.
È questo che cerco di insegnare sempre perché questo concetto è la chiave per trasformare il digiuno da uno strumento dannoso ad uno strumento potentissimo.

Digiuno secco o digiuno idrico: quali sono le principali differenze?

Intanto direi che la prima differenza che salta all’occhio è che uno prevede l’assunzione di acqua, mentre l’altro prevede l’astensione totale anche dall’acqua.
Passando all’astensione totale dall’acqua si velocizzano i processi interni, anche il cambio dei metabolismi diventa più efficiente, le tossine vengono liberate più velocemente, il consumo di grassi diventa più cospicuo e non c’è praticamente nessun tipo di danneggiamento o perdita della componente proteica.
Mediamente chi fa il digiuno secco sente meno fame.
Il digiuno secco è interessante soprattutto per problematiche come le infezioni: sottraendo acqua la componente microbica tende a morire più facilmente.
Il digiuno secco aiuta anche a ridurre il problema del riassorbimento intestinale delle tossine, cosa che il digiuno idrico, mantenendo le mucose umide non garantisce.
Per il resto quello che penso è che è meglio digiunare che non digiunare, quindi anche se mentalmente il digiuno secco è un limite… non abbandonate mai il digiuno come idea.
In una società contaminata come la nostra vivere decentemente senza digiunare è pressoché impossibile e diventerà sempre più difficile man mano che le condizioni di inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei terreni diventeranno più cospicue. Allora sarà difficile “mangiare pulito” e l’unico modo per ovviare al problema dei contaminanti rimane dunque depurarsi regolarmente e attivare in modo sistematico i processi di smaltimento.

 

 

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