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Vuoi stare meglio? Prova a cambiare il tuo ABC

Vuoi stare meglio? Prova a cambiare il tuo ABC

Come stiamo, come ci sentiamo e agiamo dipende da tantissime variabili: alcune sono esterne a noi (ad esempio cosa ci accade o come ci vengono dette le cose), altre sono interne (ad esempio come stiamo o come reagiamo a quello che ci succede).

Abbiamo visto che una variabile rilevante nel determinare come stiamo sembrano essere i nostri pensieri e le nostre interpretazioni, ovvero gli “occhiali” e le ”chiavi di lettura” con cui guardiamo ciò che ci accade, i fatti che ci riguardano e gli eventi della nostra vita.
Se capiamo meglio i nostri pensieri capiamo meglio noi stessi.
Vi siete allenati con i vostri ABC? Avete compreso meglio le vostre reazioni? Vi conoscete un po’ di più? Spero di sì!

Proviamo ora a fare un passo in più. 

Se una quota di come stiamo dipende da che pensieri si attivano in noi (B), se riusciamo a modificare anche solo in parte i nostri pensieri, a cambiare il punto di vista da cui guardiamo le cose, ad assumere una visione diversa… cambierà anche come ci sentiamo, la nostra risposta agli eventi, la nostra reazione (C).

Gli errori principali

I tre principali “errori”/ limiti di tanti nostri (B) è che sono

  • non del tutto realistici, non corrispondenti al vero;
  • poco obiettivi (ad esempio sono parziali, esagerati, miopi, pregiudizievoli, ecc.);
  • non funzionali, non di aiuto al nostro benessere e al raggiungimento dei nostri scopi (quindi sono magari anche “veri”, ma ci fanno concentrare su cose che non ci aiutano proprio e non ci servono davvero)

Come stare meglio? Esempi pratici

Le critiche in famiglia

Riprendiamo uno degli esempi fatti.
Mio marito mi fa notare che la pastasciutta che ho preparato è scotta e che le camicie non sono ancora stirate (A). Io penso che vengo sempre criticata, che se mio marito fa così è perché non mi apprezza, forse nemmeno mi ama più (B). Mi chiudo in me stessa, salgo in camera e mi metto a piangere (C).

Ma se avessi considerato che mi stava “solo” dicendo che la pasta era cotta troppo (cosa vera anche per me) e che le camicie non erano stirate (vero a metà, alcune erano pronte, altre no)… forse non avrei reagito così male.
Se avessi valutato che anche io gli dico spesso “Non hai fatto questo, non hai fatto quello”, o non concordo con alcune cose che fa, ma non per questo non lo apprezzo su molte altre cose o non lo amo… forse non sarei stata così male.

Se fossi riuscita ad ampliare lo sguardo sul fatto che oltre ad alcune sottolineature su cose non fatte o fatte male è attento e premuroso, mi dà spesso segnali di stima e affetto, non ho reali dati che testimonino che non mi ama più! Probabilmente avrei risposto “E’ vero, la pasta non è un granché e alcune camicie non sono stirate”… punto!, risparmiando a me e a lui una quota di malessere.

Le critiche al lavoro

Riprendiamo un altro esempio fatto e proviamo a “setacciare” i nostri pensieri per rendere la nostra visione più ampia, più completa e obiettiva, e testare se questo ci aiuta a “vedere” e vivere meglio.
Il mio collega Luca ha detto che non ho fatto un buon lavoro (A); “Mi sta offendendo, come si permette? Come se lui non sbagliasse mai. E pensare che io lo sostengo sempre” (B); mi arrabbio, alzo la voce e gli dico che non può permettersi di offendermi, me ne vado con il cuore che batte a mille (C).
Se riuscissi ad avere uno sguardo più “da fuori” e ad essere più obiettiva vedrei che Luca ha fatto un commento su quel mio lavoro (non su tutto il mio lavoro o su di me), commento tra l’altro da me richiesto. Mi accorgerei che anche io non ero convinta di alcune parti del lavoro e che se capisco cosa non va posso migliorare quanto fatto, ed in fondo è proprio questo che a me interessa. Una critica non è un’offesa personale e posso sbagliare, anche se faccio fatica ad accettarlo o può disturbarmi che gli altri lo vedano; e così via…
Guardare il commento del collega da questi diversi punti di vista mi avrebbe molto probabilmente fatto reagire diversamente e avrebbe migliorato la mia reazione.

Il segreto per stare meglio

Sempre aiutati da carta e penna provate ad assumere una diversa prospettiva, a considerare altri aspetti o a guardare le cose da un altro punto di vista, anche “criticando” i vostri primi pensieri (B più realistici, obiettivi e funzionali) e vedete come va: confido che vi sarà di aiuto!

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