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Auto-svezzamento e alimentazione complementare: how to

Auto-svezzamento e alimentazione complementare: how to

Monica Montanaro Biohacking Coach

Svezzamento classico o auto-svezzamento?
Abbiamo scambiato due chiacchiere con la Dottoressa Roberta Tramontano, laureata in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi del molise e consulente allattamento ideatrice del corso di alimentazione complementare. Questo corso nasce dall’esigenza di mostrare alle madri in che modo lo svezzamento può essere vissuto con serenità, senza stress e con un approccio tutto naturale.

 

Dott.ssa, ultimamente si sente tanto parlare di Auto-Svezzamento: in cosa consiste?

L’autosvezzamento altro non è che un ritorno alle origini. Si recuperano le usanze delle madri prima dell’avvento dei baby foods. Il bambino viene nutrito con i cibi normalmente presenti sulle nostre tavole, opportunamente tagliati o sminuzzati. In più chi lo desidera può lasciare al bambino la totale gestione del pasto che verrà consumato inizialmente con le mani, secondo i tempi dettati dal bambino stesso.



Quali sono le principali differenze tra svezzamento “classico” e “auto-svezzamento”?

Lo svezzamento classico propone tutto frullato o omogeneizzato. Si parte in genere con brodi di verdure e creme di cereali. È il genitore ad imboccare il bambino, senza dare a questo la possibilità di esplorare le consistenze nè di autoregolarsi. Spesso vengono ancora offerti precisi schemi e crono inserimenti, secondo un vecchio approccio che riteneva possibile un ridotto rischio di allergie in questo modo. L’elenco di regole da seguire è lungo e spesso complicato, senza nessun reale beneficio in termini di ridotto rischio di allergie.
L’autosvezzamento consente al bambino si assaggiare tutto ciò che c’è in tavola, non ci sono crono inserimenti. Ogni alimento è concesso dal 6° mese, così come ormai le evidenze scientifiche raccomandano. Gli alimenti sono offerti tagliati in modo sicuro: a bastoncino, grattuggiato, a strisce spesse e più in avanti a cubetti – dai 9 mesi quando il bambino sviluppa la capacità di afferrare oggetti piccoli.
L’autosvezzante si autoregola nelle quantità da assumere, assaggia tutto, tocca, impara a conoscere le diverse consistenze e sapori e soprattutto ha sempre libero accesso al seno: questo è il concetto di alimentazione complementale. Il cibo non sostituisce la poppata, il latte resta l’alimento base fino ad almeno 12 mesi!



Siamo “tornati alle origini”: quali sono i benefici diretti e indiretti di questa pratica secondo Natura?

Un risparmio economico – i baby foods sono costosi e poco salutari.
Un approccio ecologico – si offrono i cibi di stagione e non confezionati.
Gli autosvezzanti sono bambini che maturano un rapporto sano con il cibo, imparano ad autoregolarsi, avranno un menù ampio sin da subito e la madre è libera di godersi i pasti mentre il piccolo consuma autonomamente i suoi.
Sono molti i bambini che abituati all’alimentazione semisolida dello svezzamento classico, faticano a passare a quella solida. Spesso per tutta la prima infanzia gradiscono pochissimi cibi e non sono aperti a nuovi sapori.
A lungo termine l’autosvezzante sarà un adulto che avrà un rapporto non conflittuale con il cibo (frutto, spesso, di forzature subite nell’epoca dello svezzamento!).



A quanti mesi è consigliato iniziare?

Lo svezzamento non andrebbe mai iniziato prima dei 6 mesi.
Per poter iniziare devono essere soddisfatti “tutti” i seguenti requisiti:
– il bambino deve stare seduto da solo, senza supporto – non prima dei 5-6 mesi
perdita del riflesso di estrusione
compimento del 6 mese – prima c’è immaturità intestinale ed enzimatica e rischio di sviluppare allergie e malattie intestinali
interesse verso ciò che c’è in tavola – il bambino allunga la mano e afferra il cibo
coordinamento mani-occhi-bocca – afferra il cibo e lo porta alla bocca



Può farci qualche esempio di “taglio sicuro”?

A 6 mesi il bambino è capace di presa palmare, dunque può afferrare cose a forma di bastoncino, circa della misura di un mignolo. Gli alimenti che si prestano ad essere tagliati a bastoncino sono moltissimi e non devono essere duri. Dunque tutte le verdure cotte si prestano bene, ma anche la banana.
Alimenti duri, ad esempio la carota cruda, potranno essere grattuggiati a strisce spesse.
La mela, un po’ fuori dagli schemi per la consistenza scivolosa e dura, si taglia a fettine sottilissime, come degli spicchi di luna.
La pasta? Il fusillo è il formato preferito e più sicuro: la forma elicoidale si presta benissimo alla presa, e si sgretola sotto le gengive. No a formati corti e con foro.
Si trovano facilmente nel web elenchi completi di tagli sicuri con tanto di foto.
Nel mio corso troverete una piccola guida con gli alimenti principali e i loro tagli.



Perché è meglio preferirlo – qualora possibile – allo svezzamento “classico”?

Come già detto i motivi sono tanti.
Si risparmia, è più salutare e meno stressante perché il bambino è autonomo. Avrete bambini che mangiano tutto, anche pesce, carne, verdure e tutti quegli alimenti poco graditi dallo svezzante classico.
Inoltre, la comodità di cucinare un pasto unico per tutta la famiglia non ha eguali. Le madri hanno bisogno di praticità!
 

“Il video corso è fruibile tramite link privato su youtube, disponibile in qualsiasi momento, senza date nè orari. Insieme ad esso viene fornita una piccola guida ai tagli sicuri degli alimenti e un elenco di link e app utili allo svezzamento”

 
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