Se il binomio erotismo e letteratura esiste da sempre, ci sono libri che una volta sarebbero stati censurati e considerati “proibiti”. Libri sfacciati e sensuali che raccontano con naturalezza, senza affettazione e ipocrisia il desiderio, le logiche del corpo e non della mente

In un mondo in cui ogni scandalo pare esorcizzato e ogni tabù sdoganato (ne siamo sicuri?) siamo ancora capaci di farci emozionare di fronte a un libro che ci mette a nudo?

Io credo di sì.

Il sesso ci smaschera e il piacere si fa ancora più sottile se scritto nero su bianco.
Ci fa toccare corde profonde di noi, ci fa entrare in relazione con il nostro osceno, ci rende vulnerabili. 
E leggere di questo è liberante, catartico.

Tre consigli di lettura per l’estate

Se cercate erotismo da leggere questi sono tre libri ricchi di suggestioni sensuali. Il binomio erotismo e letteratura funziona bene, in questi tre punti di vista sul sesso e sull’amore.

L’eros ci libera perché ci dice qualcosa di ciò che siamo. 
E Missiroli in questo libro ci mostra esattamente questo: la sessualità è una lente di ingrandimento che ci costringe a fare i conti con qualcosa di essenziale di noi.
È di un paio di anni fa questo romanzo di formazione erotica, leggero e sensuale, pieno zeppo di citazioni. La conoscenza del sesso va infatti di pari passo con quella della letteratura, per l’inquieto Libero Marsell. Che ci racconta il suo corpo e il suo piacere, gli odori e gli umori, l’amore e la perdita, il battesimo erotico e le donne amate, dall’infanzia al mondo degli adulti. 
L’oscenità è sempre presente. La incontriamo nella libertà personale di ciascuno, come ardore nello scoprire il piacere e inevitabilità del soffrire, anche.

“L’osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono.
Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento.” 

“Il vero significato del mio libro è che uomini e donne siano in grado di ‘pensare’ il sesso in maniera piena, completa, onesta, pulita”.

David Herbert Lawrence scrisse questo romanzo negli anni ’20 del 900. Al tempo gridarono allo scandalo, fu censurato e giudicato immorale per le scene di sesso e per le scelte anti-convenzionali della protagonista. 
Lady Chatterley si innamora del guardacaccia della sua tenuta e tradisce il marito, l’aristocratico Clifford, costretto in sedie a rotelle dopo un periodo nell’esercito. 
Da qui ha inizio il suo risveglio dei sensi, la personale rivolta contro la società, il sesso spregiudicato vissuto in un contesto bucolico e gioioso, manifesto poi della liberazione sessuale degli anni ’60 e ’70. 
Mai prima di allora l’impeto erotico di donna era stato descritto con tanta intensità.
D.H. Lawrence ci suggerisce che per ritrovare la naturalezza del vivere dobbiamo riscoprire la nostra sessualità. Nel sesso infatti non esiste inganno e non esiste etichetta: siamo nudi, a contatto con il nostro io più profondo. 

Il New Yorker l’ha definito “uno dei libri più sporchi mai pubblicati”.
Philip Roth è un grande della letteratura contemporanea e con Lamento di Portnoy ha fatto impazzire critici e lettori. L’attacco ai tabù sessuali del popolo ebraico – Roth è ebreo – è diretto e tagliente, sarcastico e feroce. Nessun particolare è tralasciato da Alex Portnoy, che racconta la sua vita in un lungo ed esilarante monologo sul lettino dell’analista.
Il libro è audace, perché racconta la quotidiana e inevitabile dialettica tra i desideri più profondi e la nostra coscienza.
Per Roth, il sesso è il mezzo attraverso cui è possibile esplorare praticamente tutto. 

In tutti e tre questi libri, eros è scoperta e liberazione. 

Buone letture

Anna