Fridays For Future con Smazing, idea n. 8: le lenti a contatto
Antonella Scambia - Giornalista Da piccola ho deciso che sarei…
Dove buttate le lenti a contatto usate? Nel water? Uno studio ha dimostrato che questa non è una buona idea: le lentine diventano microplastiche che finiscono nei mari e negli oceani.
Lo studio, il primo di questo tipo sulle lenti a contatto, è stato presentato lo scorso anno al meeting dell’American Chemical Society. I ricercatori con un sondaggio hanno quantificato che il 15-20% delle lenti usate negli Stati Uniti vengono gettate nel water o nel lavandino, invece che nel secco come dovrebbe essere. Considerando che 45 milioni di americani sono abituali utilizzatori di lentine a contatto, la percentuale di quelle scaricate con lo sciacquone non è indifferente. Cosa succede alla plastica di cui sono composte (insieme a materiali organici)?
Le lenti a contatto diventano microplastiche
Finisce con l’essere trattata negli impianti depuratori, ma dire esattamente cosa succede in situ è difficile. Così i ricercatori hanno sottoposto 5 polimeri, utilizzati dai principali produttori di lenti a contatto, all’azione di microorganismi aerobici e anaerobici presenti nei depuratori. Le lenti si degradano fino a scomporsi in particelle più piccole che alla fine diventano microplastiche. E, purtroppo, ormai sappiamo bene che rischi rappresentano le microplastiche per l’ambiente…
In attesa, quindi, che i produttori trovino il modo di realizzare delle lenti a contatto perfettamente biodegrabili, noi possiamo fare la nostra parte nell’evitare di usare gli scarichi dei bagni e gettarle nel cestino.
E anche per questo venerdì ho finito. Aspetto le vostre opinioni e consigli su antonella@smazing.it. Al prossimo Fridays For Future con Smazing!
Foto di Aleš Kartal | Pixabay.com

Antonella Scambia – Giornalista
Da piccola ho deciso che sarei diventata – in ordine di scoperta –
giardiniera, ballerina e giornalista.
Perché, col senno di poi, il verde è tutt’ora una necessità vitale, il movimento armonioso del corpo l’espressione artistica per me più naturale, e raccontare il mondo è sempre stato molto più di un lavoro.