Alle 21 del 14 marzo la mappa è questa: 1769 eventi in 112 paesi del mondo. Il grande sciopero studentesco mondiale per il clima che si terrà oggi, 15 marzo. Ed è tutto partito sette mesi fa.

 

La tenacia di Greta Thunberg

Il 20 agosto era il primo venerdì in cui Greta Thunberg ha saltato la scuola per protestare di fronte al Parlamento svedese per il suo “schoolstrike for climate”. Se avete pazienza, leggete questo suo lungo post in Facebook, dove racconta da dove è partita. Greta, quando ha potuto, ai potenti del mondo gliele ha sempre cantate: i suoi interventi alla Cop24, a Davos, a Bruxelles in Commissione europea sono diventati virali. E oggi non è più da sola: questa ragazza di 16 anni in questi mesi è riuscita a contagiare migliaia di persone in tutto il mondo, che hanno deciso di far sentire la propria voce per stimolare coscienze e governi sui cambiamenti climatici. Anche qui in Italia c’è chi ha raccolto il suo appello. Fridays For Future – Italy è il collettore di tante iniziative diffuse in decine di città. Iniziative che non possono fermarsi con la manifestazione di oggi.

 

“I want you to panic”

Greta ha ragione su una cosa: non c’è più tempo da perdere per cambiare le nostre abitudini. Per fare tutti la nostra parte. E ha ragione non perché lo dice lei, ma perché lo dice la scienza. Un quarto delle morti premature e delle malattie in tutto il mondo è legato all’inquinamento e ai danni all’ambiente causati dall’uomo, riporta un’indagine Onu. Ancora l’Onu ha calcolato che abbiamo 12 anni di tempo per evitare che il riscaldamento globale superi la soglia di 1,5°C. La soglia di non ritorno, oltre la quale si scateneranno processi irreversibili, a partire dall’innalzamento del livello del mare. L’analisi comparativa della concentrazione di carbonio nell’atmosfera ci dice che stiamo rischiando la sesta estinzione di massa, la prima però che ha dei responsabili con nome e cognome, letteralmente: gli esseri umani. Negli oceani le isole di plastica galleggiante, le cosiddette garbage patch, sono ormai sei. Solo nel fare questo elenco, incompleto, capisco che Greta ha ragione anche quando ripete nei suoi discorsi “I want you to panic”.

I #fridaysforfuture su Smazing

Mentre spero che tutta questa popolarità, addirittura la proposta di darle il Nobel per la pace, non la stritoli, credo che dobbiamo ringraziare Greta per averci dato una smossa. Per quanto mi riguarda, mi ha dato l’idea di inaugurare una rubrica su Smazing dedicata a idee pratiche e concrete per diminuire il nostro impatto ambientale. Ogni settimana, a partire da venerdì prossimo, troverete un consiglio per cambiare in meglio una vostra abitudine. Condividerò scelte che ho fatto mie da anni, di cui posso pure quantificare i benefici. E se anche voi volete condividere i vostri suggerimenti con la community di Smazing, a patto che siano azioni che fate veramente, scrivetemi ad antonella@smazing.it. Sarà bello contagiarci a vicenda. Sarà il nostro modo di non disperdere i #fridaysforfuture.