Disclaimer: questo post sulle feste green è solo un abbozzo. Perché è il risultato di alcune riflessioni dopo aver passato qualche ora a sistemare avanzi e rifiuti dell’ultimo ritrovo godereccio di questa decina di giorni costellata da, appunto, feste. E sì, mi sa che suonerò rompiscatole. E aspetto le vostre idee o controproposte!

Perché alle feste la differenziata sembra impossibile?

Nella mia esperienza (numerose feste organizzate o partecipate con decine di persone) capita sempre uno di questi due casi. O i padroni di casa pensano che fare la raccolta differenziata sia un tremendo fastidio per gli ospiti, o gli ospiti a una festa si dimenticano di come si fa la differenziata (che immagino funzioni esattamente come a casa loro).

Nel primo caso, tutto viene gettato in numerosi sacchi che poi finiscono nel secco, a meno che ai padroni di casa non venga lo scrupolo di mettersi a differenziare i rifiuti “dopo”… bleah! Nel secondo caso, nonostante la presenza di cestini/bidoni diversi, ci sarà sempre qualcuno che getterà cose a caso. Magari anche non apposta, magari non era indicato il contenuto del cestino, ma magari nel dubbio si chiede…no?

Ecco, questa cosa che alla fine ci sia sempre una gran quantità di “secco evitabile” a me alla fine urta. Perché alle feste non si può partire dai fondamentali? E cioè organizzare o indicare bene la gestione dei rifiuti? Perché si teme di essere rompiscatole?

 

Feste green plastic-free? Intanto plastic-less

Oggettivamente non ho ancora idea di come si tradurrà esattamente la direttiva Ue contro la plastica usa e getta, che dovrà essere applicata dagli Stati membri entro il 2021. Credo ci sarà un impulso all’utilizzo di plastica biodegradabile (ad esempio quella a base di mais), sulla quale però sono in corsi studi sull’effettiva ecocompatibilità. O all’utilizzo di stoviglie usa e getta di materiali naturali e biodegradabili al 100% (come il bambù) che, però, dato il costo al momento sono poco convenienti quando si organizzano feste con decine di persone.

Mentre chiudevo sacchi di pattume ragionavo, quindi, su come produrre meno rifiuti alla prossima festa. Ecco un po’ di idee, diciamo “creative”, che mi sono venute in mente e sulle quali mi piacerebbe avere la vostra opinione.

  • Buffet “finger food”

Capiamoci, non intendo un buffet a base di bocconcini microscopici fighissimi da vedere, quelli sono cose da catering (se siete capaci, bravi). Intendo un buffet di cibi che non richiedono posate per essere mangiati. No insalate di riso, per dire. Le posate disponibili servono solo per riempirsi il piatto.

  • Il pennarello

Metti un pennarello affinché ciascuno scriva il suo nome sul bicchiere, e ridurrai della metà i bicchieri da buttare. Lo so che suona da festa delle medie, ma funziona davvero.

  • La cannuccia serve sul serio?

Domanda aperta: un cocktail è meno buono se lo si beve senza cannuccia? Me lo stavo chiedendo all’ennesimo affare trovato per terra ogni volta che pensavo di averli tirati su tutti. Posto che anche per le cannucce biodegradabili e quelle riutilizzabili vale al momento il discorso del costo poco conveniente, soprattutto quando si hanno decine di ospiti, mi chiedevo se non si potessero proprio evitare. In fondo la cannuccia serve solo a mischiare il cocktail man mano che il ghiaccio si scioglie, lo si può bere benissimo senza. E magari lo si può mischiare usando solo lo stecchino dell’oliva (che poi va nell’umido). Pareri contrari?

E voi, che consigli avete per organizzare feste un po’ più ecosostenibili? Scrivetemi ad antonella@smazing.it. Al prossimo venerdì!