Salute e informazione: ci affidiamo alla medicina tradizionale senza metterla nemmeno in discussione e senza andare a ricercare le cause scatenanti delle nostre malattie.
Ci soffermiamo sul sintomo e tendiamo a curare solo quello, ma le cose stanno – per fortuna – cambiando.
C’è più sensibilizzazione e attenzione verso il benessere psicofisico a 360°, che implica in primis la connessione con se stessi – oltre che con gli altri.

Ho conosciuto casualmente nel vasto mondo della rete Monica Bertoletti – Naturalmente sani, divulgatrice nel campo della salute e naturopata (www.food4care.it) – alias Monique Bert, fondatrice del gruppo Medicina Evolutiva, Naturopatia e Dentosofia e coautrice Tiroide Approccio Evolutivo, gruppo fb creato dal dr Andrea Luchi.

Mi ha colpito per la sua grande forza, esuberante e talvolta sfacciata.
Ma vera.

Una che non ha di certo paura di dire come la pensa, anche se controcorrente. Prendere o lasciare.
Al di là di questa simpatia empatica, ho avuto modo di appurare che è una Donna con grandi competenze e si destreggia con grazia e disinvoltura nella giungla delle discipline bio-naturali.

Dispensando consigli utilissimi  per tutto ciò che riguarda l’aspetto naturopatico: il supporto naturale all’organismo utile per sostenere le persone in ogni disagio che si manifesti evidenziando uno squilibrio nel corpo.

Ecco perché ho pensato fosse cosa buona e giusta formularle qualche domanda, che ci aiuti a capire qualcosa in più della medicina naturale.

Intervista a Monique Bert

 

Monica Bertoletti

Come inizia il tuo percorso di naturopata e cosa ti ha portato a specializzarti come terapeuta?

Il mio percorso di naturopata inizia a 5 anni, quando terrorizzavo i cugini nel giardino dei miei nonni, con racconti su erbe magiche e sassi dai poteri imprevedibili. Ovviamente nessuno mi credeva, finchè un sasso colpì forte un dito di mio cugino, ma questa non era magia..

In realtà in seguito a una diagnosi nefasta (e terapie da “protocollo”) per un tumore di origine neuroendocrina, ho capito che potevo fare due cose soltanto: o morire, o guarire.

Perché io, stramazzata sul divano riempita di farmaci, chemio cortisonici e qualche radioterapia che mi ha conferito un color violetto invidiabile, non volevo vivere più, né a 28 anni, né mai.

Fortunatamente son passati 20 anni da allora e son qui a raccontarla, ma se non mi fossi rimboccata le maniche riprendendo a studiare follemente, ben altro e ben oltre, giorno e notte – cambiando radicalmente percorso in quell’età in cui le mie amiche portavano i figli alle elementari – penso che sarei morta. 
Magari non fisicamente, perché sembra che i farmaci facciano miracoli (solo nelle serie tv a me pare e in qualche noto salotto televisivo), ma nell’unico posto che conta: dentro di me.
E mi avrebbero seppellita dopo diversi decenni.
Guarire è stato diventare una terapeuta. Quale miglior ragione che salvarsi la vita?

Ogni giorno prendersi cura degli altri guarisce un pezzetto di me stessa.

Perché è tanto importante avere alimentazione e integrazione corrette?

Alimentazione e integrazione sono fondamentali perché ciò di cui abbiamo bisogno per far funzionare ogni nostra cellula, nel modo migliore, proviene dal cibo e dalle sostanze che introduciamo.
Oggi moltissimi studi dimostrano chiaramente il nesso col microbiota intestinale anche di stati emozionali invalidanti come ansia, panico, depressione, per cui possiamo affermare che anche la parte di psico-benessere è legata a ciò di cui ci nutriamo ogni giorno – e non solo fisicamente.
Inoltre non dimentichiamoci che l’alimentazione è alla base del riequilibrio di tutte le medicine antiche, che non avevano nozioni scientifiche come oggi le intendiamo, ma osservavano con grande attenzione le caratteristiche morfo-costituzionali di chi soffriva e su queste interagivano con grandi benefici, senza farmaci, in tempi brevi.
Sappiamo quanto i farmaci, la diagnosi precoce e la medicina d’urgenza siano oggi importanti per la nostra sopravvivenza, ma quando si tratta di curare davvero, la prevenzione primaria (alimentazione, stile di vita, gestione dello stress, fitness, etc) fa la parte del leone. Per i popoli in cui le medicine antiche sono ancora in essere, al fianco della medicina allopatica, questa precisazione sarebbe superflua perché intendono esattamente così la cosiddetta medicina integrata.

Perfino OMS professa che l’alimentazione viene prima dei farmaci.
Ratifichiamo!

Non siamo tutti uguali e ciascuno di noi necessita, in base alla propria morfologia e genetica, un’alimentazione e un’integrazione specifiche, per questo è importante che un professionista della salute comprenda bene a chi si sta rivolgendo e dia consigli riguardo ad un’educazione alimentare che insegni a consumare vero cibo innanzitutto – opzione ormai perduta nell’era in cui chiunque può, in pochi minuti, cucinare piatti mirabolanti acquistati fra i prodotti pronti, con pochi minuti di microonde, avvelenandosi letteralmente un po’ al dì, come il leggendario Mitridate.

Qual’è l’ABC dell’integrazione per una persona sana e senza particolari patologie?

Mi spiace deluderti, ma non c’è un ABC per quanto mi riguarda.
Molto probabilmente tutti noi abbiamo bisogno di certi nutrienti, ma fare la lista dandolo per scontato non fa parte della mia visione di benessere.

Occorre una valutazione attenta delle carenze e non serve sempre spendere un patrimonio in esami da nanotecnologie: l’osservazione delle caratteristiche fisiche e comportamentali, oltre a un dialogo attento con chi si rivolge a me per avere aiuto (che non trova diagnosi sovente, oppure la diagnosi e la cura non hanno risolto gran parte dei problemi, ma il sovraccarico farmacologico ne ha creati altri agli organi affaticandoli), le esigenze e le finalità che si vogliono raggiungere fanno in modo che durante un colloquio si possa stabilire qual è il percorso totalmente naturale per ristabilire la salute, con la S maiuscola, dando la priorità a ciò che per primo deve assolutamente ritornare in equilibrio.

Perché molti disturbi possono essere dovuti alla mancanza di un rilassamento intenzionale e allora può bastare insegnare un paio di tecniche antichissime e consigliare un olio essenziale che raggiunga lo scopo.

Invece per le situazioni più complicate – o in presenza di patologie importanti, come quelle endocrine – preferisco avvalermi di un supporto medico diagnostico di base con cui collaborare per ottimizzare il percorso di integrazione, perché pur essendo a libera vendita, certi integratori possono arrecare danno anziché beneficio.
Serve davvero una supervisione esperta e competente.
Abbiamo inoltre sistemi di detossificazione differenti, a seconda della nostra genetica e del nostro esposoma: valutare quali siano le loro défaillance e carenze e sostenerli è importantissimo. Saperlo fare in maniera corretta è fondamentale per non inficiare i risultati o peggiorare lo stato di malessere iniziale.

Insomma ciascuno di noi è un intero alfabeto e saper assemblare le lettere giuste significa abbandonare il concetto di protocollo anche nell’integrazione.

Si parla spesso di Vitamina D: quanto è importante?

La vitamina D è un importante steroide che sostiene moltissime funzioni anche riguardo l’immunità, non solo per il sistema osseo, come si credeva fino a qualche decennio fa.

Oggi è una materia controversa e preferisco demandare la questione, di carattere medico, alle figure competenti.

Cos’è per te il benessere psicofisico?

Il benessere psico-fisico significa alzarsi la mattina e sentirsi bene. In pace col mondo e tanta energia e voglia di fare. Mantenersi sano vuol dire che in ogni situazione siamo pronti a dare un senso alla vita, che non dipende dalla disapprovazione e dal consenso degli altri.  
Significa concedersi la possibilità di recupero nel lavoro quotidiano, essere interessati al mondo e disposti ad imparare; esser pronti a lottare per le proprie iniziative.
Assumersi le responsabilità della propria vita e in caso di malattia, considerarla come un compito da capire e risolvere. Ben oltre la sparizione dei sintomi.

Avere questi requisiti significa stimolare le forze di autoguarigione dell’organismo e non permettere l’insorgere di malattie degenerative.

Cosa porta a soffrire di patologie autoimmuni, oggi come mai così in aumento?

Oggi sappiamo una cosa che gli antichi hanno ripetuto fino alla nausea: nell’intestino c’è la culla della vita e della morte. Tutto ciò che ci circonda dal grembo materno in poi contribuisce a creare un microbiota sano o più propenso a infiammarsi; mangiare male come tutti facciamo nella totale inconsapevolezza di ciò che nuoce, porta ad un livello costante di problematiche a livello della mucosa intestinale che inizia a deteriorarsi e buttare tossine nel sangue, a causa di una peggiorata permeabilità.
Il secolo scorso la d.ssa Kousmine affermava: “ Quando la struttura della mucosa intestinale è anormale, la sua porosità eccessiva, il passaggio dei microrganismi e delle sostanze indesiderabili troppo abbondante, il potere disintossicante del fegato e il potere filtrante dei gangli sono sopraffatti”.
Scorie epatiche non gestite attivano un’iper attività linfatica che rende il sistema endocrino sempre più debole, con manifestazione di tanti tipologie di problemi, inclusi quelli autoimmuni, ma molti altri anche più gravi.
Un’alimentazione scorretta, lo stress, l’esposizione a tossine, l’uso di farmaci, infezioni e tanti altri fattori normalmente presenti nella nostra vita pienissima ne sono le cause, ma un’alimentazione idonea per noi inizia il processo di riparazione, che deve essere supportato anche con altri presidi naturali utili allo scopo.

La vera chiave della nostra salute, qualsiasi problema abbiamo, sta nel detossificare l’organismo e riattivare gli organi inceppati, grande lavoro di terreno naturopatico considerato a margine dalla pratica medica, quando non irriso.

È un miraggio o è ancora possibile avere un corpo energico e in salute nonostante gli innumerevoli stress a cui siamo sottoposti quotidianamente?

È la mia priorità, il mio motto, la mia grande passione: guidare gli individui verso più alti livelli di salute psicofisica.
Questo è possibile soltanto con strumenti mirati, non certo improvvisando o navigando sul web dove chiunque, in nome di fantomatiche competenze acquisiste per “esperienza”, può dire la sua.

Perché è così importante fare informazione sui processi di riequilibrio del sistema “mente-corpo”?

Mente e corpo sono la stessa cosa, dicono le stesse cose in modi differenti.

Questa è la grande chiave di lettura psicosomatica insegnata all’Istituto Riza di Medicina psicosomatica dove mi sono formata, che consente con uno sguardo d’insieme di comprendere la chiave di disagi che, valutati in un’ottica patologica con una visione medica, spesso non direbbero un granchè – nè si risolvono.

Un esempio per tutti: ansia e panico. Semplici esercizi riescono a modificare questi disturbi così diffusi e per cui si ingollano farmaci come caramelle, oppure si subiscono come parte integrante di una vita frenetica. Non è così ed è assurdo soffrire tutta  la vita, limitare le proprie chances di benessere e di godimento dell’esistenza, subendoli.

Mente e corpo sono collegati fra di loro attraverso neurotrasmettitori ed ormoni: la PNEI ne spiega benissimo le implicazioni.
Il nostro compito è comprendere che solo prendendoci cura di entrambi possiamo star bene davvero, altrimenti alla fine, curando un pezzettino alla volta, saltellando da un medico all’altro o da qualsiasi altro professionista – senza una visione olistica – ci ritroveremo con un orribile abito di Arlecchino raffazzonato indosso, che alla prima mossa azzardata ci lascia in mutande, per strada.

Non c’è soluzione di guarigione se non nella comprensione di quanto “mentecorpo” siano tutt’uno e nell’agire per trovare soluzioni di conseguenza a questo concetto, fondamentale cardine della salute.

Essere o avere?

Per avere c’è un solo modo: essere se stessi. Altrimenti saremo gli uomini e le donne più ricchi del cimitero.

Essere se stessi e fare ciò che amiamo fa sì che ogni giorno sia pieno di senso a fianco delle persone con cui ci piace stare, sia per lavoro che per ogni altro motivo e questa è la ricchezza più grande: spendere del tempo colmo di gioia.
La gioia è la vera misura del successo. Del resto è noto, dai frutti li riconoscerete – i doni veri della vita.

Monique

Monica Montanaro – Founder & Creative Director
Fashion Designer, appassionata d’arte e affamata di vita ed emozioni vere.
Docente di fashion design e consulente free lance nel settore lusso.
Ma soprattutto mamma moderna e compagna di vita esuberante, ma dolce e determinata. Curiosa e cocciuta.
Credo nelle sinergie creative e nella forza incredibile che abbiamo solo noi Donne.
Una forza che se veicolata correttamente può portare alla realizzazione e riuscita di grandi imprese.