Lo yoga, pratica millenaria che mira al benessere psicofisico e coinvolge corpo, postura, respiro, spiritualità, sta letteralmente conquistando un pubblico sempre più eterogeneo. A cosa si deve tutta questa curiosità e l’indiscusso successo?

Abbiamo fatto due chiacchiere con Antonella Mason per capire come mai lo Yoga, disciplina così antica eppure così adatta all’uomo moderno, è per chi la pratica più che altro uno stile di vita, e va oltre il semplice “praticare una disciplina”.

Antonella Mason  è insegnante yoga certificata Iyengar®. Il metodo prende il nome dal suo fondatore BKS Iyengar: un metodo che si differenzia per l’attenzione, la precisione dell’allineamento del corpo durante l’esecuzione delle asana (posizioni) e l’uso dei props quali cinture, blocchi, cuscini ideati da Iyengar per rendere lo yoga accessibile a tutti.

 

In cosa consiste esattamente la disciplina dello Yoga?

Parlare di yoga oggi, può aprire diversi scenari; mi sento di dire che è una disciplina che, nel suo significato, porta un senso di unione (yoga dal sanscrito yuj: unire), molto antica che affonda le sue radici nella tradizione e filosofia dei Veda ma in continua evoluzione per accompagnare l’uomo contemporaneo nel suo percorso. Un’arte del benessere olistico che coniuga e fonde insieme tutti gli aspetti della vita di una persona.

Quali sono i benefici diretti e indiretti?

Relegare la sola pratica delle posizioni allo yoga potrebbe essere riduttivo. Sicuramente, se ci si affida ad un insegnante preparato, la percezione fisica del corpo cambia: la struttura ossea si allinea, la muscolatura si distende, le giunture si rilassano nel rispetto dello spazio organico, ritrovando la quiete nel sistema nervoso. Il corpo fisico è il primo step che permette di raggiungere livelli via via più sottili del nostro essere  coinvolgendo gli stati mentali, emotivi e spirituali. Praticando con regolarità, si accede a stati di concentrazione della mente per sentire il corpo e l’energia che vi scorre: é un processo di trasformazione, esplorazione. Uno stato di presenza del proprio corpo nel rispetto del proprio corpo dove il respiro ha un ruolo un compito determinante essendo strumento attraverso il quale questi processi si manifestano.

Esistono varie tipologie di Yoga, come orientarsi? Cosa bisogna sapere e fare quando si vuole iniziare a praticare questa disciplina?

Oggi esistono vari approcci allo yoga ma come diceva BKS Iyengar lo yoga è uno. Prima di iniziare a frequentare un corso,  suggerisco di informarsi circa le peculiarità proprie di quel metodo e sentire quali risuonano senza crearsi aspettative. Provare, sperimentare e sentirsi in risonanza con l’insegnante credo sia fondamentale così come la costanza e la regolarità con cui si pratica, magari ritagliando qualche momento, durante la giornata, per ripetere qualche semplice asana, con cui si ha confidenza.

Come mai in così tanti siamo attratti dallo Yoga?

Al di là del “fenomeno Yoga” che coinvolge media e social, e la sovraesposizione di esecuzioni di posture complesse che potrebbero suscitare un desiderio di emulazione (tengo a precisare che la sfida non è arrivare a toccarsi la punta dei piedi con le mani o a stare a testa in giù il tempo di uno scatto), penso che ci sia il bisogno di trovare uno spazio dove poter staccare la famosa spina anche solo per un’ora e svestire i panni che ci identificano e incasellano in ruoli definiti, per riscoprirsi come puri esseri senza ansia da prestazione, liberi dal giudizio tutto questo tenendosi in forma! Almeno questo è quello che cerco di trasferire, umilmente, a chi frequenta le mie lezioni.

 

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