Ribelle lo è sempre stata. Indomita pure. Vivienne Westwood torna a sfilare a Londra e lo fa in grande stile, senza rinunciare a provocazione e protesta. Alla sua maniera, con intelligenza e grande carisma.

La collezione

Una collezione che esalta l’alta sartorialità inglese e lo stile punk, che con incalzante energia da sempre la contraddistingue.
Una moda, la sua, colta e intollerante del lusso e della noia. All’avanguardia, ma legata a forti valori del passato che si traducono in coerenza e attivismo.

 

 

La protesta

Abbasso i ricchi e i potenti, no alla Brexit!

Una sfilata all’insegna della consapevolezza e protesta contro i poteri forti che stanno mandando letteralmente a rotoli il nostro pianeta, partendo dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici, e passando per temi più strettamente politici come la Brexit.

Sfilata uomo donna: volti coperti da trucco d’oro e d’argento,  inquietanti maschere di gelatina.
Un melting pot di culture, età, e fisicità che ci ricorda ancora una volta che siamo tutti uguali, e la battaglia per un mondo migliore è di tutti, non solo appannaggio o responsabilità di pochi!

A fine sfilata prende il microfono e queste sono le sue parole, che condividiamo in toto:

“Sette miliardi di persone non sanno che l’universo è in cambiamento. L’homo loquax deve parlare e dire che la terra è la nostra casa. Sui vestiti ho disegnato dei segni che significano un mondo di speranza. C’è la minaccia che entro la fine di questo secolo rimarremo in 1 miliardo di persone – continua la stilista – gli scienziati sanno che accadrà ma non esattamente quando. Dite ai bambini la verità. Siamo attivisti, intellettuali che leggono libri. Combattiamo contro il sistema finanzario corrotto, contro il consumismo, contro i politici corrotti. La Brexit è un crimine cooperate, non tagliatevi fuori dal mondo!”.

 

Anche la moda ha la sua responsabilità, e deve dar voce a messaggi così importanti, per noi, per i nostri figli e per le genrazioni future.

Che dire, Vivienne Westwood for President! Che Donna!