L’allattamento è un’esperienza che coinvolge sia dal punto di vista emotivo, che fisico che psicologico. Allattare è emozione pura” per quel legame indissolubile madre e figlio che inizia a concretizzarsi – pur essendo già creatosi nell’arco dei 9 mesi di convivenza intrauterina.
Un’esperienza a 360°, unica e indescrivibile, anche se spesso le emozioni sono contrastanti, e non è tutto “rose e fiori”.

“Non si allatta se si ha latte. Si ha latte se si allatta”.
Poppate intense e ravvicinate favoriscono la produzione di latte, che di per sé viene regolata automaticamente dall’abbassamento di ormoni dopo l’espulsione della placenta al momento del parto. 
Quindi… porre limite alla richiesta del neonato non è un’ottima idea. Molto meglio assecondarlo, poiché il seno produce latte proprio in base a quanto viene svuotato. Il nostro cervello, a seno svuotato, riceve un messaggio ben preciso: siamo in simbiosi con i bisogni del nostro piccolo… e già di per sé questa è pura magia. La magia della vita.

 

Emozione e sfida

Constatare che il proprio bambino cresce perfettamente e matura grazie al proprio latte è una sfida e una grandissima soddisfazione, che rende una mamma piena di entusiasmo. Riesce a darci, nei momenti bui, la capacità di ricordarci che siamo “invincibili”. Siamo creature dai poteri straordinari.
L’allattamento infatti, non è una pratica così scontata – pur essendo il gesto più spontaneo che esiste in Natura!
Fisicamente e mentalmente è un lavoro. E come tale va affrontato e gestito.
Con pazienza, calma, serenità… e consapevolezza.
Gran parte del Sistema Immunitario che abbiamo dato in dotazione alla nostra creatura durante il canale del parto, si va a rafforzare proprio con l’allattamento al seno.
Maggior motivo per cui, chi ha dovuto optare per un cesareo, farebbe bene a scegliere l’allattamento al seno per un periodo il più lungo possibile.

Il latte è a tutti gli effetti un alimento “specie-specifico”: quello materno è per il neonato l’alimento migliore e più completo, e ha un altissimo valore protettivo.
Cambia addirittura composizione durante l’arco della giornata, e persino all’interno della stessa poppata per andare incontro alle esigenze del neonato. Fantastico vero? 
Ecco perché l’ideale sarebbe preferire l’allattamento esclusivo fino ai 6 mesi.

Che modalità preferire? 
A orari ben precisi?
A richiesta?

Anche se estremamente faticoso e impegnativo… l’allattamento a richiesta è da preferire, e i motivi sono davvero tanti.
In primis per assecondare istinto e necessità del neonato. Poi per favorire la “conoscenza” tra mamma e figlio, e aiutare il neonato ad acquisire corrette competenze per quanto riguarda istinto di fame/sazietà.
Facilita inoltre lo svuotamento del seno – che abbiamo visto essere essenziale per un’adeguata produzione di latte – e aiuta a calibrare la giusta produzione di latte. 
Soddisfa poi un bisogno affettivo, e va a consolidare questo meraviglioso rapporto madre/figlio.

 

Bonding

Ultimamente il “bonding” viene promosso sempre di più immediatamente dopo il parto, lasciando alla madre il tempo necessario per conoscere la propria creatura – e viceversa!
Di cosa si tratta?
È semplicemente il contatto pelle/pelle subito dopo il parto tra mamma e bambino.
Serve per affrontare la separazione in maniera più graduale, e dare al bambino tutto il tempo per adattarsi al nuovo ambiente, così diverso da quello caldo e ovattato dell’utero.
È consigliato anche proprio per favorire l’allattamento al seno, che dovrebbe essere avviato entro la prima ora dal parto.

In ogni caso ricordiamo che riposo e tranquillità sono indispensabili quando si parla di allattamento – soprattutto nella fase iniziale.
Quindi non va assolutamente forzato: se la mamma si sente “stanca e senza forze” dopo il parto, è bene che prima si riprenda, di modo da potersi godere appieno le gioie di stringere il proprio bambino tra le braccia.

 

Alimentazione e allattamento

Di base è utile ricordare che, per un buon allattamento, è indispensabile seguire un’alimentazione sana e una corretta idratazione.
Se abbiamo seguito una corretta strategia alimentare durante tutta la gravidanza, continuare non sarà difficile… anzi, sarà un vero e proprio piacere!

Ecco tuttavia alcuni alimenti che, seppur rientrino nella lista di “alimenti sani”, sarebbe meglio evitare – o quantomeno inserire con estrema cautela durante l’allattamento: 

  • cipolla
  • aglio
  • porri
  • cavoli
  • asparagi
  • carciofi e menta – limitano la produzione di latte


Molto utile la tisana post poppata a base di semi di finocchio, anice verde, camomilla, liquirizia, luppolo. Garantisce un adeguato apporto di liquidi e favorisce la montata lattea.

Svolgono poi un ruolo di grande importanza le vitamine, che sono “catalizzatori” – elementi che facilitano le reazioni chimiche che avvengono nel nostro corpo.
Sono fondamentali per la produzione di anticorpi, l’accrescimento corporeo, l’equilibrio ormonale già di per sé duramente provato nel periodo post parto, un adeguato e corretto ritmo sonno-veglia.
Via libera quindi ad alimenti freschi e crudi, possibilmente di stagione!
Utili le alghe, i crauti, yogurt fermentato di cocco, pappa reale, polline, germogli, lievito di birra. Inserirli nella propria strategia alimentare con criteri ben precisi assicura in modo eccellente una corretta integrazione vitaminica – aumentata proprio in questo periodo così delicato.

Ricordiamoci mamme… più siamo in forze e “stiamo bene”… più sarà semplice avere una montata lattea abbondante e “di qualità”.
Quindi è essenziale che ci prendiamo qualche momento che sia solo ed esclusivamente tutto per noi: per ricaricarci, rigenerarci, “staccare la spina” e tornare dal nostro cuoricino più forti e combattive che mai!
A volte basta anche solo una passeggiata, una chiacchierata con un’amica, un bel bagno caldo o un massaggio: una coccola che sia solo per noi e ci aiuti a riconnetterci e centrarci

E non dimentichiamo mai che siamo creature meravigliose, dolci guerriere capaci di imprese incredibili 😉