La medicina Ayurvedica – da “vita” (ayu) e “conoscenza” (veda) – è uno dei sistemi di medicina naturale più antichi tramandati dall’uomo, un grande dono dell’India al mondo. Ci offre tutti gli strumenti necessari per rimanere in salute – o ritrovarla.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Ambra Bernardo, terapista Ayurveda, per comprendere meglio le dinamiche alla base di questa scienza così complessa che ci fornisce la conoscenza e indica ad ognuno i metodi per compiere con successo il percorso della propria vita.

In cosa consiste la medicina Ayurvedica?

Ayurveda viene da Ayur – durata della vita, longevità – e Veda – conoscenza rivelata. È un sistema medico vasto e complesso che comprende aspetti di prevenzione e di cura che permettono, se osservati attentamente, di vivere più a lungo, migliorare il proprio corpo e la propria salute. È una medicina naturale millenaria che usa tutte le sostanze disponibili al mondo.  Lo scopo dell’Ayurveda – oltre ovviamente a conferire benessere fisico, psichico, spirituale della persona – è anche l’equilibrio di convivenza serena con noi stessi, con i nostri familiari, colleghi, amici e con il contesto sociale in cui siamo inseriti. Ci insegna l’importanza della coerenza, del rispetto dei propri ideali, della verità: con “Hitayu” – la vita utile – c’insegna e ricorda quanto è importante esaminare le cose prima di agire, essere amanti della pace, veritieri, conoscere l’arte e la scienza della tranquillità e avere il controllo di rabbia, passione, invidia, orgoglio, prestigio. Ci insegna ad avere conoscenza della forza spirituale, ad occuparci della vita presente e futura, e ad affinare memoria e intelligenza.
Lo studio dell’Ayurveda aiuta infatti a conoscere noi stessi da vicino, e a riconoscere ed utilizzare con sapienza e coscientemente tutti i doni presenti in natura e nell’universo allo scopo di mantenere in equilibrio e salute il nostro corpo, il nostro spirito e la nostra mente. L’Ayurveda si basa sulla teoria dei cinque elementi – etere, aria, fuoco, acqua e terra – di cui è composto ogni organismo, anche se in percentuali diverse.
Le dita delle nostre mani corrispondono ai cinque elementi: il pollice all’Etere, l’indice all’Aria, il medio al Fuoco, l’anulare all’Acqua e il mignolo alla Terra. Questi elementi compongono anche il nostro corpo e vengono costantemente emanati dal Prana attraverso le Nadi, permettendogli di esistere e di vivere in buona salute. Ove questo non possa avvenire a causa di blocchi a livello fisico e/o mentale, si creano dei ristagni di energia non utilizzata che a lungo andare determinano lo squilibrio delle forze presenti nell’organismo. Squilibrio che apre le porte alla malattia.
Le Nadi sono canali sottili in cui scorre l’energia che fluisce nel corpo ed operano a stretto contatto i Chakra. I tre principali canali sottili sono sushumna nadi, ida nadi e pingala nadi. Queste tre Nadi principali si suddividono in 14 nadi che a loro volta hanno milioni di suddivisioni in tutte le parti del corpo. La Sushumna Nadi e le altre tre Nadi – ida, pingala e varuni – sono correlate direttamente al sistema nervoso parasimpatico e agiscono come trasportatrici della forza vitale, Il Prana. Il Prana regola e governa tutte le attività cerebrali superiori: funzioni di mente, memoria ed emozioni.

Che ruolo hanno nell’Ayurveda i tre Dosha Vata, Pita e Kapa e quali sono le loro caratteristiche?

I cinque elementi si combinano tra loro ai Tre Dosha che sono: Vata combinazione di Etere ed Aria; Pitta che corrisponde al Fuoco; Kapha combinazione di Acqua e Terra. Governano il nostro corpo e possono corrispondere alle tre forze singole o miscelate insieme: queste forze hanno ovviamente caratteristiche diverse e possono essere riconosciute nell’individuo preso in esame, con la possibilità anche di determinarne la quantità presente abbastanza precisamente. Vata governa il sistema nervoso e circolatorio, Pitta governa il sistema digestivo e il metabolismo, Kapha governa il sistema immunitario ed endocrino.

Quali invece i fattori che portano uno squilibrio dei Dosha?

Ci sono 6 stadi di squilibrio dei Dosha, ovviamente complessi, che si riassumono in: accumulo, aggravamento, disseminazione, localizzazione, manifestazione e complicazione o cronicità. Ogni Dosha ha caratteristiche differenti e quindi gli squilibri vanno visti di caso in caso. Direi che il non rispetto di sé e della propria costituzione fisico/mentale possono essere una super sintesi. 

Come ci si mantiene in salute attraverso la medicina Ayurvedica?

L’equilibrio si raggiunge attraverso un’alimentazione adeguata, in sintonia con la propria costituzione fisica, con la pratica di tecniche come yoga e meditazione, attraverso terapie corporee come appunto il massaggio ayurvedico e tecniche di purificazione. Lo scopo è prima di tutto, quello di avere una vita felice! Per vita felice s’intende una vita in cui non siamo afflitti da disturbi corporei o psichici, siamo energici, forti godiamo di buona reputazione. Una vita in cui otteniamo i risultati desiderati, ci possiamo muovere con libertà e abbiamo – perché no! – ricchezze di cui gioire. Non per niente “l’Ayurveda può essere studiato da tutti per ottenere virtù ricchezza e felicità”.
Uno scorcio veloce alle buone e sane abitudini generali ci farà velocemente capire che l’Ayurveda è si una materia delicata, complessa e completa, ma è anche un insieme di regole e sane abitudini che studiando ognuno di noi riconoscerà già come proprie normali e logiche.

 

Chi può beneficiare dei rimedi Ayurvedici?

Direi tutti! È necessario conoscere la propria costituzione individuale, fare un viaggio alla conoscenza di se stessi. “Prakriti” significa natura o forma originale, in Ayurveda è alla base dell’espressione corporea individuale e del carattere di una persona. Ogni individuo ha una prakriti fisica determinata dalle proprie caratteristiche strutturali, ed una prakriti mentale data dalle qualità della mente e del cuore. La conoscenza della propria costituzione è uno strumento importantissimo per la diagnosi ed il trattamento delle malattie, per la scelta della dieta e per determinare lo stile di vita più adatto. Individuando la prakriti individuale, si possono capire in modo approfondito e specifico le caratteristiche di un individuo: il tipo di fisico, gli aspetti della mente e della sua psiche, gli aspetti positivi e negativi del suo carattere, il tipo di lavoro per il quale è portato, la predisposizione a certe malattie. La prakriti individuale è data dalla proporzione in cui si trovano i dosha in ogni persona: secondo tale misura la persona acquisisce particolari caratteristiche fisiche, mentali e caratteriali che determinano la sua unicità. Il tipo di costituzione è determinato infatti durante il concepimento ed è dato da fattori materni e paterni – seme, ambiente, luogo, clima e alimentazione della madre. Dalla combinazione di questi elementi né deriva un tipo di prakriti unica ed irripetibile.
La costituzione individuale rimane invariata fino alla morte dell’individuo.