Ho conosciuto personalmente Francesca Pietrobon e Davide Cabras di Paleo Advisor, e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
È bello incontrare curiosità, professionalità e soprattutto coerenza, in un contesto così vasto – e a tratti molto confuso e disorientato! – come quello che tratta di alimentazione e salute.
Sono stati davvero una piacevole scoperta: con questa intervista doppia voglio farvi conoscere meglio il “vero” mondo Paleo e la loro realtà, costruita con onestà intellettuale, passione e tanta dedizione.


Francesca, Davide: come nasce il progetto “Paleo Advisor”?

Francesca: PaleoAdvisor è nato perché ho intercettato un’esigenza. Frequentavo il gruppo Facebook Paleoitalia da qualche anno e lì le richieste di consigli di professionisti o attività che fossero in sintonia con i principi della dieta paleo erano all’ordine del giorno. Se si era fortunati si trovava il contatto giusto attraverso il passaparola. Per questo mi venne l’idea di creare un unico spazio in cui trovare tutte queste informazioni con una semplice ricerca, uno spazio di cui io per prima avrei avuto piacere di essere fruitrice. Avevo conosciuto Davide Cabras da nemmeno un mese, sempre grazie a Paleoitalia, quando gliene parlai. Ricordo ancora come gli si illuminarono gli occhi di gioiosa incredulità quella volta! Credo sia stata la provvidenza a farci incontrare. Le criticità e le difficoltà incontrate nelle fasi di sviluppo, di lancio e di crescita di questo progetto non sono state facili da affrontare nemmeno in due, ma noi siamo spiriti affini ma con attitudini e disposizioni completamente diverse e complementari e questo è stato ed è tuttora fondamentale per il successo della piattaforma.

Davide: Paleoadvisor è il risultato di passione e dedizione a sostenimento del mondo evolutivo.
Lo stile di vita ancestrale è senz’altro l’unica via da prendere per uno stile di vita ottimale. Ciò che realmente può portare il nostro terreno (noi come persona) in condizioni positive stabili.
Due persone che insieme hanno unito le loro menti nel momento in cui la richiesta di luoghi di ristorazione, attività commerciali e professionisti che sposassero il mondo paleo, si faceva sempre più percepire nel territorio italiano.
Il risultato? La prima piattaforma di geolocalizzazione dedicata interamente allo stile di vita secondo natura!

Qual è la vostra mission?

Francesca: PaleoAdvisor non è nato per sostituirsi a tutti i validi canali di informazione già esistenti, ma per fungere da amplificatore e da contenitore coesivo di una community. Chi all’inizio può aver pensato a noi come “newcomers” arrivisti è perché non conosce le nostre storie, quanto crediamo in questo progetto e quanto poco ci interessi trarne profitto. Se così non fosse stato, probabilmente PaleoAdvisor avrebbe già chiuso.
Per tornare alla tua domanda il suo scopo è permettere alle persone che intraprendono questo percorso di poter instaurare un dialogo e un rapporto con professionisti che possano comprenderli e sostenerli, ma anche di permettere agli stessi professionisti di conoscersi tra di loro e instaurare collaborazioni, tutte cose che si sono verificate e di cui siamo davvero orgogliosi.
Questo, se vogliamo, è lo scopo più evidente e dichiarato, ma c’è anche un altro aspetto che mi sta molto a cuore. Credendo nella bontà di questo stile di vita credo che dare risalto ai professionisti che ne sposano i principi possa accrescerne il valore anche agli occhi dei più scettici e diffidenti.   

Davide: La nostra Mission è appunto quella di dare la possibilità agli utenti di aver ogni strumento per condurre al meglio uno stile di vita secondo natura.
Siamo decisi nel creare una sorta di community che sia luogo di apprendimento e confronto sul mondo della medicina, nutrizione evoluzionistica e fare sport seguendo quelli che sono i veri dettami dell’evoluzione del Sapiens.

“Vivere Paleo” in 3 parole…

Francesca: Conosci il detto “il calzolaio ha le scarpe rotte”? Te lo dico perché ormai dovrebbe essere chiaro a chi è informato sull’argomento che “vivere paleo” dovrebbe significare ben oltre che l’esclusione di certi cibi dalla propria alimentazione, e lo stile di vita che conduco, per ragioni di lavoro ma anche di pigrizia, è ben lontano dall’ideale “paleo” che avrei in testa. Vivere più a contatto con la natura, fare più attività all’aria aperta… Potrei fare molto di più, e sicuramente mi impegnerò sempre in tal senso, ma se ripenso al passato ho modificato così tante piccole abitudini e credenze che forse quello che a me sembra ancora poco, sarebbe già uno stravolgimento per la maggior parte delle persone.
Se posso risponderti davvero con tre parole per me significa “vivere con consapevolezza. Per una come me che ha passato l’adolescenza a lottare contro il cibo, ma anche a cercare di comprenderne i meccanismi di influenza sul nostro corpo e sulla nostra mente, leggere Wolf è stata una vera e propria illuminazione, che ha sradicato in un attimo tutte le nebulose sovrastrutture che negli anni si erano accumulate nella mia mente senza portare da nessuna parte. Quel libro è stato il punto di arrivo di una fase del mio percorso di ricerca e il punto di partenza di un’altra. Prima camminavo a tentoni, ora avevo una bussola con cui orientarmi.

Davide: Vivere Paleo in 3 parole? Te le dico in inglese che fa più figo:

  • Sun – fonte di vera vita/energia
  • Cuore – vita di relazione con le persone che ci circondano e veramente ci vogliono bene
  • Real Food – cibo vero, cibo secondo natura, cibo che non subisca eccessiva cottura, ma soprattutto che non sia trattato industrialmente in maniera alcuna…

Qual è il “vero” approccio Paleo”?

Francesca: Quando “paleo” diventa una etichetta da apporre su prodotti alimentari industriali, farine o ricette troppo elaborate, significa che abbiamo perso il significato di questa parola. Questo modo di vedere viene bollato come estremismo, invece secondo me gli estremisti sono quelli che hanno bisogno di associare questa parola a tutte le cose a cui non vogliono rinunciare. È un modo di sentirsi a posto con la coscienza. 
Io non penso assolutamente che dobbiamo privarci di tutto sempre e comunque, al contrario, perché non siamo fatti solo di carne e non sono degli sgarri saltuari a farci ammalare, ma mi piace chiamare le cose con il loro nome, altrimenti si crea confusione e si diventa facile oggetto di critiche. 
L’importante è fare le cose con testa e in modo equilibrato e consono alle proprie condizioni di salute. Le informazioni sono alla portata di tutti. Se la Paleo vuole avere ancora un valore può farlo non lasciandosi trascinare nella degenerazione consumistica tipica di altri regimi alimentari, come il veganesimo. Mi piacerebbe che la Paleo si preservasse da certi fanatismi, mantenendo un approccio più serio e scientifico.

Davide: Il vero approccio Paleo ultimamente, come dice il buon Angelo Rossiello, viene considerato solo sotto l’aspetto nutrizionale, ovvero: Paleo diet e stop.
Peccato che:

  1. Negli ultimi tempi il posizionamento in una comfort zone sia molto succulento per molti utenti che decidono di sposare questo mondo. Mi spiego meglio: sono convinto che una persona che passa da una dieta mediterranea (storpiata) ricca di carboidrati raffinati ad alto indice glicemico e povera nutrizionalmente (non elettiva per l’uomo) debba adattarsi in modo graduale al nuovo percorso (si spera definitivo), però cercare dei surrogati sostitutivi per sopperire la mancanza di alcuni cibi dannosi sia errato, a lungo termine.
  2. La tecnologia che ci porta costantemente a contatto con campi elettromagnetici non nativi, luci artificiali (che ci rivestono come involucri per tutto il tempo), mancanza di esposizione al sole, mancanza di connessione con la Madre Terra, ritmi sonno/veglia completamente sfasati, ci condurrà lentamente ad ammalarci in maniera inesorabile. Questa è una problematica che se non viene trattata con un approccio adeguato, neanche la paleo diet potrà risolvere.

A chi è adatto questo stile di vita?

Francesca: La paleo è adatta a tutti, in quanto esseri umani, ma non tutti sono adatti alla paleo. 
L’obiettivo di chi ha compreso la paleo nella sua accezione più ampia è quello di ridurre quanto più possibile tutti quelli che chiamiamo mismatch evolutivi, partendo dagli studi più aggiornati sulla nostra biologia evolutiva. Non è una ricetta definitiva e preconfezionata, ma un percorso di apprendimento. Quante persone hanno la voglia e l’interesse di studiare e di mettersi continuamente in discussione? 
Io non credo sia un caso che moltissime persone che si sono avvicinate a questo ambiente lo abbiano fatto in seguito a diagnosi di malattie autoimmuni o in seguito ad altri problemi di salute di vario genere. Se non scatta dentro le persone qualcosa che le spinge a cercare, è normale che si fermino in superficie e vedano nella paleo niente di più che una delle tante mode passeggere, senza capire quello che di più profondo ha da dare.

Davide: A mio avviso questo stile di vita (purtroppo) è adatto a pochi, ma va bene cosi! Come si dice? SELEZIONE NATURALE!
Solo chi veramente è disposto a fare delle rinunce (tra l’altro inutili) per riprendere in mano la propria salute sarà in grado di affrontare questa strada verso il benessere assoluto.
Purtroppo anche la disinformazione di oggi giorno non aiuta ed i mass media sempre pronti a schierarsi contro, la fan da padroni.
D’altra parte però…
…siamo qui per questo, no??! 🙂